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Togliendo la chiamata al pacchetto arsclassica tutto funziona come si deve.
`\documentclass[12pt, twoside]{letteracdp}
%\usepackage{arsclassica}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{blindtext}
\usepackage[T1]{fontenc}
\address{Pinco Palla \\
Pinca Pallina \\
Via Dei Gabbiani \\
Città ignota}
\signature{Pinco Palla \\
Pinca Pallina}
\place{Città ignota}
\begin{document}
\begin{letter}{Egregio Tizio}%
\opening{Egr. signore}
\blindtext\blindtext
\blindtext
\closing{La saluto molto cordialmente,}
\end{letter}
\end{document}
`L’idea di invocare arsclassica è veramente originale e dal corpo del tuo EMC ho la sensazione che tu non abbia seguito quanto scritto nella documentazione di quella classe. Puoi leggerla aprendo un terminale o prompt dei comandi: ci sicrivi dento il comando texdoc cpdbundl; premi il tasto Invio/Return/Enter, comunque si chiami nella tua tastiera, e il comando va in esecuzione; ti si apre la schermata con tutto quello che c’è da sapere sulla classe letteracpd, come si usa e quali modifiche si possono fare senza distruggerne il comportamento.
In generale la documentazione di ogni classe o pacchetto si legge scrivendo dopo il comando texdoc il nome della classe o del pacchetto. La collezione di file cpdbundl contiene svariti file di cui uno è la classe letteracpd.cls ma non è l’unico; per esempio c’è cpdbabel.sty che contiene le impostazioni per chiare il poacchetto babel con l’italiano e o l’inglese e che contiene anche le parole “infisse” dipendenti dalla lingua con Oggetto o Subject e le altre che servono per le lettere. Sfortunatamente i file .sty in italiano non si chiamano “moduli di estensione”, ma “pacchetti” (anche perché vengono importati nei documenti con il comando \usepackage); ma in italiano non esiste un nome semplice per indicare “bundle”, che alla lettera significherebbe qualcosa come “pacco”, “involto”, “confezione”, ma nessuno ne afferrerebbe il significato come è evidente, invece, per gli anglofoni il significato di “bundle”. Ecco perché il “cpdbundl” non si chiama in modo intuitivo e bisogna conoscerne proprio il suo vero nome, senza la “e” finale (l’autore ha voluto mantenere il limite degli 8 caratteri, per uniformarsi alla normativa che vigeva fino a non molto tempo fa per le macchine Windows che giravano con i primi sistemi operativi, mi pare, fino a Windows3. Oggi, per compatibilità con il passato sarebbe una regola da mantenere, ma le macchine con sistemi operativi così limitati sono diventate moooolto rare 🙂 e forse sarebbe meglio usare nomi più espressivi, quindi più lunghi. L’autore del pacchetto è una persona molto esperta, bravissima, e quando interviene qui sul forum c’è sempre da imparare. Quindi se ha deciso di mantenere quel nome ha le sue buone ragioni.
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Ciao @Rondine, benvenuto/a nel forumDescrivi il tuo problemi con un numero insufficiente di dettagli, ed è impossibile darti una risposta; quello che sarebbe necessario avere è lo schema di quello che stai facendo; questo schema si chiama Esempio Minimo Compilabile (EMC) o Minimum Working Example (MWE). Nella sezione Documentazione di questo Forum c’è una guida tematica dedicata a questo tema. Sostanzialmente devi estrarre dal file sorgente il minimo di ciò che serve per compilare la tua lettera sostituendo i nomi e gli indirizzi con stringhe di testo qualsiasi e il testo della lettera con testo di riempimento.
Il sistema TeX ti offre il pacchetto mwe.sty che definisce fra l’altro il comando \blindtext, che puoi usare un numero qualsiasi di volte, con il quale puoi comporre una lettera lunga quanto ti pare.
Alleghi questo tuo esempio minimo compilabile nel tuo prossimo messaggio racchiudendolo fra i due “tag” formati dalle parole code e /code, ciascuno racchiuso fra parentesi graffe. Se non ti va di scrivere a meno questi due tag, qui sopra nella prima barra di cui disponi quando scrivi un messaggio c’è un’icona consistente in un rettangolo bianco a cui sono sovrapposti i due segni < > blu. Se tu evidnzi il codice da accludere e poi clicchi su quell’icona, i due tag vengono apposti nei posti giusti e quando spedisci il messaggio tu stesso vedi che il tuo codice sorgente appare racchiuso in una finestra con il suo proprio scorrimento e tale che chiunque può copia-incollare il tuo codice in un altro suo file, può salvarlo, può compilarlo e può vedere che cosa succede. Non hai bisogno di includere loghi o alre immagini, perché il pacchetto mwe ti permette di usare delle figure fasulle che puoi specificare al posto delle tue figure vere. Il codice che invii così composto non contiene informazioni sensibili, ma nello stesso tempo replica il tuo problema se tu stesso hai avuto cura di verificare sul tuo calcolatore che effettivamente l’EMC così composto effettivamente si blocca nel comporre la seconda pagina.
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L’analisi di Gustavo mi pare molto chiara anche se mancando il testo originale con la classe e le impostazioni per la classe, in pacchetti usati, eccetera,, è difficile dare indicazioni precise.Quello che Gustavo non riporta dal TeXbook è che le nota dovrebbero sempre essere previ e poche oltre che rade. La dice Knuth stesso nel TeXbook. Anzi dice di non usare le note. Poi la coerenze di queste raccomandazioni viene un poco a mancare, nel senso che un’affermazione del genere da intesa come consiglio. Knuth stesso, componendo il suo libro “Concrete Mathematics” usa un’impaginazione particolare, co i margini interno larghi il doppio di quelli esterni; in questi margini interni egli mette come note marginali (avendo impostato la dichiarazione \reversmarginpar) i commenti salaci che i suoi studenti hanno fatto in merito a quanto egli espone nel corpo del testo; in quel libro ci sono poche pagine che non contengono almeno una nota marginale di questo tipo; visto che le note marginali sono a giustezza molto ridotta, esse si sviluppano in altezza; a causa di ciò, spesso anche le note marginali vengono rinviate alla pagina successiva, e perdono così la loro funzione.
È chiaro che il problema delle note marginali differisce sostanzialmente da quello delle note al piede, ma il problema esiste anche in quel caso.
Nel tuo caso vedo una sola soluzione, se quanto ti ha detto Gustavo non porta alla soluzione del tuo problema; Scorcia le note, se proprio non puoi farne a meno; ma se le note sono così lunghe e non ne puoi fare a meno domandati: ma questa nota va davvero messa al piede? Non basta un inciso nel testo? Di solito le note lunghe stanno bene nel testo; magari bisogna riformularle un poco, ma spesso ci si riesce.
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No, la domanda è lecita, ma la risposta che posso dare è “ci vuole fantasia”.Non ti preoccupare del tu; nessuno di noi sa chi sono gli altri; si può immaginare che siano giovani o vecchi; io lo sono di sicuro, visto che il alias E “Old…”, ma questo non impedisce a tutti i frequentatori di darsi del tu.
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Be’, più o meno; non avresti bisogno di fare queste manovre sia pure semplici e parzalmente efficaci se avessi imoiegato il pacchetto emptypage; che cosa ci vuole, prendendo il tuo esempio a scrivere una cosa del genere`\documentclass[a4paper, titlepage,openright]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[swapnames]{frontespizio}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage{emptypage}
\usepackage{fancyhdr}
\newenvironment{abstract}
{\cleardoublepage
\thispagestyle{empty}
\null\vfill\begin{center}
\bfseries\abstractname\end{center}}
{\vfill\null}\begin{document}
`Avresti il vantaggio che non devi cambiare nulla del resto, non devi inventarti nessun “dirty trick” e avresti qualcosa che controlla da solo se sia da emettere o meno una pagina empty quando esegui \cleardoublepage, e che la cosa funzionerebbe altrettanto efficacemente anche se stessi componendo a due colonne.Di guide per scrivere tesi, triennali, magistrali o dottorali ce ne sono a iosa nella sezione Documentazione di questo forum; una guida tematica è destinata esclusivamente alle tesi. è anche piena di esempi. Però non ti dico che devi per forza usare la collezione di pacchetti e moduli che si chiama TOPtesi, tuttavia se leggi la sua documentazione in italiano (documentazione che si trova già nel tuo disco se hai una installazione completa del sistema TeX) ne troveresti giovamento; apri un terminale o prompt dei comandi (con Windows Start –> Programmi –> cmd); dentro ci scrivi texdoc optesi-it, poi premi il tasto Invio/Return/Enter, comunque si chiami con la tua tastiera, e ti si apre il documento da leggere. Non importa se poi componi la tesi con TOPtesi (che tra l’altro ti permette anche di usare il pacchetto frontespizio, se non ti piace la pagina di frontespizio tipica di TOPtesi) ma quella documentazione descrive anche la struttura delle tesi. Spiega anche che la dedica non si mette se non in casi rarissimi, comunque mai ai genirori/fratelli/solrelle, sii, nonni, fidanzati/e e il parentado tutto e nemmeno ai relatori e ai loro collaboratori, ma solamente a chi fuori dal tuo ateneo ti ha accolto e/o sostenuto all’interno di entità diverse dall’ateneo. Poi magari ti piace il pacchetto e fai a mneo di arrangiarti con la scelta dei pacchetti da usare; visto che TOPtesi ne carica già di suo una dozzina; inoltre essendo stato sviluppato all’interno di un ateneo che vuole il deposito dela tesi in segreteria in formato elettronico, precisamente nel formato PDF/A-1b conforme alle norme ISO 19005:2005 sull’archiviabilità a lungo termine, TOPtesi dice come fare; se nel tuo ateneo vogliono la tesi archiviabile, è l’unica collezione che ti permette di farlo “out of the box” (anche se talvolta fallisce, ma non per colpa sua; è spiegato nella documentazione come e perché può fallire e cosa bisogna fare per modificare iltutto per soddisfare le norme ISO).
Scusa se mi sono dilungato, ma se cerchi qualcosa che ti guidi nella scrittura della tesi la guida tematica e la documentazione toptesi-it sono quello che fa al caso tuo.
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Benvenuto nel forum.Tieni presente che sei già in rete quando accedi a questo forum; ricorda quindi che per gli italiani questa è la rima font di informazione e di aiuto; non cercare all’estero aiuti in merito a LaTeX, perché qui puoi trovare tutto quello che ti serve, mentre in posti prestigiosi come StackExchange, spesso e volentieri si trovano messaggi più adatti ad una chat, con tutti i difetti che le chat implicano; spesso inoltre i nostri messaggi, scritti in inglese, ehm, scolastico, non vengono capiti e si ottengono risposte di fischi per fiaschi.
Ma il tuo problema è semplice; \cleardoublepage ha cablato lo stile plain nella sua definizione per emettere l’eventualepagina “vuota” prima di arrivare ad una pagina dispari, quindi o lo ridefinisci come ti pare, oppure ti affidi ai pacchetti esistenti; in questo caso è semplice: chiama il pacchetto emptypage, che ridefinisce, appunto, il comando \creadoublepage in modo che l’eventuale pagina bianca sia in stile empty.
23 Dicembre 2019 alle 18:30 in risposta a: Errore: Fundamental package texlive.infra not present #116983::
Stefano, il cosiddetto mio livello non mi permette di fare esprimenti su Windows, quindi quel poco che ti ho detto nasce dalla lettura attenta della documentazione di tlmgr. Mi dicono, ma non posso verificare, che il software che gestisce tlmgr e che viene distribuito con TeXLive e aggiornato via via, con l’ultimo aggiornamento di qualche giorno fa ha prodotto il crash di un Win10 a uno dei membri del GuIT. Potrebbe esserci un legame; se è così, certamente sono in corso segnalazioni sia al creatore di tlmgr, sia al TL Team. e, sempre che ci siano dei problemi con le piattaforme Windows, sono/sarebbero in atto attività frenetiche per risolvere il problema. magari fra un paio di giorni ci riprovi e [tt]tmgr update –self[/tt] ritorna funzionante.
23 Dicembre 2019 alle 16:01 in risposta a: Errore: Fundamental package texlive.infra not present #116981::
Stefano non so quale piattaforma tu usi, ma quell’errore esce quando la versione su CTAN che deve rispondere alle richieste del tuo tlmgr è successiva a quella che stai usando. Nel mio Mac, uso l’interfaccia grafica TeX Live Utility.app, che (purtroppo è solo per Mac) che quando viene aggiornato il modulo di CTAN intercetta il messaggio d’errore e mi obbliga, sempre restando nell’ambito della stessa app, ad aggiornate tlmgr.infra; eseguito questo aggiornamento tutto torna normale.
Nella documentazione di tlmgr (che come al solito puoi leggere con texdoc tlmgr) si dice espressamente che il comando [tt]tlmgr update –self[/tt] aggiorna solo il file locale (scritto in Perl — è l’infrastruttura) mentre [tt]\tlmgr update –self –all[/tt] prima aggiorna solo l’infrastruttura e poi, se l’aggiornamento ha avuto successo, aggiorna tutti gli altri pacchetti.
Quindi sono perplesso quando dici che a te il comando [tt]tlmgr update –self[/tt] non ha dato risultati.
Puoi dare più dettagli solo sul punto 1)? grazie
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Il codice che ti ha dato @LuglioM26 contiene delle buone idee, ma funziona solo con l’esempio che ti ha mostrato. Questa è una variante che costituisce davvero un esempio minimo compilabile, senza disporre di immagini vere.`\documentclass[a5paper]{book}
\usepackage[a5paper,left=0pt,right=0pt,top=0.5in,bottom=0.5in]{geometry}
\usepackage{graphicx,mwe,caption,crop}\usepackage[strict]{changepage}
\newcommand{\cleartoevenpage}{%
\clearpage%
\ifoddpage\value{page}\null\clearpage\fi}
\begin{document}
\chapter{Capitolo}
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\cleartoevenpage
\includegraphics[height=0.95\textheight,width=2\linewidth]{example-image-a}
\newpage
\hspace*{-\textwidth}\includegraphics[height=0.95\textheight,width=2\linewidth]{example-image-a}
\newpage
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\blindtext
\end{document}`Due righe di spiegazione. Il pacchetto mwe serve per creare esempi minimi compilabili e fornisce il comando \blingtex che genera testo di riempimento tatto da lipsum, e alcune figure formate da rettangoli con diagonali ed eventualmente una grossa lettera maiuscola al centro, fra le quali example-image-a nel formato giusto, per cui non hai bisogno di specificare l’estensione.
Nei due \includegraphics ho lasciato l’altezza specificata da @LuglioM26, ma ho messo una larghezza di larghezza doppia rispetto alla larghezza del testo (in questo caso \textwidth e \linewidth hanno lo stesso significato; essendo i margini laterali nulli, essi sono uguali a p\pagewidth) ho impostato \parindent=0pt perché non avvanga nessuno scorrimento verso destra al momento di inserire l’immagine. Ho anche scritto meglio il test di \ifoddpage (non ho verificato, ma direi che \ifodd dovrebbe produrre lo stesso risultato — No, accidenti: \ifoddapge\c@page, e \ifoddpage\value{page} sono errati; per andare su pagina pari, lasciando quanto precede eventualmente vuoto, bisogna usare \ifodd\value{page} — 👿 ). Ho usato il formato di carta A5, solo perché avere qualcosa di stampabile su un foglio A4, ma non è assolutamente necessarioDunque vedi che il testo che precede le figure occupa due pagine, la seconda per poche righe; il comando \cleartoevenpage, come vedi, lascia la seconda pagina quasi vuota e mette la prima figure nella pagina 3, invece che nella pagina 4. Se togli qualche \blindtext prima della prima metà della figura l’esempio di @LuglioM26 fa quel che dovrebbe fare se non ci si mettono delle didascalie; compilato l’esempio in questa maniera, le due pagine possono essere importate nel tuo documento con le funzionalità di pdfpagescon qualche correzione. Infatti tu vuoi usare due pagine, consecutive, ma vuoi anche conservare i margini superiore, inferiore ed esterni Quindi le lunghezze e gli spostamenti orizzontali vanno corretti. Inoltre tu vuoi la didascalia, quindi di per sé l’esempio non credo che ti serva più di tanto.
Tuttavia l’esempio è tutt’altro che da buttare via; ci si imparano un paio di trucchi molto utili, che possono tornare comodi in altre circostanze.Il pacchetto changepage, oltre a mettere a disposizione delle utili macro credo che sia meglio usabile per piazzare immagini sporgenti nei margini esterni e interni scegliendo il margine di destra o o quello di sinistra a seconda della parità della pagina, piuttosto che inserire on oggetto flottante a partire dalla pagina di parità giusta; o meglio, potrebbe fare anche questo, ma avrebbe bisogno di usare anche il pacchetto afterpage, con il suo comando \afterpage, per non lasciare mezze pagine o pagine intere completamente vuote.
Warning: anche afterpage non è infallibile, ma funziona quasi sempre bene; quando funziona male lo si vede, perché ha lasciato l’ambiente flottate nel dimenticatoio 😯 insomma l’ha perso per la strada; questo succede (raramente) perché collide con la presenza di pagine che cominciano con un sezionamento. Succede con i documenti pesantemente sezionati a diversi livelli, per cui i titoli di sezione si trovano ad ogni piè sospinto.
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Se vuoi avere soluzioni preconfezionate “artigianalmente”, scaricati la guida tematica sulle tabelle. È charo che le tabelle non sono figure, ma anche le tabelle hanno il difetto che possono essere troppo larghe, troppo alte, o simultaneamente troppo larghe e alte; quindi bisogna usare gli sporchi trucchi in ogni modo per poterle gestire; il capitolo sulle tabelle che vanno elaborate con gli sporchi trucchi contiene le stesse cose che dovresti affrontare con la tua grande figura.
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Ma non è babel o polyglossia che si occupa dei font; è fontspec e a me risulta che fontspec gestisce i contextuals come di deve; la sua documentazione è esplicita su questo punto. Non escludo che babel e polyglossia, quando vengono usati per comporre documenti che fanno uso di font OpenType, debbano prendere alcuni provvedimenti, ma babel e polyglossia principalmente gestiscono le lingue non i font, se non indirettamente, perché alcune lingue richiedono cose specialissime. Ora, poi, la gestione delle lingue con babel e polyglossia non è molto diversa nemmeno con lualatex; questo, fino a poco tempo fa, caricava i pattern di sillabazione per ciascuna lingua solo “at run time”, non li precaricava nel formato come facevano pdflatex e xelatex; quindi prima babel era in un certo senso superiore a polyglossia quando si usava lualatex, ora non è più così, sicuramente non con la versione di TeXLive del 2019. Probabilmente le differenze si sentono di più se si usano lingue esotiche, ma menre prima ero costretto a gestire certe lingue in mdodo diverso a seconda che usassi xe o lua latex, oro non ne ho più bisogno.
Tanto per fare un esempio, prima con lualatex, benché fossero disponibili i pattern per le tre varianti del greco (monotonico, politonico e antico) di fatto caricava solo i pattern per il politonico e non c’era verso di fargli digerire le altre due varianti se non facendo acrobazie da sporchi trucchi; ora non ci sono più di questi problemi.Non voglio né insistere né cercare di convincere; sono solo mie idee e forse sono sbagliate. So perfettamente che Ulrike è a favore di babel; ho il sospetto che lo sia perché è più facile gestirne il tagging rispetto a polyglossia. L’ho incontrata due volte di persona, l’ultima volta la Meeting di Torino; ma non sono riuscito a capire con certezza perché preferisca babel; penso al fatto che babel è ingessato dentro un contenitore rigido, cui sviluppo è vincolato a mantenere la compatibilità con quanto impostato inizialmente da Braams a metà degli anni ’90, cioè in un’era in cui non esistevano né UTF-8, né i font OpenType, né xe né lua (La)TeX, né il linguaggio L3, ma nemmeno le piccole estensioni di eTeX.
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Ti do qualche suggerimento: usi il pacchetto afterpage e metti l’ambiente figure con la tua figura ruotata di 90 gradi in senso antiorario nell’argomento di after page; in questo argomento, prima dell’ambiente, imposto \thispagestyle{empty}, in modo da eliminare testatina e piedino; poi vi ininserisci una \parbox dove siano specificate le dimensioni del blocco di stampa; dentro questa \parbox metti una makebox larga quanto la giustezza della prima \parbox; dentro la makebox metti un’altra parbox dove la larghezza e l’altezza siano specificate de 10% più grandi del normale (aggiusterai quel 10% con un altro valore più adeguato; dentro questa seconda parbox metti il tuo ambiente figure con l’immagine ruotata. DOvrei fare qualche esperimento per mettere a punto il tutto; tuttavia la figura che si estende su due pagine potrebbe essere larga un 30-35 centimetri in totale; inserendola come descritto sopra, potresti averla di 25-28 centimetri senza problemi.
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Mmmm, vedo che stai usando babel ocn zelatex o lualatex. Nonostante gli sforzi che Javier Bezos, il curatore di babel, sta facendo per rendere babel compatibile con quei due programmi, credo che la cosa sia da prendere come “lavori in corso” e non come lavoro definitivo. Inoltre esistono non pochi Vip del LaTeX Team che affermano che babel, anche con xe e lua latex, funziona meglio di polyglossia.
Per la mia esperienza non è così, ma io sono solo un peon, e il mio parere non conta niente, né pretendo che conti qualcosa. Ho già scritto a Javier diverse volte per consentire a babel, anche quando si usi pdflatex, di usare una sintassi simile a quella di polyglossia per specificare le lingue, ma la risposta è sempre no, com motivazioni diverse.Nel tuo caso, forse, e ripeto forse, dovresti specificare il font Simoncini Garamond a fontspec (prima ancora che a babel) perché se non invochi fontspec prima di babel, lui usa il font che è preimpostato come default, cioè il Latin Modern nella sua variante OpenType. I primi messaggi che hai allegato sono di babel, che si ritrova a lavorare con il Latin Modern prima di applicare le sue impostazioni specificate con le varie opzioni.
Che siano presenti gli altri messaggi relativi al font cmex10 non ha nulla a che vedere con i Latin Modern né con i Simoncini Garamond; sono le impostazioni predefinite per usare i font matematici espandibili che il programma poterebbe dover usare si ci fosse alcunché di matematico da comporre; ovvio che prima di \begin{document} il programma non sa se dovrà comporre qualcosa di matematico, ma si preimposta per l’evenienza.
Continuo ad essere del parere che, con xe e lua latex, polyglossia funzioni meglio di babel, e quello che segnali me lo conferma. Tuttavia nessuno vieta di usare babel ma chi lo fa non dovrebbe spaventarsi se babel gli trasmette messaggi poco chiari e apparentemente fuori luogo. Almeno questi che hai segnalato sono del tutto innocenti.
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dpfloat serve per mettere due float affacciati, quindi il primo su pagina pari e il secondo su pagina dispari; che siano figure o tabelle o una figura e una tabella non ha importanza.Dal tuo schizzo mi pare di capire che il rettangolo colorato sia una sola figura da dividere in due metà e comporle in modo che appaiano su due pagine affacciate in modo che le due metà si congiungano otticamente nella mezzeria.
1) La cosa migliore da fare, secondo me, sarebbe quella di comporla da sola su una pagina A3 in posizione landscape, senza spezzare l’immagine; e poi inserire il foglio A3 piegato a metà al centro di una segnaura cucita o come figura fuori testo da inserire alla fine del tuo testo cartaceo.
2) Invece, per fare un file PDF con le due mezze figure perfettamente combacianti in mezzeria, si può fare (con difficoltà, ma si può fare) e giocando con molta pazienza con i vari “sporchi trucchi” per ottenere il risultato, il file PDF verrebbe bene, anche se forse si legge male a schermo, ma se stampi, devi essere sicuro che il volume sia rilegato con segnature cucite e perfettamente allineate. Anche questo un lavoro difficile da eseguire alla perfezione.
3) Alternativamente puoi usare ii pacchetto lscape e comporre la figura su una sola pagina rimpicciolita solo del 30% circa; con altri “sporchi trucchi” puoi anche uscire dai margini in modo da ottenere una pagina “normale”, anche se riempita un po’ di più delle altre pagine.
Facci sapere e forse qualcuno di noi riesce a fornirti il codice per ottenere i risultati che richiedono “sporchi trucchi”.
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Come ti ho detto, ClassicThesis è mal documento. Si può leggere il codice, cercand di indovinare voce andare a leggere. Credo di averti trovato la soluzione.Modifica il preambolo in questo modo`\documentclass[twoside]{scrreprt}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage{classicthesis}
\areaset[current]{336pt}{620pt}
`l’Opzione twoside l’ho aggiunta solo in vista di una stama su carta; lasciala o toglila a tuo piacimento.
Quello che rimette a posto le cose è la riga che comincia con \areaset; aggiusta il valore 620pt come meglio credi; a me pare un valore che vada bene, ma 10pt in più o in mendo si possono mettere.
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