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13 Marzo 2016 alle 15:11 in risposta a: Misura per rientro di versi troppo lunghi, su due colonne #105571::
Non so cosa dirti a proposito dei messaggi che non ricevi. Io sono solo un moderatore, non l’amministratore del forum; per ora ti suggerirei di ri-verificare il tuo profilo qui nel forum per essere sicuro che lì l’indirizzo di posta elettronica sia corretto. Se lo è, dovresti rivolgerti all’amministratore.
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Be’ la differenza sta nel fatto che il testo che vorresti ottenere oltre ad avere no sfondo di colore diverso {ma per quello scegliti il colore tu nel modo che preferisci) è scritto in caratteri più piccoli e senza grazie. Anche quello te lo puoi impostare da solo, ma te lo sconsiglio; il Web usa molto il carattere senza grazie perché fa fine per il solo gusto di fare qualcosa di diverso dal solito; alcuni dicono che i caratteri con grazie sono meno facilmente leggibili sullo schermo, il che era possibile con i vecchi schermi con una densità di pixel bassa, ma con gli schermi di oggi il problema non si pone. Secondo studi psicosociologici sembra che il carattere senza grazie sia più facilmente leggibile sui cartelli stradali negli annunci pubblicitari, in brevi testi almasimo di una paio di facciate, ma che sia alla lunga più affaticante per la lettura continua. Domandati: il mio testo è al massimo di ude pagine, o ne occorrono molte di più? se la risposta è “molte pagine” lascia perdere i font senza grazie.
12 Marzo 2016 alle 10:38 in risposta a: Problema con fncychap, lenny: box con numero in fondo pagina #105531::
@hellotex, non devi prendertela se ricevi risposte che ritieni sarcastiche o saccenti. Le percepisci come tali, ma sono invece dei forti consigli,molto forti, per indirizzarti sulla giusta strada.
Se un guru come @enrico ti dice che è brutto e non ti spiega perché, fidati; al massimo gli chiedi perché.
Se io ti dico che le pagine sono orrende — orrende per usare un eufemismo — non è per farti cadere addosso i miei trent’anni di esperienza con LaTeX; se non altro perché in questi 30 anni io di errori ne ho commessi tantissimi e quindi sarei uno stupido patentato se usassi frasi forti per importi il mio giudizio sulla forza della mia esperienza.LaTeX non è Word o Writer o Pages, o qualche programma di tipo word processor; è un programma di composiziono tipografica che serve per produrre bei documenti ben composti tipograficamente. Ben composti non riguarda tanto lo stile di composizione dell’intestazione dei capitoli che può piacere o non piacere, ma riguarda anche l’impaginazione.
Prima di modificare l’impaginazione bisogna davvero sapere quello che si sta facendo o che si vuol fare. L’impaginazione è quell’aspetto dell’arte tipografica che rende la tipografia un’arte non solo perché quello che vedi è esteticamente bello, ma anche perché è funzionale cioè svolge la sua funzione di rendere comoda e piacevole la lettura al lettore. Ci sono più di 500 anni di tradizione tipografica che hanno selezionato un certo numero di regole di impaginazione, scelta dei font (grandezza e disegno dei caratteri) che sono troppo lunghi da raccontare in un messaggio del forum, ma che si trovano scritti in molti documenti che fanno già parte delle distribuzioni del sistema TeX; ti suggerisco la bella introduzione al book design scritta dal tipografo artista Peter Wilsono; la puoi leggere dando in un terminale il comando texdoc memdesign; dopo aver premuto il tasto invio, ti si apre una finestra dove puoi leggere con comodità tutta questa introduzione con i cenni storici del perché i testi stampati in questi 5 secoli si sono stabilizzati su certe forme “classiche”. Anch’io ho scritto una guida tematica sull’argomento, un lavorino molto più modesto dei quello di Wilson, ma che forse è più spiccio da leggere; si trova nella sezione delle guide tematiche nella sezione Documentazione di questo forum. Ma ti consiglio la lettura del testo di Wilson. Lui è un professionista, io sono un dilettante.Ecco allora che non ho nulla da commentare sullo stile dell’intestazione dei capitoli; se ne trovano molti esempi in rete? benissimo, vuol dire che c’erano delle persone a cui piacevano. Il fatto che a me non piacciano riguarda solo i miei gusti personali, ma non c’entrano niente con l’impaginazione.
Nel dire che le pagine erano orrende, intendevo dire che l’impaginazione delle pagine era orrenda, ma “orrenda impaginazione delle pagine” e “pagine orrende” mi sembrano espressioni del tutto equivalenti. A stretto rigore hai ragione tu: non sono equivalenti.L’impaginazione orrenda che hai creato viola tutte le regole della buona tipografia — quali? Margini troppo piccoli e specchio di stampa troppo grande. Perché sono troppo piccoli o troppo grandi? Vedi Wilson.
Non commento ulteriormente sulla mancanza della definizione di esempio minimo compilabile; le parole compilabile e minimo si spiegano da sole; tuttavia è in preparazione un guida tematica sulla gestione degli errori dove si spenderanno diverse pagine per spiegare le strategie di ricerca delle cause d’errore, compresa la strategia di creare un esempio minimo compilabile. Certamente il tuo esempio era compilabile, ma non era minimo; minimo vuol dire che non deve contenere pacchetti che non c’entrano con l’errore; come is fa a sapere se un pacchetto è responsabile dell’errore? Si crea un esempio con l’intero preambolo e che crei l’errore, poi si commentano via via tutte le chiamate ai pacchetti la cui eliminazione mantiene l’errore; di solito si finisce con un preambolo di una mezza dozzina di righe. e quel preambolo è il preambolo minimo che replica l’errore.
Ma quando io parlo di pletoria di pacchetti e me ne lamento, intendo sottolineare che non è opportuno usare pacchetti di cui non si sfruttino le funzionalità; quindi di ogni pacchetto presente nel preambolo bisogna sempre conoscerne tutte le funzionalità, cos che si può fare solo leggendone la documentazione. Oppure, senza copiare preamboli dalla rete o da amici, colleghi, relatori e compagnia, si comincia con un preambolo minimale (codifiche di entrata, codifica dei font, lingue da gestire, scelta dei font) e poi si aggiungono via via altri pacchetti solo se c’è bisogno di funzionalità che LaTeX da solo non offre. Perché è opportuno usare sempre il minimo numero di pacchetti? Perché si minimizza la possibilità che sorgano conflitti fra pacchetti. Questo pericolo c’è sempre, ma di solito non si manifesta se non si caricano pacchetti col criterio del “non si sa mai, potrebbe servire”.
Scusa se mi sono dilungato; ma il forum serve anche, come ogni “piazza”, per incontrarsi e scambiarsi le idee.
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Se vuoi colorare le equazioni di un certo colore non hai che da specificare il colore che vuoi; ecco un esempio minimo compilabile`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass{article}\usepackage{amsmath,xcolor}
\begin{document}\errorcontextlines=9
Equazione blu
\begin{equation*}\color{blue!80!black}
x_{1,2} = \frac{-b \pm \sqrt{b^2-4ac}}{2a}
\end{equation*}Equazione rossa
\[
\color{red!80!black}
x_{1,2} = \frac{-b \pm \sqrt{b^2-4ac}}{2a}
\]
\end{document}`Nota che il file sorgente di quel sito web che citi è scritto probabilmente in XML che con una opportuno plug-in accetta semplici costrutti matematici di LaTeX come [tt] \[ [/tt] e [tt] \] [/tt].
D’altronde non è difficile ottenere lo stesso effetto di colorare le formule anche con latex. Esisterebbe un pacchetto empheq, ma non accetta impostazioni di colore.
12 Marzo 2016 alle 9:05 in risposta a: Misura per rientro di versi troppo lunghi, su due colonne #105569::
Prova con questo codice.`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{multicol}\renewenvironment{verse}
{ \def\acapo{\newline\hspace*{2em}}% nuova riga
\language=\expandafter\csname l@nohyphenation\endcsname
\list{}{\itemsep \medskipamount %\z@
\itemindent 0pt %-1.5em%
\listparindent\itemindent
\leftmargin 0pt % nuova riga
\rightmargin \leftmargin
}%
\item\relax}
{\endlist}\begin{document}\columnsep=6pt
Questo è l'inizio del primo canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.
\begin{multicols}{2}\begin{verse}
Nel mezzo del cammin di nostra vita\\
mi ritrovai per una selva oscura\\
ché la diritta via era smarrita.\\Ahi quanto a dir qual era è cosa dura\\
esta selva selvaggia e aspra e forte\\
che nel pensier rinnova la paura!Tant'è amara che poco è più che morte;\\
ma per trattar del bene ch'i' vi\acapo trovai,\\
dirò del l'altre cose ch'i' v'ho scorte.Io non so ben dir com'i' v'intrai\\
tant'era pien di sonno a quel punto\\
che la verace via abbandonai.\end{verse}
\end{multicols}
\end{document}`
Ho ridefinito l’ambiente verse e vi ho definito dentro il comando \acapo; nella terza strofa ne vedi l’uso, anche se in realtà non ce n’era bisogno. Ho tolto anche il rientro dei versi successivi al primo in ogni strofa, ma ho aggiunto un piccolo spazio per separare le strofe.
Forse l’ “a capo” rientrato si può fare anche in modo automatico, ma non è così semplice da fare come in un testo normale, perché verse si appoggia all’ambiente list. Quindi in prima battuta si compone la poesia senza usare \acapo, e nel correggere le bozze si aggiunge solo nei punti in cui si ritiene necessario, non necessariamante prima della parola che senza il comando \acapo Latex manderebbe a capo secondo il suo parere.Quella strana costruzione \language=… serve per togliere la cesura in fin di riga eliminando la possibilità di andare a capo spezzando le parole. L’ho mesa nei miei primi tentativi, a se poi il comando \acapo viene usato a mano, esso in realtà non serve a niente e se vuoi lo puoi togliere.
Ovviamente quel codice è solo un esempio di fattibilità; puoi modificartelo come ti pare.
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Comunque, vedi, il consiglio di documentarsi con attenzione non è fuori luogo; il consiglio di usare tcolorbox è certamente molto utile, ma qui vglio tornare sul comando che hai usato per lo sfondo colorato; [tt]\pagecolor[/tt] colora tutta la pagina non solo una porzione di pagina; non solo ma è una impostazione globale, quindi dopo quel momento tutte le pagine risultano color del cielo.Suppongo quindi che tu abbia equivocato nel leggere la documentazione del pacchetto color. 😉
11 Marzo 2016 alle 18:19 in risposta a: Problema con fncychap, lenny: box con numero in fondo pagina #105528::
Il tuo non è un esempio minimo, anche se hai messo delle fido di Aaaa aaa eccetera; perché contiene una pletora di pacchetti e=che per l’esempio minimo non c’entrano niente. Se avessi usato i comandi del pacchetto lipsum (che d’altra parte hai caricato; ma quando l’hai caricato sapevi che cosa faceva? – non caricare mai pacchetti che non sai a che cosa servano). Il tuo r[problema nasce dal fatto che non hai usato nessun testo nei tuoi capitoli, sezioni e sotto sezioni; io ho usato lipsum ed ecco il tuo esempio non minimo che non presenta nessun problema`\documentclass[a4paper,12pt,openright,twoside]{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage{textcomp}
\usepackage[10pt]{type1ec}
\usepackage{amsmath,amssymb}
\usepackage{graphicx}
\usepackage[titles,subfigure]{tocloft}
\usepackage{geometry}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}\newcommand{\fncyfront}{%
\fancyhead[RO]{{\footnotesize\rightmark}}
\fancyfoot[RO]{\thepage}
\fancyhead[LE]{\footnotesize{\leftmark}}
\fancyfoot[LE]{\thepage}
\fancyhead[RE,LO]{}
\fancyfoot[C]{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}}
\newcommand{\fncymain}{%
\fancyhead[RO]{{\footnotesize\MakeUppercase
\rightmark}}
\fancyfoot[RO]{\thepage}
\fancyhead[LE]{{\footnotesize\MakeUppercase
\leftmark}}
\fancyfoot[LE]{\thepage}
\fancyfoot[C]{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0.4pt}}\usepackage{lipsum}
%abstract
\usepackage{fancyhdr}
\newenvironment{abstract}%
{\cleardoublepage%
\thispagestyle{empty}%
\null \vfill\begin{center}%
\bfseries \abstractname \end{center}}%
{\vfill\null}\usepackage{etoolbox}
\patchcmd{\part}{plain}{empty}{}{}
\usepackage[Lenny]{fncychap}
\usepackage{glossaries}
\makeglossaries
\usepackage{longtable}
\usepackage{lscape}
\usepackage{emptypage}
\interfootnotelinepenalty=10000
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{makeidx}
\makeindex\usepackage{microtype}
\usepackage{chngcntr}
\usepackage{acronym}
\usepackage{xcolor}
\usepackage{siunitx}
%——————– sottofigure, sottotabelle—-
\usepackage{subfig}
\usepackage{stfloats}\usepackage{caption}
\captionsetup{singlelinecheck=off, figurename=Fig.}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{array}\usepackage{multirow}
\usepackage{numprint}
\usepackage[version=4]{mhchem}
\setcounter{tocdepth}{5}
\setcounter{secnumdepth}{3}\usepackage[greek.ancient,frenchb]{babel}%——————
\DeclareUnicodeCharacter{03F0}{\textkappa}\usepackage[autostyle]{csquotes}
\usepackage[bibstyle=authortitle,backend=biber]{biblatex}\usepackage{minitoc}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{arrows}
\usetikzlibrary{%
calc,%
decorations.pathmorphing,%
fadings,%
shadings%
}\begin{document}
%******************************************************************
% Materiale iniziale
%******************************************************************
\fncyfront
\frontmatter\dominitoc
\chapter*{Dedication}
\lipsum
\mtcaddchapter[Dedication]\chapter*{Declaration}
\mtcaddchapter[Declaration]
I declare that..\clearpage
%sommario—————
\tableofcontents
\decrementmtc\listoffigures
\listoftables%******************************************************************
% Materiale principale
%
\fncymain
\mainmatter\chapter{Aaa aaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\section{aaa aaaaaaaaa aa aaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaaa aaaaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{AAA-AAA}
\lipsum[1-3]%———————————————————————-
\section{Aaaaaaaa aa }
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaaa aaaaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{AAA-AAA}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaaaaaaaaaa aa aa aaaaaaaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Caaaaaaaaaa }
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaa aaaaaa aaaaaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaaaaa Aaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaa aa aaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaaaaaaaa aa aaaaaaaaaaa aaaa aa aaaaaaa}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaaaaa aa aaaaaa}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaaaaa d’aaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\subsubsection{Aaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]%—————————————————————————-
\section{Aaaaaaaa aa aaaaaaaaaaa aaa aaaaaaaaa aa aaaaa-aaaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaaa aaaaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{AAA-AAA}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Saaaaaaaaaaaa Aaaaa}
\lipsum[1-3]%__________________________________________________
\subsection{Aaaaaaaaaa aaa aaaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\chapter{aaaaaaaa aa aaaaaaaaaaaaaa aaa aaaaaaaaa aaaa aaaa aaaaaaaa}
\lipsum[1-3]\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\
\dots\\\chapter*{Conclusions}
\phantomsection
\addcontentsline{toc}{chapter}{Conclusions}
\lipsum[1-3]\appendix
\chapter{Annexe}
\lipsum[1-3]\backmatter
%\printglossaries
%\printindex
\end{document}
`Lo stile del capitolo può piacere o non piacere, ma il disegno della pagina non è per niente bello,ma proprio per niente; dire che è orrendo è poco. Ma forse hai copiato impostazioni di pagina di altri e non è opera tua.
Perciò, ora che ha il modello compilato, cerca di modificare testatine e piedini, oltre alle dimensioni dello specchio di stampa in modo da avere margini decenti e righe che non contengano più di una settantina di caratteri contando anche gli spazi e i segni interparola meglio meno di 70 che più di 70). Le pagine ti sembrano sfruttate male? ti sembrano troppo vuote? può darsi che ci sia molto bianco attorno al testo, ma è necessario per la lettura comoda ed agevole del testo.
::TeM” post=105659Buongiorno.
Nell’immagine in allegato è mostrato uno stralcio di una risposta fornita in un noto forum italiano di matematica (non faccio nomi ma sicuramente molti di voi lo conoscono).
Mi chiedevo se qualcuno di voi mi potesse guidare nello scrivere un codice per poter riprodurre in LaTeX un pdf con sfondo e formule matematiche scritte in tal modo.
Io ci ho provato, ma non saprei in che modo (qualora esista) ottenere in output le formule matematiche in quella forma, che secondo me le mette molto in risalto.
Ringrazio anticipatamente per qualsiasi consiglio.
Che cosa c’è di particolare in quelle formule? Sono normali formule in display non numerate che in LaTeX si compongono contornandole con [tt] \[ [/tt] e [tt] \] [/tt], per esempio:`\[
f(x) = \sum _{k=0}^{\infty} \frac{f^{(k)}(x_0)}{k!} (x-x_0)^k
\]`Qualunque guida su LaTeX descrive come comporre le formule in display. Hai già scaricato dalla sezione Documentazione di questo forum la guida per neofiti L’Arte di scrivere con LaTeX?
Se non l’ahi ancora fatto, scaricala subito e dedicaci un paio di orette a leggertela tutta. Se non hai tanto tempo da spendere leggi i primi 5 capitoli poi sfoglia rapidamente gli altri tanto per sapere di che cosa trattano; quando arrivi al capitolo sulla matematica leggitelo con attenzione.
11 Marzo 2016 alle 15:17 in risposta a: Problema con fncychap, lenny: box con numero in fondo pagina #105526::
@hellotex, anch’io in forma diversa ti ho detto che gli stili di quel pacchetto non mi piacciono e non li userò mai. @egreg9 invece li ritiene tanto brutti in asoluto che non li prende nemmeno in considerazione; implicitamente ti consiglia fortemente di non usarli. È sempre solo e soltanto una questione di gusti.Quello che ti posso dire è che il codice con cui l’autore di fancychap realizza i vari stili, invee, è interessante e si possono trarre delle idee di programmazione TeX/LaTeX per produrre altri stili.
Tuttavia Sia Enrico che io, come vedi, non siamo inclini ad andare a studiare il codice per vedere perché a te compare il numero di pagina in una pagina e l’intestazione del capitolo nella pagina successiva. I motivi potrebbero essere tanti e ce ne potrebbero essere alcuni dovuti a conflitti fra pacchetti, cosa nota e risaputa, anche se questa evenienza non è così frequente.
Ecco allora che un esempio minimo compilabile (comincia con \documentclass e finisce con \end{document}) che contenga il minimo indispensabile del tuo preambolo e che riproduca il comportamento anomalo che lamenti sarebbe utilissimo sia a te sia a chi ti potrebbe dare una mano.
Sarebbe utile a te, perché se non riesci a costruire un esempio in cui il problema si riproduca, devi tu stesso confrontare le differenze fa il tuo codice dell’esempio e il tuo codice del documento vero e proprio che stai componendo.
Sse invece riesci a creare questo esempio minimo, allora permetti a chi ti può dare una mano di cercare di dartela.
11 Marzo 2016 alle 14:58 in risposta a: Lettera: testo posizionato a destra, allineamento a sinistra #105591::
`\usepackage[OT2, LGR,T2A, T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,german,latin.classic,greek.ancient,italian]{babel}`
Una domanda:
A cosa ti servono le codifica OT2 e T2, che servono per il cirillico se non segni nessuna lingua che si scrive in cirillico?
Osservazione: caricare LGR non serve a niente; ci pensa l’opzione greek (con qualunque modificatore) a usare correttamente quella codifica quando scrivi in greco.
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Direi che il comando \thispagestyle{empty si spiega da solo anche se non si ocnosce l’inglese alla perfezione: [voglio lo] stile di questa pagina vuoto.Ed è evidente che questa pagina vuol dire questa e solo questa.
Quindi non ha senso mettere \thispagestyle{empty} [rima e dopo ogni infice, perché al massimo togli il numero dalla prima e dall’ultima pagina, ma non da quelle intermedie.
La soluzione è quella di usare semplicemente una volta sola \pagestyel{empty}: [voglio lo] stile delle pagine vuoto. Vale per tutte le pagine da quel pnto in poi. se ad n certo punto rivuoi uno stile diverso, per esempio quello con le testatine usi di nuovo quel comando ma con un argomento diverso, per esempio \pagestile{headings}.
10 Marzo 2016 alle 17:41 in risposta a: Lettera: testo posizionato a destra, allineamento a sinistra #105588::
`\newenvironment{destinatario}[1][0.5\textwidth]
{\begin{flushright}\begin{minipage}{#1}\raggedright}{\end{minipage}\end{flushright}}`
Poi puoi aggiungere nelle definzionei dei comandi di apertura e di quelli di chiusura tutti i piccoli elementi che ritieni necessari, come, per esempio spazi prima e dopo l’informazione completa del destinatario. Puoi aggiungere i font da usare (corpo, serie, forma); puoi fare quello che ti pare perché l’ambiente accetta ogni ragionevole variazione. Nota che le righe le devi separare tu ma se usi il “raro” comando \obeylines puoi scrivere`\begin{destinatario}[8cm]\obeylines
Paolino Paperino
Via della Sfortuna 313
0013F PAPEROPOLI
\end{destinatario}`
L’argomento facoltatiovo del comando di apaertura dell’ambiente ti permette di specificare la larghezza del testo del destinatario o di adattare la “scatola” che contiene le informazioni alle dimensioni della finestrella trasparente delle buste con finestrella. [Per queste in realtà dovresti calcolare anche la posizione verticale e la distanza dal margine destro della carta in modo che, piegata la lettera e inseritala dentro la busta, l’indirizzo del destinatario sia più o meno centrato dentro la finestrella.]
10 Marzo 2016 alle 11:14 in risposta a: Misura per rientro di versi troppo lunghi, su due colonne #105567::
Secondo le mie conoscenze non esista una norma ISO o UNI che specifichi questo rientro. Se la casa editrice vuole un rientro con o senza quadra, te lo deve dire lei di quanto lo vuole e come vuole marcato il rientro.
V’altra parte da quello che scrivi sembrerebbe che tu non stia usando l’ambiente verse nativo di LaTeX che provvede da solo a rientrare la parte eccedente la giustezza e che compone nella riga successiva.
So che esiste anche un pacchetto verse Creato a Peter Wilson (tipografo “artistico” che compone i suoi testo non solo ocn LaTeX, ma anche con una pressa tipografica a mano avendo composto le pagine a mano con i caratteri mobili metallici); Nel leggi la documentazione aprendo un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; scrivendoci dentro il comando texdoc verse; e infine premendo il tasto invio; Mi sembra piuttosto interessante. Non fare a mano quello che LaTeX sa già fare da solo.
Infine direi che una cosa utile da fare sia quella di consultare una serie di antologie italiane pubblicate da case editrici diverse e vedere che cosa hanno fatto loro. Si impara molto da questo esame comparativo.
9 Marzo 2016 alle 16:36 in risposta a: Problema con fncychap, lenny: box con numero in fondo pagina #105522::hellotex” post=105636Grazie per la risposta OldClaudio,
nessun problema per la critica, ma non credo di aver capito bene su cosa si basa, perché dovrei togliere quella riga di codice?
Quali altri stili consiglieresti?
Ci sono forse problemi di incompatibilità fra pacchetti?
GraziePerché quella riga di codice impone di usare solo i font a 10pt e di ingrandirli o di rimpicciolirli secondo le necessità, e quindi rovinando la qualità della composizione che sarebbe perfetta se e solo se non usassi quella riga.
Temo che il discorso dei corpi ottici sia un po’ delicato e non sempre è facile da capire se non si vede il risultato.
Inserisci allora questo codice di prova nel tuo file e poi compilalo con e senza quella riga:`Questa riga di testo è composta con un font di corpo normale e \resiebox{1}{2}{\tiny con un font di corpo 6pt scalato} in modo da essere grande come quello di corpo normale.`Noti delle differenze?
Ecco quelle differenze quando ogni font è riprodotto alla sua dimensione naturale fanno la differenza della qualità.
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