Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Se trovi un’immagine vettoriale in rete, fai pure, ma sono convinto che ci metti molto di meno se fai come ti ho descritto, ti diverti un po’ a giocare con pdfLaTeX, impari ad usare standalone, ti ritrovi a scontornare un’immaigne vettoriale, sono tutte cose che ti possono servire anche per il futuro, dove, spero, non ti dimenticherai di LaTeX dopo aver discusso la tesi.:smile:
::
Quando rileghi una tesi, ti fanno una incollatura del dorso, magari cine delle incisioni per far penetrare la colla meglio, poi vi applicano una copertina di cartone col dorsetto. Il testo incollato , anche molto bene, non regge l’usura del tempo, secondo me, e più di una volta mi è successo che un libro incollato mi si sfasciasse durante la prima lettura.
Comunuqe brossura vuol dire copiertina incollata, necessariamente morbida. Incassatura implica i piatti cartonati e la legatura delle segnature cucite.
Le tesi descritte sopra hanno l’aspetto di libri incassati, e la fragilità dei libri brussurati.
Un’altra soluzione che richiede le segnature, prevede la cucitura e poi l’incollatura della copertina morbida. Reggono molto meglio delle brossure completamante incollate, am a lungo andare la copertina si scolla. Mi è già successo.La spirale è troppo delicata, anche se ci metti i piatti cartonati. I primi libri del TeXBook e del LaTeX Handbook avevano la spirale, ma dopo un po le paigne non si giravano più come quando il testo era nuovo.
::
Direi che il giochetto è più semplice. Il codice di tyx.tex contiene una lunga lista di coordinate per tracciare i contorni delle arre che devono essere colorate di nero, di giallo, di grigio, eccetera. Non ho provato, am mi sembra che non sia veramente così lugo compilare quell’immagine, anche se è noto che per farlo, TikZ deve fare un mucchio di conti.Tuttavia basta compilare quel codice una volta per tutte con la classe standalone e con pdflatex. Il risultato è un file PDF perfettamente scalabile e importabile con \includegraphicx specificando fra le opzioni o la larghezza desiderata o l’altezza desiderata, e il file viene importato in pochi millisecondi.
Quindi on hai più bisogno di perdere tempo a compilare e ricompilare quel codice. Ty sei fatta l’immagine una volta per tutte e la riuserai quante volte vuoi. Siccome non si tratta di codice standard, ed il disegno, logo di Linux, è un po’ “proprietario”, non può venire distribuito con TeXLive. Creati una cartella nel tuo albero personale, ~/texmf/tex/late/tux/ e mettici dentro sia il codice sia il file tux.pdf. In questo modo potrai importare l’immagine tux.pdf quante volte vuoi in qualunque documento presente o futuro, senza nemmeno domandarti più come si faccia e quanto tempo ci voglia per comporre il disegno.
PS: ho appena creato l’immagine di Tux; in realtà sul mio Mac il tempo per creare l’immagine e rifilarla è durato due o tre secondi, quindi non direi che la creazione di questa immagine rallenti significativamente la compilazione di qualunque documento; tuttavia può dipendere dall’hardware di cui si dispone. QUello, invece che non va nel metodo che ho descritto, è che il disegno creato da TikZ contiene un pixel chissà dove, lontano a sinistra dell’immaigne, per cui la rifilatura eseguita dalla classe standalone non è corretta; ma, almeno sul Mac, basta aprirla con il programma predefinito per leggere i file PDF, selezionare l’area che contiene il pinguino, premere control-K, et voila, il pinguino è rifilato; si salva e il pinguino è disponibile per sempre. Sicuramente sulla tua macchina esiste senz’altro un eseguibile che ti consente di ritagliare una pagina di file PDF. L’importante è che tu non usi un programma di ritocco di immagini come GIMP, perché è in grado di aprire i file PDF in sola lettura, è in grado di editare l’immagine, ma non è in grado di salvare in un formato vettoriale. Probabilmente si può fare anche con inkscape.
31 Ottobre 2015 alle 21:42 in risposta a: [Risolto] Aggiungere licenza e prefazione ai propri libri #89618::
No devi fare niente o non devi fare molto con TeXmaker, ma devi fare con TeXLive.Devi andare nella cartella /Library/TeX/ — sai come fare? Sì? bene. No? male, nel senso che usi il tuo mac senza sapre che cosa c’è dentro e che cosa lo fa funzionare. Naturalmente non è come la macchina, per la quale basta la patente e non occorre conoscere né la termodinamica, né la meccanica, né le macchine termiche, né… Ma per i calcolatori sapre che cosa li fa andare, non è una conoscenza superflua. Perciò apri un terminale (quasta è quella finestrina dove ci scri dentro i comandi — con TeX serve spesso, quindi è meglio che tu apri una terminale, poi con control+click (o con un right click) scegli nel menù che ti appare “Opzioni” e poi scegli di mantenerne l’icona nella barra inferirore, quindi, fatto una volta non devi più ricordarti come si fa ad aprire un terminale, perché hai l’icona nella launchbar del mac.
Aperto un terminale devi scriverci dentro cd /Library/TeX/ e poi premere i tasto “invio”; nella finestrina, prima di un segno di dollaro c;è scritto il nome della cartella che quella finestra vede di default.
Ora scrivi ln -s /usr/local/texlive/2015/bin/x86_64-darwin texbin — dopo aver premuto invio il sistema ti chiede la parola chiave, e poi crea il link simbolico in quella famosa cartella. Verifica: sempre usando il terminale scrivici dentro ls -l e, dopo aver premuto il tasto invio, ti appare anche un nome di cartella che si chiama texbin. Se dai il comando cd texbin/ e poi ridai il comando ls -l ti appare tutto l’elenco di programmi eseguibili che fanno parte della tua installazione MacTeX.
Riavvia per sicurezza, così sei sicuro che l’intera macchina si al corrente di questa cartella simbolica. e prova a lanciare di nuovo texmaer, che probabilmente non ha problemi a funzionare da solo, ma quando lancia una qualunque compilazione è il sistema TeX che non trova se stesso in mancanza di questa cartella simbolica.
Scusa se ho messo in dubbio la tua competenza nell’usare il mac; ci siamo passati tutti prima di prendere pieno possesso della macchina. Non si finisce mai; io lo uso da una decina d’anni, ma ci sono ancora moltissime cose da imparare anche per me.
::
apparentemente basterebbe mettere un link simbolico in ~/Library/TeX/
Ma nel filone dove si discuteva questa cosa dopo che è stato rilasciato El Capitan, c’è il link ad un documento dove si dice chiaro e tondo perché succedono le cose che succedono con El Capitan, e come porvi rimedio.
Io, per la verità, con TeXShop non ho avuto nessunissimo problema con El Capitan; ne o avuti invece con TeXLive Utility.app, per risolvere i quali è stato sufficiente il link simbolico.
29 Ottobre 2015 alle 22:11 in risposta a: [risolto]Numerazione note piè di pagina capitoli asteriscati #103855::
Vediamo un po’ alcuni punti.1) TeXLive non è un editor, perché “editor” indica un programma che serve per creare e correggere file testuali; persoano WOrd e Writer non sono editor, ma sono word processor. TeXShop, Texworks, Texmaker, TeXnicCenter, Notepad, e un’infinità di altri programma sono editor. TeXlive è una distribuzione del sstema TeX, che è una collezione di programmai di vario genere, per lo più indirizzati alla tipocomposizione (composizione tipografica), ma riguardano anche la creazione dei font, delle bibliografie, degli indici analitici, della gestione die file, e che si serovno di diverse decine di migliaia di moduli che permettono di comporre tipograficamente non importa che cosa.
Vabbe’, comunque ci capiamo. Non è una questione gravissima, ma…2) A che cosa serve un indice? Serve a indicare dove si trova certo materiale; dunque inserirci delle voci senza numero di pagina non ha senso. Puoi fare separatamente un elenco degli allegati, sotto forma di lista, per esempio con l’ambiente enumerate, ma certamante non ha senso mettere l’elenco degli allegati nell’indice.
3) Perché alleghi gli allegati separatamente? Certo, capisco che se i tuoi allegati sono solo cartacei, devi farlo per forza; se sono file pdf con dimensioni di “pagina” diverse da quelle del tuo rapporto scritto con la classe article, probabilmente non hai alternative, anche se in realtà o visto file pdf con pagine di vari formati, probabilmente creati con programmi adatti a modificare ed elaborare file pdf, magari Adobe Acrobat Professional. Tuttavia se gli allegati sono in formato pdf e consentono una certa dose di scalamento, non eccessiva, con fattori di scala non fuori dal ±10%, puoi senz’altro inserire i tuoi allegati con il pacchetto pdfpages e allora con i vari comandi \addcontentsline puoi indicizzare davvero i tuoi allegati mettendoli nella prima pagina dove con pdfpages importi ciascun allegato.
::
Hai letto la documentazione? C’è scritto esplicitamente che con la classe si può fare di tutto, tranne che cambiarne l’aspetto grafico (formato, specchio di stampa, margini, eccetera).
Puoi però crearti una classe con il nome diverso, identica nel contenuto, e modificata dove vuoi modificare; l’importante e che da nessuna parte compaia nulla che dica che quanto componi con la tua classe è composto con suftesi; nello stesso tempo la licenza LPPL ti consente di fare questo, ma devi esplicitamente dare credito all’autore della classe alla quale ti sei ispirato.Condivido pienamente quello che dici sul fatto che la classe suftesi sia straordinaria.
-
AutoreRisposte