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Se usi lo stesso comando che hai usato per lo sfondo, aggiungendoci keepaspectratio al posto di scale, on hai problemi. Scale fa riferimento ad un larghezza originaria che diepende dalla densità di pixel; width fa riferimento al una larghezza precisa.Ti conviene davvero usa tcolorbox: guarda lil numero di opzioni che specifichi e domandati se ne vale la pena. personalmente preferisco usare xcolor, ma e solo una questione di gusti
19 Marzo 2023 alle 6:47 in risposta a: documentclass e pacchetti da caricare per un post di instagram #12152118 Marzo 2023 alle 16:03 in risposta a: centrare orizzontalmente e verticalmente testo tabella #121518::
Non è strettamante necessario definire unnuovotipo dicolonna, ma è comodo per non dover riscrivere diverse volte le stesse ind=formazioni.Come al solito il comando texdoc array da terminale ti permette di leggere la documentazione. Forse \aebularnewline è definita solo denal descrizione del codice, e sarebbe meglio se fosse descritta fra la documentazione generale.
16 Marzo 2023 alle 22:07 in risposta a: centrare orizzontalmente e verticalmente testo tabella #121516::
Una soluzione, se ho capito bene il tuo problema, potrebbe essere l’uso del pacchetto array, che serve per tutti gli incolonnamenti, si testuali, sia matematici; certamante qulcuno potrà darti una soluzione piì efficace, e, appunto, se h capito il tuo probema la soluzione che mi è venuta in mente è la seguente`% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[a4paper,11pt,twoside,openright,titlepage]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
%\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage{tabularx}
\usepackage{booktabs,array}
\usepackage{pgfplots}
\pgfplotsset{/pgf/number format/use comma,compat=newest}
\usepgfplotslibrary{polar}
\usetikzlibrary{calc,angles, quotes}\begin{document}
\newcolumntype{C}{>{\centering}m{0.3\linewidth}}
\begin{table}[ht]
\centering
\begin{tabular*}{\linewidth}{C!{\hfill}C!{\hfill}C}
\toprule
$R^1_1(s):$ & $R^2_1(s):$ & $R^3_1(s):$ \tabularnewline
\midrule
\large RETTA & $ y = x+1$ & \begin{tikzpicture} [scale=.5,>=latex]
\begin{axis} [xmin=-1,xmax=4,
ymin=-1,ymax=4,
axis equal image,
ticks=none,
axis lines=middle,
enlargelimits,
xlabel=$x$,ylabel=$y$,
xlabel style={below, font=\Large },
ylabel style={ left, font=\Large },
]
\coordinate [label=225:{\large $O$}](O) at (0,0);
\draw [ very thick] (-3,-2) — (5,6);
\end{axis}
\end{tikzpicture} \tabularnewline
\bottomrule
\end{tabular*}
\end{table}
\end{document}`
Il risultto sarebbe questo[attachment=2733]MalagigiTabella.pdf[/attachment]
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You must be logged in to view attached files.12 Marzo 2023 alle 7:52 in risposta a: ambiente ‘widebox’ – argomento facoltativo non funzionante #12151411 Marzo 2023 alle 18:37 in risposta a: ambiente ‘widebox’ – argomento facoltativo non funzionante #121512::
Matteo, la mai intenzione era quella di far sporgere la tabella solo neo margine destro se e solo se la tabella era più larga della giustezze ma poteve stere nelle giustezza allargata fino a riempire anche lo spazio delle note marginali.
In raltà non so perché a me funzionasse con la classe per le gide tematiche, per il quale l’ambiente widebox era stato concepito e per il quale funzionava come previsto nel’esempio svolto e descritto nel testo circostAnte.Era solo un esempio, una specie di modello su cui basarsi per creare il proprio ambiente adatta alla classe in uso.
L’idea, probabilmente non spiegata bene, er ache se la tabella era inverirore alla massima larghezza fose centrata, in modo chhe sporgesse in modo uguale da entrambi i margini; Volendo si potrebbe reare un altro ambiente widebox personale come quello che compare nell’EMC seguente
`% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass{book}
\usepackage{showframe}\newbox{\Wbox}\newdimen\Wboxmaxwidth
\NewDocumentEnvironment{widebox}{ O{c} }{%
\Wboxmaxwidth=\dimexpr \textwidth + \marginparsep + \marginparwidth\relax
\begin{lrbox}{\Wbox}%
}{\end{lrbox}%
\noindent
\ifdim\wd\Wbox > \Wboxmaxwidth
\makebox[\linewidth][c]{\box\Wbox}%
\else
\makebox[\linewidth][#1]{\box\Wbox}%
\fi}\begin{document}
\begin{widebox}[l]
\begin{tabular}{*{20}{c}}
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 \\
\end{tabular}
\end{widebox}\begin{widebox}[l]
\begin{tabular}{*{30}{c}}
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 & 21 & 22 & 23 & 24 & 25 & 26 & 27& 28 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 & 21 & 22 & 23 & 24 & 25 & 26 & 27& 28 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 & 21 & 22 & 23 & 24 & 25 & 26 & 27& 28 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 & 21 & 22 & 23 & 24 & 25 & 26 & 27& 28 \\
1 & 2 & 3 & 4 & 5 & 6 & 7 & 8 & 9 & 10 & 11 & 12 & 13 & 14 & 15 & 16 & 17 & 18 & 19 & 20 & 21 & 22 & 23 & 24 & 25 & 26 & 27& 28 \\
\end{tabular}
\end{widebox}\end{document}
`Come vedi la tua tabella con 20 colonne obbedisce al posizionatore l; puoi coambialer ilcodice l in c e continea a funzionare; ci metti r e la tabella sporge a sinsitra dove il margine è troppo stretto, e quindi smargina; Nota che la pagina nei due esemi è sempre la pagina 1, pagina dispari di destra, con margine interno di sinistra decisamente più stretto del marine destro, come il paccheeto showframe mostra chiaramente.
Se l’esempio fosse fatto su una pagina pri i codici r e c funzionarebero e l non funzionerabe.Nell test che ho lasciato nel secondo esempio, le colonne dichiarate sono 30, ma effettivamante usae solo 28. La tabella è larginssima e come vedi sporge in modo unguael si nel margine destro sia nel margine sinisto, perdando la prima colonna che smargina a sinistra;
Il test potrebbe essere modificato, in due sensi:
A} se la tabella e di larghezza maggiore di \Wboxmaxwidth la fa smarigniare comunqueo nel margine esterno, lasciandoche smagini, ma emettesse un messaggio d’errore per lo smarignamanto, affinche l’auotre proveeda diversamante’
B) potrebbe verificare i numero di pagina e pur lasciando operativa la centrattura se la tabella è poco più larga della gisutezza delle gabbia, quando l’opzione specificata è o r o c, faccia comunque sporgere la tabella solo nel margine esterneQuindi vedi che con pochi tocchi personali e con l’aiuto della nuova larghezza massima quellesempieto su tabelle.pdf permette di creare alre soluzioni più intelligenti e adatte ad alre classi.
Ti ringrazio moltissimo; grazie a te posso aggiornare la guida tematica in modo più chiaro.
9 Marzo 2023 alle 21:34 in risposta a: Chiavi di risposta alla fine del documento:applicazione del datatype seq di L3? #121506::
Se ho capito bene il tuo problema richies solo unenelco piò o meno lungo di risposte, non lo svolgimento completo della spiegazione del perche quella è la risposta giusta e perché le altre sono errate..Ci sono molti mdi di procedere, ma tutte richiedono l’uso di un file ausiliario da immettere alla fine del teso in un’apposita appendice;
Quella che mi pera piì semplice è qualal di creare un indice analitico dove le rispsote sono elencate per capitlo, poi per esercisio.
LA cosa è quais immediata se ti leggii al documentazione del pacchetto imakeidx,Puoi configurare l’indicce come ti pre, puoi avered elle entry co o senza numero di pagina, ma le varie voci, cioe 3c, 4a, eccetera vengono elencate alfabeticamente con il primo elemento, numero dell’esercizio, considerato un carattere alfanumerico, non un numero, elencato per ordine crescente.Dove vuoi stapare l’elenco delle risposte, basta scrivere ]rintindex e ci pensa il paccheetto a crare ilfile ausiliario, e a rodinare salfanumenricamente le varie vodi.
Oltre a leggere la documentazione di imakeidx, colo il comando datonella finesra comandi del tuo sistema operativo, texdoc imakeidx, puoi utilmente leggere il tutorial ind, dado da finestra comandi il comando texdoc ind
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Mmmm
1) fpeval da un paio d’anni è parte del nucleo diLaTeX, quindi non hai bisogo di usare \ExplSyntax on e ]ExplSyntaxOff
2) Il tuo comando diventa semplicemente`\NewDocumentCommand\opposto{m}{\fpeval{-1*#1}`Le parentesi attorno al numero -1 diventano superflue.3) Qualche giorno fa @Egreg ha inviato in un altro messaggio un’altra macro per questo stesso problema, che richiedeva anche di lavorare con la parte intera del numero.
Cocordo co @robitex: ottimo primo passo!
5 Marzo 2023 alle 21:04 in risposta a: il simbolo per l’applicazione del teorema di l’Hopital #121502::
\stackrel è fatto apposta non solo per porre un segnosopra un altro,maanche per mantenerere le caratterisitiche matematiche del segno di base, nel caso specifico quelle dele segno =.I caratteri matematici hanno 0 caratteristiche specifiche per la matematica, che non hanno i carateri testuali; nel caso specifico = è un segno di relazione fra due “atomi” matematici.,quindi gode di particali spaziature prima e dopo a seonca di che cosa lo precede e lo segue. di meglio c’è solo una macro che contenga quell’espessione come sviluppo.
5 Marzo 2023 alle 14:07 in risposta a: le funzioni definite con la parentesi graffa (come il valore assoluto) #121498::
Sì, infatti. Ti mostro due esempi ci “correzione” di quegli esempi che volutamente in it-lshort sono privi di “trucchi avanzati. Incominciamo con array`\begin{equation*}
|x| = \left\{
\begin{array}{@{}rl}
-x & \text{if } x < 0,\\ 0 & \text{if } x = 0,\\ x & \text{if } x > 0
\end{array} \right.
\end{equation*}`uel codice strano @{} toglie lo spazio fra la graffa e la prima colonna\se non bastasse si potrebbero aggiunfere uno o due comandi \! dopo \{ ma prima di \begin.Vediamo cases`\begin{equation*}\def\meno{\phantom{0}}
|x| =
\begin{cases}
-x & \text{if } x < 0,\\ \meno 0 & \text{if } x = 0,\\ \meno x & \text{if } x > 0
\end{cases}
\end{equation*}`dove il comando \meno introduze un segno meno fantasma, cioè un segno meno invisibile che però permette il giusto incolonnamento del primo membro degli ultimi due enunciati. Poi eccoti un’altra soluzione`\begin{equation*}
|x| =
\left\{
\begin{aligned}
-x & \text{ se } x < 0\\ 0 & \text{ se } x = 0\\ x & \text{ se } x > 0
\end{aligned
\right.
\end{equation*}`
5 Marzo 2023 alle 7:35 in risposta a: le funzioni definite con la parentesi graffa (come il valore assoluto) #121496::
Luciano la tua domanda è ambigua; ilvalore assoluto non si compone con la graffa ,a con le barre verticali: |a| vuol dire valore assoluto di a.Array serve per mettere insieme una marice senza delimitatori; se la si delimita conle barre verticali indica il determinate: |A| vuol dire determinante della matrice A. Il pacchetto amsmath dispone di comodi ambienti per comporre matrici: matrix per una matrice non delimitata, pmatrix per matrici delimitate da parentesi tonde, bmatrix per quelle delimitate da parentesi quadre, Bmatrix per quelle delimitate da graffe da entrambi i lati, vmatrix per indicare il determinante di una matrice; Vmatrix per indicarne la norma.
Cases serve per scrivere enunciati matematici che presentino diversi casi, come per esempio la differenza delle soluzioni di un’equazione di secondogrado a seconda che il discriminante sia positivo, nullo o negativo.
Sevuoi racchiudere fra barre un’intera espressione [puoi definirti il comando \abs; nella pagina 19 della documentazione di amsmath viene proposto la definizione`\providecommand{\abs}[1]{\lvert#1\rvert}`
il tutorial lshort In inglese, non saprei, ma esiste anche la guida in italiano che poi leggere dando da terminale il comando texdoc it-lshort: nella pagina 62 c’è un esempio (migliorabile) di uso del segno di valore assoluto assieme a una specie di ambiente cases realizzato (così così) con l’ambinete array.
Se hai bisogno di usare il valore assoluto con oggeti diversi da quelli che ti ho segnalto, bisogna che ti spieghi meglio con un esempio,
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Come al solito un esempio minimo compilabile (EMC) che riproduca il tuo problema sarebbe utile.
Quindi, in mancanza, vado a lume di naso e tiro a indovinare.In quel poco che hai mostrato sembrerebbe con nel file .toc sia andata una lunga stringa di cose che comprendono anche delle macro; Non sarebbe vietato, ma bisogna che le macro siano robuste; per evitare di doversi preoccupare di macro robuste, bisogna o proteggerle espressamente oppure evitare di mettere macro nei titoli; Non per niente la sintassi di \section\è la seguente`\section[tittolo breve]{titolo lungo}`Il titolo lungo è quello che viene composto come titolo del paragrafo e può contenere macro anche non robuste; il titolo breve serve per l’indice ed è opportuno che non contenga macro di nessun genere. Il titolo breve va a finire anche nelle testatine; Il titolo breve, fra parentesi quadre, è facoltativo; se è assente nell’indice va il titolo lungo che se contiene macro fragili produce guai; Forse a te `successo proprio questo
Questa sintassi di \section è comune con il titolo lungo e facoltativamente con il titolo breve è comune a utti i comandi di quaune livello e persino al comando \caption, che produce un titolo come didascalia, ma non seziona il testo.
Esistono anche classi che hanno due argomenti facoltativi, per esempio la classe memoir, la cui sintassi è`\section[titolo per indice][titolo per testatina]{titolo lungo}` Il valore predefinto di tutti e tre gli argomenti è il titolo lungo; se manca il titolo per la didascalia ma c’è il titolo per l’indice, quest’ultimo funziona anche per la didascalia.Prova a vedere se il mio lume di naso ha fiutato gioso; casmai riscrivi con un esempiominimo che riproduca iltuo problema.
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il pacchetto afterpage, che deifnisce il comando \afteroage credo che sia l’unico o un dei pochissimi in grafo di fare queste acrobazioe. Dopo aver caricato il pacchetto di cui si è letta co atenzione la documentazion si può usare una macra del genere`\\def\SuPaginaPari#1{\after]page{\unless\ifdd\value{page}\includegraphics{#1}\newpage\else\SuPaginaPari{#1}}
}`Attento: non ho collaudato lamacroche ti ho scritto di getto, ma l’ho scrittosoloper dare l’idea di che cosa fare.1) \aferpage agissce solodopo che l’interpete ha eseguito il ship-out di una pagina comosta e ha già incrementatoil contatore delle pagine; quindi per pima cosa verifica se la paf=gina NON è dispari
2) se il test è vero emette la figura e passa ad una nuova pagina; evidentemente ]includegraphics deve avere tutte le opzioni necessarie e bisogna che in coda nonci siano altre figure flottanti da emettere. Per ovviare si potrebbe inziare con un clearpage ma bisogna fare attenzione a dove lo si mette.
3) altrienti rimette in memoria un altro \SuPaginaPari che ripete il processo in attesa delle pagina successiva che sarà pari di sicuro.
è chiaro che si rischia di avere via via delle pagine dispari commpletamante vuote, quindi bisogna fare attenzione dive si colloca il prmo \SuPaginaPari, e dove si mettono in successivi animati da una frenesia informatico/programmatoria, si potrebbe fornire a SuPaginaPari non un solo nome di fogura da emettere, ma una lista di nomi di file grafici, in modo che la cosa si automatizza meglio. Tutavia \afterpage è un comando delicato; David Carlsisle che mi ha a suo tempo suggerito questo uso insolito buttato li` questa idea mi ha permsso di fare queste cose, con con grande cautele; David mi aveva ac=vvisato di essere prudente e che comunqur lo avrei fatto amio rischio e pericolo.
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Benché il pacchetto fp sia del 2019 e il suo nome sia molto ambiguo io non lo useriei mai.“fo” vuol dire sia fixed point sia floating point; la documentazione del pacchetto nel titolo riporta fixed point; nel sotto titolo parla di \meri da -9999999.999999 a +999999.9999999 (non ho contatogli il numero di cifre prima e dopo il punto) e ma sembrerebbe che quei numeri indichino l’intervallo di numeri sui quali il pacchetto può l vorare e sono scritti in virgola fissa.
Da alcuni anni prima del 2019 esisteva il pacchetto xfp le cui funzionalità sono diventate parte del nucleo di LaTeX, ma la cui documentazione è ancora disponibile; quindi non ci sarebbe nessun motivo di caricare il pacchetto xfo, se non per usare un paio di funzionalità che non sono =state travasate in LaTeX.
con quel pacchetto un codice del tipp`\newcommand\opposto[1]{\edef\x{\fpeval{}\round(-1*#1,0)}`carica la macro \x con l’opposto della pate itera di #1. Se inserisci \x come ultimo elemento della definizione di \opposto, il comando \opposto{-3.3333} scrive nel documento direttamente 33.
texdoc xfp spiega tutto il meccanismo. Tra l’altro dispone di diverse funzioni di arrotondamento che funzionano un può diversamente da come farebbe tex-the-program ma la differenza è lieve. Quindi la letttura della documentazione di xfp è essenziale.
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