Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
No, non so come si faccia e (personalmente) non lo farei. Lo sconsiglio anche a te.tuttavia vorrei richiamare la tua attenzione sulla parola “asse” che ha almeno due significati distinti, differenziati nel genere grammaticale:
a) asse (m.): linea ideale come l’asse di simmetria, l’asse di rotazione; oppure oggetti concreti: gli assi di trasmissione, gli assi cartesiani, eccetera
b) asse (f.): tavola, specialmente di legno, usata in falegnameria o nei cantieri edili.Credo di non sbagliarmi, ma ti suggerisco di verificare su un vocabolario attendibile della lingua italiana. Specifico “attendibile” perché alcuni vocabolari sono di tipo descrittivo, cioè accettano ogni parola anche se errata, ma usata da persone illetterate. Ho visto riportato anche l’infinito “redarre”, decisamente errato, quando la parola giusta è “redigere”.
9 Gennaio 2020 alle 9:49 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #1167368 Gennaio 2020 alle 21:55 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #1167348 Gennaio 2020 alle 8:45 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116732::
Con le macro che ti ho indicato nel messaggio precedente si manifestano due inconvenienti che rendi visibili se metti 10mm al posto di 20mm nella giustezza della minipage dell’EMC. La cesura di fine riga non ha luogo dopo la prima parola che ha luogo dopo un cambiamento di font; quindila prima parola di ]greco o \Greco e dopo la prima parola dopo comandi come \textit. Questo non dipende da suftesi, né da LaTeX, ma dal modo con cui sono stati concepiti i vari motori di composizione del sistema TeX; magari non tutti, ma certamente con pdfLaTeX, XeLaTeX, forse anche LuaLaTeX (ma non ho controllato), forse anche con ConTeXt (ma non ho controllato).
Come risolvere?
Con un grumetto di spazio elastico di larghezza naturale, allungamento e accorciamento tutti nulli:`\def\hz{\hskip 0sp}`. Ti basta aggiungerlo subito prima di #1 nelle definizioni di \greco e \Greco o, quando occorre, subito prima dell’argomento di comandi come \textit.
Ahi! si manifesta (rarissimamente un altro inconveniente; la riga di testo potrebbe andare a capo fra la parentesi e il testo greco, oppure prima dell’articolo apostrofato che precede la parola evidenziata co il cambiamento di font.
Anche se questi casi di “a capo” spuri sono rarissimi, si può risolvere inserendo esplicitamente un comando [tt]\nobreak[/tt] subito dopo la parenesi aperta o l’articolo apostrofato.
Visto che questo “a capo” spurio è rarissimo, non vale la pena di definire qualche macro strana,ma conviene agire a mano nella revisione finale, l’ultima prima di considerare il documento (la tesi) terminato e licenziabile.
Suggerisco perciò di inserire il comando \hz subito [rima dell’argomento #1 nelle definizioni di \greco e \Greco:`\providecommand\Greco{}\providecommand\greco{}\providecommand\hz{}
\renewcommand\hz{\hskip0sp}
\renewcommand{\greco}[1]{\begin{otherlanguage*}[variant=ancient]{greek}\csname @killglue\endcsname\hz#1\end{otherlanguage*}}
\renewcommand\Greco[1]{\begin{greek}[variant=ancient]\csname @killglue\endcsname\hz#1\end{greek}}`PS: Chissà perché, i tag per il codice, con questo codice non funzionano.:eek: 🙁 😡
8 Gennaio 2020 alle 7:33 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116731::
Veramente non ricordo quando ti ho detto di usare \scantokens. Ma non importa.
Nell’EMC che hai inviato e che lavora con la classe suftesi non usi né \scantokens né \@killglue, quindi lo spazio spurio evidentemente rimane; Sostituisci nel tuo esempi la parte dove definisci \greco con la seguente`\newcommand{\greco}[1]{\begin{otherlanguage*}{greek}%
\csname @killglue\endcsname#1\end{otherlanguage*}}
%\newcommand\greco[1]{\begin{greek}[variant=ancient]#1\end{greek}}
\providecommand\Greco{}\providecommand\greco{}
%\renewcommand\greco[1]{\textgreek[variant=ancient]{\unskip\unskip\scantokens{#1\empty}}}
\renewcommand\Greco[1]{\begin{greek}[variant=ancient]\csname @killglue\endcsname#1\end{greek}}
%\providecommand\Greco{}\providecommand\greco{}
%\renewcommand\greco[1]{\textgreek[variant=ancient]{#1}}
%\renewcommand\Greco[1]{\begin{greek}[variant=ancient]#1\end{greek}}%\newcommand{\greco}[1]{\begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}
`Poi magari ripulisci togliendo tutte le righe commentate. Probabilmente ti conviene conservare solo la macro \Greco, così, anche se non fosse necessario, sei sicuro che la cesura sia eseguita con le regole della variante ancient.
::
@And, anch’io sono un estimatore di suftesi, Sarebbe stato fuori luogo presentare delle pagine con immagini composto con suftesi quando ho scritto una delel guide yematiche, disponibili sul nostro foru, la guida sulla progettazine grafica della pagina; in quella guid ho messo solo i disegni delle pagine, non quello che le riempie, ma ci sono tutti gli stili si suftesi; in partela guida stessa adotta o simula uno degli stili compositivi di suftesi.
Certo la progettazione grafica fa parte di suftesi, ma non è tuto. suftesi è molto di più.
Mi permetto un suggerimento a Ivan; una guida tematica che esemplifichi come si deve la sua classe, non ci sarebbe il clutterign di TeX Live,ma per gli utenti prevalentemente i taliani la documnetazion suTeX Live e MikTeX consisterebbe in un link alla nostra area Documentazione.
30 Dicembre 2019 alle 14:08 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116728::
Un amico che ha avuto problemi con Catalina mi ha scritto che ha risolto i suoi problemi aggiungendo un lik simboloico:Risolto!
Ho dovuto però creare un link simbolico a mktexlsr.pl, per far sì che funzionasse, nella directory
/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/scripts/texlive
sudo ln -s mktexlsr.pl mktexlsr
Non so se sia un “bug”, nel caso segnalalo. Mi fa però strano che nessuno lo abbia trovato. Forse è capitato a me perché ho fatto un aggiornamento massiccio.
::
Ho una avversione viscerale per i video che “insegnano” come usare LaTeX.Come dice la guida L’Arte di scrivere con LaTeX, “LaTeX non è Word”.
LaTeX non è un word processor, si chiami Word, Writer, Pages, o quant’altro.
LaTeX è un programma asincrono nel senso che quello che vedi nella schermata di composizione non è quello che stamperai. Puoi avere la paigna di composizione e la pagina contente il file PDF composto fianco a fianco e poi usare shell editor che con un click si spostano da una finestra al punto corrispondente dell’altra, ma LaTeX è un processo a più stadi. Può comporre con qualità tipografica, proprio perché le due finestre possono venire sincronizzate, ma questo richiede l’intervento dell’utente non è automatico.
Gli shell editor che sicuramente fanno queste cose e che ho provato personalmente sono TeXShop (solo per Mac), TeXworks, TeXstudio, multipiattaforma; forse anche Texmaker, ma i primi tre che ti ho elencato interpretano anche i commenti di autoconfigurazione; per Texmaker non sono sicuro. Io uso i primi tre; principalmente TeXShop, talvolta Texworks, raramente TeXstudio. Ma tutti e tre mi permettono di avere una accanto all’altra le due finestre, quella di composizione e quella di visualizzazione del file PDF ottenuto dalla composizione con pdflatex, o xelatex, o lualatex, rarissimamente con pdftex, i programmi di composizione che uso io. Ho già composto molte migliaia di pagine contenute in molti documenti; quindi ti parlo con una discreta esperienza alle spalleLaTeX e tutti i programmi di composizione del sistema TeX non sono del tipo WYSIWYG (What You See Is What You Get) come Word, Writer, Pages, eccetera, che d’altra parte non fanno nemmeno quello che promettono di fare secondo quanto dice la loro sigla; i malingni cambiano quella sigla in quelle corrispondenti a “What you see is all you can get”, o “What you see is what you hope to get”.
I programmi di composizione del sistema TeX producono (oggi) in uscita file PDF, immodificabili se non con potenti mezzi, ma quello che vedi nella schermata del file composto viene stampato esattamente come lo vedi.
Filmati? Sarà la nuova civiltà dell’immagine, ma poi, appunto, senza leggere documentazione scritta, non afferri la natura multi-stadio del programma di “tipocomposizione” che stai usando e ti lasciano pensare che quel preambolo che hai messo insieme sia una cosa valida. Credo di averti dimostrato che non lo è.
Ma non avertene a male. Per il futuro affidati alle parole scritte, non a quelle dell’audio di un film; “verba volant, scripta manent”. E non sentirti l’unico che sbaglia; come ti ho detto, anche noi vecchi, all’inizio del nostro approccio con LaTeX abbiamo fatto questo genere di errori.
::
Benvenuto nel forum.Permettimi di risponderti epr punti alcuni dei quali non c’entrano niente con quell che hai chiesto, ma, visto che sei un neofita di LaTeX, ti permettono, spero di imparare più in fretta.
1- non fare mai niente prendendo dei template già fatti da altri o da internet, dove fioriscono erbe infestanti alla grande; fidati solo di siti sicuri come questo forum, o altri in giro per il mondo ma supervisionati da membri esperti di associazioni come il GuIT; nesuno di noi, presunti o sedicenti esperti, lo è veramente in ogni campo del sapere concernete LaTeX. Quindi prendi con le molle, cioè con senso critico, anche quello che ti dico io.
2- Leggi la documentazione: sempre, comunque; non usare mai nessun file di classse, nessun pacchetto, senza averne letto la documentazione. È facile: apri un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativol scrivici dentro il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto di cui vuoi leggere la documentazione; nel caso del tuo quesito ti sarebbe stato utile se avessi letto almeno le prime fasi per l’uso di biblatex avendo dato nel terminale il comando texdoc biblatex…
3- … avresti visto che per avere la bibliografia comiplata avresti dovuto seguire la procedura seguente:
a) compila la tua tesi (LaMiaBellaTesi.tex) premendo uno dei bottoni di Texmaker o dando il comandocon pdflatex LaMiaBellaTesi
b) se nella console o nel file LaMiaBellaTesi.log non ci sono messaggi d’errore prosegui, altrimenti torna al punto a) e correggi.
c) aiutandoti con i bottoni di Texmaker o sempre dal terminale lancia il comando biber LaMiaBellaTesi
d) se nella console o nel file LaMiaBellaTesi.blg non compaiono errori prosegui, altrimenti verifica con i messaggio d’errore ciò che non va e correggi o il file LaMiaBellaTeX.tex oppure il database bibliografico bibliografia.bib, insomma correggi dove c’è la magagna.
e) ricompila la tua tesi altre due o tre vole, fin quando nella console non compaiono più messaggi relativi alle citazioni mancanti o irrisolte.4- Se nel tuo testo sorgente della tesi mancono comandi \cite, aggiungi da qualche parte il comando \nocite(*), altrimenti biber non estrae dal databse nessun riferimento
5- È curios la tua opzione per biblatex: sorting=none; non ho mai visto usata questa opzione se non nelle citazioni di tipo numerico; Se usi una citazione del tipo authoryear sarebbe una follia; con lo stile numeric potrebbe starci, ma la bibliografia ti esce nell’ordine delle citazioni; talvolta è utile, ma è sempre meglio avere un criterio di elencazione alfabetica in modo che sia più facile trovare il riferimento che si cerca. Tuttavia, questa è una tua scelta.
6- url senza il pacchetto hyperref; forse funziona, ma sarebbe meglio caricare anche hyperref
7- amsfonts non serve a niente se non carichi il pacchetto amssymb, il quale a sua volta carica amsfonts; quindi sostituisci amsfonts con amssymb
8- invocare il pacchetto epsfig è obsoleto; forse serve a qualcosa se si usa qualche vecchia installazione del sistema TeX; da dieci anni pdflatex, xelatex e lualatex immettono file eps senza bisogno di specificare quel pacchetto.
9- bindingcorrection=6mm è un valore relativamente grande; io non metterei niente; eventualmente ci penserei a tesi composta, prima di portarla dal rilegatore.
10- Il fatto di invocare babel solo con l’opzione italian, per poi mettere nell’esempio dei titoli in inglese dipende dal fatto che hai preso il tuo preambolo già fatto; ma pazienza; si tratta solo dell’indizio con il quel penso che tu abbia usato un template fatto da altri; tuttavia prima o dopo l’invocazione di babel non specifichi nessun font, e in particolare non specifichi se vuoi usare font con la codifica T1 o con altre codifiche; Senza queste specificazioni verranno usate le impostazioni di default che usano i font Computer Modern codificati a 7 bit, che mancano delle lettere accentate; il file pdf che ottieni le avrà, sembreranno belle lettere accentate, ma impediranno o ridurranno la cesura in fin di riga delle parole italiane tronche e la impedirannno in tutte le lingue foretemente accentate; per esempio in italiano la parola elettricità si potrebbe dividere in e-let-tri-ci-tà ma con quai font otterresti solo e-let-tri-cità; una citazione in francese che contenesse électricitè non verrebbe divisa per niente. L’esempio riporta la divisione grammaticale; in realtà LaTeX non divide mai dopo la prima sillaba formata da una sola lettera e nemmeno prima di un’ultima sillaba formata da un sola lettera. Quindi prima di invocare babel aggiungi almeno \usepackage[T1]{fontenc}.
11- la classe book permette di usare i comandi speciali \frontmatter, \mainmatter e \backmatter che servono per suddivider la tua tesi nella parte inziale, con numerazione romana e con i capitoli non numerati, ma comunuqe indicati nell’indice generale a meno che tu non usi \chapter*; \mainmattter inizia il coro della tesi ricominciando la numerazione araba da 1 e componendo i capitoli numerati che cominciano solo nelle pagine di destra; \backmatter inizia la parte finale, prosegueno la numerazione in cifre arabe, ma non numerando i capitoli, sebben questi possano essere elencati nell’indice generale.
Non mi volere male se ti ho indicato alcuni errori o ingenuità che, da principianti, tutti noi abbiamo commesso.
::
Ecco chiarito il mistero.
Io ho misurato le distanze su una immagine della mia schermata, più piccola, come ho specificato, della pgine vera. Hai fatto neinissomo a misurare col righello e quei 4pt sono 1,33mm che io non ho potuto misurare con la tua stessa precisione e con una scala diversa.Sebbene quei quattro siano di differenza impercettibili essendo i due filetti quasi colineari ma distanti orizzontalmente di circa 70mm nella pagina A4, hai ragione a domandarti il perché.
Difficile dirlo quando si usa ClassicThesis. La composizione è basata su scrreprt.cls, che fa parte della collezione KomaScript, pessimamente documentata (almeno in inglese) e sul pacchetto ClassicThesis.sty altrettanto se non peggio documentato, stavolta in inglese. ClassicThesi è inoltre categorico: “prendere o lasciare”. Il suo autore, Miede, lo dice espressamente: “se non ti piace cambia classe, ma non modificare questo pacchetto”. Ha accettato le modifiche di Lorenzo Pantieri, l’autore di L’Arte di scrivere con LaTeX, e anzi, le ha incorporate in un altro pacchetto che si chiama classicthesis-arsclassica.sty (che puoi provare ad usare in sostituzione del pacchetto standard classicthesis.sty). Ma Miede ha approvato l’estensione di Arsclassica dopo lunghi scambi di missive con Lorenzo che molto correttamente non ha voluto modificare niente senza l’autorizzazione di Miede stesso. Tuttavia anche ArsClassica ha una documentazione stringatissima, proprio perché serviva inizialmente, solo per comporre i testi che Lorenzo ha scritto per il GuIT e per le persone a cui ne aveva concesso l’uso prima di caricarlo su CTAN.
Ora, per scoprire da dove vengono quei 4pt di differenza, bisognerebbe leggere i codici degli ambienti che servono per comporre il Sommario e l’Abstract. Se vuoi capire, lo puoi fare direttamente, ma ti preavviso che non è facile e rischi di perderci mezza giornata che puoi tranquillamente usare meglio; per me, sarebbe proprio così. Io preferisco scrivermi le mie classi da solo partendo dalle classi standard che sono facili da integrare con altri comandi facili da gestire con l’uso dei pacchetti opportuni; 30 (e più) anni fa non esisteva la moltitudine di pacchetti che esistono oggi, e l’abbondanza di documentazione che esiste oggi, e noi, “pionieri” abbiamo dovuto studiare sui codici sorgente; difficile ma non c’era altro modo. Oggi con i pacchetti disponibili, per esempio geometry per la geometria della pagina, fancyhdr per le testine e i piedini, con i vari comandi per la gestione die font, con pacchetti tipo etoolbox che mettono a disposizione un’enorme “officina” di attrezzi per fare in pratica tutto quello che si vuole, non è più difficile personalizzarsi qualunque cosa partendo da una classe di base, come per esempio book.cls o report.cls. Esisteno anche classi altamente configurabili come memoir, che al contrario della collezione KomaScript ammette qualsiasi personalizzazione; come sufthesi, che non è altrettanto versatile di memoir, ma consente una moltitudine di configurazioni sia nel formato, sia nella geometria, sia nei font disponibili, senza escludere l’uso di alri font ancora.
Ecco perché Ivan, l’autore di suftesi, evita ClassicThesis, come ha scritto nel suo messaggio. Ecco perché io ho fatto l’errore di usare una classe della collezione KomaScript e me ne sono pentito amaramente; Io stesso dopo anni che questa mia classe è in uso presso un privato, non sono più capace di metterci le mani dentro.
L’esperienza mia e di Ivan non ti deve scoraggiare; questi commenti un po’ amari, vorrebbero metterti in guardia nei confronti di certo software disponibile con le installazioni del sistema TeX (MacTeX compreso, che, d’altra parte, io uso sempre) affinché tu possa usare questo software con spirito critico. Purtroppo non è tutto oro quello che luce, e il software libero contiene anche dei liberi contributi che risolvono i problemi di chi li ha prodotti, ma non sono di uso generale.
PS a proposito di MacTeX: recentemente ho scoperto che l’app LaTeXit.app fornita con MacTeX non funziona correttamente. Me ne sono lamentato sia con il suo autore sia con il curatore di MacTeX; entrambi mi hanno inviato il link per scaricare il software esterno usato da quell’app e che era responsabile del bug, quindi io ora sono a posto, ma questo bug resta in tutte le installazioni di MacTeX-2019 e scomparirà solo con MacTeX-2020. Nulla è perfetto, purtroppo.
::
Non rieco a capire davvero quale sia il tuo problema.
Con fatica sono riuscito a scaricare le due immagini che hai allegato nel tuo rpimo messaggio e sono riuscito a stamprmele; ovviamente c’è l’intera schermata, quindi le dimensioni sono leggermente diverse da quelle che corrispondono ad un foglio Alto 297mm come la carta A4.Misuro col righello la distanza del fletto sotto il titolo Sommario dal bordo superiore della “pagina” e misuro 27,5mm; facco lo stesso con la distaza del filetto sotto Abstract e il bordo della pagina e trovo di nuovo 27.5mm; ripeto per la terza volta la misora sulla pagina dell’indice e misuro 28mm.
Dunque un differenza c’è ma è di un punto tipografico o qualcosina di più.Nelle due pagine affacciate con l’Abstract a sinistra e l’Indice a destra, la differenza non si percepisce ad occhio nudo erché i due filetti distano fra di loro di 36mm e a quella distanza la differenza non è percepibile come se fossero quasi adiacenti.
Siccome i filetti del sommario e dell’abstract sono alla stessa altezza, perché dici che sono ad altezze diverse, mentre il sommario e l’indici sono alla stessa altezza?
Avrai le tuo buone ragioni per dire quello che scrivi, ma non capisco.
::
Of course, if you create a bibliography file with extension .bib by using Jabref or other similar software, and you don’t specificy this .bib file name with the suitable commands that are specific to natbib or biblatex you cannot get your bibliography.
Please read the English documentation of package natbib (terminal command: texdoc natbib) or biblatex (terminal command: texdoc biblatex) for the details.
::
Welcome to the forum.
calling biblatex for ha handmade bibliography is useless.In any case the bibliography gest typeset the second time you compile your document. It’s a two stpe procedure, and sometimes, doing it with other packages, it may require four or five steps. With handmade bibliogrphies it requires two steps.
Please read all the documentation you can; unfortunately the welth of documentation you find in this forum is all in italian. Besides the original Book by Leslie Laport, the one who created LaTeX, I can suggest you a not very recent book, but very valuable: Kopka, H. e Daly, P. W. (2004). Guide to LaTeX. Addison Wesley, 4a ed.
-
AutoreRisposte