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Puoi mostrare o descrivere che cosa vuoi dire che le immagini non sonno allineate?Hai forse nella stessa riga della tabella diverse immagini? le vuoi allineate alla base, in testa o rispetto alla loro mezzeria?
Il capitolo di quella guida (qui in testa alla pagina c’è i link all’ultima versione) dà uno o più esempi di macro per sistemare le figure in una tabella, ma non sono le uniche soluzioni; quello che racconta in merito alle figure da inserire nelle tabelle è che le gigure hanno come punto di riferimento lo spigolo in basso a sinistra, e su quello bisogna costruirsi le macro affinché si possa ottenere quello che si vuole. Capito il concetto il resto si risolve con la macro o le macro opportune; al limite puoi sempre inserire i tuoi comandi \includegraphics con i loro argomenti dentro l’argomento di un comando
`
\raisebox{innalzamento}[…][…]{\includegraphics[…]{…}}
`dove puoi specificare l’innalzamento (o ribassamento se vuoi abbassare invece che alzare la figura) e, volendo puoi anche mettere qualcosa nei due argomenti facoltativi in modo da assegnare una altezza e una profondità “apparenti” diverse da quelle reali al risultato di \raisebox.
Devi solo sperimentare le impostazione che \tabularimage apparentemente non ti offre come vuoi tu.
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La versione 5.04 l’ho gia confezionata, ma non ho ancora fatto l’upload, che comunque richiedera’ alcuni giorni per essere a disposizione di tutti e per poter essere ripresa con un normale TeX Live Manager (per la distibuzione TeX Live).Alla seconda domanda rispondo che si’, e possibile metterlo in alto, ma non chiederlo a me; bisogna ricorrere a pesanti modifiche al file topfront.sty, che non e cosi’ flessibile; piuttosto usa il pacchetto frontespizio e poi aggiungine il file pdf al file della tua tesi con pdfpages
11 Aprile 2011 alle 11:08 in risposta a: [RISOLTO] Fancyhdr, impostare la testatina in modo specifico #58105::
L’ultima versione di toptesi è 5.03.Se tu avessi letto la documentazione, non avresti messo la chiamata al pacchetto babel con la specifica della lingua italiana; mi stupisco che non ti sia accorto dei messaggi d’errore che babel ti manda. Le lingue precaricate son l’italiano (default) e l’inglese, con l’opzione english fra le opzioni della classe; con altre lingue, il nome inglese della lingua va messo fra le opzioni della classe e vanno aggiunti un paio di comandi come spiegato nella documentazione.
Veniamo al tuo frontespizio; siccome nessuno è immune da errori, evidentemente ne ho fatto uno anch’io e ti ringrazio di averlo messo in luce e segnalato. Provvederò con la versione 5.04; intanto puoi mettere una pezza al mio errore scrivendo:
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\nomeateneo{~\\Tor Vergata}
`
Se la spaziatura non ti basta ( a me senza la correzione che ti sto dicendo, Tor Vergata viene troppo accostato a Università degli Studi, ma non sovrapposto come succede a te) scrivi:
`
\nomeateneo{~\\[0.5\baselineskip]Tor Vergata}
`
aggiustando il valore 0.5 a quello che ritieni più opportuno (ma non esagerare…).
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Non credo che esista ancora una documentazione in italiano, ma ti posso dire in italiano quali sono le principali differenze fra LaTeX eConTeXt:Sono due tipi di mark-up completamente diversi, anche se il programma che sotto sotto esegue davvero la compilazione è pdftex per entrambi e per ConTeXt-mkiv anche l’interprete Lua.
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Salvatore, che cosa ha TeXmakerX in più di TeXShop? solo molte icone di sopra, di sotto di fianco, ma non fa di più di TeXShop. Vuoi fare indici, mettere in grassetto, mettere in corsivo? queste cose le fai con la stessa facilità si TeXShop:1) Indice analitico (perché l’indice generale lo fa pdflatex da solo): clicca le freccina di fianco alla finestrella in alto dove presumibilmente vedi scritto LaTeX: ti si apre il menu dei programmi: scegli Makeindex; clicca il bottone Typeset e l’indice viene fatto. Riapri il menu dei programmi, riscegli LaTeX, e ricomponi il documento.
2) grassetto, corsivo e altri stili; seleziona il testo da mettere in grsassetto o in corsivo, o in…;Text sclicca sulla voce del menu Macros; scegli Text styles, scegli Emphasize se vuoi solo l’enfasi in corsivo, oppure scegli Typeface, oppure Size, oppure Style; scegli la caratteristica che vuoi; il testo evidenziato verrà racchiuso dentro gli appositi comandi.
3) vuoi il completamento dei comandi? di solito è già attivato; comunque contralla nel pannelo delle Preferenze di TeXShop; ti basta poi premere il tsto “esc” (in alto a sinistra nella tastiea) e se c’è già scritta abbastanza informazione la parola, il comando viene completato; per gli ambienti batti il tasto esc dopo avere scritto tutto il comando di apertura e ti appare subito il comando di chiusura con il cursore in mezzo pronto per cominciare a comporre dentro all’ambiente.
L’unica cosa che TeXShop non fa per ora è quello di contrarre gli ambienti e di mostrarne la struttura nel pannello di sinistra. Comodo ma non essenziale, prerogativa di TeXmaker(X), di Kile, e forse di altri programmi che non ho mai usato.
In ogni caso TeXmakerX ha un pannello di configurazione dove nel sotto pannello Engines ci sono tutto gli eseguibili che può attivare; nella finstra di fianco a ciascun nome c’è il comando con cui li attiva; se non c’è scritto altro che il nome del programmi, clicca su uno dei due pulsanti a destra, quello che serve per fare la ricerca degli eseguibili, e la finestrella si riempie del comnado per disteso, con le opzioni necessarie. Questa è generalmente una operazione da fare ogni volta che si installa da zero TeXmakerX o quando si aggiorna la distribuzione di MacTeX.
Io però, pur avendo TeXmakerX installato, lo uso assai raramente, in pratica quando ho già impegnati sia TeXShop sia TeXworks e non ne voglio ingombrare le varie finestre dei file aperti. A me TeXmaker(X) non piace essenzialmente perché lavora in nonstopmode e non mi pare che presenti le necessarie facilities per interagire con il programma per il dialogo in caso di errori. Manca persino un pulsante per farlo “abortire” quando va in loop o quando lavora troppo a lungo per una compilazione prova di problemi. Su una macchina Windows TeXmaker(X) è forse il migliore, sul Mac, non di sicuro. Sul Mac, se si desidera un editor più potente di TeXShop o del fratellino minore TeXworks, si può usare Emacs o Aquamacs, non certo TeXmaker(X); secondo il mio parere personale, s’intende, e chiunque può avere di idee opposte.
::Tu mi hai illuminato, appunto, e ti ringrazio. Una sola cosa rimane da dirimere: Ivan sostiene (e forse è vero) che dopo aver installato TeX Live su Windows DALLA RETE (sempre che si riesca a farlo senza inceppamenti) rimane impostato il mirror da cui hai scaricato la distribuzione. E questo non sarebbe un mistero, di per sé.
Quello che vorrei davvero sapere è: è vero che se si installa TeX Live su Windows da DVD e si prova a cambiare il mirror per gli aggiornamenti nella finestrella di TeX Live Manager, qualunque server si metta si viene sempre reindirizzati verso quello di Roma?Scelto un altro mirror bisogna anche classificarlo come mirror di default, altrimenti succede quello che dici.
\quote]
Ultimo dubbio: MiKTeX (2.9) richiede il refresh dei database dei file e dei formati soltanto dopo aver modificato l’albero personale. MacTeX non lo richiede mai. TeX Live su Windows lo richiede anche dopo un normale aggiornamento?
[/quote]
Così credevo anch’io, poi ho studiato meglio la documentazione di TeX Live e ho scoperto che dove alcuni percorso sono preceduti dal doppio punto esclamativo, lì ci vuole l’aggiornamento del filename database. Su TeX Live, qualunque si la macchina il percorso chiamato @TEXHOME, quello che punta al propio albero personale MOMN è preceduto dal doppio esclamativo né su Mac né su Windows, né su Linux, almeno se si installa una TeXLive vera.
Invece per i percorsi preceduti dal doppio esclamativo il programma kpsewhich che è sostanzialmente quello mediante il quel i vari eseguibili del sistema TeX trovangli indirizzi assoluti dei file, esamina SOLO il filename database; da quel che non è scritto posso pensare che se l’albero personale ha un filename databse aggiornato questo viene consultato, se non ce l’ha per niente la ricerca dei file avviene nei soliti modi caratteristici del sistema operativo; la cosa è ovviamente accettabile se l’albero personale non contiene migliaia di file come gli alberi di sistema.Vale la pena di leggere la documentazione:
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texdoc texlive
`Ciao
Claudio
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Tommaso,
il texlive manager per Windows in modalità grafica, che viene attivato come dice Orlando, ha una interfaccia grafica più modesta di quella di TeX Live Utility del Mac, ma in sostanza presenta le stesse funzionalità; in fondo si tratta solo di una interfaccia grafica.Appena lo apri e hai stabilito, impostato o confermato il mirror da cui scaricare (tutto fuorché Roma2) la prima coa che fa è di leggere l’archivi do mirror e confrontare le date o i numeri di versione dei pacchetti del mirror con quelli di pacchetti installati. Naturalmente se ci sono dei pacchetti nuovi li rileva. Se clicchi aggiorna, in entrambi i casi aggiorni i pacchetti installati e aggiungi quelli nuovi. Non è un mistero miracoloso che i due texlive manager facciano le stesse cose, visto che sotto l’interfaccia grafica c’è lo stesso programma tlmgr; che questo sia uno script in Perl o qualcos’altro è del tutti irrilevante, è sempre lo stesso.
🙂 La persona per la quale ti stai interessando non è curiosa di sapere come usare il suo PC? è possibile che non abbia mai cliccato su Start? è possibile che eventualmente, avendo cliccato il bottone verde Start, non abbia visto la voce “Tutti i programmi? oppure è stata intimorita dalla parola programmi? e sì che oggi con gli iPod e iPad che tutti usano, senti la gente parlare delle varie app come se fosse la cosa più normale del mondo… Ovviamente chiamandole “app”, non “applicazioni”, vale a dire “programmi”. Atrimenti non sei “in’ se non le chiami “app”. 😀
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Tobaz NON usare la procedura .bat: quell’output viene dalla procedura .bat, la quale fra le altre cose lancia correttamente PDFCROP; solo che rprima cambia nome ai file e li copia altrova, dove PDFCROP non li trova… 🙁visto che sei su windows, o cancelli o cambi nome la procedura bat: per esempio la rinomini scontrona.bat così sei sicuro di non attivarla di default.
da terminale dai semplicemente
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pdfcrop –margins=1 Img_01.pdf Img_01_crop.pdf
`e vedi che cosa ti succede; Poi casomai ti crei tu una procedura bat che faccia solo quelo che vuoi tu, magari dando un nome provvisorio al file scontornato, e se pdfcrop finisce correttamente il suo lavoro puoi cancellare il file originale e assegnare al file provvisorio il nome del file originale (se vuoi, bene inteso, perché potresti volere conservare anche il file originale).
Poi, inmpratichendoti di procedure bat puoi anche crearne di più complicate in modo da scontornare, per esempio, tutte le immagini pdf di una intera cartella (come pretenderebbe di fare la procedura crop.bat che ti sta dando fastidio). Purtroppo non ti posso modificare la tua bar, perché io non lavoro più su windows da anni.
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\parbox è un comando del cuore di LateX, non deriva da qualche pacchetto: il tuo preambolo chilometrico non serve a granché. Tra l’altro la maggior parte dei pacchetti che si caricano sono inutili, ma vengono caricati perché si prende un file che funziona, si copia il preambolo e si è a posto, sulla base del principio che “nel più sta il meno”. Spesso non è vero perché nascono conflitti fra pacchetti, tuttavia torniamo a noi: la sintassi di \parbox è la seguente:
`
\parbox[⟨pos⟩][⟨altezza⟩][⟨pos.interna⟩]{⟨giustezza⟩}{⟨testo⟩}
`Se vuoi ruotare immagine e didascalia le defi mettere entrambe al posto di testo, u a cosa del genere:
`
\begin{figure}[p]
\rotatebox[]{90}{%
\parbox[c][\textwidth][c]{\textheight}{%
\centering
\includegraphics[]{immagine}
\caption{La mia didascalia}\label{fig:lamiafigura}
}%
}
\end{figure}
`
Naturalmente le opzioni di rotatebox servono per scegliere il punto di rotazione, mentre le opzioni di \includegraphics servono per specificare la larghezza dell’immagine. e le altre modifiche che vuoi apportare all’immagine.Stai attento a non commettere errori di ortografia usando le parentesi sbagliate o scrivendo male i comandi; se vuoi ulteriore aiuto manda il file log, (la parte rilevante, non tutte le 3000 righe del file log 🙂 ) In modo che noi possiamo leggere nel file log quello che non va e aiutarti a decifrarlo.
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Grazie della conferma che non funzione e grazie del bieco trucco che tutto sommato non è nemmeno tanto bieco.Però mi sorprende che Robertson e Hosny non rilevino che c’è qualche problema visto che quella scritture non funziona; certo nelle loro intenzioni doveva funzionare, ma non è così per esperienza sul campo.
Grazie ancora
Claudio
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Certo, lo so, sono io che mi sono sbagliato a scrivere TeX nel messaggio; per altro quello che scrivo in testa al file glielo faccio scrivere a lui, quindi lo scrive correttamente.Ho risolto al 90% cancellando TeXShop completamente, compresi i suoi file accessori e nascosto, come per esempio la cache, e reinstallando tutto da zero.
Il 10% resido nasce quando si crea un file ex novo: anche se ci si mettono le righe magiche quando si salva con Save as, nella finestrella continua ad esserci la terribile Frase MacRoman Western (o simile, l’ho incontrata tante volte, ma la odio talmente che la rimuovo ogni volta anche dalla mente).
Detto questo sono molto soddisfatto del nuovo TeXShop.
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Così è l’ultimo TeXShop ed era (è ?) Windedit.Certo nessuno dei due può correggere lingue per le quali non disponga del dizionario ortografico, ma TeXShop viene già attrezzato per le lingue più comuni, non saprei dire quali perché quelle che ci sono mi bastano. Per WinEdt avevo installato i dizionari per l’inglese, l’italiano, il francese e lo spagnolo, e li avevo resi attivi tutti, quindi li usava tutti e quattro per la correzione ortografica. Qualche volta una parola errata in una lingua era corretta in un’altra, e così sembra che questa cosa succeda anche con il nuovo TeXShop, ma è meglio avere dei falsi positivi, piuttosto che restare con le parole sbagliate.
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