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Ci sono due osservazioni.a) Il secondo comando \citit potrebbe essere anche giusto come macro, ma è sbagliato come tipografia; le virgolette si usao in alternativa ad un cambio di font, non si usano MAI assieme: o scrivi “testo”, o scrivi testo. Inoltre usi troppe graffe nelle tue definizioni.
b) il primo comando \cit dovrebbe funzionare correttamente, a meno che tu non usi le virgolette diritte “, che in certe lingue sono definite come caratteri attivi e svolgoo funzioni diverse.
In ogni caso se vuoi omettere le unità di misura, lo puoi fare, ma devi sempre ricordare quali siano le unità di default; per creare un comando dove puoi scrivere sia 10, sia 10ex, sia 10pt, sia 10mm, credo che si possa fare, ma è difficilissimo e non ne vale la pena. Se vuoi usare come unità predefinita l’ex, la definizione diventa la seguente:
`\documentclass[12pt]{article}\newcommand\cit[2][0]{“\hspace{#1ex}#2\hspace{#1ex}”}
\begin{document}
\cit{testo}
\cit[10]{testo}
\end{document}`
Nota che le virgolette che ho usato io sono le virgolette alte con codifica Unicode (utf8), che da alcuni anni è la codifica di default per i file sorgente. Con la mia tastiera del Mac le produco con Alt+[ e Alt+{ su una macchina WIndows dipende daldriver che usi; su una macchina Linux devi vedere come fare, in alternativa puoi mettere nella definizione \lq\lq per le virgolette aperte e \rq\rq\ per le virgolette chiuse. \lq sta per left quote e \rq sta per right quote. È un peccato che con la tastiera italiana di default non puoi usare direttamente le vere virgolette alte.
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Luciano, certo tkz-euclide è un pacchetto bellissimo, non confrontabile con il mio euclideangeometry.
Ma la sua documentazione, benché ricchissima di esempi, sembra destinata ad uno che la geometria la conosce già a fondo, quindi mostra solo i comandi necessari per le varie costruzioni.La risposta alla tua prima domanda è una cosa che io studiai per l’angolo retto in prima media, le medie di una volta; per l’angolo retto la soluzione è banale, per un angolo qualsiasi non saprei che cosa dirti. Andrò a vedere sul testo degli Elementi di Euclide, che possiedo con il testo greco e il testo italiano a fronte; difficilissimo da leggere persino in italiano, perché il fraseggiare di Euclide nel terzo secolo avanti Cristo era un fraseggiare descrittivo dove le parole matematiche avevano significati diversi a seconda dei contesti.
Una cosa è conoscere la geometria piana, una cosa molto diversa è saper programmare i comandi di qualsiasi programma di disegno che permetta di eseguire le costruzioni geometriche che si vogliono disegnare. Hai un bel dire riga, squadra e compasso, come ai tempi di Euclide (che peraltro oltre a dimostrare che i numeri primi sono infiniti e che la diagonale di un quadrato non è un numero razionale) non disponevano di mezzi di calcolo che non fossero basati sull’analogia geometrica. Hai mai provato a fare i conti con le “cifre” greche? Impossibile, assolutamente impossibile; con le “cifre romane” difficilissimo a limite dell’impossibile.
Ecco perché dividere un angolo qualsiasi in tre è difficilissimo, mentre oggi, con il goniometro lo misuri, dividi per tre, e col goniometro disegni il terzo dell’angolo originale.
20 Dicembre 2022 alle 16:11 in risposta a: Pdf Latex su smartphone: esistono classi specializzate? #121341::
Forse, e ripeto forse, il pacchetto tex4ht potrebbe fare al caso tuo, perché parte da un sorgente LATeX per produrre un file html, Sull’ultima verisone di TUGboat è stato pubblicato un lavoro che serve per automatizzare questo tipo di lavoro; verrà forse accettato per la pubblicazione sul prossimonumero di ArsTeXnica, ovviamente non si possono riassumere qui la quindicina di paigne di quell’articolo.Detto fra noi: leggere qualsiasi cosa sul piccolo schermo di uno smarphone, ancorcè dotato della app per leggere file PDF, oltre che HTML, è una pena incidicibile. Io evoterei di sprecare un programma come LaTeX per scrivere per uno smarphone. Io ci ho provato epr un piccolo tablet, più grande di una smarphone, e il risultato testuale non vien male, ma se dentro c’è anche la più piccola formula, bisogna fare le acrobazie per leggerla; in vece su un tablet grande come un iPAD, il cui schermo è grande qussi come un foglio “letter”, la cosa è fattibile e il risultato si legge bene.
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Ho aggiunto i due comandi per modificare \textfloatsep e \intextfloatsep, ma non funziona indipendentemente dal fatto che dentro l’ambiente table si usi l’ambiente array in modo matematico o l’ambiente tblr.In realtà ho tipreso in mano la cosa e mi sono accorto che:
1) \intextfloatsep è sbagliato, ma la control sequence giusta per la classe article è \intextsep
2) avevo commesso un grosso errore di codifica, che ora ho corretto.
Perciò ti allego il codice che ho usato io e puoi vedere il risultato`\documentclass[a4paper, 12pt, twoside ,titlepage]{article}
%%% packages
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{titlesec}
\usepackage{geometry}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{bm}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{textpos}
\usepackage{caption}
\usepackage{tikz}
\usepackage{tabularray}\usepackage{hyperref}
%%% settings
\titlespacing*{\section}{0pt}{0pt}{20pt}
\geometry{a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3cm,right=3cm,heightrounded,bindingoffset=5mm}
\fancyhf{}
\fancyfoot[C]{\thepage}
\fancyhead[LO]{\slshape \rightmark}
\fancyhead[RE]{\slshape \leftmark}
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}
\renewcommand{\footrulewidth}{0.8pt}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markboth{\thesection\ \ #1}{}}\captionsetup{skip=20pt,format=plain,position=bottom,font=small,labelformat=parens,labelfont=bf}
\hypersetup{hidelinks}
\newcommand{\overbar}[1]{\overline{#1}}
\newcommand{\HRULE}[1]{\rule{\linewidth}{#1}}\title{
\vspace{1.5cm}
\HRULE{0.5pt}\\ [0.4cm]
\textbf{\Huge\textsc{Progetto\\ blabla}}
\HRULE{1.2pt}\\ [0.8cm]}
\author{\textbf{Nome:} Luca \\ \textbf{Cognome:} Longo \\
\textbf{Matricola:} blablabla}
\date{\textbf{Anno Accademico:} 21-22}\def\testofinto{Precipievolissimevolmente. Precipievolissimevolmente. Precipievolissimevolmente. Precipievolissimevolmente. Precipievolissimevolmente. }
\begin{document}
\setlength{\intextsep}{2cm plus 2pt minus 2pt}
\setlength{\textfloatsep}{2cm plus 2pt minus 2pt}\begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=6cm]{logo.png}
\HRULE{0.5pt}\\ [0.2cm]
\Large \texttt{Dipartimento di Ingegneria e Architettura} \\
\Large\texttt{Ingegneria Eletronica – Informatica}
\end{figure}\maketitle
\tableofcontents
\thispagestyle{empty}
\newpage\listoftables
\thispagestyle{empty}
\newpage\setcounter{page}{1}
\section*{Introduzione}
blablabla
\begin{itemize}
\item blabla
\endi{itemize}
\addcontentsline{toc}{section}{Introduzione}
\thispagestyle{plain}
\newpage\section{blablabla}
blablabla; \\
\hspace{12pt}\textbf{blabla}
\begin{enumerate}
\item balbalbal $ blablabla $ \\
blablanla
%
\item blablabla:
\testofinto
\begin{table}[htp]
\centering
$\left.
\begin{array}{r|c}
42280 & 0\\
21140 & 0\\
10570 & 0\\
5285 & 1\\
2642 & 0\\
1321 & 1\\
660 & 0\\
330 & 0\\
165 & 1\\
82 & 0\\
41 & 1\\
20 & 0\\
10 & 0\\
5 & 1\\
2 & 0\\
1 & 1\\
0 & /\\
\end{array}
\right\uparrow$
\caption{didascalia1}\label{tab:bin}
\end{table}
\testofinto
\newpagebalblabla \hspace{4cm} $blablabla$ \\
\item blablabla :
\end{enumerate}
\testofinto
\begin{table}[htp]
\centering
\begin{tblr}{%
colspec={cccc||c},
column{5}={font=\bfseries}
}
$x$ & $y$ & $z$ & $w$ & $\bm{f(x, y, z, w)}$ \\
\hline
0 & 0 & 0 & 0 & 1\\
0 & 0 & 0 & 1 & 0\\
0 & 0 & 1 & 0 & 1\\
0 & 0 & 1 & 1 & 0\\
0 & 1 & 0 & 0 & 0\\
0 & 1 & 0 & 1 & 1\\
0 & 1 & 1 & 0 & 0\\
0 & 1 & 1 & 1 & 1\\
1 & 0 & 0 & 0 & 0\\
1 & 0 & 0 & 1 & 0\\
1 & 0 & 1 & 0 & 1\\
1 & 0 & 1 & 1 & 0\\
1 & 1 & 0 & 0 & 1\\
1 & 1 & 0 & 1 & 0\\
1 & 1 & 1 & 0 & 0\\
1 & 1 & 1 & 1 & 0\\
\end{tblr}
\caption{didascalia2}\label{tab: Fun}
\end{table}
\testofinto\newpage
\section{blablabla}
\testofinto
\begin{table}[htp]
\centering
\begin{tblr}{%
colspec={c|c||c c c c||c},
row{2,4,7,9,12,14}={font=\bfseries}
}
& & $x$ & $y$ & $z$ & $w$ & $f(x,y,z,w)$ \\
\hline
\boldmath$m_0$ & $\bm{\overbar{x}\:\overbar{y}\:\overbar{z}\:\overbar{w}}$ & 0 & 0 & 0 & 0 & 1\\
$m_1$ & $\overbar{x}\:\overbar{y}\:\overbar{z}\:{w}$ & 0 & 0 & 0 & 1 & 0\\
\boldmath$m_2$ & $\bm{\overbar{x}\:\overbar{y}\:{z}\:\overbar{w}}$ & 0 & 0 & 1 & 0 & 1\\
$m_3$ & $\overbar{x}\:\overbar{y}\:{z}\:{w}$ & 0 & 0 & 1 & 1 & 0\\
$m_4$ & $\overbar{x}\:{y}\:\overbar{z}\:\overbar{w}$ & 0 & 1 & 0 & 0 & 0\\
\boldmath$m_5$ & $\bm{\overbar{x}\:{y}\:\overbar{z}\:{w}}$ & 0 & 1 & 0 & 1 & 1\\
$m_6$ & $\overbar{x}\:{y}\:{z}\:\overbar{w}$ & 0 & 1 & 1 & 0 & 0\\
\boldmath$m_7$ & $\bm{\overbar{x}\:{y}\:{z}\:{w}}$ & 0 & 1 & 1 & 1 & 1\\
$m_8$ & ${x}\:\overbar{y}\:\overbar{z}\:\overbar{w}$ & 1 & 0 & 0 & 0 & 0\\
$m_9$ & ${x}\:\overbar{y}\:\overbar{z}\:{w}$ & 1 & 0 & 0 & 1 & 0\\
\boldmath$m_{10}$ & $\bm{{x}\:\overbar{y}\:{z}\:\overbar{w}}$ & 1 & 0 & 1 & 0 & 1\\
$m_{11}$ & ${x}\:\overbar{y}\:{z}\:{w}$ & 1 & 0 & 1 & 1 & 0\\
\boldmath$m_{12}$ & $\bm{{x}\:{y}\:\overbar{z}\:\overbar{w}}$ & 1 & 1 & 0 & 0 & 1\\
$m_{13}$ & ${x}\:{y}\:\overbar{z}\:{w}$ & 1 & 1 & 0 & 1 & 0\\
$m_{14}$ & ${x}\:{y}\:{z}\:\overbar{w}$ & 1 & 1 & 1 & 0 & 0\\
$m_{15}$ & ${x}\:{y}\:{z}\:{w}$ & 1 & 1 & 1 & 1 & 0\\
\end{tblr}
%aggiungerò la prossima didascalia
\end{table}
\testofinto\end{document}
`
Ti faccio notare che come spaziatura ho indicato 2cm; grande abbastanza per verificare il funzionamento; ma troppo grande per una buona qualità tipografica.
Ti raccomando di non lasciare mai una riga vuota dopo il comando \\ perché rischi di ottenere messaggi di errore, non sempre ma certamente in modo testo.
Ti raccomando di mettere sempre un segno di commento % dopo una graffa aperta se subito dopo vai a capo; richi di introdurre spazi spuri, difficili da individuare quadocorreggi le bozze.
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Da quello che ho capito usi tblr dentro ambienti come center. In questo modo gli spaziaori \textflotsep e \intextfloatsep non ti serovno a niente; Per la didasclai dentro l’ambeinte center devi usare il comando \acptionof{table[didascalia breve]{diadscalia lunga}, ma mi pare assurdo che tu usi l’ambiente tblr fuori dell’ambiente flottante table, per usare poi l’ambiente table solo per scrivere la didascalia’ O io non ho capito quello chehai scritto l’hai scritto male, oppure se ho capito bene, stai usando male l’ambiente flottante che dovrebbe contenere l’ambiente tblr con la sua disascalia per tabelle testuali o matematiche.Se mandi un esempio completo forse capisco meglio.
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Prova a modificare la “colla’ che separa un oggetto flottante posizionato in testa o in clce alla pagina, oppure quello che separa un oggetto flottante dal teso che lo precede o lo segue. il primo si chiama\textfloatsep e in secondo si chiama intextfloasep; di default entrambi valgono 20pt plus 2pt minus 2pt. Per ridefinirli puoi usare il comando \selength nel preambolo, per esempio`\setlength{\intextfloatsep}{40pt plus 2pt minus 2pt}`Se tutto va bene lo spazio sopra e sotto i flota a metà testo sono spaziati del doppio rispetto allo standard. Prova se funziona (non ne sono sicuro, perché ni circa 40 anni di uso di LaTeX non ne ho mai fato uso; non mi piacciono gli spazi bianchi verticali che appaiono troppo spesso nelle pagine che io scrivo) allora puoi dosare quei 40pt con un valore che ti faccia più comodo; ricordati che 3pt sono circa un millimetro; e che lo spazio fra le righe di base di due righe consecutive componendo in corpo 10pt, vale 12pt, circa 4mm. I 20mm preimpostati sono circa 7mm, io non supererei i 10mm, quindi impostando 30pt avresti questo spazio di circa 10mm.
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Il modo ci sarebe; si tratta di copiare nel proprio preambolo il codice che definisce l’ambiente table e di modificarlo come si desidera. Di solito non vale la pena in confronto alla miriadi di errori che si possono commettere. Al limite, se non si fanno le cose per bene, si rischia di rendere inutilizzabile o solo il sistema TeX o, con Windows, l’intero sistema operativo; “uomo avvisato, mezzo salvato”.Dovrebbe essere definito dentro il file di classe article.cls. Puoi modificare a tuo piacimento il codice che hai copiato e incollato nel tuo preambolo; probabilmente devi racchiuderlo fra \makeatletter e \makeatother perché alcuni comandi contengono la il segno @ che non è una lettera;quei due delimitatori che contengo “at” la rendono equivalente ad una lettera e poi lo ripristinano alstuo stato normale.
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E normale, perché il link ti manda alla posizione dove hai scritto la didascalia. se questa è sotto alla tabella,, la didascalia ti appare nell’alto della schermata. Se invece mettessi la didascalia sopra la tabella, questo non succederebbe, ma devi ricordarti di inserire a mano uno spazio dopo \caption e prima di \begin{tabular}. Probabilmente esistono dele impostazioni di hyperref per fare una cosa de genere, ciò impostare per avere il targhet alla base dello schermo invice che in testa. solo che questo non ndrebbe d’accrodo con le didascalie delle figure; ci sarebbe un paccheto che non homai usao che imposta le didascalie sopra per le tabelle e sotto per le figure. Mi spiace di non poterti dire qual è, perché, come ti ho detto, non l’ho mai usato; quando voglio fare acrobazieie di questo genere,uso la classe memoir.
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Non mi risulta che hyoerrf sia ingradodi colorare solo l’ancora o solo il bersaglio dei riferimenti incrociati distinguendo gli oggetti a coi i link si riferiscono; Può darsi che altri sappiano come fare. Tuttavia @Longo, i colori sono una bella cosa,ma possono avere effetti contrastanti; La maggior parte degli utenti susa il nero per tuti i link, e si accorge che un testo rappresenta anche un link quando il cursore ci passa sopra, perché cambia forma; almeno nei visualizzatori di file PDF che io conosco
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Leggiti la documentazione del pacchetto caption.LaTeX centra la didascalia se è corta; alrimenti la compone a pacchetto con l’ultima riga sbndierata; Se vuoi altri stili, quell pacchetto fa per te. Non è detto che la didascalia tutta a siistra anche se corta, o tutta a destra sia la soluzione tipograficamente corretta, ma certamante è fattibile; Il comando \caption standard ammette uan sola opzione fra parenesi quadre che può contenere solo una didascalia breve da spedire all’indice delle figure o delle tabelle. Le didascalie di diverse righe in questi indici particolari sono proprio brutte.
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Il xomando`\section[titolobreve]{titolo lungo}`col titolo breve facoltativo, inserisce già la spaziatura giusta; è errato aggiugere in \vspace{….\} dopo tale titolo.Ricorda LaTeX non è Word, come hai rovato nell’Arte LaTeX che hai già consultato. Word e gli altri wordprocessor non sono programmi di tipocomposizione, LaTeX lo è e se non cambi le impostazioni predefinite fai un bel lavoro; quando sarai esperto potrai fare ancora meglio.
11 Dicembre 2022 alle 21:40 in risposta a: pgfplots: disegnare una funzione con la linea, evitando l’asintoto verticale #121292::
Dipende; se la moltiplicazione è fra due numeri ci vuole il \times (la X che stai cercando; se il primo termine è un numero e il seocndo è una lettere spuoi usare un punto o anche niente oppure uno spazietto con \,. ma le norme ISO lo vieterebbero. Se entrambi i fattori sono lettere puoi usare niente oppure il punto centrato; Non devi mai mettere una lettera prima di un numero. I fondo alla guida che ti ha indicato @robitex ci sono due lunghissime tabelle la prima delle quali per ogni segno che è lecito usare nella matematica delle grandezze c’è anche una nota esplicativa.Tieni presente che quella guida spiega come comporre la matematica delle grandezze, non la matematica pura. In matematica pura non sei tenuto a seguire nessuna norma convenuta; puoi crearti le tue norme, basta che tu dica quali sono e che tu scriva in modo coerente.
Nella matematica delle grandezze sei tenuto a rispettare le norme ISO, E quando dico che sei tenuto, non ti do un consiglio ma ti ricordo un obbligo.
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