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renareto” post=114610L’ ho riletto (lo avevo già letto)
ma continuo a non capire:
l’ effetto è quello che cerco, ovvero, all’ interno dello stesso frame, campiano le frasi che propongo
ma deve esserci una sostituzione, non una aggiunta.Allora mi chiedo:
devo creare, all’ interno del frame delle slide (o overlay)
popolarle con strutture che gia note a latex (tipo \begin [itemize] etc)ma come faccio a iniziare e finire le slide?
nell’ esempio, c’ è \begin{theorem}, proof…
con i relativi \endSono quelle le slide?
Renato
Se leggessi la documentazione di Beamer, non faresti queste domande.
Io rinuncio.
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Sì, @renareto, in un mio messaggio ti ho scritto che un frame può contenere da una a più slide che appaiono una dopo l’altra e servono per presentare incrementalmente, sovrapponendosi, parti diverse dello stesso quadro. Ho usato parole diverse, ma il senso è questo che ho detto.La presentazione incrementale è descritta nel paragrafo 31.10 della documentazione di beamer, nella parte chiamata tutorial. Serve sostanzialmente per presentare uno dopo l’altro gli elementi di una lista, oppure una dopo l’altra delle semplici frasi, in modo che ad ogni nuovo elemento o frase le altre non si spostino nella schermata.
È ovvio che se le frasi sono corte, tre o quattro frasi ci stanno in una sola schermata che, come dice l’autore di beamer, non dovrebbe contenere più di una dozzina di righe in ogni frame, quindi le slide che formano un overlay devono aggiungere non più di un paiodi riche ciascuna se tieni conto anche degli spazi verticali fra un elemento o frase.
Se le frasi o gli elementi sono più lunghi, non conviene servirsi degli ovelay (così si chiamano nel linguaggio di beamer; sovrapposizioni in italiano) è più conveniente creare solo tre o quatro frame di una sola slide ciascuno, ma ttti e tre o quattro con lo stesso titolo.
Esistono metodi più complicati per creare gli overlay, come puoi vedere nel capitolo 9 della documentazione di beamer. Ma secondo me, più gli overlay sono complicati, meno sono comprensibili per la gente che vede a presentazione.
Capisco che la documentazione di beamer ammonta a più di 200 pagine; ma non è necessario leggerle tutte; basta consultare efficacemente l’indice generale, gli indici analitici e l’opzione search di ogni visualizzatore di file pdf (ovviamente bisogna conoscere la terminologia per sapere che cosa cercare…; ovviamente bisogna avere una conoscenza anche minima dell’inglese scritto, cosa che oggi non dovrebbe essere strana, visto che alle scuole medie si è sempre insegnata una lingua straniera che nel 90% dei casi è l’inglese; da qualche anno sono obbligatorie due lingue straniere, di cui una deve essere l’inglese).
Nella fattispecie bisogna cercare la parola overlay.
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@nicolodo, benvenuto nel forum.Benvenuto,sì, ma stai facendo una confusione enorme.
pdfLaTeX e XeLaTeX gestiscono i font in modo diverso, completamente diverso. pdfLATeX gestisce solo i font Type 1 e per gestirli ha bisogno dei file metrici con estensione .tfm. XeLaTeX usa i font OpenType, anche se, gestiti in modo opportuno, riesce ad usare anche in font Type 1, ma, di nuovo, ha bisogno dei file metrici. Per gestire i font Type 1, i compositori che sanno usarli hanno bisogno dei file .map; per gli OpenType XeLaTeX, LuaLaTeX, ConTeXt non hanno bisogno dei file di mappa.
Avendo installato MacTeX hai a bordo la distribuzione completa del sistema TeX, quindi non hai bisogno di installare niente, tranne al massimo altri font, che se sono OpenType, installi con LibroFont.app, e non hai bisogno di nessun file .map; dai un’occhiata alla cartella /usr/local/texlive/2018/bin/x86_64-darwin/ e ci troverai dentro tutti gli eseguibili che MacTeX può usare, e fra questi pdflatex, xelatex, lualatex, context, eccetera; in totale circa 150 eseguibili, alcuni in linguaggio macchina, altri in Java o in Python, per fare moltissime cose diverse. TeXLiveUtility.app ti serve solo per aggiornare l’installazione, visto che TeXLive contiene una cinquantina di aggiornamenti alla settimana.
Per il resto è difficile dirti qualcosa di utile, senza sapere quale template hai scaricato dalla rete, da dove, e com’è il tuo preambolo. Un esempio minimo compilabile (EMC) sarebbe utile. Se non sai come predisporne uno, scarica dalla sezione Documentazione di questo sito la guida tematica che spiega come creare tali EMC.
Sempre nelal sezione Documentazione, oltre alle guide tematiche ci sono diverse guide generiche; ti suggerisco di scaricarne una, per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX (anche se parla solo di pdfLaTeX), perché ho il sospetto che tu non abbia le idee chiare né sui template (assolutamente sconsigliabili, ma non proibiti, specialmente se la tua università te ne impone uno).
Scommetto che hai installato Texmaker, perché non ti sei accorto che nella cartella Applications/TeX/ c’è un editor che si chiama TeXShop.app, fatto apposta per il Mac; io uso il Mac da quando dispone di un sistema operativo di tipo UNIX; da quando, quindi, dispongo di MacTeX, ho sempre usato TeXShop e lo trovo molto più pratico e con una schermata di editing meno ingombrante tanto da consentire la visualizzazione contemporanea della schermata PDF, tutte e due ad altezza piena sul mio portatile, senza che si sovrappongano.
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In beamer un frame (quadro) può contenere da una a più slide (diapositiv, schermate). Di solito le slide, se fossero sovrapposte, darebbero luogo ad un solo frame che contiene quello delle varie slide che contiene; è questo che permette a beamer di mostrare un frame con argomenti che appaiono e scompaiono via via che si procede nell’illustrazione a voce. Tutte le slide non fanno incrementare il contatore dei frame e questo è il motivo per cui beamer distingue le due cose. Le slide dello stesso frame hanno lo stesso titolo.Ma se un argomento richiede il prolungarsi di un argomento su diversi frame, si può fare come ha detto @strolego; i frame corrispondenti possono avere l’identico titolo, o quelli che seguono il primo possono avere la dicitura “cont.” come ha indicato @strolego. Personalmente i mantengo lo stesso titolo senza preoccuparmi di aggiungere “cont.”.
Una volta c’erano nella sezione ArsTeXnica di questo forum anche le presentazioni che gli oratori avevano usato durante la loro presentazione; ora non le vedo più. Forse sono io che cerco male, ma @robitex ne sa di sicuro di più. Quelle presentazioni non erano fatte tutte con beamer e ce n’erano di diversi tipi; sarebbe comodo che ci fossero ancora, perché sarebbe un ottimo posto per confrontare i risultati.
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Samiel, non ho detto niente contro il tuo esempio. Ho solo espresso la mia opinione sull’uso dei numeri romani, cercando di spiegare perché sono personalmente contrario al loro uso. Come ho detto, si tratta di una scelta stilistica o personale o di questa o quella casa editrice. Ognuno è padrone di scegliere la numerazione che crede, ma deve essere conscio dei pregi e dei difetti. Avendo esaminato la cosa con ragione di causa, ognuno decide come preferisce.
Mi pare di avere percepito dai tuoi commenti nei post precedenti che anche tu sei abbastanza critico nei confronti della numerazione romana. Forse ho capito male?
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Non mi sono documentato; Ho semplicemente usato comandi nativi di TeX e ho usato l’esperienza unita ad un po’ di immaginazione.
Capisco che per usare queste cose bisogna avere esperienza, e quindi non sono alla portata di chiunque, specialmente se alle prime armi.
Ma il tuo problema era complesso specialmente a causa dei comandi \thispagestyle impliciti in altri comandi come \chapter.Con article, invece che con report, la cosa sarebbe stata molto più semplice; con la classe letter ancora di più. Il socio che si forma Gustavo e il cui “alias” è letteracpd, ha scritto la classe letteracdp che applica gli stessi tuoi requisiti alla composizione di lettere di più pagine con la carta intestata per la prima pagina e con testatine più sobrie per le pagine successive (documentazione: texdoc cdpbunfl). è un bellissimo codice e le sue lettere vengono benissimo, ma non si appoggia alla classe report (o alla classe book) che, appunto, hanno il comando \chapter che ha dato sempre dei problemini a chi voleva una pagina iniziale dei capitoli diversa da dall’impostazione di default.
Sarebbe stato più semplice il tutto se tu avessi usato la classe memoir (texdoc memoir) che è altissimamente configurabile e può usare un numero qualsiasi di stili di pagina, mentre con fancyhdr puoi solo definire lo stile fancy e ridefinire lo stile plain, ma, benché sembri possibile, non puoi definire altri stili. Io uso memoir abbastanza spesso; tuttavia mi rendo conto che una documentazione di centinaia di pagine è difficile da consultare. MA anche con memoir spesso e volentieri scrivo codice usando comandi nativi di TeX. È il bello di LaTeX che, avendo un’adeguata esperienza, ti permette di creare quello che vuoi; be’, certo non è onnipotente, ma permette di creare cose impossibili con altri software.
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I numeri romani per i capitoli possono essere eleganti solo se i capitoli sono pochi, perché i numeri romani tendono ad essere molto lunghi.
Comunque quelli romani maiuscoli sono accettabili; quelli minuscoli (usati classicamente per la front matter) sono inaccettabili. Nel mondo anglosassone sono presenti anche in documento di secoli fa questi numeri minuscoli. Nel mondo latino non ho avuto modo di riscontrarne (anche se ovviamente, non ho avuto modo di controllare tutto quello che è stato stampato dal 1400 ad oggi :grin:). al posto del tondo minuscolo si può usare il maiuscoletto minuscolo, che li rende accettabili.
Ma per gli indici, sia quello generale, sia quelli analitici, i numeri romani sono una sofferenza. Nell’indice generale un numero di capitolo in cifre arabe come 28, diventa in numeri romani XXVIII, molto più lungo; per come sono stampate le varie informazioni nell’indice è necessario cambiare radicalmente le macro che governano queste composizioni per lasciare più spazio ai lunghi numeri romani; se questi si propagano anche nelle sezioni, sottosezioni, eccetera, l’indice diventa qualcosa di improponibile. Sarebbe meglio disgiungere questi sezionamenti sotto il capitolo dal numero del capitolo, ma si potrebbero presentare altri problemi. Evidentemente questa disgiunzione non si può fare per le equazioni, le figure, le tabelle e altri oggetti numerabili, a meno di non usare per i riferimenti incrociati il pacchetto varioref che permette di indicare oltre al nomero dell’oggetto anche l’informazione (variabile) della pagina di dove l’oggetto si trova.
In sostanza, di default le classi standard usano i numeri romani maiuscoli solo per le parti e questa mi sembra una scelta molto saggia. Purtroppo le classi standard usano la numerazione romana minuscola (in tondo) per le pagine della front matter; in questo caso bisogna provvedere in merito per rendere questa numerazione in maiuscoletto, oppure per abolirla del tutto, nel senso di usare una numerazione in cifre arabe che non ricomincia da 1 con la main matter.
Purtroppo gii umanisti amano queste composizioni in stile ottocentesco, ma non si rendono conto dei problemi che la composizione automatica presenta.Ovviamente queste scelte rientrano nella sfera personale o dell’autore o della casa editrice.
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Pufff! La soluzione è risultata più semplice di quel che temevo, ma per arrivarci ho sudato.
Eccoti il codice`\documentclass[11pt]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{pbox}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{xcolor}
%\usepackage[a4paper,top=2cm,bottom=2.5cm,left=2.01cm,rigt=2.1cm,bindingoffset=0mm]{geometry}
\usepackage{kantlipsum}
\usepackage{latexsym}
\usepackage{framed}
\setlength\headheight{33pt} %% just to make warning go away. Adjust the value after looking into the warning.
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{trace,afterpage}\errorcontextlines=100
\pagestyle{fancy}
\fancyhf{}
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule
height\headrulewidth\hfill}}
%
\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height
\footrulewidth\hfill}}% ridefinisco lo stile plain
\fancypagestyle{plain}{\renewcommand{\headrulewidth}{1pt}
\fancyhf{} % clear all header and footer fields
\lhead{\MioLogo}% Dopo la prima pagina \MioLogo non inserisce più il logo
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrulewidth}{1pt}
\renewcommand{\headrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule
height\headrulewidth\hfill}}
%
\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height
\footrulewidth\hfill}}}% Definisco \MioLogo
\makeatletter
\newcommand\MioLogo{\includegraphics[width=10mm]{LogoPoliTo}}% Ridefinisco il comando \tableofcontents
\renewcommand\tableofcontents{%
\if@twocolumn
\@restonecoltrue\onecolumn
\else
\@restonecolfalse
\fi
\chapter*{\contentsname
\@mkboth{%
\MakeUppercase\contentsname}{\MakeUppercase\contentsname}}%
\afterpage{\global\let\MioLogo\relax}%
\@starttoc{toc}%
\if@restonecol\twocolumn\fi
}\makeatother
\begin{document}
%\expandafter\show\csname ps@primapagina\endcsname
%\expandafter\show\csname ps@fancy\endcsname
%\expandafter\show\csname ps@plain\endcsname\begin{framed}
\begingroup
\let\clearpage\relax
\tableofcontents
%\listoffigures
\endgroup
\end{framed}ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao
\chapter{beloooooooo}
\kant[1-5]
\kant[1-6]
\chapter{ciao}
\kant[6-10]\end{document}`
::
Nel tuo primo messaggio volevi il logo solo nella prima pagina. Ora, da quel che capisco, lo vorresti su tutte le pagine.Vedo che non hi capito che cosa vuol dire definire lo stile fancy e ridefinire lo stile plain. Ricordati che lo stile plain è usato di default da tutte le pagine inziali dei capitoli, compreso (implicitamente) il capitolo asteriscato con il quale comincia l’indice.
Ora tu avevi messo \includegraphics[….]{…} solo nella definizione di fancy, non nella ridefinizione di plain.non solo ma dopo il primo comando \capter (quello dopo la sfilza di ciao) avevi impostato lo stile plain.
Dunque con il tuo codice la prima pagina veniva composta con lo stile fancy, con l logo. Poi il comando \chapter (che usa plain) inziava un capitolo in stile plain, ma subito dopo impostavi lo stile palin per il resto del documento; quindi tutte le pagine erano senza logo.
Nell’EMC che ti metto sotto, ho spostato \include[…]{…} nella ridefinizione di plain e l’ho tolto dalla definizione di fancy. RIsultato: nella prima pagina dove compare l’Indice, che a sua volta usa \chapter* che a sua volta imposta lo stile plain, c’è il logo; nella seconda pagina c’è un capitolo generato esplicitamante con un comando \chapter, che imposta implcitamante lo stile plain, quindi c’è il logo; nelle pagine successive che contengono solo testo, lo stile è quello di default per l’intero documento, quinadi non c’è il logo, ma come si apre il seocndo capitolo col comando esplitio \chapter, il logo riappare; scomparirebbe nelle pagine interne del secondo capitolo.
È questo quello che vuoi? o vuoi il logo anche nelle pagine interne dei capitoli?
Oppure, non vuoi il logo in nessuna pagina, tranne la prima? Si può fare, ma è più complicato, perché bisogna ridefinire il comando interno che viene attivato implicitamente da \tableofcontents, da \listoffigures, da \listoftables.Se ti spieghi meglio, posso crearti il codice necessario, quello difficile per mettere il logo solo nella prima pagina.
`\documentclass[11pt]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{pbox}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{xcolor}
%\usepackage[a4paper,top=2cm,bottom=2.5cm,left=2.01cm,rigt=2.1cm,bindingoffset=0mm]{geometry}
\usepackage{kantlipsum}
\usepackage{latexsym}
\usepackage{framed}
\setlength\headheight{33pt} %% just to make warning go away. Adjust the value after looking into the warning.
\usepackage{fancyhdr}\fancyhf{}
\pagestyle{fancy}
\lhead{}
\chead{}
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrulewidth}{1pt}
\renewcommand{\headrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule
height\headrulewidth\hfill}}\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height
\footrulewidth\hfill}}%ridefinisco lo stile plain
\fancypagestyle{plain}{\fancyhf{} % clear all header and footer fields
\lhead{\includegraphics[width=10mm]{LogoPoliTo}}
\chead{}
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrulewidth}{1pt}
\renewcommand{\headrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule
height\headrulewidth\hfill}}\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height
\footrulewidth\hfill}}}\begin{document}
\begin{framed}
\begingroup
\let\clearpage\relax
\tableofcontents
%\listoffigures
\endgroup
\end{framed}ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao ciao
\chapter{beloooooooo}
\kant[1-5]
\kant[1-6]
\chapter{ciao}
\kant[6-10]\end{document}`
::
Il package geometry è inutile se dopo avero usato ridefinisci i parametri interni \oddsidemargin e compagnia.
Geometry serve proprio per impostarli in modo corretto con le opzioni left=, top=, eccetera; mentre se li imposti a mano puoi facilmente commettere errori e produrre delle pagine inconsistenti. Infatti ogni quida raccomanda VIVAMENTE di non modificare a mano i parametri interni, ma di usare geometry. D’altra parte la documentazione di geometry lo spiega ancora meglio.
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Ho due osservazioni da fare:
1) È inutile che ti indichi con una immagine che riporta la fine del documento ad una certa pagina dei codice sorgente, se non indichi anche che errore ti segnle in corripsondenza di quell’errore.
2) Nelle intestazioni le unità di misura riportate fra parentesi quadre sono sbagliate, (anche se si trovano frequentemente in altri documenti); le parentesi quadre in metrologia vogliono dire “unità di misura di”; quindi l’uso corretto delle parentesi quadre si ha quando si scrive
`[H] = A/m` che si legge ” le unità di misura di H sono ampere al metro”.In formato B5 la pagina è larga 149mm e alta 250mm, e la gabbia del testo è larga 109mm; quindi è facile che la tua tabella relaticamante larga
esca fuori dai marigini, e sporga a destra. La vuoi centrata? Allora oltre alla soluzione di Gustavo c’è una soluzione più semplice[\code]\begin{table}
\caption{…}\
\makebox[textwidth]{%
\begin{tabular}{…}
…
\end{tabular}%
}
\end{tanle}[/code]Però la cosa funziona beme, come anche la soluzione di Gustavo, solo se la tabella sporge di poco; La soluzione vera consiste nell’usare un fon di corpo minore, per esempio`\begin{table}
\caption{…}
\\small % all'occorrenza scegli un font più piccolo per esempio con \footnotesize
\begin{tabular{…}
…
\end{tabular}
\end{table}`
Nota che il tuo problema non nasce da TOPtesi, ma dal fatto di non aver letto la documentazione né di Latex (per esempio L’Arte di scrivere con LaTeX né la documentazione di TOPtesi (texdoc toptesi-it.
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Qualcosa di meglio hai fatto, ma non va bene; dunque vuoi il logo solo nella prima pagina, e non nelle pagine successive, dove ti basta l’intestazione creata con [tt]\pbox{…}{xxx\\xxx}[/tt] sottolineata di rosso.Tu però non usi mai il comando [tt]\thispagestyle[/tt] come di avevo detto di fare in un messaggio precedente. Dunque la soluzione è quella di usare la tua ridefinizione dello stile plain, che contiene il logo, per la prima pagina, e lo stile fancy per le pagine successive. OK, [tt]\thispagestyle{plain}[/tt] risolve il problema. Ma poi, non avendo specificato correttamente la geometria della pagine e le varie dimensioni che riguardano le testatine, il primo riquadro si sovrappone alla testatina.
Inoltre usi il comando \Box (definito dal vecchio pacchetto latexsym, che hai tolto, come ti ho detto; ma a questo punto hai bisogno di qualche cosa d’altro che ti permetta di inserire un quadratino; ho specificato il pacchetto amssymb che definisce il comando [tt]\square[/tt].
Infine ho sostituito il tuo file grafico logo.png con il logo della mia università, altrimenti non potevo sperimentale; tu ripristina il tuo logo (l’estensione .PNG non è necessaria).Infine ho tolto tutti gli [tt]\underline[/tt] perché in tipografia o si mette l’enfasi in corsivo, o la si mette in nero, ma mai fra virgolette e meno che mai sottolineata. Non è una buona scusa se il template composto con Word a cui ti sei ispirato ha certe parole sottolineate. Chi ha preparato quel template in Word non ha la più vaga idea di che cosa sia l’arte tipografica.
Un’ultima raccomandazione: gli spazi dopo le graffe, aperte e/o chiuse. sono significativi e vengono messi nel testo che componi; dentro un testo normale lo spazio interparola aumenta un poco, ma può passare inosservato ad un occhio non esercitato; ma dentro una scatola riquadrata si vede eccome, e infatti nel tuo EMC una delle scatole sbordava.
Ho aggiunto il pacchetto kantlipsum per generare un testo di riempimento in modo da comporre due pagine per verificare che la seconda non abbia il logo.
Il risultato non è bello, perché le scatole sono troppo accostate verticalmente, ma almeno mostra il layout di pagina simile a quello che avresti voluto ottenere.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[11pt,a4paper]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[linktocpage]{hyperref}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage[output-decimal-marker={.}]{siunitx}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{subfigure}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{pbox}
\usepackage{xcolor}\usepackage{kantlipsum}
\graphicspath{{immagini/}}
\setlength\headheight{33pt}
\setlength\headsep{15pt}
\usepackage[a4paper,top=2cm,bottom=2.5cm,left=2.1cm,right=2.1cm,includehead]{geometry}\usepackage{framed}
\usepackage{fancyhdr}
\fancyhf{}
%%%%%%%%%%%%% inizio testatina
% definiamo la testatina superiore
\pagestyle{fancy}
\lhead{}
\chead{}
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\headrule}{\hbox to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height\headrulewidth\hfill}}%definizione piede
\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height \footrulewidth\hfill}}
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%fine testatina% ridefinisco lo stile plain
\fancypagestyle{plain}{\fancyhf{}
\lhead{\includegraphics[width=10mm]{LogoPoli}}
\chead{}
\rhead{\footnotesize\bfseries{\pbox{\textwidth}{\color{gray}xxx\\ xxx}}}\renewcommand{\headrulewidth}{1pt}
\renewcommand{\headrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule
height\headrulewidth\hfill}}\rfoot{\thepage}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrule}{\hbox
to\headwidth{\color{red}\leaders\hrule height
\footrulewidth\hfill}} }\setcounter{tocdepth}{3}
\begin{document}
\thispagestyle{plain}
\null % serve per mettere qualcosa di invisibile sotto l'header
\noindent
\fbox{\begin{minipage}[c]{0.49\textwidth}
\bfseries xxx\\
ENTE: TEc. xxx\\
AUTORE: …. \\
DATA: ….
\end{minipage}}
\framebox{\begin{minipage}[c]{0.47\textwidth}
\bfseries
Report n. xxx\\
$\square$ SIMULAZIONE xxx \\
$\square$ SIMULAZIONE \\
$\square$ IMPOSTAZIONE
\end{minipage}}
\fbox{%
\begin{minipage}[t]{\dimexpr\textwidth-2\fboxrule-2\fboxsep}
\textbf{OGGETTO: xxx}
\end{minipage}}
\fbox{%
\begin{minipage}[t]{0.975\textwidth}
\textbf{Descrizione attività: xxx}
\end{minipage}}\begin{framed}
\begingroup
\let\clearpage\relax
\tableofcontents*
\listoffigures
\endgroup
\end{framed}\begin{framed}
\noindent\textbf{Attività future} % o comandi di sezionamento\kant[1-5]
\end{framed}\end{document}`
::
Sì, in effetti i pedici sono un po’ troppo attaccati ai simboli principali, specialmente alla x.Ma questo dipende dal fatto che Microsoft Visio non ha la perfezione di composizione dei programmi del sistema TeX.
Non è orrendo quello che ottieni, ma se segui il consiglio di @robitex ti viene meglio.
Il diagramma che vorresti ottenere è talmente semplice che potresti ottenerlo anche solo con l’ambiente picture di LaTeX (incluso il pacchetto obbligatorio pict2e, di cui merita leggere la documentazione); con picture credo che sia necessario lavorare di più che con TikZ, perché non dispone delle migliaia di impostazioni di TikZ, fatte apposta per semplificare la descrizione finale del disegno. D’altra parte TikZ ha una documentazione di qualche centinaio di pagine, mentre pict2e ce l’ha solo di una ventina di pagine.
Ecco, siccome il tuo risultato non è affatto orrendo, benché migliorabile, mi domando se valga la pena di insistere a modificarlo. Come dice @robitex, si sono viste cose molto peggiori nelle tesi.
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