OldClaudio

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  • in risposta a: Persoalizzare la classe examdesign. #27781
    OldClaudio
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      So che esiste il modo di eseguire le permutazioni anche con TeX, ma secondo me le permutazioni vanno fatte in modo che partendo da un file “originale” del test, si possano produrre permutazioni a piacere dei quesiti e permutazioni a piacere delle risposte di ogni quesito, facendo sì che alla fine della composizione l’insegnante disponga anche delle chiavi di correzione per ogni versione.

      Be’, non ci crederete ma io eseguo da 20 anni circa entrambe le permutazioni creando prima la versione originale, dando in pasto il tutto da un programma (che io delle vecchia guardia ho scritto in FORTRAN); ottengo N versioni permutate sia nei quesiti sia nelle risposte. Mi sono posto dei limiti; permuto sia i questi sia le 5 risposte di ogni quesito a gruppi di 5, ma fatta la versione “0”, il resto fra FORTRAN e pdflatex richiede pochi secondi. Ci vuole molto più tempo a stampare. Il programma di permutazione ha qualche rigidezza, ma tutto sommato funziona alla grande.

      Purtroppo non posso condividere il programma FORTRAN, perché è “classified” dall’Istituzione (Consorzio Interuniversitario) per la quale l’ho predisposto.

      Ma, per chi sa programmare, ho già svelato abbastanza. 🙂

      in risposta a: Correzione ortografica multilingue #57868
      OldClaudio
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        Su macchine Windows WinEdt era capace di farlo (parlo al passato perché non uso più Windows da almeno 6 anni) con tutti i dizionari installati.

        in risposta a: Watermark con Jpg #57842
        OldClaudio
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          Tonyx, non devi prendertela.

          Io la vedo così; LyX si spaccia panche per un front-end per programmi della distribuzione TeX, ma non è così; in mezzo ci sono diversi adattamenti, e il codice LaTeX che esso emette non è necessariamente codice corretto, o talvolta non lo è perché usa delle macro note solo a LyX.

          Noi che usiamo altri editor meno “sofisticati” di LyX, perché abbiamo sposato la tesi che bisogna disgiungere l’aspetto grafico di quel che si scrive dal contenuto vero di ciò che si scrive, non abbiamo tante dimestichezza con LyX, anche se, magari, come nel mio caso, ce l’ho installato sul mio portatile Mac. Non abbiamo tanta dimestichezza, perché non vogliamo perderci con i problemi di LyX, quelli di LaTeX ci bastano e avanzano e ci basta e avanza aiutare coloro che usano programmi normali, non quelli “sofisticati”. Talvolta ci riusciamo, ma certamente con LyX non ci mettiamo l’anima; parlo per me stesso, ovviamente.

          Detto questo, se il messaggio è che non ha trovato l’immagine .jpg, dove hai messo l’immagine? è nella stessa cartella dove si trova il sorgente del tuo documento .lyx? Ne hai scritto il nome rispettando maiuscole e minuscole, se LyX sul tuo Mac richiede di usare le lettere giuste?

          Hai notato che il modello di file di classe non standard .lco è scritto per usare XeLaTeX? Se i sicuro che LyX possa usare i comandi di XeLaTeX?

          Vedi dunque che il problema non è quello di arrabbiarsi se qualcun altro non apprezza l’uso di LyX; semplicemente devi saper rispondere tu alle domande che riguardano LyX, perché, almeno io, non ho voglia di studiarmi LyX, solo per rispondere ai frequentatori del forum, visto che non lo uso

          Siamo tutti volontari e mettiamo a disposizione le nostre vere o presunte conoscenze, sempre e comunque limitate, ma nessuno di noi in questo come in nessun altro forum è tenuto a rispondere a domande a cui non sa come rispondere o non vuole consumare tempo a documentarsi per poi dire all’interrogante guarda nella pagina 48 della documentazione Tal dei Tali.

          in risposta a: Nomenclatura o lista dei simboli #52542
          OldClaudio
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            Infatti il comando che devi dare a mano nella finestra del propmpt dei comandi è

            `
            makeindex filename.nlo -s nomencl.ist -o filename.nls
            `

            filename.nlo è il file che la precedente passata al pdflatex dovrebbe aver prodotto in base ai comandi che hai inserito nel testo da comporre.

            -s nomencl.ist è il file di stile per comporre la nomenclatora

            -o filenme.nls è il file di uscita (o sta per output) quello che poi immetterai nel file con il comando \printnomencl o con un semplice \input{filename.nls}

            in risposta a: Il vostro editor preferito? #1969
            OldClaudio
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              Dopo l’ultimo aggiornamento, nonostante l’impostazione per l’encoding UniLatin (latin 1) nella finestra delle preferenze continua a pretendere di aprire e di salvare i file in formato MacRoman.

              Non riesco a convincerlo a fare diversamente, o meglio, lo fa solo e soltanto se metto la riga magica % !TeX encondig=…, ma se edito file precedenti, che mancano di questa riga, e a suo tempo salvati in Latin 1, me li apre come MacRoman e mi impedisce di metterci la riga magica, perché prende in considerazione detta riga quando è già nel file che apre, non quando la si aggiunge, quindi ormai ha già pasticciato con tutti i caratteri a 8 bit.

              Non è la fine del mondo, ma a fronte della correzione ortografica automatica multilingue non mi lamento di nulla 🙂

              in risposta a: Stili bibliografici #57808
              OldClaudio
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                Nella veste di Obbiettore non sono così convinto:

                1) da un lato ci sono gli e-book dove un normale click sul riferimento, comunque composto (numero, autore-anno, eccetera) porta alla pagina della bibliografia, e un altro click su una freccia del visualizzatore riprta alla pagina che si stava leggendo.

                2) la citazione numerica consente un più rapida ricerca nella bibliografia; se devo andare a pescare il riferimento 145 so esattamente cercare il numero 145 nella bibliografia e molto più rapidamente che in un elenco alfabetico.

                Allora: il primo caso va bene per gli e-book e ne guadagnerebbe dalla citazione numerica per la compattezza della citazione. Ma è mno comodo per i testi cartacei; in ogni caso non permette di sapere subito, senza linkarsi alla bibliografia, di sapere chi e magari quando.

                Nel secondo caso si ha certamente la compattezza della citazione, ma lascia oscuro il chi e il quando; ma la consultazione cartacea ne è certamente facilitata; per circa 45 anni anni ho letto testi della mia disciplina con la citazione numerica, scritti bene, non con un semplice numero ma con un testo in cui il numero si integra bene, e con un segnalibro infilato alla pagina di inizio della bibliografia. La ricerca, anche nei testi di review, con centinaia di riferimenti, era rapidissimo nelle, magari, 30 pagine di riferimenti.

                Sempre per divertirsi, potrei proporre una via di mezzo: Citazione “autore numero”: Così si sa subito chi, non si sa quando, ma si ha la chiave per eseguire la ricerca nell’elenco bibliografico etichettato per numero, anche se alfabetizzato per cognome del primo autore e magari per l’anno quando l’autore è particolarmente prolifico.

                A me pare strano che uno possa scrivere più di un testo all’anno, ma con gli articoli su riviste ci si può riuscire; ci sono riuscito anch’io. Ma il mio palmares di pubblicazioni sta un due o tre pagine, mentre quelle di un famoso prof. universitario, che era anche editorialista su La Stampa, ammontava a più di 500 opere a stampa nei suoi presumibilmente attivissimi 50 anni di carriera, 10 libri all’anno richiedono di scrivere un libro ogni cinque settimane (libro, non articolo). Sono fortunato a non essere stato così prolifico nella mia carriera (ho però la soddisfazione che quel che ho scritto e solo farina del mio sacco).

                Bando alle polemiche sterili e inconcludenti; altre idee?

                Claudio

                in risposta a: Stili bibliografici #57805
                OldClaudio
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                  Bene, bene, Enrico; abbiamo gli stessi gusti.
                  Nota che io parlavo solo del sistema di citazione, non della composizione della bibliografia, che comunque, anche con citazione numerica può essere composta in rodine alfabetico per primo o unico autore. Infatti è quello che faccio di solito,

                  Tuttavia, mi piacerebbe sentire anche qualcuno che che la pensa diversamente da noi e ritene che il sistema di citazione autore anno sia efficiente ed efficace.

                  Ciao
                  Claudio

                  OldClaudio
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                    Molto difficile realizzare un indice così poco utile come indice.

                    Prova a leggere la documentazione della classe memoir dando da terminale il comando:
                    `
                    texdoc memman
                    `

                    Visto che quella classe è autosufficiente, ma anche quasi onnipotente, se la cosà è già stata fatta, sicuramente è documentata nel manuale.

                    OldClaudio
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                      I font arev potrebbero anche piacerti, ma certamente non per scrivere una tesi in robotica.
                      Questa scienza fa parte delle scienze applicate (fra le quali ingegneria) quindi le norme ISO ti impongono di scrivere la matematica con font con grazie; e se tu usassi font con grazie per la matematica e font senza grazie per il testo, il risultato sarebbe uno schifo.Se i font Latin Modern non ti piacciono (de gustibus non est disputandum} segui i consigli di Enrico: pacchetto fourier oppure pacchetto kpfonts. Ovviamente se non li hai già installati, li devi installare.

                      in risposta a: Probela PDFPAGES #57776
                      OldClaudio
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                        ÈE difficile perché non fai nesuno sforzo per capire i messaggi che il programma di composizione ti dà. Se ti dice:

                        ! LaTeX Error: File ‘eso-pic.sty’ not found.

                        che cosa mai varrà dire? Persino un traduttore automatico dall’inglese all’italiano, ammesso che tu non conosca una parla di inglese, ti tradurrebbe”

                        Non ho trovato il file eso-pic.sty

                        Se non l’ha trovato, vuol dire che esso non è installato nella tua versione ridotta di MiKTeX.

                        Ogni 5 messaggi viene consigliato di installare sempre la distribuzione completa, sia di MiKTeX o di TeX Live; trovo che la cosa sia particolarmente utile per i principianti.

                        Me questi devono sforzarsi un pochino a capire i messaggi, oltre che a leggere la documentazione, ma leggerla davvero,

                        in risposta a: Adobe Reader X #57764
                        OldClaudio
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                          Ma’, lo uso da alcuni mesi e certo serve a fare molte cose, non solo a leggere il contenuto o a ricavare delle informazioni. Non l’ho ancora usato epr i commenti/note, perché mi sono abituato a farli con Skim (su Mac).

                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Per subfig devo usare una sintassi completamente diversa giusto?

                            Non ho ben capito dove devo infilare il pacchetto {babel}

                            Che cosa ti ha scritto Enrico di fianco alla riga che invoca babel?

                            Che cosa vogliono dire le righe simili a “\graphicspath{{frontmatter/figures/PNG/}{frontmatter/figures/PDF/}{frontmatter/figures/}} “?
                            Sostituito con successo graphics con graphicx (che differenza c’è?), […]

                            Da finestra comandi dà il comando:
                            `
                            texdoc grfguide
                            `

                            in che senso righe moolto lunghe?

                            La lunghezza ideale di una riga contiene 66±5 caratteri del font normale, spazi e segni di interpunzione compresi.

                            cosa fa \setlength{\headheight}{13.6pt} ?

                            Capisco che l’inglese dei comandi non è l’inglese che si trova nel dizionario, ma secondo te che cosa vuol dire? A me pare trasparente che voglia dire “imposta (set) la lunghezza (length) dell’altezza (height) della testatina (head) a 13,6 punti tipografici (13.6pt)”

                            La paginazione mi pare molto migliore, però mi sembra che tra l’header e la prima riga di ogni pagina ci sia un po’ poco spazio (soprattutto rispetto alla distanza che c’è tra l’ultima riga ed il footer!).. si potrebbe ovviare a questo problema?

                            Puoi sempre usare un comando simile a quello per l’impostazione dell’altezza della testatina:
                            `
                            \setlength{headsep}{14pt}
                            `
                            Aggiustati il valore senza però esagerare.

                            se commento le righe iniziali (“\ifx .. \fi”) mi dà questi errori:
                            Codice:
                            Package caption Warning: Unsupported document class (or package) detected,
                            (caption) usage of the caption package is not recommended.
                            See the caption package documentation for explanation.

                            )
                            ! Undefined control sequence.
                            l.640 {\@listi
                            \global\bibsep\itemsep \global\advance\bibsep by\parsep}

                            Qui credo che sia saltata una riga blu:
                            `
                            \ProvidesClass{Latex/Classes/PhDthesisPSnPDF}[2007/09/06 v2 PhD thesis class]

                            \DeclareOption*{\PassOptionsToClass{\CurrentOption}{book}}
                            \ProcessOptions\relax
                            \ifx\pdfoutput\undefined
                            \LoadClass[dvips, a4paper]{book}
                            \else
                            \LoadClass[pdftex, a4paper]{book}
                            \fi

                            \LoadClass{book}
                            `

                            Il punto che Enrico aveva stigmatizzato era quello di usare \ifx\pdfoutput\undefined per testare se si stava usando come motore di composizione pdf{laTeX oppure LaTeX; dal 2007 \pdfoutput è sempre definito, quindi il test è sempre falso; se proprio uno volesse fare delle distinzioni, potrebbe testare il valore di \pdfoutput:
                            `
                            \ifnum\pdfoutput<1
                            \LoadClass[dvips, a4paper]{book}
                            \else
                            \LoadClass[pdftex, a4paper]{book}
                            \fi
                            `
                            ma siccome tutti i pacchetti chiamati, in particolare graphicx, sanno da soli se il motore di composizione è pdfLaTeX oppure LaTeX, non c’è nessun bisogno di eseguire il test e basta caricare la classe, senza nemmeno specificare le opzioni, che invece possono tranquillamente venire specificate alla classe PhDthesisPSnPDF. Se hai installato correttamente il tuo sistema TeX, a4paper dovrebbe essere il valore di default e non occorrebbe specificarlo.

                            OldClaudio
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                              BibTeX è un programma per compilare la bibliografia; biber è un altro programma per fare la stessa cosa in modo diverso.
                              biblatex è un pacchetto per LaTeX & friends che serve per specificare modalità e stili per generare la bibliografia.

                              BibTeX o biber devono venire cliccati col bottone dello shell editor dopo che (pdf)LaTeX è stato eseguito almeno una volta; questa esecuzione produce un file .aux dove sono elencate tutte le istanze dei comandi \cite usati nel documento. BibTeX legge questo file .aux per sapere quali testi siano stati citati e li estrae dal databse bibliografico .bib trascrivendoli in un altro file .bbl con il mark-up necessario per rispettare gli stili di biblatex che poi i comandi definiti in biblatex e nelle sue estensioni interpreteranno e tradurranno nel formato finale quando si fa andare (pdf)LaTeX ancora una o due volte.

                              La spiegazione, è un po’ telegrafica, ma sostanzialmente dice la verità. Se vuoi saperne di più devi leggere una buona Guida come l’Arte o l’introduzione (link in alto in questa stessa pagina del forum) e comunque esiste sempre la documentazione del sistema TeX accessibile con il comando texdoc dalla finestra comandi.

                              Ho la sensazione, non avertela a male se te lo dico, che tu abbia affrontato l’uso di LaTeX in modo un po’ troppo naïf. La lettura completa dell’Arte potrebbe aiutarti molto.

                              OldClaudio
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                                Vistoo che usi MiKTeX2.9 apri il Package manager usando il dialogo MiKTeX Settings
                                (Start ->Programs -> MiKTeX -> MikTeX Settings) e installa biblatex.

                                in risposta a: Inserimento immagini di grafi #57676
                                OldClaudio
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                                  Come laureando che svolge una tesi di ricerca operativi dovresti/potresti avere una minima curiosità di sapre come funzionano i programmi che usi 😉

                                  Non hai mai provato a da aprire Start -> Programmi -> MiKTeX e a vedere che cosa ti presenta il menù?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 10,351 al 10,365 (di 11,287 totali)

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