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Benvenuto nel forum.Hai consultato la guida tematica Bibliografia nella sezione Documentazione di questo forum?
Non so in che settore culturale tu scriva la tua tesi, ma…
Utilizzando la numerazione invece che con cose come “autore – anno”, presumo che la tua tesi faccia parte delle scienze naturali, non delle scienze umane. Se così fosse, lo sfizio di avere numerazioni romane e arabe è proprio solo uno sfizio: l’importate è che le numerazioni siano uniche, cioè che i numeri della sitografia proseguano i numeri della bibliografia.
Per quel che riguarda la sitografia te la sconsiglio vivamente. I siti internet sono molto labili: sono attivi per qualche anno poi spariscono. Ti consiglio di non scrivere nessuna sitografia, ma di annotare con una semplice nota al piede, una cosa semplice come questa: “Informazione ricavata da https://www.sorgente.settore, consultato il 2023-02-29” (nota l’indirizzo di fantasia del sito e la data assura — il 2023 non era bisestile). Questo risolve ogni problema di possibile plagio, ma fa capire che l’infomazione è labile, come tutte le cose che si trovano in rete.
Per quanto riguarda Overleaf, è una tua scelta che ha pregi e difetti; goditi i pregi, e accettane i difetti. Io uso LaTeX da un quarantina d’anni, ma non userei mai una cosa in rete di cui non ho pieno controllo. Io mi installo ogni anno la nuova versione di MacTeX e l’aggiorno ogni 7-10 giorni. Ogni volta scarico una cinquantina di pacchetti aggiornati o corretti e una mezza dozzina di pacchetti nuovi. So esattamente che cosa ho a bordo del mio Mac (ma facevo lo stesso quando usavo Windows o Linux); non credo che Overleaf sia aggiornato così frequentemente come TeX Live e MacTeX. Nemmeno MikTeX per Windows lo è.
Con ciò non voglio dire di abbandonare Overleaf. Dipende dalle tue scelte e dall’uso che intendi fare in futuro di LaTeX.
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@MariaSole, hai già avuto una risposta.Ti vorrei aggiungere che il pacchetto amsmath accompagnato dal pacchetto amssymb dovrebbero essere sempre caricati per ogni documento che richieda della matematica non banale. Ovviamante bisogna leggerne la documentazione tramite il comando da terminale texdoc amsmath e texdoc amssymb.
Sempre per tua comodità ti segnalo anche il documento “TheComprehensive
LATEX Symbol List” da leggere con texdoc symbols-a4.
Questo documento contiene una lista di simboli incredibili; per ogni gruppo di simboli dice se fanno parte di LaTeX o se richiedono l’uso di pacchetti e quali. Non hai idea di quanti pacchetti siano disponibili se si è installata una versione aggiornata e completa del sistema TeX. Se si usa Overleaf non so se texdoc funzioni, comunque di solito c’è quasi tutto: l’installazione di Overleaf è quasi completa e quasi aggiornata. 😮
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Ciao Nino.
Quanto ti ha scritto @gianluca è corretto, ma è tutto in inglese, mentre la sezione Documentazione di questo forum ha numerose guide generali e guide tematiche, una in particolare dedicata alla bibliografia.Ma la spiegazione è semplice, specialmente se non ti riferisci a \nociat{citazione} ma a \nocite{*}
Entrami, dato un particolare database, estraggono dal database solo le voci che sono esplicitamente citati perche bibtex o biber le passano estrarre dal databae e le possa inserire nel file che contiene il codice LaTeX per la composizione della bibliografia; se tu volessi elencare delle opere che non sono mai citate nel testo devi elencarle esplicitamante con una serie di \nocite{…} ono per ogni opera. Con \nocite{*} elenchi tutte le opere che sono nel database.
Infatti la maggior parte degli utenti per ogni documento che compone crea un databse locale, spesso con il nome \jobname.bib, che si riferisce solo alla bibliografia del documento il cui unico file o file principale si chea \jobname.tex ( cioè se il file principale si chiama pippo.tex, la macro \jobname contiene pippo come sua definizione e il suo database si chiama pippo.bib).Il comando \nocite{*} non si usa mai quando ci si riferisce a uno di quegli immensi database bibliografici che si possono trovare in rete. Se l’utente usa uno di questi immensi database e usasse \nocite{*} non gli basterebbero 300 pagine per comporre tutta la bibliografia. Sarebbe una follia.
In sostanza \nocite{…} vuol dire “mettimi in biblografia anche questo che non ho citato”.
19 Giugno 2024 alle 13:46 in risposta a: Problemi con test su campi letti da file (\if \ifthenelse \ifx …) #122071::
Ne; promo file prova2.tex che hai mandato ls vsrisbile vsr non risulta mai definita. probabilmente sarebbe definita in uno dei pacchetti che ti sei scritti.Nel tuo ultimo messaggio scrivi che basta definire questi due comandi`\newcommand\visualizza{\var{VISUALIZZA_BOX}}
\newcommand\vero{\var{VERO}}`Ma che anche con queste due definizioni ogni tipo di \if ti restituisce il valore flse, anche se i due oggetti da confrontare valgono entrembi 1.
Vediamo i dettagli.Cos¡i come sono, senza disporre di una definizione di \vare, direi che è evidente che la macro \visualizza e la macro\vero non hanno lo stesso sviluppo (testo sostitutivo). qindi non sono equivalenti (nomi diversi ma lo stesso sviluppo}.
Se usi \strcompare, di nuovo i due testi sostitutivi delle due macro sono formate due stringhe di caratteri diversi, quindi il risultato è false.
Ecco, dunque che qualunque cosa fqcciqw ]a macro \var, il confronto potrebbe essere fatto con il comando \if puro e semplice perché questa macre confronta i risultati degli sviluppi
delle macro \var{VISUALIZZA_BOX} e \var{VERO} sono entrambi uguali, per esempio, alla stringa PIPPO, allora \if esegue la parte true del suo sviluppo.
Se vuoi usare \ifx o \strcompare devi arrangiarti con una sequenza di \expandafter ben congegnata per eseguire il confronto dei due argomenti dopo averli sviluppati.A seconda del significato di \var quello che ho scritto potrebbe avere un senso, oppure potrebbe essere una corbelleria.
16 Giugno 2024 alle 14:35 in risposta a: Problemi con test su campi letti da file (\if \ifthenelse \ifx …) #122069::
Benvenuto nel forum
Ti ho marcato i codici che hai inserito nel messaggio con gli appositi tag che dovresti usare tu stesso per rendere più chiaro il tuo messaggio.
Ho scaricato i tuoi file che ahi allegato, dove ho capito poco o niente, forse perché oggi non sono in forma.
Domani a mente fresca vedo di capire il tuo problema. l’unica cosa che ho notato a prima vista sono pacchetti e comandi che non ho mai incontrato in 40 anni di lavoro con LaTeX, quindi mi ci vorrà del tempo. Forse diversi giorni.
Spero che anche altri utenti esperti più giovani e con la mente fresca non si limitino a leggere il tuo messaggio, ma si cimentino meglio di come ho fatto io.
Ciao
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Non conoscevo il pacchetto mattens; ne ho letto la documentazione sembra molto attento alle notazioni vettoriali e tensoriali, ma per me ingegnare, quasi nessuna delle sue notazioni è accettabile, perché non sono conformi con le norme ISO per la fisca e le scienze naturali, insimma per le disciplone che lavorano con simboli che rappresentao grandezze misurabili; i loro simboli non sono normali simboli matematici ma rappresento coppie ordinate di entità, precsamente la misura e l’unità di misura; so queste coppie non si possono eseguire tutte le operazioni matematiche, ma solo alcune semplicissime, o rapporti che rendano l’operando adimensionato.
Non so a quale tipo di matematica tu fai riferimento. ma se parli di matematica pura non sei tenuto a rispettare le norme ISO suddette.
Se parli di fisica saresti tenuto ad osservarle.Mattens usa molti simboli con frecce; Per le norme ISO le frecce sono deprecate, ma si devono usare caratteri di nerezza media o neri, con grazie o senza grazie, diritti o inclinati. Le sopralineature sono rarissime e hanno significati precisi. i punti sopra possono indicare le derivate, ma per queste viene preferito il solito simbolo frazionario con i segni di differenzale totale o parziale, anche questi diritti, non inclinati. E via di questo passo.
Quindi vedi che il diacritico \bar non è previsto dalle norme ISO, per questo non dico che mi sia ignoto, ma non lo uso mai.
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La soluzione evita di usare \overbar`\[\dot{\overline{X \overline{Y} Z}}\]`A me non risulta che esista \overbar, per lo meno potrebbe esistere se si facesse uso di pacchetti insoliti. nella guida symbols, distribuita con TeX Live, quindi direttamente leggibile con texdoc symbols-a4 probabilmente lo trovi e trovi anche il nome del pacchetto da usare. La formula che ho scritto io funziona con i soli comandi di LaTeX2e.
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Benvenuto nel forumNicolò Guiducci” post=122619Buongiorno,
sono un novellino di Latex.
Perché\dot{\overline{\bfB\bar{\bfC}\bfA^T}}
non funziona? Ho allegato l’immagine del risultato.
Altri suggerimenti per la derivata temporale di una quantità fra parentesi?
Grazie.Così su due piedi, direi che ti mancano davvero le nozioni di base; non so dove hai trovato quelle cose che hai scritto, perché anche dove erano originariamente sembravano vecchie di almeno 30 annni. Nel frattemp LaTeX2e è maturato molto rispetto a 30 anni fa, quindi ti suggerisco almeno di leggere una guida di base su LaTeX. Ti consiglierei Il LaTeX Reference Manual commentato, che trovi nella sezione Documentazione di questo forum.
I vecchi comandi come ]f non si devono più usare bé in modo testo né in modo matematico; Per la serie nera in modo testo si può usare la dichiaraziione \bfseries seguito da uno spazio e dall’argomenti dentro un gruppo: esempio `{\bfseries ABC}`Oppure si può usare il comando \textbf con l’argomento fra graffe: esempio`\textbf{abc}`. In matematica si può usare solo il comando \mathbf; così `\begin{equation}
\mathbf{abc}
\end{equation]`Ovviamente al posto dell’ambiente equation puoi usare altri ambienti o i delimitatori `\[ x=y \]`
Quindi vedi che la maggior parte della ttua equazione è da riscrivere completamente.L’osservazione degli erori principali finisce qui.
Invece ribadisco il fatto che presto non sarai più un novellino se ti leggi la guida che ti ho indicato; successivamente puoi scaricarti e leggere L’Arte di scrivere con LaTeX e poi il malloppo Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX Non ti spaventare del malloppo: è un manuale di riferimento con in indice generale molto dettagliato e ben 6 indici analitici; se impari ad urare intelligentemente l’uno o gli altri, vedi che puoi trovare in fretta le informazioni che ti servono.
12 Giugno 2024 alle 5:11 in risposta a: [Risolto] – Problemi con layout del pacchetto Tikz in un documento #122058::
Scusami. sono tanto impegnato con i problemi di pdfc=x che ho scambiato Tikz con pdfx.Con TikZ credo di non poterti aiutare; non lo uso quasi mai, non mi ricordo l’ultima volta che ci ho provato.
PS: ho copiato il tuo codice e l’ho compilato: non ho ricevuto nessun errore, solo qualche warning.
11 Giugno 2024 alle 20:09 in risposta a: [Risolto] – Problemi con layout del pacchetto Tikz in un documento #122056::
Guarda il lungo filone iniziato da @MisterMandarino, due righe sotto il tuo messaggio.
Credi di aver mostrato in uno dei mie messaggio como io ho messo una pezza all’attuale pdfx che permette di evitare l’inconveniente che segnali.
No è difficile rappezzare, l’attuale pdfx, ma quando aggiorni stai attento se fra in file aggiornabili c’è una nuova versione di pdfx, che ho ricevuto da Ross Moore, uno degli autori, ancora sperimentale; ha bisogno di alcuni ritocchini, e poi sarà inviato a CTAN.
Sembra che a parte l’eliminazione del nostro problema, abbia una scelta di liveelli di compatibilità molto maggiore di quello che ora ci sta dando grattacapi.
Fra i contributi ce ne è uno di @MatteoF, che segnala una nuova procedura basata sul nuovo comando \DocumentMetadata, che sfrutta molte innovazioni del moderno LaTeX2e datato 2014-06-01, distribuito con l’aggiornamento di TeX Live di una decina di giorni fa.
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Matteo, to ho scritto un apio di e-mail che forse non hai ricevuto. Le ho inviate al tuto indirizzo dell’università di Trento. Probabilmene hai cambiato indirizzo, ma non fa niente.
Ho provato a rendere compatibile l’attuale/rinnovata/aggiornata versione di FileArchiviabili. non ancora disponibile qui nel forum. Ho avuto qualche difficoltà che però sono riuscito a risolvere modificando un poco la classe e aggiustando i metadati secondo il nuovo procedimento.Le conclusioni che ottengo sono che:
a) col nuovo metodo di usare \DocumentMetadata e \hyperref, la compilazione oltre ad andare a buon fine rende il file conforme allo standard A-2b come desiderato;
b) usando \DocumentMetadata che a sua volta richiama gli altri pacchetti contenuti nella cartella /latex-lab, il tagging non va ancora bene, non è ancora sufficiente, anche se dappertutto viene affermato che è quasi completo; è quel ‘quasi’ che non è sufficiente.
c) ne consegue che gli stadard A-2a e seguenti con la lettera ‘a’ dopo il numero del livello, non passano i controlli di compatibilità.
d) la correzione per l’attuale pdfx.sty che ho creato io è sostanzialmente identica a quella contenuta in pdfx-165d.sty. Questa versione in via di sviluppo, non ha solo questa modifica, fa molto di più della versione corretta del file attualmente in rete e arriverebbe persino a gestire la compatibilità con lo standard UA (Universal Uccessibility) che l’attuale \DocumentMetadata ancora non gestisce.
e) quello che consiglio nella nuova edizione di FileArchiviabili è di seguire la nuova metodologia solo per produrre file conformi al livello A-2b, raccomandando di tenere d’occhio i futuri sviluppi in questo campo, in particolare tel tagging, perché il nuovo metodo merita di essere quello da preferire.Per MisterMandarino; tanto per provare come funziona, metti il file pdfx-165d.sty nella stessa cartella dove vuoi comporre il tuo documento archiviabile; e temporaneamente usa il tuo secondo metodo invocando il nuovo pacchetto di Ross Moore col suo nome completo.
Nel mio nuovo Mac non ho più VeraPDF, quindi non lo posso verificare con quel software, ma da me, come ho scritto sopra, la cosa funziona come previsto e desiderato.A me, attualmente il nuovo pdfx-165d.sty non funziona; mi dice che sarebbe errata la pdfminorversion dell’uscita in PDF, e il conrtollo della conformità mi dice che mandano i metadati. Il file che li contiene esiste, ma non so perché non lo legga.
La mia corrrezione di pdfx.sty, quella che è attualmente in rete è la seguente:
a) copia il file pdfx.sty nella tua cartella di lavoro; per non generare confuzione rinomina il file mypdfx.sty
b) nel tuo file sorgente cambia nella ciamata del pacchetto pdfx in mypdfx
c via alla riga 2743 e sostituisci le righe 2743 fino a 2746 con le righe seguenti
`\let\IFPDF\ifpdf \pdftrue
\RequirePackage{xmpincl}
\IFPDF
\begingroup
` e il tutto funziona come previsto. A me funziona benissimo.
::PS: riguardo la guida tematica sui file archiviabili penso proprio che sia necessario “voltare pagina” e fare riferimento al solo “LaTeX Tagged PDF”, considerando il fatto che, a differenza di quanto supposto da Sergio, il progetto è alquanto avanzato e tutt’altro che sperimentale.
Sì, hai ragione bisognerebbe voltare pagina, ma non è facile. Prima di dire come si fa a impostare un file per l’archiviabilità bisogna spiegare quali sono i vincoli che ogni livello di archiviabilità. Il file può contenere figure di ogni codifica o solo di certe codifiche? Le immagini colorate accettano o non accettano le trasparenze? Il file può o non può accettare i font Type1 o accetta solo gli Unicode? Per i Type11 vuole i nomi unicode, o gli bastano gli indirizzi interni ad ogni carattere?. Quanto devono essere compressi i dati contenuti in un file PDF? I metadati cosa cavolo sono? perché questi devono essere in chiaro, mentre il resto deve essere compresso?
Quando uno comprende le difficoltà connesse con dettagli che non ha mai preso in considerazione, almeno a quel livello, perché LaTeX2e era di bocca buona e funzionava con pdflatex, xelatex e lualatex, si rende conto che prima di affrontare l’archiviabilità di un dato documento deve poter controllare ogni dettaglio che non è mai stato descritto altrove.Deve essere dotato di strumenti di verifica, da VeraPDF, gratuito ma limitato, ad Adobe Acrobat o Indesign, o altri software commerciali, di solito molto costosi ma molto potenti.
Inoltre per mandare in archivio un documento deve accompagnarlo con la certificazione di conformità.
Quando le università richiedevano un esemplare della tesi stampata da seppellire in un archivio, ma obbligatoria per legge, non c’erano problemi di archiviabilità. Quando le università hanno adottato gli archivi informatici hanno fatto un grosso passo avanti, ma quasi tutte richiedono la conformità con le norme di archiviabilità. Il PoliTorino già 4 o 5 anni fa richiedeva la conformità con la UA (Universal Accessibility} quando le norme per la qualifica PDF/UA non erano ancora state pubblicate!
Vedi quindi che il problema non è pdfx o \DocumentMetaData+hyperref. I problemi sono ben altri, spesso facili da risolvere se uno li conosce, ma spesso veramente subdoli; per esempio gli screenshot fatti con Anteprima sul Mac, in formato pdf, non sono compatibili con l’archiviabilità; bisogna prima renderli conformi, poi li si può includere nel documento.
Sono andato in pensione nel 2008,mma ho continuato a collaborare col mio ateneo ancore per alcuni mesi, lavorando proprio sull’archiviabilità, quindi sono anni che me ne occupo, ma sono anni che non solo mi aggiorno, ma trovo la cosa sempre più complicata. Ma mi piace farlo.
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Ludovica,
credo che tu sia stanca dei tuoi tentativi di usare LaTeX perché hai inviato al forum due serie di codici che anche messi insieme in un unico file non producono nessun risultato.
Quello che ti metto qui sotto potrebbe essere il codice giusto, ma rivoluziona completamente i tuoi due monconi di codice.
Abbi pazienza, ma per usare LaTeX bisogna documentarsi un pochino. L’Arte di scrivere con LaTeX contiene una “affermazione forte” diretta a chi si avvicina a LaTeX: LaTeX non è Word!
Per questo motivo bisogna leggere qualcosa che ti permetta di fare i primi passi, poi con l’esperienza se ne possono fare di più complessi.Nella sezione Documentazione di questo forum, ci sono diversi link per scaricare guide di vario genere:
a) Latex per l’impaziente
b) L’Arte di scrivere con LaTeX
c) LaTeXpedia
d) Il LaTeX Reference Manual commentato
e) Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX
d) L’Arte di scrivere in molte lingue con {pdf|Xe|Lua}LaTeX
più svariate guide tematiche che potrai leggerti per affrontare temi specifici.Il codice che segue contiene un preambolo che a sua volta è composto con il contenuto dei tui due brani di codice, e un corpo del documento che mostra l’uso degli enunciati come i teoremi, i corollari e compagnia bella.
Copiatelo tutto in una cartalla di lavoro con un nome qualsisi e compilalo; vedrai il risultato che volevi ottenere.
Tuttavia il preambolo contiene una moltitudine di commenti: non trascurarne nemmeno uno.Forse non è abbastanza chiaro perché non devi usare mai e poi mai il pacchetto setspace. Perché spaziare le righe di stampa serve per allungare la tesi per farla sembrare più corposa, mentre si commette un crimine tipografico; la spaziatura fra le righe deve essere commisurata al corpo dei caratteri e non deve allontanarsi da un 20% del corpo a seconda del disegno, cioè dello stile, dei font usati; è ragionevole usare un fattore moltiplicativo compreso fra 1,10 e 1,30, sicuramente mai 1,60 che al massimo può essere usato per libri destinati a bambini di prima elementare. Stiamo parlando di tipografia, non di word processor di vario genere che al massimo possono servire per scrivere lettere o fatture in commercialese/legalese/burocratese, modi di scrittura dell’italiano che non fanno uso di nessuna arte tipografica.
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[
12pt,
a4paper,
%titlepage,& book lo fa di default
oneside,
openany
]{book}
%%% In che lingua scrivi al tesi?
\usepackage{babel}% valido se scrivi in inglese
% oppure con le opzioni per altre lingue, per esempio
%\usepackage[italian]{babel}
% oppure
%\usepackage[italian,english]{babel}
% con l'inglese lingua principale e l'italiano come lingua secondaria
\usepackage{graphicx}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{pdfpages}% per includere pagine scaricate dalla rete?
%%%%% Attenta puoi incorrere nel reato di plagio.
\usepackage{colortbl}
\usepackage{booktabs}% credo che questo serva solo se usi il pacchetto hyperref
\usepackage{empheq}
\usepackage{fancybox}
\usepackage{bigints}% Non è vietato usarlo ma gli integrali che crea sono orrendi
%\usepackage{latexsym}% caratteri obsoleti destinati a LaTeX209, non a LaTeX2e
\usepackage{mathrsfs}
%\usepackage{amsfonts}% viene già caricato da amssymb
\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm,stackrel}
%\usepackage{epstopdf}% non serve LaTeX fa questa conversione da solo
\usepackage{indentfirst}
%\usepackage{amsmath}% ogni pacchetto va caricato una sola volta
%\numberwithin{equation}{chapter}%%% book lo fa di default
%\usepackage{amsfonts}% vedi sopra
\usepackage{color}% Mmm, sarebbe meglio xcolor
%\usepackage{setspace}\linespread{1.6} % da non usare mai e poi mai
\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=2cm,right=2.5cm]{geometry}\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definition}{Definition}[section]
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{theorem}{Theorem}[section]
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{remark}{Remark}[subsection]
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{proposition}{Proposition}[section]
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{corollary}{Corollary}[section]
\theoremstyle{plain}
\newtheorem{lemma}{Lemma}[section]
\theoremstyle{definition}
\newtheorem{example}{Example}[section]
%——————————————————————————–
\begin{document}
\chapter{Prova}
\section{Paragrafo di prova}
\begin{definition}
La verità è vera
\end{definition}
\subsection{Sottoparagrafo sulla verità.}
\begin{remark}
Però non bisogna esagerare!
\end{remark}
\section{Secondo paragrafo di prova}
\begin{proposition}
E queste è semplicemente un enunciato.
\end{proposition}
Bla, bla, bla.
\begin{corollary}
Ne consegue che la verità è sempre vera.
\end{corollary}
Bla, bla, bla>
\begin{definition}
Per definiziione la verità è vera.
\end{definition}\end{document}`
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