OldClaudio

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  • in risposta a: TexMakerX, completamento automatico invadente #53976
    OldClaudio
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      Il completamente è una funzione offerta da diversi editor. Io l’ho sempre disattivato. Mi ha dato fastidio fin dall’inizio, ma prima di avere una macchina con un sistema operativo e con programmi molto “aiutevoli” avevo già lavorato per una decina di anni con DOS e programmi molto semplici; mi ero abituato a stare attento da solo a quello che scrivevo. Questo, naturalmente non vuol dire che arrivato alla mia età non dovrei invece farmi assistere 😉

      in risposta a: Problema frontespizio #53965
      OldClaudio
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        Infatti, probabilmente ti stai confondendo. Il comando \candidato non accetta nessun argomento facoltativo, richiede solo il nome+cognome (in quest’ordine, mi raccomando) del candidato. Il numero di matricola fa molto burocrazia e io personalmente non l’ho mai visto sul frontespizio di una tesi, ma non escludo che questo possa succedere in qualche università. Non ti assicuro che possa funzionare, ma prova a scrivere

        `
        \candidato{Mario Rossi\\Matricola: 1234567}
        `

        Al PoliTO certamente il numero di matricola non è mai stato richiesto sul frontespizio delle tesi, altrimenti avrei previsto anche questa possibilità (oppure mi sarei fatto sentire in segreteria per chiedere il “redde rationem” di questa “volgarità”).

        in risposta a: Utilizzare fontspec ed avere come output un dvi: possibile ? #53901
        OldClaudio
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          `
          \newlenght\pippo
          ..
          \beign{document}

          \settoheight{\pippo}{\fontfamily{psb}\fontsize{22bp}{30}\fontseries{b}\selectfont M}

          L'altezza della M è di \the\pippo.


          `

          Naturalmente se hai un altro registro-lunghezza che ti sei già definito e in quel momento non ti serve, puoi usare quello invece di \pippo.

          Volendo potresti farti calcolare la proporzione da pdflatex usando il pacchetto calc, oppure usando i comandi estesi del moderno pdflatex; tuttavia, visto che è un calcolo da fare una volta per tutte, puoi anche farlo a mano.

          Permettimi una domanda: che cosa ti serve l’immagine della M fatta con quel font a quella grandezza? Se ti serve per un capolettera, perché non usi il pacchetto lettrine?

          in risposta a: Utilizzare fontspec ed avere come output un dvi: possibile ? #53899
          OldClaudio
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            `
            \documentclass{minimal}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \begin{document}
            \fontfamily{psb}\fontsize{22bp}{30}\bfseries M
            \end{document}
            `

            Nel tuo codice usi \textbf; Enrico usa la dichiarazione \bfseries; il messaggio che ricevi dice che non usa il font della serie bold extended ma che usa il font della seire bold

            Se cambi il coice in
            `
            \documentclass{minimal}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \begin{document}
            \fontfamily{psb}\fontsize{22bp}{30}\fontseries{b}\selectfont M
            \end{document}
            `

            Il messaggio relativo alla sostituzione non dovrebbe più aparire.

            Il messaggio che coinvolge i font cmr dipendono dal fatto che il file di descrizione di quei font t1cmr.fd prevede solo certi copri, non una continuità/scalabilità di corpi come succede, per esempio con i font Latin Modern.
            Siccome a te interessa la M non devi preoccuparti che il numero della pagina o qualche altra informazione sia composta con un font di dimensione diversa da quella che ti aspetti.

            Ricordati infine che il copro di 22bp comprende anche i discendenti dei disegni dei caratteri di quella collezione; non sono quindi le dimensioni del carattere M.

            Devi andare un po’ per tentativi; le dimensioni in altezza delle maiuscole non sono registrata in nessun parametro accessibile direttamente da latex Puoi provare a farti scirvere da latex stesso quanto vale l’altezza effettiva della tua M nera di copro 22bp. la metti in una scatola e chiedi a latex di stamparti l’altezza della scatola; supponiamo che ti dica che vale 14pt se fai una proporzione ai 22 pt (bp…) sai di quanto devi dichiarare il corpo vero del tuo M nero perché la sua altezza effettiva valga 22bp.
            Ricordati che 1 bp = (72,27/72)pt = 1.00375pt (di fatto quel 4 per mille è quasi trasurabile, ma per la precisione il rapporto è quello.

            in risposta a: Limiti di XeTeX e XeLaTeX #52666
            OldClaudio
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              L’esempio che mi hai indicato e che ho ripetuto con altre scelte di font e in diversi altri contesti funziona benissimo. Invece in un documento che si compone benissimo con pdflatex con xelatex fa i capricci, nel senso che la sillabazione sembra corretta dovunque, ma non nelle parole composte contenti l’elisione.

              Ne deduco che commetto qualche errore che mi sfugge, evidentemente, perché fino a prova contraria i programmi generano processi causali, non casuali 😀

              Per quanto riguarda la discarisa fra l’apostrofo diritto e l’apostrofo curvo, sono d’accordo che il primo non dovrebbe venire usato, ma non userei nemmeno la virgolette semplice alta chiusa al posto dell’apostrofo e “2019 è un virgoletta semplice alta chiusa.

              Che poi ci sia una discrasia fra i font di impostazione e dei pattern e il file di descrizione della lingua italiana per XeLaTeX è un fatto; non sono sicurissimo che \lccode”2019=”0027 funzioni o serva a rimediare. Sta di fatto che se le sillabazioni sono corrette dopo il maquillage prodotto da Ligatures=TeX, dipende dal fatto che il pattern virtuale 0^^^^20190 è implicito e quindi la virgoletta semplice alta chiusa è considerata come un carattere prima del quale non si può dividere e dopo del quale (essendoci una vocale) non si può dividere. Cioè funziona senza che la cosa sia stata prevista.

              Le altre cose che mi danno personalmente fastidio nel file gloss-italian.ldf sono del tutto trascurabili. Probabilmente io sono una delle 4 o 5 persone che usano quelle estensioni,
              quindi vedrò di darmi una regolata.

              in risposta a: Note a margine #53949
              OldClaudio
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                Lorenzo e Tommaso, scivendo l’Arte, hanno usato un’abbondanza di note marginali e sono sicuro che ti direbbero di sì, che le note marginali ci stanno benissimo in una tesi scientifica.

                Io onestamente, dopo 50 anni all’università, ma in una facoltà tecnologica, non ne ho mai viste.

                Il mio parere è che le note marginali stanno benissimo con lo stile dalla ClassicThesis, che appunto è stata realizzata, come dice il nome, per le tesi classiche (io l’intendo così: su materie classiche). Poi ClassicThesis può servire anche ad altro, ma io ne sfrutterei gli ampi margini esterni non per le note marginali, bensì per collocare delle figure che sbordino in quei margini, alla grande. Anche per figure non tante grandi da lasciare nel margine. Ci sono pacchetti epr fare questo genere di cose. ma prima di tutto ci andrei piano ad usare composizioni insolite, perché, come dice Bringhurst, il maestro indiscusso di tipografia, l’arte tipografica deve essere discreta, non deve distrarre il lettore; Se la composizione di fa notare, allora è un tipo di composizione mal progettata, ammesso ce sia stata progettata.

                Quindi vacci piano sia con le note marginali, sia con le figure marginali, sia con ogni tipo di composizione “troppo” insolita.

                Il magnifico libro di Bringhurst ha una impaginazione insolita, ma è stato disegnato da un maestro, non da dilettanti come siamo tutti noi; la sua impaginazione è così insolita che non ti distrae ma fa sentire a proprio agio, senza sapere perché. Quella è arte tipografica vera.

                in risposta a: Limiti di XeTeX e XeLaTeX #52663
                OldClaudio
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                  Ho trovato la prima magagna vera, non una cosetta che dipende dalla mia scarsa preparazione con xelatex.

                  Quando si lavora con pdflatex il programma esegue correttamente la sillabazione delle parole che contengono l’apostrofo, come è raccontato anche nell’apposita appendice dell’Introduzione.

                  Questo fatto discende dall’aver impostato l’apostrofo, che non è una lettera, in modo che abbia associato un codice di “minuscola” diverso da zero e pari al suo codice di carattere.

                  Con xetex e xelatex la sillabazione è impostata nella stessa maniera, nel senso che vengono usati gli stessi file di pattern e di impostazioni per le varie lingue che vengono usati quando si lavora con il motore pdftex (LaTeX e pdfLaTeX).

                  Senonché il file che descrive la lingua italiana a xelatex, oltre a riferirsi ad un diverso modello tratto da quello per babel, ma forse un modello troppo scarno, commette un grave errore: attribuisce il codice di “minuscola” alla “virgoletta chiusa alta semplice” (codice Unicode esadecimale “2019”) invece che all’apostrofo (codice Unicode esadecimale “0027).

                  Questo errore può sembrare trascurabile, ma non lo è perché impedisce la sillabazione delle numerose parole legate ad un articolo o a una preposizione articolata che ha subito l’elisione.

                  Per aggirare questo problema ci sono alcuni sporchi trucchi, che io stesso mi rifiuterei di usare.

                  Ho già segnalato il fatto alla commissione per le lingue, ma non so che effetto ne sortirà.

                  Segnalo inoltre che con polyglossia e la lingua italiana non sono più disponibili i comandi abbreviati introdotti dal doppio apice né i comandi per inserire le unità di misura, i pedici e gli apici. Non so se segnalare questo fatto che a me disturberebbe non poco, ma che apparentemente non disturba affatto altri utenti italiani del sistema TeX, quelli che non usano né quelle scorciatoie né quei comandi, anche se nella composizione tradizionale con LaTeX e pdfLaTeX funzionano ancora benissimo.

                  in risposta a: problema…tex shop #53920
                  OldClaudio
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                    Be’, certo se usi una versione precedente alla texlive2010 pdflatex non sa che cosa siano le figure eps. Se hai installato la versione del 2010, pdflatex sa come convertirle da solo.

                    È scritto dappertutto che (prima del 2010) il formato eps era gestibile solo con latex e i formati pdf, png, jpg erano gestibili solo con pdflatex.

                    Ma se hai installato al versione 2009 o poco precedente, abilita nel comando delle preferenze l’esecuzione di programmi di sistema e poi carica nel tuo preambolo anche il pacchetto epspdfconversion; questo fa la conversione di eps in pdf tutto da solo.

                    il file synctex.gz è prodotto durante la compilazione e serve per sincronizzare la finestra di editing con la finestra del compilato pdf. è quello che ti consente di passare con meral+click da una finestra all’altra nel punto/capoverso corrispondente alla posizione del cursore nel momento in cui esegui il click. Non te ne preoccupare, serve solo a TeXShop e a TeXworks (l’altro editor capace di fare questo tipo di sincronizzazione in modo “nativo”)

                    Non capisco che cosa vuoi dire “non riesco a fargli fare il percorso”; bisognerebbe che descrivessi meglio che cosa vuoi fare e che cosa non riesci a fargli fare.

                    I font che usi che font sono? MacTeX trova benissimo i font che può usare; o meglio non è MacTeX che li trova; MacTeX è la distribuzione di TeX Live per Mac. Sono i vari motori di compilazione che sanno dove cercare i font, se sono state eseguite le giuste configurazioni. Questo implica che i nomi dei font che i programmi come pdflatex sanno trovare devono essere elencati in un file che si chiama pdftex.map e che dovrebbe trovarsi nella cartella /usr/local/texlive/2010/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map. Puoi aprire il file con TeXShop, ma ricordati di non modificare il file per nessun motivo; Cerca il nome del font che dici che non trova; se non c’è, non lo può trovare.

                    Se i font erano stati specificati con Textures nel tuo file .tex è possibile che si tratti di font di sistema, non di font della distribuzione MacTeX; in questo caso pdflatex non li può trovare, ma non è escluso che con qualche aggiustatina per i nomi dei comandi ci riesca xelatex.

                    Per aiutarti dobbiamo saperne di più.

                    in risposta a: problema…tex shop #53918
                    OldClaudio
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                      Guarda, per usare il terminale bisogna riuscire a trovare un manuale che sia degno di questo nome, ma io non ne conosco e uso male il terminale; tuttavia ogni volta che lo uso benedico il Cielo. Per carità, l’interfaccia grafica è comodissima, ma talvolta…

                      Prova ad aprire il terminale (Applications|Utilities|terminal.app); tanto per cominciare clicca sulla icona che ti appare nella barra dei programmi (quella che, volendo, fa l’onda quando il cursore ci passa sopra) e clicca sull’icona selezionando poi Keep in dock, in modo che tu abbia sempre a portata di mano l’icona per aprire il terminale senza dover andare sul Finder a cercare Terminal.app.

                      Poi scrivi nel terminale

                      xman &

                      e premi invio. Ti si apre una finestrina da qualche parte sullo schermo dove cliccare sul “bottone” Manual Page. Ti si apre una finestra più grande che ti offre al possibilità di scegliere il livello di manualistica che ti interessa con Sections. Scegli la section 1, e ti trovi con tutti i comandi per l’utente (User commands) dove riconoscerai tra gli altri i comandi che usavi con Linux; clicca su un comando qualsiasi e ti si apre la pagina di descrizione di quel comando con l’elenco delle opzioni e tutto il resto. Questa interfaccia grafica non è granché, perché è vecchiotta, e la barra di scorrimento permette solo di scendere nella lettura.

                      Poi esiste sempre, da terminale, la possibilità di leggere i manuali attraverso il comando info; per esempio dando il comando

                      info ls

                      ti si apre nel terminale stesso la pagina che riguarda il comando ls. Navighi nella pagina in avanti e all’indietro sia con le frecce page up e page down, sia con il tasto di spazio e chiudi la pagina con il comando q.

                      Purtroppo queste sono pagine che descrivono la sintassi, ma non danno una indicazione del tipo: per fare questo devi usare il comando tale.

                      A questo ci sono da aggiungere i comandi da terminale specifici di TeX Live, come per esempio kpsewhich, oppure tlmgr.

                      A questo proposito dal DVD dovresti avere avuta installata automaticamante anche l’applicazione TeX Live Utility.app (Applications|TeX|TeX Live Utility.app); questa è una interfaccia grafica “alla Mac” per far funzionare il TeX Live manager, quello stesso che azioni anche da terminale in modalità linea di comando o con una interfaccia grafica semplificata. Ti consiglio di mantenere nel dock anche questa applicazione e ti consiglio di usarla per gli aggiornamenti diciamo ogni 10 giorni. Ricordati che il mirror di default per gli aggiornamenti purtroppo è quello di Roma2; cambialo in

                      http://archive.cs.uu.nl/mirror/CTAN/systems/texlive/tlnet/

                      perché questo mirror funziona benissimo, almeno a me, ma credo anche a molti altri.

                      in risposta a: [RISOLTO] Ridefinizione dell’ambiente quotation #45797
                      OldClaudio
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                        Le virgolette servono per citare; l’ambiente quotation serve per citare. Perché vuoi citare il citato?

                        Niente virgolette dentro quotation, a meno che quanto composto dentro quotation non citi qualcos’altro (un breve tratto, poche parole).

                        in risposta a: problema…tex shop #53916
                        OldClaudio
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                          Tutti i Mac-isti usano questo programma e magari ne usano anche altri 🙂

                          Quello che racconti sembra essere dovuto al fatto che hai solo TeXShop ma hai conservato TeXtures come distribuzione del sistema TeX. Per carità Textures è vecchio e glorioso, e ha la composizione sincrona. Tutte le finezze dell’approcio Apple al sistema TeX commisurate alle possibilità dei suoi Mac.

                          L’ultima volta che ho usato Textures è stato una ventina di anni fa; e l’ho dismesso, anche eprché allora il programma era opsitato sul Mac di una amico, visto che io non avevo quella macchina.

                          Poi da quando ance il sistema operativo Mac OS X ha adottato il sistema UNIX (che l’utente spesso non vece perché usa la macchina solo attraverso la bellissima interfaccia grafica) sono passato definitivamente al Mac.

                          Non usare il terminale, ovviamente, è possibile, ma è un peccato: si perdono una infinità di possibilità che l’interfaccia grafica non consente.

                          Comunque, a parte queste considerazioni personali e solo personali, TeXShop probabilmente non riesce a combinare nulla perché non accede agli eseguibili di Textures. Da quello che racconti dei tuoi problemi io la capisco così.

                          Varrebbe la pena che installassi la distribuzione MacTeX, basata sulla distribuzione ufficiale TeX Live, rilasciata dal TUG e mantenuta ed aggiornata quasi settimanalmente.

                          Credo che MacTeX possa convivere tranquillamente accanto a Textures, così non sei costretta a cambiare abitudini all’improvviso.

                          In ogni modo MacTeX installa anche TeXShop e TeXShop è perfettamate integrato con la distribuzione TeX Live/MacTeX. Se editi i tuoi file sorgente con TeXShop, rispetto a TeXtures perdi la composizione sincrona (il che, secondo me è un bene) ma quando nella finestrelal in alto scegli il motore BibTeX, e clicchi Typeset, ti esegue la compilazione della bibliografia a partire dal database bibliografico precedentemente creato, e ritornando al motore latex ti riesegue la compilazione del tuo documento inserendovi al bibliografia.

                          Se non ti va di installare anche MacTeX, pazienza. usa Finder per trovare dove sia la cartella che contiene gli eseguibili di Textures; poi apri TeXShop e cliccando sul suo nome nella barra in alto a sinistra, selezione Preferences; scegli la schermata Engines e lià aggiusta i percorsi per i vari motori in modo che facciano riferimento agli eseguibili di TeXtures. Se segui questa strada dovrai sudare un po’, ma alla fine conoscerai molto meglio la tua macchina e la saprai usare meglio.

                          in risposta a: program.2 has been referenced but does not exist!!! Ufffffff #53877
                          OldClaudio
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                            In ogni caso prendi l’abitudine di caricare il pacchetto hyperref per ultimo. Per poter costruire i collegamenti ipertestuali hyperref deve ridefinire una moltitudine di comandi interni alle classi e ai pacchetti; se lo carichi per primo, i pacchetti posso ridefinire quello che hyperref ha ridefinito fra i comandi interni della classe, e in sostanza combinare un gran pasticcio.

                            Può andarti bene, per puro caso, anche quando non segui questa regola aurea; ma prendi l’abitudine di caricare hyperref per ultimo.

                            in risposta a: ClassicThesis e centratura corpo del testo. #53914
                            OldClaudio
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                              Francesco, il fato che le pagine pari e dispari abbiano lo specchio di stampa spostato verso il margine interno è una cosa che disturba i neofiti, ma è quello che ogni impaginazione ben fatta dovrebbe sempre realizzare; quando hai un documento (libro) aperto vedi due pagine affacciate e se gli specchi fossero centrati su ciascuna pagne lo spazio bianco al centro sarebbe eccessivo.
                              La soluzione dell’opzione oneside è quella che risolve il tuo problema, perché appunto fa riferimento ad una pagina singola senza badare a come appaiono due pagine affacciate. Naturalmente quella opzione ha anche altre conseguenze; per esempio che le testatine e i piedini sono identici per cui non hai la doppia informazione che potresti avere con le testatine e i piedini delle pagine affacciate composte in modo diverso e con contenuti diversi.

                              Puoi provare a leggerti la documentazione delle classi Koma-script, la guida scrguien.pdf (da terminale dai il comando; texdoc scrguien) e vedi se puoi usare il comando \areatype (o qualcosa del genere) che ti permette di specificare la tua geometria della pagina; puoi ottenere l’aspetto twoside con testatine diverse, ma con gli specchi di stampa centrati in ciascuna pagina. Questa soluzione va bene per un documento da leggere sullo schermo, ma non va bene per un testo su carta.

                              in risposta a: Utilizzare fontspec ed avere come output un dvi: possibile ? #53895
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Grazie, ma sono azioni fuori dalla mia portata. Solo un’ultima domanda che, a pensarci, mi gela il sangue:

                                Se provo ad utilizzare le opzioni di microtype, latex vuole un file di metriche .tfm.

                                Se provo ad aumentare la dimensione del font, arriva

                                `

                                LaTeX Font Info: Font shape `T1/psb/bx/n' in size <12> not available
                                (Font) Font shape `T1/psb/b/n' tried instead on input line 17.
                                `

                                Sui manuali che trattano come argomento l’installazione del font non trovo risposta.

                                Qualche suggerimento ?

                                Grazie mille

                                Non ho capito se stai esponendo un solo problema o diversi problemi. Ci provo:

                                1) latex e pdflatex vogliono sempre un file metrico tfm per usare qualsiasi font, se tu non le avessi di darebbero un errore fatale dal quale potresti solo uscire senza poter fare nulla se non leggere il messaggio d’errore. Microtype per sviluppare tutta la sua forza lavora solo sotto pdflatex e non vuole un file tfm (di cui già dispone) ma di un file che dica per ogni segno nel font di quanto lo può alalrgare o restringere, di quanti siano larghe le grazie, e altre informazioni del genere che sono predisposte per certe collezioni di font e non per altre. Qunaod non sono disponibili questi file microtipografici speciali, microtype si limita alla protrusione nei margini dei segni di interpunzione; il che è meglio di niente. quando si invoca microtype e si compila con latex, invece che con pdflatex, microtype si limita alla protrusione dei segni di interpunzione.

                                2) il font con encoding T1, della famiglia psb, della serie bold esteso, di forma normale in corpo 12, come richiesto non è nel sistema, non è disponibile, mentre invece è disponibile e viene usato il font con codifica T1/ della famiglia psb, della serie bold, di forma normale; non vine specificato il copro del font sostitutivo perché probabilmente quel font esiste solo in corpo 10pt e viene ingrandito o rimpicciolito come normalmente pdflatex fa con tutti i font disponibili in un solo corpo ottico. Non è un problema; quel messaggio è solo un avvertimento; viene emesso anche in tante altre occasioni, anche con i font di default. Sono, generalmente, warning che appaiono solo nel file log, spesso non sulla console.

                                in risposta a: Inserzione di nuove classi in Lyx #53888
                                OldClaudio
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                                  Roberto,
                                  LyX vorrebbe avere al pretesa di funzionare anche da editor per file LaTeX, probabilmente ci riesce, ma serve solo per principianti assoluti.

                                  Siccome dopo un paio di capitoli ti troverai ad avere inserito un certo numero di comandi che ti appariranno come rettangoli neri, ti suggerisco, per il tuo bene, di abbandonare LyX subito, e di usare uno qualsiasi degli altri shell editor integrati con LaTeX; sulla tua piattaforma Windows 7, ti consiglio TeXmakerX, gratuito e multipiattaforma, capace di gestire anche l’input encoding utf-8, che ti compila direttamente in formato pdf, come devi fornire alla CLUT, che ti permette di compiere tutto il lavoro di correzione delle bozze con il suo visualizzatore PDF interno, che ti permette di sincronizzare in modo quasi automatico il file sorgente con il file composto; quest’ultimo è quello che ottieni cliccando quando vuoi “Quic Build” (oppure premendo semplicemente F1) e quel che vedi nella finestra del file PDF è esattamente quello che è contenuto nel file finale, non una vaga approssimazione come con LyX.

                                  LyX lo uso anch’io, non tanto spesso e per altre cose, non per comporre i miei documenti in linguaggio e con il mark-up LaTeX. 😉

                                  Claudio

                                  PS Questo consiglio non è solo per @rnapoli, ma per tutti. 😀

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