OldClaudio

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  • in risposta a: Disallineamento di Autore e Titolo in Beamer #112167
    OldClaudio
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      Non saprei cosa dirti, se non “ben tornato sul forum” e, vista la data, “Buone Feste”.

      Tuttavia ho copiato il tuo codice e l’ho compilato senza cambiare una virgola. A me viene con JUSTIN e Beamer Intro perfettamente allineati e non spostati in alto come capita a te.

      [attachment=1993]BeamerDisallineato.pdf[/attachment]

      Piuttosto vedo che citi Kile, e che descrivi una procedura di disinstallazione di TeXLive 2016, per installare TeXLive 2017, suppongo che tu stia usando una piattaforma Linux e che il tuo TeXLive sia quello da scaricare dai repository del tuo Linux.

      Se la mia ipotesi è sbagliata, smetti di leggere il resto del mio messaggio.

      Il sistema TeX, che, ovviamente, contiene tutto ciò che è collegato a LaTeX (si scrive così, quando non puoi usare il comando \LaTeX; non si scrive Latex), sulle macchine Linux si può installare in due modi:
      1) scaricandolo dai repository di Linux; spesso, se non sempre, questi repositories contengono una versione filtrata attraverso le regole del consorzio Debian; ne segue che, malgrado la certificazione Debian, si tratta di una versione non ufficiale e che soffre del fatto che viene aggiornata solo una volta all’anno.
      2) scaricando da CTAN il file ISO che contiene la distribuzione ufficiale di TeX e installando da quel “disco” virtuale costituito dal file ISO. Il file ISO viene prodotto una volta all’anno, ma contiene un TeXLiveManager (l’eseguibile si chiama tlmgr) che permette di aggiornare, volendo, anche ogni giorno.

      In teoria l’una versione dovrebbe essere equivalente all’altra. Ma non è così. La versione Debian è divisa in vari pacchi, e gli utenti di solito non li installano tutti; la versione CTAN di default viene installata completa. La versione Debian, non può venire aggiornata dall’utente, ma può essere aggiornata solo dal consorzio Debian, che mette a disposizione la versione o ciascun pacco aggiornato quando lo ritiene opportuno.

      Ora Io ho sulla mia macchina una versione CTAN; la aggiorno ogni 7 o 10 giorni; ogni volta vedo che ci sono alcune decine di pacchetti aggiornati e una mezza dozzina di pacchetti nuovi; attualmente i pacchetti della TeXLive ammontano a circa 4000 (quelli di Debian non sono pacchetti, ma container che contengono diverse centinaia di pacchetti ciascuno).

      Risultato? Sulla mia macchina ho una versione sostanzialmente up-to-date quasi al giorno stesso in cui la uso. Mentre con la versione Debian non potrei averla sempre così aggiornata.

      Se ti interessa installare la versione CTAN sulla tua piattaforma Linux, tieni presente che nella sezione Documentazione di questo forum c’è i link per scaricare il file texlive-YYYY-ubuntu.pdf, che contiene le istruzioni per l’installazione di TeXLive/CTAN accanto a TeXLive/Debian, in modo che il primo serva per comporre documenti e il secondo possa servire per soddisfare alcune dependencies di altri programmi. Esisterebbe anche una impostazione di apt-get (non in quel documento, ma l’ho vista girare in qualche messaggio di diversi anni fa qui sul forum) che permette di fargli credere che la versione TeXLive/Debian sia installata, mentre invece non lo è, ma è installata la versione CTAN, che, ovviamente, essendo più completa della versione Debian e più aggiornata, permette di applicare il proverbio “nel più sta il meno”.

      Pensaci, anche alla luce del bug che hai incontrato e che non si trova più nella TeXLive aggiornata.

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      in risposta a: INCLUSIONE PDF #112164
      OldClaudio
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        No, Gustavo; i tre termini \textwidth, \columnwidth e \linewidth sono tre cose diverse e \linewidth va bene quasi sempre come un alias delle altre due.

        \textwidth è la giustezza dello specchi di stampa e non cambia sia che si stia componendo ad una o a due colonne.
        \columnwidth componendo ad una colonna uguaglia \textwidth, componendo a due colonne equivale alla giustezza della singola colonna.
        \linewidth è la giustezza del corpo corrente; equivale a \textidth componendo a una colonna, invece equivale a \columnwidth componendo a due colonne; ma quando si compone dentro un ambiente che restringe la giustezza, come per esempio dentro l’ambiente quote, equivale comunque alla giustezza corrente.

        Come parametro di riferimento con cui proporzionare le dimensioni di altri oggetti, \linewidth va sempre bene anche in modo testo.

        Ma gli ambienti figure e figure8 vano sempre usati on outer mode, quindi dentro questi ambienti usare \linewidth va sempre bene, perché con l’ambiente asteriscato \linewidth vele \textwidth, e con l’ambiente non asteriscato vale \columnwidth.

        Certo il tuo messaggio dà una informazione giusta invitando l’OT a usare \columnwidth, ma dà l’impressione di segnalare un errore nella scelta di \linewidth.

        Secondo me, che uso \linewidth (credo a ragion veduta) da più di 30 anni, questo parametro viene usato pochissimo,in generale, e raramente se ne trova menzione in qualunque guida. Il TeXbook non ne parla perché \linewidth è definito solo nel nucleo di LaTeX: file latex.ltx, linee 1635 per l’intero documento, 4553, 4589, 4590 e 4592 per gli ambienti costruiti sull’ambiente list, 4966 per gli ambienti tabellari array e tabular, 5114 per l’ambiente tabbing, 6168 per i float a larghezza piena, 6580 per la dichiarazione \onecolumn, 6614 per la dichiarazione \twocolumn.

        Certo non è obbligatorio farne uso, ma talvolta è proprio \linewidth che dovrebbe essere usato perché contiene più informazione dei due comandi principali \textwidth e \columnwidth.

        in risposta a: INCLUSIONE PDF #112162
        OldClaudio
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          snellasne” post=112478Grazieeeeee! Ho risolto velocemente! Posso fare un’altra domanda?
          Devo allegare anche delle immagini di grafici ma non ho molta dimestichezza
          Allora, ho scritto questo`
          \begin{figure}
          \centering
          \includegraphics[width=100mm,]{c14}
          \caption{prova1}
          \label{fig:c14}
          \end{figure}`

          solo che l’immagine mi esce troppo piccola, e se provo a metterla più grande mi esce tagliata, questo perchè ho impostato la classe divisa in due colonne quindi sostanzialmente è proprio il layout che limita l’ingrandimento.
          C’è un modo per dire a Latex che le pagine dedicate all’appendice le voglio in formato a4 sempicemente?
          Ho provato a scrivere dopo \end{document}
          \documentclass{article} ma mi compila solo la prima parte. Spero di essere stata più o meno chiara 🙂

          Che sia a una o a due colonne, se tu specifichi dimensioni assolute, per esempio width=100mm (cioè 10 centimetri), la figura ti viene immessa larga 100mm. se è larga di meno, allora vuol dire che la figura non è smarginata (vedi sotto).

          D’altra parte non conviene mai specificare dimensioni assolute;come vedi @robitex ha indicato correttamante width=0.85\textwidth, quindi ha proporzionato al figura alla tua effettiva larghezze della gabbia di stampa; stampati una paigna, giusto per non dovere fare calcoli strani; prendi un righello e misura la larghezza complessiva delle due colonne affiancata; troverai qualcosa come 16 o 17 centimetri, a seconda della classe che usi; diciamo 17cm, tanto per fissare le idee; misura la larghezza di una sola colonna; troverai qualcosa come 8cm; le due colonne più lo spazio intercollona totalizzano 17cm.

          OK. Vedi dunque che se usi l’ambiente figure*, hai 17 cm disponibili; se usi figure disponi di soli 8cm, che ovviamante non contengono i 10cm che hai specificato e quindi la figura straborda sulla colonna di destra, oppure fuori del marigne destro, rimanendo eventualmente tagliata, se la carta “è finita”.

          Invece se usi figure* e specifichi 10 cm, le cose possono anche andare bene; se specifichi 0.85\textwidth le cose vanno ancora meglio. Se usi figure senza asterisco, e specifichi \textwidth, è troppo (perché 17cm non stanno dentro la larghezza di 8cm) ma se specifichi \linewidth di fatto specifichi la larghezza del testo corrente, quindi la larghezza della colonna.

          Tutto ciò, per quanto possa sembrare pignolesco, è in realtà un conto da seconda elementare.

          Ma c’è la questione dei margini; se non smargini le figure che immetti, la larghezza che specifichi si applica alla larghezza del disegno compresi i margini; quindi se hi 2cm tutt’attorno, la tua figurina rimane larga solo 8cm meno 2 volte la larghezza del margine di 2cm, cioè di 4cm –> questa si che è un figura troppo piccola e risulta annegata in un grande spazio bianco.

          Come smarginare? Ci sono diversi metodi, ma io ti consiglio di seguire l’uno o l’altro dei due seguenti, mutualmente esclusivi;

          1) L’immagine del grafico è di natura “fotografica”, ottenuta on uno scanner, oppure ottenuta con programmi da disegno di bassa qualità; in sostanza è un’immagine bitmapped; Per i diagrammi non bisognerebbe mai usare immagini bitmapped. Tuttavia se disponi di n’immagine bitmapped e non hai mezzi per rifarla come immagine vettoriale, devi fare di necessità virtù; Se hai a bordo del tuo calcolatore un programma di fotoritocco (alla peggio ti installi GIMP: GNU Image Management Processing; freeware scaricabile dalla rete) apri la tua immagine bitmapped, la “croppi’ (italianizzo il verbo to crop, ritagliare, perché nel menù del programma probabilmente trovi la voce “crop”) e ritagli via tutto il bordo; salvi e usi la nuova immagine salvata.

          2) L’immagine del grafico è vettoriale vera: come fai a verificare che l’immaigne sia davvero vettoriale (in pratica solo nei formati EPS o PDF)? Semplice: mostri a schermo al tua immagine con il programma adatto per quel formato: poi ingrandisci l’immagine di una decina di volte e osservi il dettaglio di una linea obliqua del diagramma: se questa linea obliqua rimane con i contorni netti, l’immagine è vettoriale, se i margini appaiono visibilmente seghettati (non tenere conto del fatto che lo schermo è bitmapped, ma rappresenta al meglio della sua densità di pixel ogni immagine) o come la sovrapposizione di tanti quadratini di vari colori, allora l’immagine, benché abbia il formato giusto, non è vettoriale vera.
          Ma se è vettoriale vera, apri l’immagine con il programma freeware Inkscape, ritagli il ocntorno, salvi nello stesso formato, e immetti nel tuo documento.

          Ci sono anche altri metodi, ma con questi metodi visualizzi subito il risultato finché non ti sembra che vada bene. Se disponi di un Mac, la smarginatura delle immagini la fa con Anteprima o Preview, sia che l’immagine sia bitmapped, sia che essa sia vettoriale.

          Scusa il lungo messaggio, ma spero che ti sia utile.

          PS: quello che c’è dopo \end{document} non viene nemmeno etto da LaTeX. Se vuoi scrivere le appendici con uno stile dele pagine diverso dal resto del tuo documento, usa il comando \pagestyle{…} scegliendo al posto dei punti quello che credi.

          Domanda maliziosa: sei sicura di avere almeno sfogliato una guida? Se l’avessi fatto, con la dovuta attenzione, non avresti nemmeno posto l’ultima domanda del tuo ultimo messaggio… ehm, ehm…
          La sezione Documentazione di questo sito è piena di guide di ogni livello. Scaricane almeno una e sfogliala quel tanto che basta per sapere dove devi andare a leggere quando hai qualche problema.

          in risposta a: tabella grande #112154
          OldClaudio
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            Non c’è dubbio che 150 righe di codice contengono più informazione di 26 righe.

            Il risultato è molto bello; davvero molto bello, ma scappa fuori dalla gabbia di stampa. Devi scalarlo ancora mediante \resizebox o trucchi analoghi con TikZ.

            in risposta a: tabella grande #112151
            OldClaudio
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              Perché hai mandato due volte lo stesso messaggio?

              Hai contato quante righe e colonne contiene la tua tabella?

              Proviamo: ogni colonna, anche vuota, occupa almeno 12pt, cioè circa 4mm; In una pagina A4, standard, la larghezza del foglio è di 210mm; normalmente la somma delle larghezze dei margini vale 50mm; dunque ne restano 160mm per la larghezza del testo; ti resta lo spazio per mettere una tabella con 40 colonne vuote; siccome le tue colonne non sono vuote, vedi tu quante colonne puoi mettere al massimo. Per il momento io conto 37 colonne c (se non ho sbagliato a contare — d’altra parte se usassi correttamente la descrizione delle colone potresti scrivere tranquillamente [tt]\begin{tabular}{*{37}{c}}[/tt] e tutto sarebbe molto più chiaro anche per te) e quindi la tua tabella non può stare nella larghezza della pagina.

              Hai 17 righe; ogni riga composta in corpo 10pt occupa in verticale uno scartamento di 12pt, di nuovo circa 4mm; quindi in verticale la tua tabella ti occupa almeno 68mm. In verticale non avresti problemi.

              Come fare allora?

              Hai alcune strade:
              1) Metti la tabella ruotata di 90° in senso antiorario; dovresti cavartela con il pacchetto rotating, oppure lscape, o simili.
              2) Riduci corposamente il valore di \tabcolsep, un registro dimensionale che contiene la metà dello spazio intercolonna; di default è impostato a 6pt (circa 2mm). puoi impostarlo a 3pt con [tt]\tabcolsep=3pt[/tt] (o più latexianamente con [tt] \setlength{\tabolsep}{3pt}[/tt]) così da restringere lo spazio bianco intercolonna.
              3) Puoi ridurre il corpo dei font con cui compili la tabella; prova con \small e poi prosegui riducendo con \footnotesize, \scriptsize, \tiny.
              4) Componi la tabella mettendola nell’argomento di un comando \resizebox (richiede l’uso del pacchetto graphicx) e imponendo che questo argomento sia ridotto fino alla larghezza complessiva pari a \textwidth — questo trucco in un certo senso è simile al metodo 3, ma non devi stare a fare nessun calcolo per ottenere il risultato.
              5) Sei sicuro di dover scrivere il triangolo di Tartaglia fino alla diciassettesima riga? La decima non basta? O, meglio ancora, non sarebbe meglio usare la formuletta ricorrente che dà ogni coefficiente di Tartaglia come la somma dei due precedenti della riga superiore? Dando la formuletta e limitando la tabella a 10 righe, o anche meno, chiunque può calcolarsi, volendo, i coefficienti della centesima riga…

              Giusto per esercizio ho seguito la sesta via:`
              \documentclass[10pt,a4paper]{article}

              \usepackage{array}

              \begin{document}

              {\centering\tabcolsep=0pt
              \begin{tabular}{*{27}{>{\centering}p{1.25em}}}
              &&&&&&&&&&&&&1&&&&&&&&&&&&&\\
              &&&&&&&&&&&&1&&1&&&&&&&&&&&&\\
              &&&&&&&&&&&1&&2&&1&&&&&&&&&&&\\
              &&&&&&&&&&1&&3&&3&&1&&&&&&&&&&\\
              &&&&&&&&&1&&4&&6&&4&&1&&&&&&&&&\\
              &&&&&&&&1&&5&&10&&10&&5&&1&&&&&&&&\\
              &&&&&&&1&&6&&15&&20&&15&&6&&1&&&&&&&\\
              &&&&&&1&&7&&21&&35&&35&&21&&7&&1&&&&&&\\
              &&&&&1&&8&&28&&56&&70&&56&&28&&8&&1&&&&&\\
              &&&&1&&9&&36&&84&&126&&126&&84&&36&&9&&1&&&&\\
              &&&1&&10&&45&&120&&210&&252&&210&&120&&45&&10&&1&&&\\
              &&1&&11&&55&&165&&330&&462&&462&&330&&165&&55&&11&&1&&\\
              &1&&12&&66&&220&&495&&792&&924&&792&&495&&220&&66&&12&&1&\\
              1&&13&&78&&286&&715&&1287&&1716&&1716&&1287&&715&&286&&78&&13&&1\\
              \end{tabular}\par}
              \end{document}`

              in risposta a: AIUTO progetto R #112147
              OldClaudio
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                Su ArsTeXnica, che puoi trovare nella sezione dedicata di questo forum, ci sono diversi articoli che trattano di come integrare LaTeX e R, ma non credo che ce ne sia nessuno in grado di spiegarti come si usa R, se non la documentazione stessa di R; se esiste la trovi nel sito di R, qui da noi no di certo.
                Può darsi che ci siano altri utenti di LaTeX che usano R; anzi ce ne sono certamente, e ne trovi l’indirizzo e-mail negli articoli che ti ho segnalato sopra.

                Non richiedere lumi su R in questo forum, come ti ha già detto @robitex; è troppo off topic.

                in risposta a: Allineamento margini laterali da una pagina all’altra #112133
                OldClaudio
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                  Primo: non devi usare il comando di posizionamento [H} di float; devi riferirti ale figure con \label, \ref, \pageref, o meglio con \vref del pacchetto varioref.

                  Secondo: la classe book ha i margini interno ed esterno diversi, perché così vuole l’arte tipografica.

                  Non ti piacciono?, usa il pacchetto geometry per cambiare i layout della pagina.Ti consiglio comunque di imparare qualche rudimento di tipografia leggendo le varie guide disponibili nella sezione documentazione; la guida Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX, può sembrarti un po’ pesante, ma cò un intero capitolo dedicato alla geometria della pagina, con molti disegni che permettono anche di capire perché i margini in un libro “debbano” essere diversi. In un rapporto non è necessario, ma in un libro si; in una cosa da leggere a schermo (un e-book per usare un termine moderno ma vago; vago perché e-book non è sinonimo di EPUB, am è qualunque testo da leggere a schermo o con un tabled adeguatamente configurato) può anche essere privo di margini, ma di solito gli e-book in formato PDF i margini li hanno; anche se talvolta molto ristretti. In un libro rilegato o, almeno, brossurato i margini interno ed esterno “devono” essere diversi; spesso il margine esterno è il 50% maggiore di quello interno e per lo stesso motivo il margine inferiore è il50% maggiore del margine superiore.

                  in risposta a: linguette destre e sinistre #112122
                  OldClaudio
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                    Per far funzionare le unghie, qualunque metodo tu usi, dovresti modificare alcune macro di amsart.

                    Ora l’American Mathematical Society ha predisposto le sue classi amsart, amsbook, eccetera per i lavori da pubblicare sulle sue pubblicazioni; ovvimanate nel layout del testo composto con quelle classi ci sono di default un certo numero di cose che riguarano l’Ametican Mathematical Society.

                    Tu stai predisponendo un documento da pubblicare presso l’AMS? Credo di no; quindi quella classe non ti serve perché contiene cose che non ti interessano assolutamente.

                    Ti piace il layout di quegli articoli? bene, rifà il layout partendo da article e usando geometry; usa fancyhdr per testatine e piedini, usa i colori che vuoi, le unghie, i fleurons (decorazioni floreali per i libri specialmente dell’Ottocento). Insomma creati una cosa adatta a te; i pacchetti epr fare quelle cose ci sono e non hai bisogno di scendere al livello della sintassi nativa di TeX, come invece è stato fatto con amsart, che risulta difficilissimo da leggere per una persona che non conosca le differenze fra \def, \edef, \gdef. \xdef o fra \noexpand, \expandafter, \aftergroup, e simili.

                    Ma in ogni caso non pretendere di usare pacchi altrui per confezionare una cosa personale, molto personale. Nessun pacchetto esiste per farlo (altrimenti non sarebbe personale) ma ci sono un mucchio di strumenti per farlo; ovviamente bisogna saper usare questi strumenti, quindi documentazione, documentazione e ancora documentazione e un mucchio di tempo, le prime volte, per imparare anche dai propri sbagli.

                    Ovvimante devi avere un progetto in testa ben chiaro. non puoi improvvisare, ma devi conoscere anche i limiti di un programma batch come sono tutti i programmi di compilazione/composizione del sistema TeX.

                    Non ti scoraggiare, ma ricordati che devi avere tempo per esercitarti e imparare, non puoi risolvere al tua personalizzazione in una mezz’oretta, con quattro dritte ricavate dal forum.

                    Coraggio e buon lavoro

                    in risposta a: linguette destre e sinistre #112120
                    OldClaudio
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                      Bè certo, hai copiato il codice della documentazione di fancyhdr e replichi esattamante quello che l’autore di fancyhdr voleva fare.
                      Se vuoi fare qualcosa di diverso devi capire il codice e modificarlo; ma essenzialmente devi capire come funziona l’ambiente picture. Per esempio, dove l’autore definisce il blob nero\code]\newcommand{\blob}{\rule[-.2\unitlength]{2\unitlength}{.5\unitlength}}[/code]puoi cambiare in`\newcommand{\blob}{\color{blue}{\rule[-.2\unitlength]{2\unitlength}{.5\unitlength}}}
                      `Dove imposta il nuovo contatore line e lo definisce con qualcosa legato al numero della sezione (che in una classe article è il comando di sezionamento più alto, se usi la classe book, puoi legarlo al numero progressivo del capitolo.

                      Evia di questo passo.

                      Ma che cosa vuoi dire che “rimane una fascia nera lungo tutta la pagina che non vorrei”. Io ho provato il tuo codice e non vedo nessuna fascia nera lungo tutta la paigna.

                      in risposta a: linguette destre e sinistre #112118
                      OldClaudio
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                        Non puoi fare cose relativamente avanzate se non conosci LaTeX in tute le sue sfaccettature.
                        Scarica la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e leggiti almeno la sezione sull’ambiente picture.

                        in risposta a: linguette destre e sinistre #112116
                        OldClaudio
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                          L’esempio di codice che l’autore ha inserito nella figura 5 della documentazione di fancyhdr risolve il problema che egli stesso ha descritto nella paigna precedente, o meglio i due problemi: uno era quello dell’indice con le unghie poste nel marigne destro e allineate con la riga dell’indice, e l’altro era quello di mettere i blob neri sia nelle pagine di destra sia in quelle di sinistra a distanze distinte e progressive dalla linea di base dell’header.

                          Non è esattamente il tuo problema ma contiene quasi tutte le cose che ti servono; tu le devi interpretare ed adattare al tuo caso.
                          In un dizionario io ho usato quel metodo definendo un comando \unghia che conteneva il blocco nero su cui era scritto (dinamicamente) in colore bianco la lettera iniziale delle parole elencate in quella pagina del dizionario. Ho seguito quasi alla lettera quanto c’è nella figura 5 di quella documentazione ed ho ottenuto il risultato desiderato al primo colpo; be’ ho dovuto poi aggiustare un poco le distanze, ma insomma venivano el unghie come desiderato; nell’header avevo messo un \ifunghia, \unghia \fi in modo che giocando sul valore della variabile booleana unghia potevo decidere quando cominciare le unghie e quando smettere; è chiaro che per un dizionario le unghie erano importanti solo per gli elenchi alfabetici dei lemmi, mentre non avevano nessun ruolo nella altre parti del dizionario.

                          Ora è chiaro che nelle documentazioni non trovi la soluzione al tuo problema, ma trovi dei metodi per risolvere il tuo problema personale.

                          in risposta a: TeXmaker visualizzazione “read only” #112131
                          OldClaudio
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                            Benvenuto nel forum.

                            Be’ una cosa è certa: il file contenuto nella schemata dell’editor non può essere compilato, perché ha due documentclass, il secondo dei quali dentro il \begin{document} del primo.

                            Ma che pasticcio hai combinato!… Qual file che hai mostrato non l’hi mai compilato, perché è il frutto di un pasticcio capitato con l’editor. Che sia Texmaker o un altro, non ha importanza: sono due documenti distinti che ti sono finiti uno dentro l’altro.

                            in risposta a: linguette destre e sinistre #112112
                            OldClaudio
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                              E descritto nella documentazione di fancyhdr.
                              Magari devi metterci un po’ del tuo, per ottenere le unghie a distanze progressivamante crescenti dal margine superiore al crescere del numero del capitolo, ma non è difficile.

                              Perché fancyhdr? Semplicemente perché queste unghie devono avere un punto fisso di riferimento rispetto a cui posizionarsi; quindi il campo destro della testatina delle pagine dispari, e il campo sinistro delle testatine delle pagine pari sono punti ottimi e fissi nella pagina. nota che le unghie sono i tipici oggetti di dimensioni nulle agli occhi di LaTeX, che contengono del materiale fuori della scatola che li “contiene”. Non è una sorpresa che queste cose si possano fare facilissimamente con le funzionalità dell’ambiente picture.

                              Ma con le funzionalità di fancyhdr devi solo definire uno stile di pagina per la prima pagina die capitoli (che potrebbe consistere nella ridefinizione delllo stile plain), mentre devi ridefinire lo stile headings per inserire l’oggetto “unghia”.

                              Molto più semplice farlo che dirlo.

                              in risposta a: toptesi e numerazione titoli #112109
                              OldClaudio
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                                Benvenuto nel forum.

                                Purtroppo sei entrato con il piede sbagliato, perché non sei autorizzato a mettere le mani su toptesi.dtx se non cambi il nome sia al sorgente documentato, sia a tutte i file che esso è in grado di generare; La licenza LPPL consente di modificare il codice, a certe condizioni, prima fra tutte quella di cambiare nome sia ai file licenziati sia ai file derivati. Nei file manifest.txt e README c’è scritto chiaro e tondo quello che si può o non si può fare, ma più che altro c’è scritto perché.

                                Detto questo, l’attuale TOPtesi distribuita con TeXLive è in versione 6.1.09.

                                In questa versione i numeri romani per la front-matter bisogna richiederli con un’apposita opzione; il codice che hai riportato per \mainmatter è quello di una versione precedente. Ora quella macro per impostare la \mainmatter è:`\def\mainmatter{\if@twoside\@openrighttrue\fi
                                \ifTOPnumerazioneromana\numeriromanifalse\fi
                                \frontmatterfalse\c@secnumdepth=2
                                \clearpage\ps@headings
                                \ifTOPnumerazioneromana\pagenumbering{arabic}\fi
                                }`Detto questo, non saprei come spiegarti perché non riesci a cambiare quel numero.

                                Prova ad aggiornare e casomai per impostare quel numero a mano dopo aver aperto il primo capitolo numerato dai il comando
                                `\setcounter{secnumdepth}{4}`ma fallo solo se sai perché lo stai facendo. Non basta dire devo numerare fino ai \paragraph. Certo è una cosa che si può fare, ma allora bisogna anche indicarli nell’indice generale, altrimenti quei numeri servono poco o niente; certo vi puoi fare riferimento con il comando \vref del pacchetto varioref; scrivendo in italiano devi poi usare la terminologia giusta, perché devi scrivere, “…come specificato nel capoverso~\vref{par:esempio}…”, senza usare la parola paragrafo, perché questo non è la traduzione di di \paragrph.

                                Ricordati sempre di leggere le due documentazioni di TOPtesi: toptesi.pdf in inglese e toptesi-it.pdf prevalentemente in italiano. Non sono uno la traduzione dell’altro, ma si complementano a vicenda.

                                in risposta a: [RISOLTO] Aspect ratio sballato figura TikZ #112102
                                OldClaudio
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                                  Credo che is possa fare stabilendo il valore del versore lugo x e del versore lungo y; ciascuno di questi versori vale 1cm di default; però con le istruzioni che si leggono nella pagina 10 del manuale di tikz si possono cambiare in quello che si vuole., in particolare queste sono proprietà dell’ambiente tikzpicture, quindi è ovvioa che per ogni ambiente tikzpicture si potrebbero specificare lunghezze diverse.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,566 al 2,580 (di 11,287 totali)

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