ivan

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  • in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68807
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    lorenzo.pantieri” post=67975

    Come fai a sapere che il tuo lettore non è specialistico?

    Beh, lo so! 🙂 Se scrivo un saggio sul cattolicesimo di 200 pagine, e in un paragrafo di tre paginette faccio notare (di sfuggita) un parallelismo tra un’enciclica papale e il pensiero di alcuni pensatori musulmani, posso senz’altro supporre che il mio lettore ideale non sappia né l’arabo, né l’egiziano né il pakistano. In questo caso, dare il titolo originale in arabo delle opere dei pensatori citati è un’esagerazione.

    Non sono d’accordo. Chi non conosce l’arabo ignorerà l’informazione; chi lo conosce l’apprezzerà. È segno comunque di un testo ben curato.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili philosophy e traduzioni #68871
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    lorenzo.pantieri” post=67984Ho provato la soluzione di Ivan, ma ricevo errori in compilazione. In ogni caso, vorrei essere libero di gestire a mio gusto l’espressione automatica “trad. it.”. Preferirei avere “traduzione italiana” scritto per intero (così evito il problema del punto “cliffhanger” non seguito da spazio insecabile) e, dove serve, “traduzione inglese”.

    Mi va benissimo anche una soluzione manuale, spiccia e sporca.

    Grazie ancora,
    L.

    L’espressione estesa non l’ho mai vista. Una soluzione manuale è semplice da fare, basta usare @misc e formattare manualmente i singoli campi. Se le voci con quel problema non sono tante, è accettabile.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Raccolta di lavori tradotti dello stesso autore #68881
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    lorenzo.pantieri” post=67993Ciao a tutti!

    Supponiamo che l’italiano X pubblichi una raccolta di articoli (tradotti in italiano) dell’autore tedesco Y. La domanda è: quale record di biblatex usare? Nell’Arte diciamo che collection è una “raccolta di contributi indipendenti di autori diversi”, e quindi collection non va bene. Forse book? Ma con che autore? X o Y?

    Con lo stile philosophy-modern, come compilereste il record?

    Grazie ancora…

    Un altro classico esempio. Ne accenno nella doc degli stili, ma non aspettarti una soluzione elegante.
    Suppongo che con “articoli” tu intenda “articoli su rivista”. Se è così, e se decidi di riportare i dati dell’edizione originale, il record da usare è @article. Cerca nella doc degli stili l’esempio di Moore e Russell. In quel caso si tratta di due articoli apparsi originariamente su rivista e successivamente pubblicati in una @collection in italiano. Che una @collection debba contenere articoli di autori diversi non è sostanziale. Il trattamento è lo stesso.

    Come vedrai guardando gli esempi, la soluzione è bruttissima. Bisognerebbe creare un driver specifico per casi come questo. Per esempio @artincollection. Vedremo…

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili philosophy e traduzioni #68869
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    lorenzo.pantieri” post=67968Ciao a tutti.

    Gli stili di Ivan permettono di gestire in modo eccellente opere consultate nella traduzione italiana.
    `@book{keynes:darwin,
    author = {Keynes, Richard},
    title = {Fossils, Finches and Fuegians: Charles Darwin's Adventures and Discoveries on the Beagle},
    publisher = {Oxford University Press},
    year = {2003},
    location = {New York},
    origtitle = {Fossili, fringuelli e fuegini. Le avventure e le scoperte di Charles Darwin},
    origpublisher = {Bollati Boringhieri},
    origdate = {2006},
    origlocation = {Torino}
    }`
    produce

    Keynes, Richard
    2003 Fossils, Finches and Fuegians: Charles Darwin’s Adventures and Discoveries on the Beagle, Oxford University Press, New York; trad. it. Fossili, fringuelli e fuegini. Le avventure e le scoperte di Charles Darwin, Bollati Boringhieri, Torino 2006.

    Due cose.

    1.
    Ho visto “sperimentalmente” che l’espressione “trad. it.” generata in automatico non è seguita da uno spazio insecabile, per cui può succedere che una riga finisca con “it.”, ossia con un punto che non è punto fermo, ma di semplice abbreviazione, cosa che di regola si vuole evitare. Mi chiedevo: questa cosa è voluta (per ridurre i problemi riempimento della riga) oppure è una svista.

    È voluta, proprio per quello che dici tu. Meno spazi insecabili ci sono in bibliografia, meglio è.

    lorenzo.pantieri” post=67968
    2.
    A volte può capitare di consultare un testo tradotto non in italiano, ma in un’altra lingua: se il testo originale è in una lingua “strana”, diciamo russo o arabo, disporre di una traduzione in inglese (o francese) è gran cosa. Ecco, vorrei sapere come si produce una cosa come:

    Qutb, Sayyidù
    1978 Fi Zhalil al-Quran, Dar al-Shuruq, Beirut; trad. ing. In the shade of the Quran, Markfield, Leicestershire 2009.

    Grazie anticipate,
    L.

    È un bel problema, nel senso che l’unico modo per risolverlo è con un’opzione globale, che a me non piace: babel=other (va passata a biblatex)
    Il record dovrà contenere il campo

    hyphenation = {english}

    In questo modo la voce viene racchiusa in un ambiente otherlanguage{english}. Se fosse una @collection si avrebbe “ed.” al posto di “a cura di”. Non mi piace.

    Gli stili philosopy supportano per ora solo l’inglese e l’italiano. Sto pensando a come risolvere meglio il problema, ma si dovrà aspettare la versione 2.0 di biblatex e la piena integrazione di biber nel sistema.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68804
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    lorenzo.pantieri” post=67967
    1978 Fi Zhalil al-Quran, Dar al-Shuruq, Beirut; trad. ing. In the shade of the Quran, Markfield, Leicestershire 2009.

    Nel primo caso può essere utile sapere che il lavoro è stato pubblicato a New York dalla Oxford University Press. Nel secondo caso, invece, il titolo originale e la casa editrice (in arabo traslitterato) dicono poco o niente al lettore non specialistico.
    [/quote]
    Come fai a sapere che il tuo lettore non è specialistico?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi? #68802
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    lorenzo.pantieri” post=67946

    Galilei, Galileo (1632), Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo; rist. a cura di Franz Brunetti, Torino: UTET, 1980, vol. 2. Edizione usata: UTET, Torino 2000.

    Ciao a tutti.

    Questa fonte l’ho copiata dalla doc. degli stili philosophy-latex di Ivan, ed è molto facile da produrre con i suoi stili. Secondo me, a scanso di equivoci, la fonte è chiarissima: si sta parlando del celeberrimo Dialogo di Galileo, consultato nella recente edizione UTET.

    Mi chiedo, però, quanto sia voluto/corretto omettere, nell’originale, i dati relativi a editore e luogo di pubblicazione. In fondo, che il Dialogo sia stato pubblicato a Firenze (e non, poniamo, a Leida) è un’informazione importante. Probabilmente, invece, sapere la casa editrice è asssai meno importante. Insomma, vorrei sapere quanto è giusto/opportuno omettere quelle informazioni.

    Ecco un’altra citazione per cui si può rifepere l’osservazione.

    Mach, Ernst (1883), Die Mechanik in ihrer Entwickelung historisch-kritisch dargestellt; trad. it. La meccanica nel suo sviluppo storico–critico, traduzione, introduzione e note di Alfonsina D’Elia, Bollati Boringhieri, Torino 1977.

    Grazie
    L.

    Io tendo a distinguere i “classici del pensiero” dagli altri testi. I “classici” sono opere che per la loro importanza storica sono diventati delle “entità indipendenti”.
    L’opera di Galilei, come quelle di Aristotele, ha una sorta di autonomia e indipendenza storica, letteraria e anche sociale.
    È talmente importanti che tutto ciò ce la riguarda dovrebbe essere scontato. Sappiamo che non è così, ma è impossibile ricostruire la storia editoriale di certi classici.
    Quindi secondo me, nel caso di Galilei la voce sopra è più che lecita. Sarebbe lo stesso con Aristotele. Nessuno si sogna di citare l’”edizione originale”: qual è? Certo i filologi citano l’edizione di riferimento più diffusa (Bekker), ma in un’opera non filologica, questi dati possono essere omessi.
    Diverso il caso di Mach. Pur essendo un testo fondamentale della meccanica e della filosofia della scienza, la situazione è più semplice. Il testo ha una sua storia editoriale chiara e consueta. Ma la voce che riporti sopra non è sbagliata. Dipende da una scelta di base. Se si decide di citare solo il titolo e l’anno della edizione originale allora lo si deve fare per tutte le voci simili. Se invece si sceglie di citare sempre tutti i dati originali, questo deve essere fatto per tutte le voci. Fatti salvi i casi dei “classici del pensiero”, come visto sopra.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Esiste un database di tutti i libri del mondo? #68786
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    lorenzo.pantieri” post=67928Scusate il titolo scemo, ma sto impazzendo nel trovare informazioni su alcuni libri.

    Per esempio, un libro in mio possesso cita un’opera di Ruhollah Khomeini, “Il governo islamico”, dicendo che è stato pubblicato al Cairo nel 1987. Ovviamente a me interessa tutto (compreso se esistano traduzioni in italiano e/o in inglese). Altro problema: “All’ombra del Corano”, di Sayyid Qutb; ho letto che ne esiste una traduzione parziale in inglese (in italiano esiste qualcosa?), ma non riesco a trovarla.

    Esiste un sito di riferimento per reperire velocemente e con efficenza queste informazioni, anziché brancicare qua e là su Internet?

    Grazie,
    L.

    WORLDCAT
    KVK

    …chiedo scusa per aver fatto finta di non vedere l’off topic 😀

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia, edizioni originali, stile philosophy-modern #68676
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    [OT]

    lorenzo.pantieri” post=67850

    Non so il francese. Ad ogni modo, sarebbe una vana rincorsa: il lavoro che sto scrivendo ha fonti in latino, greco, tedesco, inglese, francese, anche russo.

    Rincaro la dose: nello stesso libro cito anche alcuni islamisti: un egiziano, un pakistano, un iraniano. Impossibile padroneggiare tutte queste lingue insieme.

    In questo caso bisogna arrendersi.

    lorenzo.pantieri” post=67850
    Ho una formazione scientifica: che Pitagora abbia scritto in greco, Godel in tedesco, Enriques in italiano e Schwartz in francese è in fondo marginale: quello che conta sono i risultati (il teorema di Pitagora, i teoremi di Godel, la geometria algebrica di Enriques, le distribuzioni di Schwartz).

    Nelle scienze è così. Il linguaggio logico-matematico è oggettivo e universale. Almeno così si spera.

    lorenzo.pantieri” post=67850
    In un lavoro scientifico le questioni linguistiche sono molto meno importanti che in uno scritto umanistico: nel libro che sto scrivendo, che pure è di argomento umanistico, cerco di mantenere un approccio (il più possibile) scientifico: cerco di enucleare i concetti di fondo, badando alla sostanza, cercando di non perdermi in questioni filologiche che, per l’oggetto del mio studio, sono appunto marginali.

    Qui ti sbagli, secondo me. L’approccio scientifico dà buoni frutti solo in alcuni campi. Quando entri nel campo del “mistico”, un approccio forte come quello scientifico potrebbe rivelarsi inadeguato. Nel mondo umanistico, “scientifico” significa “rigoroso”. Ogni tentativo di incasellare la filosofia negli schemi della scienze è destinato al fallimento.

    Venendo al tuo problema, puoi citare una traduzione francese di Descartes che parla dello spirito (esprit), ma a cosa si riferiva Cartesio quando scriveva l’originale in latino? Alla mente (mens) o all’anima (anima)? Non è la stessa cosa. Tradurre anima con spirito o con anima non è irrilevante. Spesso le questioni filologiche sono tutto quello che c’è. Buona parte della storia della filosofia è costruita su questioni filologiche, che per uno scienziato sono appunto marginali.

    L’approccio che si vanta d’essere scientifico (alla Odifreddi) su alcune questioni religiose, filosofiche, ecc., mi fa sorridere. Oltre a semplici divulgatori ci sono anche importanti figure che sono state abbagliate (vedi Gödel).

    Consiglio la lettura di Kierkegaard…nell’originale danese, naturalmente 😀

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: TeXnicle — editor LaTeX per Mac OS X #66703
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    illinguista1972″ post=67630La penultima versione del programma richiede di aggiornare le librerie.
    Ora, non essendo io espertissimo di queste cose, chiedo se la manovra richiesta, debitamente documentata nel changelog relativo
    sulla pagina web di TeXnicle, è pericolosa.

    Non credo che sia pericolosa. Non vedo perché dovrebbe esserlo. Si tratta solo di ripristinare un file.
    Dalla pagina di TeXnicle si legge:

    The library is actually stored in the preferences plist for
    TeXnicle which is in /Users//Library/Preferences/com.bobsoft.TeXnicle.plist. You could back-up this file
    then do the restore in TeXnicle, then merge any changes you had made back in to the upgraded file by hand.

    Ipotizzo che con le ultime versioni sia cambiato qualcosa nel file di preferenze. quello che ti consigliano di fare è di ripristinare il file .plist di default (senza alcuna impostazione personale) e poi copiarci dentro le eventuali impostazioni personali contenute nel vecchio file .plis. Questo è quello che capisco io.

    Nel dubbio potresti disinstallare la versione che hai e rifare l’installazione da capo. Dovrebbe sovrascriversi tutto.
    Eventualmente cancella il file .plist indicato sopra, perché se non si sovrascrive siamo al punto di prima.
    Se usi Appdelete ti basta trascinare l’applicazione che vuoi eliminare sulla finestra del programma per cancellare automaticamente anche tutti i file connessi (quindi anche le preferenze).

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia in ordine alfabetico #25393
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    orione” post=24013Salve a tutti,

    ho provato a leggere molti argomenti riguardanti la bibliografia ma si discostano tutti dal mio semplice problema, in quanto non prevedo di inserire la bibliografia con i riferimenti alle citazioni del testo.

    Preferirei piuttosto una semplice bibliografia in ordine alfabetico.

    Non ho trovato alcun modo per cambiare l’impostazione in lyx, e nonostante non abbia inserito i riferimenti nel testo, mi viene comunque numerata. Risultato: bibliografia numerata senza riferimenti nel testo, il che non ha un gran senso.

    Grazie anticipatamente

    Quello che ti serve è semplicemente una lista.
    Usa un elenco puntato:
    \begin{itemize}
    \item Pinco Pallino, Titolo, Luogo, anno.
    \item …
    \end{itemize}
    Con LyX ci sarà sicuramente qualche bottone per farlo.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Catechismo della Chiesa cattolica e biblatex #68716
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    lorenzo.pantieri” post=67842Innanzitutto ringrazio Ivan e Claudio per i loro interventi.

    Ho provato, ma l’effetto è “strano”: nella bibliografia finale, accanto ad autori “in carne e ossa” (da Descartes a Benedetto XVI, da Böckenförde, a Lombardi Vallauri) quel “CCC” proprio stona… 😕 Stavo pensando di non mettere affatto l’opera nella bibliografia finale, in quanto (forse) ovvia. Non so.

    Secondo me non è ovvio. Di catechismi ce ne sono tanti. Forse ci sono anche diverse edizioni: illustrate, per bambini, ecc. È meglio far sapere quale hai usato tu.

    lorenzo.pantieri” post=67842
    Avrei un’altra domanda (in parte OT). Esiste un testo “ufficiale” che contenga le encicliche papali? Di più: è in caso di citarle, nella bibliografia finale? E nel corso del testo? Si prenda questa frase:

    Rispetto al socialismo, la Rerum novarum fu l’equivalente di ciò che fu la Quanta cura rispetto al liberalismo.

    Forse non occorre insegnare al lettore dove trovare la “Rerum novarum” e la “Quanta cura”: basta una ricerca velocissima (in Rete o in biblioteca) e quei testi, celeberrimi, si trovano immediatamente. In altre parole, scrivere

    Rispetto al socialismo, la Rerum novarum [1891] fu l’equivalente di ciò che fu la Quanta cura [1864] rispetto al liberalismo.

    dove “[1891]” e “[1864]” son cliccabili e rimandano alla bibliografia finale (cosa che di solito faccio quando cito una fonte), è forse esagerato.

    Mi sbaglio?

    I vostri pareri sono più che benvenuti! 🙂

    Dipende dalla profondità in cui va il discorso su quei due testi. Se è l’unica volta che le citi e se il riferimento non è centrale all’argomento del testo allora puoi anche decidere di non “citarle”, ma di riportare solo il titolo.
    L’esempio che riporti è però molto denso e la strada è una sola: spiegare meglio il pensiero e quindi mettere le due opere in bibliografia. Se hai già spiegato precedentemente di che si tratta…la situazione non cambia: devi metterle in bibliografia.

    In pratica, se si tratta di una fonte, va sempre citata.

    Non sono a conoscenza di un volume o più volumi che contengano tutte le encicliche. Certo è che le encicliche vengono pubblicate
    e quindi sono dei @book come gli altri 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: philosohpy-modern: aumentare la spaziatura tra gli autori #68724
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    lorenzo.pantieri” post=67843Ciao a tutti.

    Trovo che la spaziatura verticale tra le varie opere di un singolo autore sia eccellente. Invece mi pare (ma forse sbaglio) che sarebbe meglio aumentare (di un niente!) quella (verticale) tra l’ultima opera dell’autore X e il nome dell’autore Y immediatamente successivo. Ora come ora è pari a \medskip? Perché a occhio mi sembra leggerissimamente inferiore a \medskip (sbaglio?).

    Vorrei fare qualche esperimento, aumentando la spaziatura.

    Come si fa?

    Grazie mille,
    L.

    Attualmente quello spazio verticale è impostato così:
    `\setlength{\bibnamesep}{1.5ex plus 2pt minus 1pt}`

    Cambia a piacimento

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Cambiare stile bibliografia in Arsclassica #68711
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    momo19″ post=67839Il pacchetto philosophy-classic non ha niente di tragico che non vada, semplicemente trovavo più adatto alla mia tesi uno stile tipo APA, a patto che riuscissi a modifcare alcune cose.. tutto qui..

    Il mio consiglio era dettato dal fatto che per me è più semplice modificare philosophy-classic. comunque ho guardato biblatex-apa. Mi sembra che le differenze siano nella punteggiatura (punto al posto della virgola) e nell’ordine cognome-nome, che viene mantenuto per tutti gli autori. Per il resto mi sembra simile a philosophy.

    momo19″ post=67839Comunque, alla fine grazie per l’indicazione “maxbibnames=2”.. non era quella che serviva a me perchè io in realtà avevo bisogno di “maxcitenames=2” ma se non me la suggerivi non so se avrei scoperto questa.. ed in ogni caso poi ho dovuto aggiungere anche “maxbibnames=20” perchè altrimenti mi limitava a 3 i nomi degli autori nella Bibliografia (non saprei perchè)..

    Con maxbibnames=20 (default=3) dici a biblatex di troncare le liste di autori che contengono più di venti autori al valore di minbibnames (default=1)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Cambiare stile bibliografia in Arsclassica #68709
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    Cos’è che non ti va bene con:
    `\usepackage[style=philosophy-classic,natbib]{biblatex}
    `
    ?

    momo19″ post=67835
    – quando cita 3 autori mi dà (Tizio, Caio & Sempronio, 1990).. questo mi dà fastidio.. in tutte le citazioni che ho visto nella mia vita 3 autori sono sempre sintetizzati con “et al.”..

    `maxbibnames=2
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Catechismo della Chiesa cattolica e biblatex #68714
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    Se non sono indicati autori e/o curatori, usa il campo label:
    `{…
    label= {CCC},

    }`

    Ciao
    Ivan

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