OldClaudio

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  • in risposta a: [risolto] fancyhdr e font numerazione prima pagina capitolo #103792
    OldClaudio
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      Probabilmente converrebbe usare fancyhdr anche per ridefinire lo stile plain che viene usato per la prima pagina dei capitoli. Mi pare di ricordare che sia descritto nella pagina 7 della documentazione di fancyhdr.

      in risposta a: [risolto] fancyhdr e font numerazione prima pagina capitolo #103790
      OldClaudio
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        Quello che ti posso dire è che:
        1) \markright richiede un solo argomento, quindi il gruppo vuoto non produce errori (forse) ma non serve a niente; quel gruppo vuoto potrebbe generare altri piccoli disturbi, quindi meglio levarlo.
        2) Invece il comando markboth richiede dua argomenti, uno per la testaina di sinistra e uno per la testaina di destra. Io ocnsiglierei di coocupare il secondo argomento con la stessa cosa del primo; è utile specialmente nella frontmatter dove i capitoli potrebbero essere non numerati e non strutturati in sezioni. Ovvio che non è obbligatorio, ma è solo un ocnsiglio.
        3) il fatto che la testatina di sinistra contenega il titolo della sezione, invece che quello del capitolo, è così perché così l’hai deifnito con`\fancyhead[LO,RE]{\iwona\sectionmark}`Togli RE e vedrai che funziona.
        4) la definizione di \footnoterule è sbagliata; lo si rileva dalla guida Il LaTeX Reference Manual commentato dove si dice più volte che lo spessore verticale dell’intera definizinoe di quella riga deve essere nulla; da te hai -3pt +0.2pt +1.5pt= -1.3pt che è evidentemente diverso da zero.

        Per la questione dei font negli indici credo che sia necessario intervenire nello stile delle righe dell’indice. Non banale, anche se non è difficile; devi ridefinire i comandi \l@chapter e \l@section, eventualamente anche ulteriori sezionamenti. la cosa migliore sarebbe quella di usare il pacchetto tocloft.

        in risposta a: Ridurre spazio fra apostrofo e numero successivo #103782
        OldClaudio
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          Certamente con pdfLATeX non si può usare né fontspec né il codice primitivo di xetex.
          Ma la soluzione di @Ivan va beneissimo. Io addirittura la mdificherei così:`\newcommand\anno[1]{'\kern-0.2em #1}`in modo da non doversi preoccupare per il corpp. Naturalmente il valore 0.2 va aggiustato una volta per tutte, ma una volta sistemato, non ci si preoccupa più del corpo.

          Raccomandazione: le unità di misura che dipendono dal corpo, em ed ex, dovrebbero essere usate in condizioni diverse, cioè ex in modo verticale (per spaziature verticali) ed em in modo orizzontale (per spaziature orizzontali).

          in risposta a: Problemi con l’inserimento del frontespizio. #103777
          OldClaudio
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            Mi fa piacere che tu abbia trovato l’errore, ma ho la sensazione che tu sia stato un po’ frettoloso a mandarci il tuo primo codice dove \begin{document} compare DOPO \printibibliography e dopo tutto l’ambiente frontespizio.
            Cerca di non allegare codici che contengono altri errori oltre a quelli che ti producono i messaggi fatali.

            in risposta a: Ridurre spazio fra apostrofo e numero successivo #103779
            OldClaudio
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              Con XeLaTeX sarebbe possibile; bisogna leggere con attenzione la documentazione di XeTeX; questo permette di deifnire classi di caratteri dando un nome a ciascuna classe; poi permette di definire le liste di caratteri che fanno aprte di ciascuna classe; infine una regola per gestire che cosa fare quando due caratteri di de classi distinte si trovano adiacenti. Sono le classi e le regole che, per esempio, il modulo gloss-frenche ha fefinito per gestire le spaziature dei segni di interpunzione. È una questione delicata, am tutto sommato facile da seguire anche con gli esempi forniti nella documentazione di xetex e con gli esempi di gloss-french.ldf.

              in risposta a: Da PDF a LateX #103057
              OldClaudio
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                A questo link ci sono i costi per rendere definitiva l’installazione di InftyReader & C. il cui download è gratuito, ma non l’uso.

                Inoltre va bene solo per Windows, non so quale versione, perché nei vari indirizzi che ho trovato in rete non lo si dice; non si dice nemmeno che è per Windows solamente. A 800$ mi pare decisamente molto caro, decisamente molto caro.

                Piuttosto, @tosto, hai provato pandoc? Viene reclamizzato come il programma che riesce a convertire qualunque file da qualunque formato a (quasi) qualunque formato. Questo software è veramente gratuito, non è gratuito solo il downoad e non è limitato a WIndows.

                in risposta a: Da PDF a LateX #103055
                OldClaudio
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                  Brutta cosa perdere il sorgente .tex; brutta cosa non fare il backup dei propri file. Cloud può essere una soluzione, ma non è sicura come vorrebbe var credere; ci sono altri repository in rete, meno nebulosi come la nuvola, ma il problema è sempre lo stesso.

                  Su disco io non ho mai perso niente, solo una volta un disco esterno mi è andato a bagno, come si suol dire e ne ho perso tutto il contenuto, che d’altra parte era salvato anche altrove; quindi la vera soluzione è quella di salvare in più posti, non in uno solo.

                  Tornando al problema di rifare il sorgente .tex partendo dal risultato .pdf.
                  Probabilmente esistono programmi in grado di farlo, ma la via più semplice e quasi gratuita è la seguente:
                  1) comprare, se non se ne dispone già, Adobe Acrobat Professional che ai docenti di ogni ordine e grado oltre che agli studenti costa una cifra ragionevole grazie al programma Education della Adobe. Forse esistono anche altri programmi in grado di fare quel che occorre, ma visto che ho acquistato AAP, non mi sono preoccupato di cercarne altri.
                  2) Usare AAP per aprire il file .pdf e esportarlo in formato .docx o altri formati aperti.
                  3) Usare LyX (gratuito) per trasformare il file docx in file .tex.
                  4) Eventuali figure presenti nel file .pdf possono essere estratte e salvate singolarmente in formato .pdf con AAP che ne permette anche il ritaglio per scontornarle di parti inutili; poi nel file .tex si usano i soliti comandi \includegraphics per reinserirle nel documento da ricompilare con pdfLATeX. Possono esserci problemi con le lettereaccentate, ma ogni editor adatto a lavorare sui sorgenti .tex, se ce ne fosse la necessità permette di correggerle cumulativamente con un “Replace all”.

                  Va da se che questi programmi non possono inventarsi quello che nei successivi fie non c’è; quindi nessuna trasformazione è perfetta tale da non richiedere nessun intervento manuale ma questo procedimento, secondo al mia esperienza e i programmi di cui dispongo, mi dà i risultati migliori, o meno cattivi, a seconda del punto di vista.

                  Questo è l’unico motivo per il quale mi sono montata una copia di LyX e per il quale valga la pena usarlo; altri lo valutano molto più utile, ma un vero TeXie non dovrebbe usarlo mai come editor di file .tex, perché per questo uso dà solo problemi. Ma come trasformatore di formato non va male.

                  PS — La guida GuIT (da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito) ha un capitolo dedicato lla trasformazioni dei formati e alla composizione cooperativa (riviste con molti contributi di autori diversi e in formati diversi; lavori di più autori, eccetera). Ovviamente tratta anche della conversione dei formati.

                  in risposta a: Usare \footnote all’interno dell’ambiente Quotation #103765
                  OldClaudio
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                    Mi giunge nuova, ma non è impossibile.

                    Infatti sono previsti anche i comandi \footnotemark e \footnotetext per scrivere il testo della nota fuori dell’ambiente che non accetta note.
                    Vedi Il LaTeX Reference Manual commentato (l’ABC di LaTeX) da scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito. Cerca quei due comandi nell’indice analitico.

                    in risposta a: Andare a capo nell’ambiente Quotation #103762
                    OldClaudio
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                      Non puoi andare a capo all’interno dell’argomento di un comando \textxx dove xx può valre come nel tuo caso it.
                      I comandi \textxx sono comandi corti che danno erroe se termini un capoverso al loro interno.
                      Puoi però andare a capo quando ti pare con \\ se non usi \textit ma usi la dichiarazione \itshape all’inzio di un unico ambiente quotation.

                      Andare a capo senza cominciare un nuovo capoverso è brutto e tipograficamente accettabile in condizioni rarissime. Andare a capo cominciando un nuovo capoverso implica un rientro; sei sicuro di volerlo? Se sì allora fa una cosa del genere`\begin{quotation}
                      bla bla bla
                      \par
                      \noindent Blo blo blo
                      \par
                      \noindent Pli, pli pli
                      \end{quotation}` Invece di \par puoi usare una riga vuota.

                      Ti ripeto che la cosa è tipograficamente anomala; quindi pensaci bene.

                      in risposta a: Centrate titolo tesi con sapthesis #103748
                      OldClaudio
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                        @FrescobaldiMI, spero che tu non abbia modificato al classe, che è assolutamante vietato, a meno che non le cambi il nome. Spero che quel codice tu te lo sia inserito nel preambolo della tua tesi preceduto da un \makeatletter e tu abbia cambiato i \newcommand in \renewcoomand.

                        Ti ricordo che il rispetto della licenza è essenziale; nelle prime righe dei file che vorresti modificare c’è solitamante scritto il nome della lcinza, e/o la documentazione dice che cosa si può modificare e a quali condizioni. Non rispettare la licenza vuol dire inserire nel circuit del sistema TeX distribuito liberamente sia di mirror sia da un utente all’altro del rumore che a un certo punto genera caos.

                        Non te la prendere se te lo dico in modo brusco; ce lo siamo fatti tutti questo tipo di errore, e abbiamo di solito a nostre spese che avevamo prodotto un pasticcio; ma ai miei tempi gli utenti del sistema TeX erano relativamente pochi e i file del sistema non riportavano nessuna indicazione di licenze; oggi sono decine di milioni e tutti i file presenti nella distribuzione sono soggetti ad una fra una decina di licenze accettabili e quando si caricano pacchetti su CTAN o è soggetto a una fra quelle licenze o non viene accettato.
                        Non rispettare le licenze era scorretto ai miei tempi ma è scorretto al quadrato farlo oggi.

                        in risposta a: Nozioni essenziali di LaTeX per un matematico. #103730
                        OldClaudio
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                          Quello che ha scritto iIlFuria.AWT è oro colato. Bisogna toccare con mano che non c’è storia con i vari Word processor; ma, attenzione ora l’equation editor di MS Word è molto migliorato; l’equation editor di Writer (Open/LibreOffice) usa LaTeX (se è installato); per le macchine Mac esiste un LaTeXit.app che se il sistema TeX è installato produce dei risultati ottimi che possono venire direttamante incolalti in una file doc/docx. Quindi non è l’eauzioncina che gli devi insegnare a scrivere, ma dei sistemi di equazioni differenziali alle deviate parzioli per far lo toccare con amno la differenza.
                          Non solo, ma superato il primo scoglio psicologico di non vedere in tempo reale quello che stai componendo, la maggiora facilità per scrivere qualunque cosa, matematico o letterario, le liste, i riferimenti incrociati, le numerazioni automatiche, le bibliografie, eccetera, tutto fatto in automatico senza bisogno di preoccuparsi di ocme scrivo questo, come scrivo quello, ma quello là l’avevo scritto in corsivo, come mai ora è diverso? e via di questo passo; poi c’è la conservazione storica di quel che si è fatto; i fili di puro testo si conserveranno all’infinito, e finché esiste un compilatore pdflatex o xelatex o lualatex, il documento potrà venire riprodotto tale e quale a distanza di anni. Giusto al GuIT meeting che si è svolo ieri un prof. di linguistica ha raccontato di aver ricomposto identico un libro di cui aveva (giustamente) conservato i file sorgente ed è venuto anche meglio dell’originale, perché 20 anni fa non aveva potuto usare i font vettoriali, mentre ora erano disponibili.

                          Insomma LaTeX sarà difficile, ma non poi tanto per dei matematici che possono gestire capendo quel che fanno i problemi di logica alla base della matematica che sembrerebbero affermare che la matematica che conosciamo non è corretta 😯 , ma ha un baco di fondo a livello assiomatico; per noi, poveri utenti della matematica, la cosa è del tutto incomprensibile. 😕

                          in risposta a: table tabularx footnote #103694
                          OldClaudio
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                            Usa \footntemark e \footnotetext che l’argomento facoltaitov. Vedi la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. Cerca i due comandi nell’indice analtico.

                            in risposta a: Nozioni essenziali di LaTeX per un matematico. #103725
                            OldClaudio
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                              Se riesci a fare tutto in due ore, devi essere molto bravo. Tinei presenta che anche se fai venire il tuo uditorio già con i portaili in mano e con la distribuzione TeXLive già installata, nel momento stesso in cui gli fai fare il documento con le aggiunte progressive ai altre cose matematiche, il tuo tempo diventa pochissimo perché coloro che partecipanoa questi seminari sono più imbranati degli studenti del primo anno; detto con tutta la simpatica che ho sempre avuto epr i miei studenti e per le persone che verranno al tuo corso. Non c’è niente di offensivo in quel che dico. È solo telegrafico, senza giri di parole.

                              in risposta a: SageTex #103661
                              OldClaudio
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                                No, infatti, dovrebbe essere qualcosa come C:\programmi\MiKTeX\2.9\

                                Ma diamine, non hai mai usato l’Explorer? Non Internet Explorer, ma Windows Explorer, Il suo comando dovrebbe essere già un’icona che sembra una cartellina gialla nella barra inferiore. Altrimenti: Avvio –> prgrammi –> utilities –> Explorer o qualcosa del genere; tieni presente che vado a memoria e l’ultima volta che ho usato Windows era una decina di anni fa.

                                in risposta a: SageTex #103659
                                OldClaudio
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                                  HOMEPREFIX dovrebbe essere quello che nel perorso alla cartella \texmf del tuo sistema precede il nome di quella cartella; ovviamante dipende se hai installato TeXLive o MiKTeX, ma questo lo scopri subito se usi il programma che dovrebbe chiamarsi explorer, quello che ti mostra tutte le cartelle e i loro contenuti.
                                  Posso sbagliarmi, am direi che quello sia il significato di HOMEPREFIX.

                                  Prova; non dovrebbe succedere niente di brutto; al più cancelli quello che hai coiato con il comando cp dalla prima alla seconda cartella.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 4,171 al 4,185 (di 11,286 totali)

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