ivan

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  • in risposta a: Ho un problema con suftesi e biblatex #69146
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    zippo” post=68410

    [quote=”zippo” post=68352][quote=”ivan” post=68332]Perfetto! Implemento subito nella classe.

    Ciao
    Ivan

    Grazie, allora aspetto il rilascio ufficiale.
    Colgo l’occasione per richiederti di implementare la classe aggiungendo hyperref. Al momento io l’ho aggiunto mettendo le istruzioni presenti in arsclassica, tuttavia credo che quando si usi suftesi, le scelte, anche cromatiche, dovrebbero essere fatte dall’autore della classe. Mi rendo conto che forse la tua classe è maggiormente pensata per la stampa, ma forse potresti mettere un’opzione per cui i link colorati vengono attivati solo se tale opzione viene scelta esplicitamente.

    In una delle prime versioni caricavo hyperref, poi l’ho tolto (mi pare 🙂 ). Vista la questione delle \phantomsection ho deciso così.
    Non sono convintissimo. Se qualcuno mi convince che ci sono ottime ragioni per caricarlo, lo faccio di sicuro.

    Ciao
    Ivan[/quote]
    Ci sono tipologie di documenti che non vanno stampati, ma distribuiti con finalità di essere tenuti su pc: i link sono utilissimi.[/quote]
    Vedo che non sono l’unico che fa le ore piccole…

    Terrò in considerazione la richiesta. I link sono molto utili anche in fase di revisione.
    Devo valutare bene quali complicanze potrebbe avere 🙄

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ho un problema con suftesi e biblatex #69144
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    zippo” post=68352

    Perfetto! Implemento subito nella classe.

    Ciao
    Ivan

    Grazie, allora aspetto il rilascio ufficiale.
    Colgo l’occasione per richiederti di implementare la classe aggiungendo hyperref. Al momento io l’ho aggiunto mettendo le istruzioni presenti in arsclassica, tuttavia credo che quando si usi suftesi, le scelte, anche cromatiche, dovrebbero essere fatte dall’autore della classe. Mi rendo conto che forse la tua classe è maggiormente pensata per la stampa, ma forse potresti mettere un’opzione per cui i link colorati vengono attivati solo se tale opzione viene scelta esplicitamente.

    In una delle prime versioni caricavo hyperref, poi l’ho tolto (mi pare 🙂 ). Vista la questione delle \phantomsection ho deciso così.
    Non sono convintissimo. Se qualcuno mi convince che ci sono ottime ragioni per caricarlo, lo faccio di sicuro.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Domanda su biblatex #69262
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    zippo” post=68392Ho letto la guida di Pantieri, ma non riesco a fare uscire la bibliografia come mi piacerebbe.
    Mi piacerebbero 2 tipologie:
    1) opere elencate in ordine di citazione (e non alfabetico) e citazioni numeriche. L’opzione numeric, invece, elenca le cose in ordine alfabetico, di modo che nel documento la prima opera citata mi compare con un numero 5 (bruttissimo: le citazioni devono essere 1, 2, 3, con numeri crescenti).

    `\usepackage[style=numeric,sorting=none]{biblatex}`

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ho un problema con suftesi e biblatex #69142
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    Perfetto! Implemento subito nella classe.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Ho un problema con suftesi e biblatex #69140
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    zippo” post=68327Ti ringrazio per il tuo suggerimento, che pero’ risolve solo in parte, perche’ la bibliografia inizia su una pagina nuova (cioe’ e’ in pratica un nuovo capitolo), ma io la vorrei in stile “sezione”, cioe’ di seguito al testo e senza lasciare una mezza pagina vuota, perche’ il mio documento e’ organizzato in sezioni e non in capitoli.

    `\printbibliography[heading=subbibliography]`
    Cercherò di sistemare la faccenda (di cui ero a conoscenza) in modo che con l’opzione “article” anche la bibliografia venga trattata come una sezione.
    Non è detto che sia banale, visto che si ha a che fare con biblatex 🙂 Vedremo.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Piè di pagina Aiuto #69124
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    einj” post=68281Per prima cosa salve a tutti!

    Uso Latex da circa un anno e oggi ho incontrato un nuovo problema. Sto scrivendo un testo (in formato article) in cui vorrei poter mettere sia un intestazione personalizzata che un piè pagina personalizzato (non una nota a piè pagina, ma proprio una scritta che rimanga uguale per tutto il testo). Per ora sono riuscito a risolvere solamente per quanto riguarda l’intestazione usando il comando: `\pagestyle{myheadings}
    \markright{Pippo pappo}`

    Come posso fare una cosa simile per il piè pagina?

    Grazie a tutti
    Un saluto 😀 😀

    Benvenuto/a!

    La soluzione al tuo problema è nel pacchetto fancyhdr. Cerca ne L’arte di scrivere con LaTeX la spiegazione (link in alto).
    Se hai problemi ti suggerisco il codice, ma prima prova 😉

    Ciao
    Ivan

    edit chiedo venia, nell’Arte c’è poco… meglio la doc

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68823
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    lorenzo.pantieri” post=68142Un’altra riflessione sul tema. Ho sottomano un libro, curato da X, che è una raccolta di contributi di autori diversi. Fra questi contributi ce n’è uno dell’autore Y, che è di lingua diversa dal curatore X. Evidentemente, quella che appare nel libro è una traduzione. Bene, se io dovessi curare il libro, scriverei, immediatamente sotto al titolo del contributo di Y:

    Questa è la traduzione del lavoro di Y, originariamente apparso su [seguono tutti i dati del riferimento: titolo in lingua originale, anno e luogo di pubblicazione, eccetera].

    Si tratta di un’informazione che sta in due righe, ma che a me sembra essenziale. Se volessi fare un riscontro sull’originale, saprei subito dove andare a cercare.

    Mi sembra incredibile, ma diversi libri (anche di case editrici serie) non fanno così. In alcuni, l’indicazione dell’originale manca proprio. E non sto parlando raccolte di fumetti, ma di saggi “seri” (per cui è presumibile, o comunque non si può escludere, che possa accadere che un lettore preparato voglia confrontarsi anche con l’originale).

    A questo punto parte la caccia al tesoro: Internet, siti specializzati, biblioteche… Quando sarebbe bastata un’indicazione da parte del curatore, che avrebbe potuto/dovuto darla senza fatica… 👿

    Sono perplesso…

    Le pubblicazioni a cui ti riferisci non sono serie, o meglio, non sono serie secondo i parametri che abbiamo noi utenti del forum un po’ pignoli. Non mi stancherò mai di dire che qui sul forum si toccano vette di rigore e scientificità che certi Dipartimenti e/o professori si sognano (i prof. che ci sono qui sul forum sono dei grandi). Pensa che noi stampiamo anche il colophon 😯 I ricercatori che conosco io lo considerano una malattia…tipo “colophon infiammato”. Naturalmente il nostro rigore dà fastidio a tanti, perché spesso mettiamo il naso e pronunciamo sentenze su argomenti “protetti”. Chiusa la polemica, derivata dal fatto che recentemente è uscita una pubblicazione che sarebbe stata seria se solo qualcuno avesse avuto l’umiltà sufficiente per recepire i miei consigli. Invece ne è nata una cosa che definirei mediocre solo per gentilezza. Moltiplica per un numero N sufficientemente grande e capirai perché in molte traduzioni non trovi i dati dell’originale 😀 … e nemmeno il colophon infiammato 😀 😀

    Stando così le cose, l’unica soluzione è quella di colmare le lacune dell’edizione, facendo ricerca. Con un po’ di scaltrezza si può fare tutto stando seduti in poltrona. Per pochi casi molto particolari si richiede di consultare l’opera originale fisicamente. Nella maggioranza dei casi un buon controllo incrociato delle fonti reperibili su internet dà sufficienti garanzie.
    Non esiste Il motore per ricerche bibliografiche, ma i siti disponibili coprono (quasi) tutte le esigenze. Con i link che ti abbiamo segnalato rispondi al 99% delle esigenze in campo umanistico. Per ricerche di carattere storico, la frequenza degli archivi e delle biblioteche è una cosa naturale.
    Dimenticavo quest’altro sito:
    `http://gallica.bnf.fr/`
    Da qui puoi riempire il tuo disco fisso con migliaia di classici famosi (e non).

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: problemi di compilazione con il pacchetto biblatex #68933
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    valja82″ post=68111Ciao Enrico
    sì io compilo così , e non esce nulla…con quel bel natbib compilava che era una meraviglia, mi sa che torno a lui 🙁
    grazie lo stesso

    Non può non funzionare. Il procedimento è lo stesso che con natbib.
    Nell’esempio sopra avevo omesso \bibliography{nomearchivio} (senza estensione!), che va messo dopo la chiamata di biblatex.
    Prova con un file nuovo, oppure scarica la cartella example distribuita con gli stili philosophy e compila come indicato da Enrico.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68820
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    Ecco una fonte on line sufficientemente autorevole nel campo della filosofia (analitica in particolare)
    http://plato.stanford.edu/entries/russell/

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: problemi di compilazione con il pacchetto biblatex #68925
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    biblatex è incompatibile con natbib quindi non si possono caricare entrambi.
    Alcuni comandi di natbib (\citet \citep, ecc.) sono tuttavia riconosciuti da biblatex, grazie al modulo di compatibilità.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: problemi di compilazione con il pacchetto biblatex #68923
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    Se non carichi natbib è impossibile che quel documento giri. Se carichi biblatex è impossibile che quel documento giri. Perché?
    Perché alla fine del documento usi comandi di natbib, che biblatex non conosce.
    Ti consiglio di leggere L’arte di scrivere con LaTeX. Almeno le prime pagine. Poi ti consiglio di scaricare un modello di tesi che trovi sul sito di Lorenzo Pantieri.
    Riscrivi il preambolo in maniera decente. Quello che hai postato, probabilmente, te l’ha dato qualche amico, che l’ha a sua volta ricevuto da un amico, ecc. ecc.
    Parti da questo
    `\documentclass{book}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{csquotes}
    \usepackage[style=philosophy-modern]{biblatex}

    \begin{document}

    \end{document}`
    e aggiungi solo i pacchetti che servono veramente. Attento a impostare l’editor alla codifica utf8!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili philosophy e traduzioni #68873
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    Prova con addendum invece che library.

    ciao
    Ivan

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68818
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    Seguono osservazioni in ordine sparso…

    Come dici tu stesso, certi classici non hanno bisogno di tutte quelle informazioni. Le si mette anche per uniformità. Se però si sceglie uno stile autore-anno allora bisogna rassegnarsi al fatto che un anno deve esserci.

    Per quanto riguarda la disputa su Aristotele vediamo di fare chiarezza.

    Le opere di Aristotele sono di Aristotele. Il come siano diventate di Aristotele non è un problema da affrontare nella bibliografia. L’esempio che riporta Pietro a sostegno della sua tesi dovrebbe essere specificato meglio.
    In molte edizioni di autori antichi, il curatore, pone alla fine dell’opera delle bibliografie molto particolari. Una di queste per esempio, raccoglie tutte le altre traduzioni della stessa opera. È chiaro che una bibliografia di questo tipo deve mettere in risalto il traduttore e non l’autore, che è ovvio. Di solito queste bibliografie sono precedute da una descrizione. Per esempio: “Traduzioni del De Anima”.
    In tutti gli altri testi non avrebbe senso mettere in risalto il curatore o il traduttore, ce peraltro è specificato nel campo editor o translator. Quindi l’informazione c’è.

    Ripeto: la bibliografia non è il luogo appropriato per fare filologia. Si deve cercare un buon compromesso tra utilità dell’informazione, rigore, coerenza con il testo e con la tradizione del settore.

    Se manca l’anno si metta quello dell’edizione critica e poi si citi l’opera usando una sigla. Così facendo solo nella bibliografia si troveranno cose come (Kant, 1968), che disturbano alcuni, mentre nel testo si troverà solo KrV, KU, KpV, sigle che rimandano alla sezione Sigle, dove si spiega tutto per bene. Lì, eventualmente, si possono dare informazioni non strettamente bibliografiche su edizioni, versioni, ecc.

    si tenga poi presente che in molti testi, certi classici del pensiero non vengono nemmeno riportati nella bibliografia. Quasi fossero dei “dizionari del pensiero”. In una tesi è impensabile ma in una pubblicazione normale si potrebbe optare per questa scelta. ciò vale solo per quelle opere per le quali esistono forme di citazione universali, come Aristotele e Platone.

    In definitiva, molte scelte dipendono dalla tipologia di lavoro. Uno scritto divulgativo su Platone può fare a meno di citare gli “originali”. In una tesi o in un lavoro scientifico (= rigoroso), dove si deve valutare anche la capacità dell’autore di ricercare, le bibliografie vanno composte con un certo criterio.

    Lorenzo ha però individuato dei veri problemi. Ha senso scrivere i titoli originali in russo, greco, polacco, ecc.? Io direi di sì, ma solo per uniformità con le altre voci. Altrimenti bisogna trovare un criterio condivisibile per cui un titolo in polacco è meno degno di apparire in una bibliografia di un titolo in inglese.


    @claudio
    Perché non citare il De anima in greco? Coltanto perché la forma universale è diventata quella latina, grazie alle edizioni critiche. Convenzione.
    Così come per citare la Critica della ragion pura di Kant si usa in tutto il modo la sigla KrV. Convenzione

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Un altro record bibliografico “impossibile”… #68890
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    lorenzo.pantieri” post=68016Ciao a tutti. I casi sono due: o oggi sono pigro di testa oppure il problema di trovare il record giusto è tutt’altro che banale…

    L’autore della fonte è Jurgen Habermas. Il titolo è “The Resurgence of Religion – a Challenge for a Secular Self-understaing of Modernity”. Si tratta di una lettura alla Società Italiana di Filosofia Politica, fatta a Roma il 13 settembre 2007. Il testo è stato tradotto in italiano da Alessandro Ferrara, con il titolo di «La rinascita della religione. Una sfida per l’auto-comprensione laica della modernità?» e pubblicato nella raccolta “Religione e politica nella società post-secolare”, a cura di Alessandro Ferrara, Meltemi, Roma 2009.

    Il risultato, quindi dovrebbe essere questo:

    Jurgen Habermas
    2007 “The Resurgence of Religion – a Challenge for a Secular Self-understaing of Modernity”, lettura alla Società Italiana di Filosofia Politica, Roma, 13 settembre 2007, trad. it. di Alessandro Ferrara, «La rinascita della religione. Una sfida per l’auto-comprensione laica della modernità?», in “Religione e politica nella società post-secolare”, a cura di Alessandro Ferrara, Meltemi, Roma 2009.

    Come fare per ottenere questo risultato con lo stile philosophy-modern?

    Farei così:

    `@incollection{Habermas:2007,
    author = {Jurgen Habermas},
    title = {The Resurgence of Religion – a Challenge for a Secular Self-understaing of Modernity},
    location = {Roma},
    note = {lettura alla Società Italiana di Filosofia Politica, 13 settembre 2007},
    usera = {La rinascita della religione. Una sfida per l’auto-comprensione laica della modernità},
    origtitle = {Religione e politica nella società post-secolare},
    userb = {a cura di Alessandro Ferrara},
    origpublisher = {Meltemi},
    origlocation = {Roma},
    origdate = {2009}
    }`

    Ciao
    ivan

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68808
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    dianoia” post=67977Io Aristotele preferisco citarlo così (è solo un’opinione!):

    `@Book{ MOVIA_B_DA,
    title = {Aristotele, L'anima},
    author = {G. Movia},
    publisher = {Bompiani},
    address = {Milano},
    year = {2005},
    series = {Introduzione, traduzione, note e apparati di G. Movia}}`

    In altri termini, il libro della Bompiani l’ha scritto Movia, l’unico De anima che per approssimazione si può dire di Aristotele è quello di Bekker, se si segue la sua edizione.

    Assolutamente no 😉 Il libro non l’ha scritto Movia. L’ha “scritto” Aristotele, o meglio, a lui viene attribuito e così è. Movia è semmai il curatore, traduttore, ecc.
    L’Odissea l’ha scritta Omero, ma tutti sanno che non è così! Omero non esiste.

    Come dici tu stesso, per le opere di Aristotele (ma non solo) esiste una forma di citazione universale, indipendente dalla traduzione. Se poi disturba “Aristotele 2010”, come dico nella doc degli stili, si possono (è consigliato) usare le sigle. Naturalmente bisogna predisporre un elenco delle sigle, oppure mettere la sigla in occasione della prima occorrenza della voce.

    Quindi il De anima si con
    `\textcite[II 4, 414a15 ss.; (xyz)]{Aristotele:de-anima}`
    e con gli altri comandi. E si avrà cura di indicare all’inizio della bibliografia che tra parentesi vengono riportate le pagine dell’edizione italiana citata.

    In bibliografia apparirà anche la voce Aristotele 2010, ma nell’elenco delle sigle verrà svelato l’arcano.

    Ciao
    Ivan

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