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Toglierei quasi tutti i \midrule che hai messo; i \cline andrebbero sostituiti da \cmidrule (vedi documentazione di booktabs), ma secondo me non servono.
Aggiusterei gli spazi verticali fra una categoria e l’altra con dei \noalign{\vspace{2ex}}, per esempio, ma aggiustati il 2ex come meglio credi.
Quella costruzione barocca all’inzzio della tabaella può ridursi molto se togli i bienni e metti Anno sulla stessa riga degli anni e se non usi multirow, ma metti le DISCIPLINE allineate con ORE SETTIMANALI.Con qualche aggiustamento (che implica l’eliminazione di alcuni filetti orizzontali e qualche ulteriore spaziatura, io farei così:`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage{geometry}\geometry{a4paper,top=2cm,bottom=2cm,left=2cm,right=2cm}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsfonts}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{multirow}
\usepackage{tabularx}
\newcommand{\spunta}{\multicolumn{1}{c}{$\rlap{$\checkmark$}\square$}}
\newcolumntype{b}{X}
\newcolumntype{s}{>{\centering\arraybackslash\hsize=.15\hsize}X}
\newcolumntype{t}{>{\centering\arraybackslash\hsize=.5\hsize}X}
\def\tabularxcolumn#1{m{#1}}
\newcommand{\heading}[1]{\multicolumn{1}{c}{\large \textbf{#1}}}
\newcommand{\headingdue}[1]{\multicolumn{2}{c}{\large \textbf{#1}}}
\newcommand{\headingcinque}[1]{\multicolumn{5}{c}{\large \textbf{#1}}}
\newcommand{\headingsei}[1]{\multicolumn{6}{c}{\large \textbf{#1}}}\begin{document}
\begin{tabularx}{\textwidth}{bsssss}
\toprule\noalign{\vspace{1ex}}
{\textbf{\large DISCIPLINE}} &\headingcinque{ORE SETTIMANALI}\\
\midrule
\noalign{\vspace{2ex}}
% \multirow{6} * {\large\textbf{ DISCIPLINE}}
% & \headingdue{1}&\headingdue{2}&\heading{5} \\
% & \headingdue{Biennio}&\headingdue{Biennio}&\heading{Anno} \\
% \cmidrule{2-6}\\
\hspace*{\fill}\textbf{Anno} & \heading{1} & \heading{2}&\heading{3}&\heading{4}&\heading{5} \\
% \cmidrule{2-6}\\
\noalign{\vspace{2ex}}
\headingsei{AREA COMUNE}\\
\midrule
\textbf{Lingua e letteratura italiana}&\heading{4}&\heading{4}&\heading{4}&\heading{4}&\heading{4}\\
\midrule
Lingua Inglese&3&3&3&3&3\\
\midrule
\headingsei{AREA DI INDIRIZZO}\\
\midrule
Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione grafica&3&3&-&-&-\\
\midrule
Scienze integrate:Fisica\footnote{Insegnamento in attività di laboratorio svolto in parte da docente teorico e tecnico-pratico }&3&3&-&-&-\\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{document}
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Non sto dicendo quello. Siccome non metto mai matematica negli argomenti dei comandi di sezionamento, non so se \mathbb diventi fragile in un argomento mobile, come lo sarebbe senza usare l’argomento facoltativo. Prova; vedi quello che succede, e se funziona tanto meglio; se non funziona prova con l’argomento facoltativo. In ogni caso nel titolo vero e proprio (argomento obbligatorio) devi specificare \boldmath altrimenti la parte in matematica ti resta chiara.
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Benvenuto nel forumIntanto nel comando che hai allegato manca un segni di dollaro.
Poi di solito non si mettono espressioni matematiche nei titoli.
Non sono così esperto in matematica da confermarti che l’espressione che vorresti scrivere sia corretta da un punto di vista della matematica, nel senso che per me un vettore è un’entità caratterizzata da lunghezza, direzione e verso, quindi non è un elemento di R. Ma se usi espressioni matriciali per i vettori forse puoi scrivere \chapter{Vettori in spazi a {\boldmath$n$} dimensioni}. come vedi cè ancora un po’ di matematica ma non non ci sono cambiamenti di font; la variabile $n$, d’altra parte è composta in matematica nera come il resto del titolo; Siccome le macro che compaiono in un titolo sono o possono diventare fragili, ti suggerisco di usare l’argomento opzionale di \chapter:`\chapter[Vettori in spazi a $n$ dimensioni]{Vettori in spazi a {\boldmath$n$} dimensioni}`L’argomento opzionale va a finire nelle testatine e nell’indice, mentre l’argomento obbligatorio serve epr comporre il titolo del capitolo.
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Vedo due problemi, uno sicuro e l’altro potrebbe essere un modo di rappresentare i segni da parte del web provider.1) se scrivi [tt]\textbf{“#1}”[/tt] il primo doppio apice è nero e il secondo è chiaro; dipende se li vuoi entrambi neri o entrambi chiari. Nel primo caso devi scrivere [tt]{\textbf{“#1″}[/tt] e nel secondo devi scrivere [tt]”\textbf{#1}”[/tt]
2) da quel che hai scritto nel tuo messaggio, e che io ho replicato sopra al punto 1), usi [tt]\textbf[/tt], quindi operi in modo testo. In modo testo NON si usano i doppi apici [tt]”[/tt] ma si usano o le virgolette alte o le virgolette uncinate aperte e chiuse; è un errore tipografico usare i doppi apici, il carattere ASCII 34. Le virgolette alte si inseriscono con le legature [tt]“[/tt] e [tt]”[/tt], e i caporali con le legature [tt]<<[/tt] e [tt]>>[/tt]. Per i cpaorali devi usare font in codifica T1 con pdfLaTeX. Se usi la codifica d’entrata UTF-8, come suggeriamo sempre, allora puoi inserire direttamente [tt]“[/tt] e [tt]”[/tt] e, rispettivamente, [tt]«[/tt] e [tt]»[/tt], ma devi spare suare la tua tastiera con comptenza, visto che questi segni non si trovano serigrafati sui tasti.
Aggiungo ancora un’osservazione:
3) Componendo in italano il modulo italian per babel permette di definire il doppio apice come carattere attivo a cui affidare diversi compiti; uno dei quali, per esempio, per chi dispone di una tastiera italiana, è proprio quello di inserire le doppie virgolette alte aperte, di inserire i caporali senza spazi spuri, di inserire i marcatori di parola composta, ed altro che si trova scritto nella documentazione di quel modulo (leggibile dando da terminale il comando texdoc babel-italian) Se il doppio apice è attivo non lo si può usare come virgolette diritte (che, d’altronde, sono proibite in tipografia).vedi tu se ti conviene definire il comando \apici oppure se non sia più comodo (e tipograficamente corretto), tastiera permettendo, di usare le legature o i simboli diretti delle virgolette alte aperte e chiuse.
(non chiedermi come si fa con una tastiera per una macchina Windows, perché non lo so; io uso un Mac. Per Linux ci sono degli opportuni driver di tastiera che estendono le funzionalità della tastiera, ma non ne conosco il layout; tutti i sistemi operativi hanno, però, un visualizzatore che si chiama Tabella dei Caratteri – o espressione equivalente — che non solo permette di inserire nel testo che si sta scrivendo qualunque carattere, ma spesso indicano anche quale insieme di tasti bisogna battere simultaneamente o in sequenza per inserire quei caratteri)
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salva il file che stai componendo con LyX (leggi: prima lo abbandoni, prima vivi felice) in formato LaTeX (è una cosa che si può fare con LyX, ma non so se si chiami Salva LaTeX o Esporta LaTeX; non uso più LyX, che in realtà non ho mai usato per comporre, da molti anni).
Apri il file con estensione .tex che ottieni col metodo detto sopra, copia il preambolo da \documentclass fino a \begin{document} e allegalo al tuo messaggio.
Sembrerebbe che tu nella pagina successiva a quella di quel paragrafo abbia un oggetto di grandi dimensioni non separato dal testo, da nessuno spazio leastico o da un ambiente mobile come l’ambiente figure.Il posizionamento “qui se possibile” non dovrebbe mai venire usato, per lo meno non da solo; devi dare a LaTeX altre possibilità, ma non ho idea di come LyX inserisca le figure nel suo file esportabile in formato LaTeX.
Un’altra prova che potresti fare una volta esportato il file in formato LaTeX, diciamo che si chiami LaMiaBellaTesi.tex, apri un terminale o finestra comandi o prompt dei comandi, con il comando cd spostati nella cartella dove si trova il main file LaMiaBellaTesi.tex, scrivi dento quella finestra comandi il comando pdflatex LaMiaBellaTesi, premi il tasto invio e vedi se ti produce il file pdf. Se sì, allora scrivi il comando
LaMiaBellaTesi (al posto diopen); vedi se anche con la compilazione diretta senza passare attraverso LyX, il difetto della pagina si presenta ancora.
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Ti eri spiegato benissimo, tranne che il nome “Università degli Studi di Trento”, facente parte del logo dell’università, NON è il nome della facoltà. E il pacchetto frontespizio, così come la classe toptesi non implicano l’obbligo di inserire il nome della facoltà, tanto più che con l’ultima riforma universitaria in quasi tutti gli atenei le facoltà non esistono più.
Se mi consenti, dopo 45 anni di vita universitaria conosco la differenza fra il nome della facoltà e il nome dell’università.
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È vero; i programmi del mondo di TeX non compongono a griglia. In realtà non conosco abbastanza ConTeXt da poter estendere questa affermazione a “tutti” i programmi di composizione, ma so che ConTeXt veniva e viene usato proprio per la tipografia professionale, almeno per certa tipografia professionale.Ma dobbiamo porci alcune domande la prima delle quali è fondamentale e racchiude ogni altra domanda; è corretto comporre sempre e comunque a griglia?
Finché si tratta di puro testo anche pdfLaTeX compone a griglia; un romanzo viene composto a griglia perché non contiene elementi che ne impediscano l’uso.
Finché si tratta di documenti di solo testo non ci sono problemi; con qualche minimo aggiustamento per i titoli fuori testo si può rispettare la griglia. Ho composto documenti per la carta legale (o bollata) con scartamento di 10mm esatti; non ho avuto problemi; ma i documenti legali non sono modelli di buona tipografia. Sono documenti tecnici che devono rispettare determinate regole prescritte dalla legge.
Quando usciamo dalla tipologia dei romanzi e della carta bollata ma pensiamo a testi cono numerose inserzioni fuori testo, dalle figure a piena pagina, a equazioni e sistemi di equazioni, tabelle, e via di questo passo, la struttura a griglia non va bene; se la rispetti hai spazi attorno agli elementi fuori testo o troppo grandi o troppo piccoli, anche se le righe del recto e del verso dello stesso foglio si sovrappongono esattamente viste in controluce.
Quindi sarei del tutto contrario a definire la bella tipografia, quella professionale, come la tipografia a griglia. Non ne discuto certi pregi, ma non posso dimenticare i difetti.
Ho prodotto diversi testi di elettronica e di teoria dei circuiti (quindi con molto materiale formato da cose diverse dal testo puro); la casa editrice che me li ha pubblicati non solo ne è rimasta completamente soddisfatta, ma mi ha commissionato una classe LaTeX che ha adottato come elemento distintivo dell’immagine dei suoi testi e delle sue pubblicazioni in generale; ci pubblica anche testi di architettura e testi di storia dell’arte. Tutti soddisfatti.
Ho costruito classi anche per altre case editrici; con una in particolare e stato composto il Manuale per l’ingegnere; il prontuario per l’ingegnere e anche un altro Prontuario per il geometra; ne ho scritto in un mio articolo su ArsTeXnica; non occorre che faccia il nome di questa storica casa editrice, perché i titoli delle opere lo indicano da soli. Impossibile comporre a griglia, ma possibilissimo comporre tutto con pdfLaTeX in modo professionale e all’altezza della fama di quella casa editrice.
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Ai programmi di composizione del sistema TeX importa che un’immagine sia un’immagine, non che cosa contenga, Quindi l’immagine che hai allegato al messaggio che contiene il logotipo, cioè sia il logo sia il marchio, va benissimo e non ci sono problemi di omologazione.Il problema, quindi non è l’immagine, ma dove il pacchetto frontespizio mette l’immagine che chiama “logo”. A me pare di ricordare che di default metta il logotipo nell’angolo superiore sinistro e scalato adeguatamente, ma la documentazione spiega se si può mettere altrove; quello è il posto dove vedere se si può fare.
Certamente con al classe toptesi si possono sempre soluzioni diverse per la posizione del solo marchio o del logotipo, comunque sempre centrate nella larghezza delle pagina (leggere con texdoc il file topotesi-it); La classe toptesi nelle intenzioni dovrebbe andare bene per ogni università italiana e straniera, anche se è stata creata inizialmente per il Politecnico di Torino (ingegneria) ma la prima modifica che ricevette fu per l’università di Trieste facoltà di lettere antiche; poi modificata ancora per le tesi dei tre livelli e anche per gestire tesi epr lauree di doppio titolo con i programmi Erasmus. Se però non piace il frontespizio personalizzabile, toptesi consente di rifarsi al pacchetto frontespizio. Come classe, quindi, è piuttosto elastica, anche se non è configurabile per quel che riguarda la geometria della pagina, come non sono configurabili, in pratica, tutte le classi per comporre tesi.
nel tuo caso sono convinti che la classe toptesi, almeno per il frontespizio, andrebbe benissimo, ma non ocnosco le altre prescrizioni per le restanti parti del frontespizio, quindi è possibile che nemmeno toptesi fava bene.
Nota: nella documentazione di toptesi è anche indicato come comporsi un frontespizio personalizzato in tutto e per tutto; c’è un esempio per una tesi composta in landscape, quindi…
14 Ottobre 2015 alle 8:31 in risposta a: modificare l’aspetto del numero per ogni item bibliografico #103539::
Io con questo esempio minimo complabile ottengo i numeri della bibliografia al posto giusto`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex\documentclass{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern,textcomp}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english]{babel}\def\vv<#1>{\textlangle#1\textrangle}
\makeatletter
\renewcommand\@cite[2]{%
Ref.~#1\ifthenelse{\boolean{@tempswa}}
{, \nolinebreak[3] #2}{}
}
\renewcommand\@biblabel[1]{#1.}
\makeatother\let\originalbibitem\bibitem
\newcommand{\mybibitem}[1]{%
\stepcounter{enumiv}\originalbibitem[\vv<\arabic{enumiv}>]{#1}}\usepackage{cite}
\usepackage{amssymb}
\usepackage{ifthen}
\usepackage{footmisc}\begin{document}
Voglio citare \footnote{\citen{schroder}} e citare \footnote{\citen{serret}} e citare \footnote{\citen{schroder1}} e citare ancora \footnote{Non lo so}.
\begin{thebibliography}{99}
%
\bibitem{schroder} Ernst Schr{\”o}der, \emph{Vorlesungen {\”u}ber die Algebra der Logik}, Teubner, Leipzig, 1901.
%
\mybibitem{serret} \hspace{-3pt}Alfred Tarski, On the Calculus of Relations, \emph{The Journal of Symbolic Logic}, (6), 3, (1941), 73–89.
%
\bibitem{schroder1} Ernst Schr\”oder, \emph{Der Operationskreis des Logikkalk\”uls}, Teubner, Leipzig, 1877.
%
\end{thebibliography}\end{document}`Cioè i numeri della lista bibliografica sono allineati correttamente come desideri.
Nota che ho usato per le parentesi uncinale i comandi \textlangle e \textrangle che non comportano il passaggio alla matematica, ma richiedono solo il pacchetto textcomp. Ma non credo che fosse quello il motivo per il quale la cosa prima non funzionava.
Onestamente non ho capito perché non funzionasse.
Certo è che usando il pacchetto cite le citazioni si complicano non poco, anche se forse le citazioni multiple di tipo numerico sono formattate meglio; ma è altrettanto certo che le citazioni vengono eseguite con comandi fragilissimi dovuti al fatto che il pacchetto contiene un’infinità di macro per scomporre la lista di citazioni in ordine alfabetico e numerico, e per comprimere gli intervalli numerici. Sei sicuro di volere usare il pacchetto cite e il suo comando \citen?
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Cara Cosmea,
è difficile dire se le impostazioni che hai messo per geometry e per lo stile di composizione dei capitoli, paragrafi e sotto paragrafi imiti sufficientemente bene le prescrizioni del tuo relatore.Ti posso fare solo alcuni commenti.
1) la definizione che hai creato per l’ambiente abstract mi sembra dubbia:`\pagestyle{empty}
\newenvironment{abstract}%
{\cleardoublepage\null\vfill\begin{center}%
\bfseries\abstractname\end{center}}%
{\vfill\null}`Mi spiego: se il sommario deve essere una cosa breve, meno di una pagina, allora io toglierei [tt]\pagestyle{empty}[/tt\ prima della definizione , ma metterei dentro al definizione fra i comandi di apertura [tt]\thispagestyle{empty}[/tt] con la sicurezza che lo stile empty non si rifletta su altra pagine. Altrimenti se il sommario superasse la pagina, preferirei indicare quello stile quando uso l’ambiente abstract.2) titlepage è l’opzione di default per la classe book e non occorre indicarla.
3) polutonikogreek purtroppo è ancora indicato così sull’Arte di scrivere con LaTeX la cui versione attualmente disponibile risale al 2012. In questi tre anni sono cambiati molto sia babel, sia il modulo per il greco. In particolare “polutonikogreek” oggi è fortemente sconsigliato, anche se è ancora disponibile per compilare vecchi sorgenti. Oggi il greco si specifica con i modificatori e si scrive greek.monotoniko oppure greek.plutoniko oppure greek.ancient (monotoniko è la variante di default); polutoniko si riferisce alla lingua maodrna scritta con la varietà di accenti completa; ancient si riferisce al greco classico, e suppongo che questo sia il tuo desiderio per comporre qualcosa in greco. Ti suggerisco di leggere le prime pagine della documentazione di babel (comando texdoc banel nella finestra comandi o terminale che dir si voglia) e diverse documentazioni relative al greco con texdoc babel-greek, texdoc textalpha e altre citate nei documenti predetti.
4) Ti suggerirei di NON usare direttamente l’ambiente thebibliography; oggi è decisamente preferibile gestire un database bibliografico (file con estensione .bib) da creare con le informazioni necessarie e accessorie richieste per ciascun tipo di pubblicazione (vedi L’Arte di scrivere con LaTeX) e gestirne l’estrazione mediante il programma biber che crea esso stesso l’ambiente thebibliography con le varie parti adatte per i vari stili di citazione e di riferimento.
5) Lo stile delle pagine e la stampa solo fronte sono adatte forse ad una lettera commerciale, non ad una tesi; la tesi è e potrebbe essere un testo di consultazione, quindi le indicazioni delle testatine sono indispensabili per una buona navigazione del testo; un indice non è sufficiente. La stampa solo fronte, oggi, è considerata uno spreco di carta e quindi non è ecocompatibile — con la terminologia di oggi non è corretta come comportamento civile, e gli anglosassoni la definirebbero “not politically correct”.
Commento finale: Perché mai il relatore dovrebbe “caldamente suggerire” di attenersi ad un modello Word? Word è un ottimo word processor per svolgere lavoro di tipo burocratico e commerciale, ma non è un programma di tipocomposizione anche se usato molto bene permetterebbe di creare dei testi stampabili, come romanzi e cose del genere.
Ma una tesi di laurea non è un romanzo, quindi lo stile commerciale caldamente suggerito dal relatore non è adatto; non solo ma la tesi non è del relatore, ma del laureando e questo ha il sacrosanto diritto di comporla come meglio crede; certo evitando errori pacchiani; certo strutturando il testo in modo professionale; certo facendo una cosa seria com’è e deve essere una tesi di laurea. Purtroppo ci sono molti prof universitari che pensano di essere gli unici depositari del sapere, non solo della loro disciplina, ma di tutto lo scibile umano 🙂 e non si rendono conto, invece, di non sapere. La consapevolezza di non sapere è la massima virtù del saggio.Scusami lo sfogo…
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Non mi pare una cosa terribile da fare, ma onestamente non ho capito se devi fare due tabelle di 8 celle ciascuna in cui ogni cella contenga una “scatola” contenente una formula; oppure se devi produrre una tabella con 8 celle di cui tutte contengano testo o numeri, ma la cella evidenziata con lo sfondo colorato e solo quella, debba contenere una formula.Il corpo 6 è troppo piccolo perché una formula venga bene, in quanto è difficile avere i pedici in corpo 4.2 e i pedici dei pedici in corpo 3… 😯 Naturalmente dipende dalla formula, ma in linea generale i simboli delle formule hanno dei pedici, talvolta anche dei pedici di secondo livello.
Il font Arial, ovviamente non va bene per la matematica, perché le norme ISO-UNI impongono font con grazie; comunque impongono font fatti apposta per per la matematica e i font Arial che si possono usare con pdfLaTeX non sono fatti apposta per la matematica.
Quello che potresti fare se si tratta di due tabelle con otto celle tutte 8 piene di matematica da confinare in rettangolini di 48mm per 30mm, potrebbe esserlo di comporle in file a se stanti con font normali, magari con la classe standalone, che te le produce già scontornate e in formato PDF. Poi le immetti in una pagina del tuo documento mediante il pacchetto pdfpages, che ti permette di mettere ordinatamente tante pagine PDF adeguatamente scalate in una sola pagina, specificando fattori di scala e distanze orizzontali e verticali. Devi leggere la documentazione dei pacchetti standalone e pdfpages (terminale o prompt dei comandi; comando texdoc
(ovviamente al posto di metti il nome del pacchetto di cui vuoi leggere la documentazione); premi il tasto Invio e leggi. Con standalone e pdfpages si fanno cose egregie. Inizialmente richiedono un po’ di attenzione, ma poi ci si prende la mano e la cosa diventa quasi naturale.
13 Ottobre 2015 alle 14:12 in risposta a: modificare l’aspetto del numero per ogni item bibliografico #103537::
Pazienza, ci ho provato, ma non vorrei spendere del tempo per mettere a punto una svogliatura bibliografica, prescritta o no dal relatore.Le liste bibliografiche sono cose serie, specialmente se le si vuole comporre in modo automatico; componendole a mano, come si dovrebbe fare con Word o con Writer, si possono fare tutti i pasticci che si desiderano, anche tipograficamente scorretti. Certo, se il relatore non ha mai usato un programma automatico di elaborazione di testi non sa cosa pretende dai sui lureandi. Per giunta per una tesi che non è la oro, ma di ciascuno dei loro laureandi; ognuno di questi compone la sua bibliografia come meglio crede, specialmente se si affida ad un programma di composizione automatico professionale come LaTeX+biblatex+biber
Se vai a vedere in biblioteca il testo della norma UNI relativa alla composizione delle liste bibliografiche, vedrai che le parentesi uncinate o i caporali semplici non vengono mai nominate fra le componenti di queste liste.
Piuttosto fai due liste distinte una per quei riferimenti che richiedono la notazione normale, e un’altra per quella che richiederebbe la notazione speciale che stai cercando di realizzare. Dai un titolo diverso alle due bibliografie e vedrai che la cosa si risolve da sola.
13 Ottobre 2015 alle 6:56 in risposta a: modificare l’aspetto del numero per ogni item bibliografico #103535::
Se dicessi come componi il frontespizio e magari allegassi un’immagine del frontespizio-modello che l’ateneo richiede, ti si potrebbe dare una mano, ma così, con quel poco che dici non si saprebbe da dove cominciare. Di solito la cosa è semplice, e per questo di solito nel forum non se ne parla, ma se il tuo ateneo ha delle specifiche molto stringenti con font specifici e con dimensioni particolari, la cosa potrebbe rivelarsi più complicata del solito.
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