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Sono Anni che non uso più winedt che sotto certi aspetti rimpiango un poco. Avevo anche contribuito con una donazione di un buon numero di euro allo sviluppo di quel software e avevo suggerito anche dei piccoli miglioramenti che furono accettati e integrati nel software. Ma è dal 2006 che non uso più Windows e sono contento così.
Lasciando perdere i discorsi nostalgici di tanti anni fa, se non mandi un minimo di informazioi come avevi fatto per il problema che hai risolto aggiornando MiKTeX, è difficile capire perché non esegue bibtex. Potrebbe essere “colpa” di winedit che nonè configurato bene in merito al percorso da seguire per eseguire i file .exe di MiKTeX; potrebbe essere MiKTeX che non è configurato bene in merito a quei percorsi. Se lanci bibtex da terminale funziona o non fa nulla?
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Daniele, passare da pdfLaTeX a LuaLaTeX e banale a meno che tu non voglia usare dentro il tuo file sorgente delle espressioni che usano lo script Lua; Io uso LuaLaTeX quasi sempre, da un paio d’ǹni, anche se continuo ad aggiorna la GuidaGuIT (vedi sezione Documentazione) dove si parla anche dei font e non dovresti avere difficoltà a capire come agire.In sostanza il preambolo va modfiicato un poco al fine di gestire le lingue e gestire i font OpenType.
1) Lingue; puoi continuare ad usare babel, ma io ti suggerirei di usare polyglossia che, sendo me, è più facile da usare di babel. Ti suggerisco non solo di leggere la documentazione di polyglossia ma anche di vedere alcuni esempi in altri documenti, per esempio, la documentazione di TOPtesi contiene un esempio di applicazione di tesi comaposta con lua latex: da termnale puoi dare il comando texdoc toptesi-example-luatex ma mentre la classe toptesi riconosce da sola con quale programma di compilazione si sta lavorando, e imposta essa stessa la lingua con polyglossia, IIn particolare ogni lingua con le sue opzioni `e caricata con singoli statement, invece che con una lista di nomi fra le opzioni come fa babel; ma con Polyglossia è possibile cambiare opzioni con alri statement di impostazinidi lingua già imposta anche a metà documento, mentre con babel è difficilissimo cambiare opzionil file sorgente di quel documenti che ti ho indicato sopra (che si trova in texmf-dist/doc/late/toptesi/) e, ovviamente, si chiama toptesi-example-luatex.tex (se sei su Windows usa la funzione Cerca dell’Explorer, per trovare queto file) e vedi come impostare i file OpenType, in particolare alcuni fonti testuali della collezione TeX Gyre, e i font matematici associati.
2) Font; nela risposta precedente ti ho mostrato un esempiodi file che carica i font estuali e matemai della collezione TeX Gyre; questa collezione è piuttosto vasta e contiene font graziati di vari disegni (cioè che imitano i Times o i Platino, o gli Helvetica, eccetera.
Ti consiglio però, di prendere inconsiderazione i Palatino estesi OpenType (che non sono i mathpazo e compagnia che hai usato nel tuo documento) ma di usare ii recentissimi NewComputerModern e NewComputerModern Math, entrambi OpentType, che sono omogenei fra di loro, permettono di comporre in caratteri latini, cirillici, greci e copti; contengono circa 1600 simboli matematici in più del Latin Modern Math, Potrai leggerne una dettagliata esposizione in un articolo di Frank Mittelbach che comparirà nel numero di aprile 2022 di ArsTeXnica Con i font Opentype invece de singoli pacchetti epr i font in generale bisogna usare il pacchetto fontspec per impostare i font, e il pacchetto unicode-math per impostare i font matematici. Ci sono anche pacchetti che riconoscono da soli il tipo di motore che. Gli Stix e Stics math sono molto ricchi di segni, ma personalmente preferisco i NewComputer Modern
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Le tesi in doppia laurea sono sempre un problema perché la gestione delle tesi cambia da ateneo ad ateneo, sia in Italia sia all’asero.
Al poli di Torino la regola era che si sciveva una sola tesi nella lingua dell’Ateneo di origine, inserendo un “sommario” deciamente lungo, non la solita paginaetta, nella lingua dell’università ospitante. questo sommario non aveva bisogno di un frontespizio, anche se non era vietato mettervi un titolo appariscente e ripetendo sotto il nome del laureando e dei supervisori, per poi proseguire con una trentina di pagine contenenti una sintesi della tesi, senza formule o figigurealle quali era possibili riferirsi con collegamenti ipertestuali all versione nella lingua principale. La tesi conteneva una singola bibliografia.Nel tuo caso sembrerebbe che tu possa comporre un frontespizio (con il pacchetto frontespizio o con qualunque altro pacchetto) in tedesco separatamente dalla tesi in italiano. Nella tesi in italiano importi il frontespizio tedesco facendo uso delle funzionalità del pacchetto pdfpages.
Poi le cose possono diventare diversamente facili o difficili; ci sono classi per la composizione di tesi che sono state pensate per le tesi in doppia laurea o di programmi di scambio internazionale come quelle di Erasmus Mundus, dove erano coinvolti 4 atenei. La soluzione era quella di fare un unico frontespizio con due o più loghi; una di queste classi era appunto quella del Poli di Torino,che non a caso si chiama TOPtesi (TOP: TOrino Politecnico). È chiaro che le soluzioni non erano costituite da 2, o 3, o 4 frontespizi. Vale la pena leggere la documentazione italiana con il comando da terminale texdoc toptesi-it, e andando a cercare le parti che riguardano le lingue. Solo per avere idee sulle varie soluzioni possibili; non è un invito a cambiare classe.
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Ottima analisi e la spiegazione è convincente; solo che XeLaTeX e LuaLaTeX talvolta usano comandi diversi.
Mi viene in mente il pacchetto imakeidx; Per un o’ ha funzionato correttamente con entrambi i programmi, poi a un certo punto ha smesso di funzionare con LuaLaTeX; Enrico ha aggiunto il codice necessari e quel pacchetto ha ripreso a funzionare regolarmente.
Se si legge la documentazione di fontspec si trovano anche lì delle cose adatte per XeLaTeX ed altre che funzionano apposta per LuaLaTeX.
Non è immediato il passaggio dell’uno all’altro compilatore; LuaLaTeX ha senz’altro delle funzionalità più estese, ma quando bisogna entrare nei meandri del linguaggio Lua le cose, per me diventano veramente difficili. Per carità, non è che LaTeX3 sia più facile ma mi da la sensazione che sia più nella tradizione del programma TeX.
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La strada è quella, ma la feature non si chiama PetiteCapitale; non ho idea di come si chiami, bisognerebbe vedere l’EBGaramond quali specifiche di varianti accetta con codici di quattro simboli alfanumerici; la cosa è descritta nel file di Enrico Gregorio di tanti anni fa, almeno 15, nel quale introduce gli utenti GuIT a XeLaTeX; insegna dei comandi da terminale che permettono di ottenere qualunque informazione relative a un dato font.
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A me non verebe mai in mente di usare dello stesso font due versioni dverse di una data forma, diciamo small caps e petire capital. Quindi non ho nessuna esperienza in merito; quello che dico qui sotto potrebbe essere completamente sbagliato. Ma ci provo.Tuttavia il paragrafo 3 e il paragrafo 4.1.1 della documentazione del pacchetto fontspec dicono diverse cose a questo proposito; in particolare l’esempio 7 nel paragrafo 3 mostra una cosa diversa, ma indica una maniera di pecificare quelle delle dure forme riferirsi mediante il comando addfontfeature. Sembrerebe dunque che lo stesso font che abbia diverse varianti possa essere usato in entrambi i modo ll’interno dello stesso documento. Bisogna crearsi dei comandi appositi per scegliere fra diverse forme, o meglio per usare ocmandi diversi per forme diverse, ma per chi è interessato
5 Febbraio 2022 alle 16:25 in risposta a: Due o più titlepage senza riavviare la numerazione #120830::
Non usare titlepage; usa il comando \part; eventualmente ridefinisci per l’italiano (se questa è la lingua principale) il nome Parte, con, per esempio, un argomento vuoto,; siccome probabilmente non vuoi le parti numerate ridefiininsci \thepart, in modo che non scriva niente. ma invece di dare il comando \Part{Gicaomo, scrivi \part{Epistola di Giacomo}; le parti, non hanno la numerazione che riparte da 1, ma hanno una pagina di stacco dove, se fai quello che ti ho consigliato, ti appre esattamante quelo che hai inserito nell’argomento di \part.
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Nella documentazione di enumitem: terminale: comando texdoc enumitem; premere Enter/Invio/Return, comunque si chiami il testo sulla tua tastiera; leggere. Semplice, no?Tanto per palare di impostazioni io userei noitemsep, invede di nosep.
Ma per conoscere la differenza nel dettaglio devi consultare la documentazione del pacchetto.
1 Febbraio 2022 alle 22:38 in risposta a: Modifica del colore del numero totale pagine in europecv2013 #120815::
Io ho appena aggiornato. Ho provato a compilare un programma con pdflatex; nel log dice di avere caricato expl3.sty; guardato il sorgente di expl3.sty he ha la data 2022/01/21. Prima di aggiornare aveva la data 2022/01/12. Quindi direi che quello che ti succede dipenda appunto da un aggiornamento difettoso. Prova a riaggiornare oggi.
31 Gennaio 2022 alle 22:34 in risposta a: Modifica del colore del numero totale pagine in europecv2013 #120811::
Infatti; ma ti ho già detto che devi modificare le opzioni di hyperref; leggine la guida dove c’è scritto tutto quel che occorre; come abbiamo detto molte volte per leggere la documentazione basta aprire un terminale o prompt dei comandi, come si chiama sotto Windows, scriverci dentro il comando [tt]texdoc[/tt] seguito dal nome del pacchetto di cui vuoi leggere la documentazione; poi premi il tasto Enter/Return/Invio a secodna di come si chiama con la tua tastiera e leggere; nel tuo caso il comando completo è [tt]texdoc hyperref[/tt]. Non è una cosa complicata. Capisco, la documentazione è quasi tutta in inglese (non è una buona scusa per on leggerla) e talvlta si tratta di centinaia di pagine; si impara presto a consultare l’indice generale e gli indici analitici per arrivare rapidamente a trovare quello che interessa.
Come sai,in questo forum non dovrebbero essere spiegate le cose che si trovano già nella documentazione; hai sottoscritto il tuo impegno quando ti sei iscritto al forum. Questo non vuol dire che non si dia una mano ai neofiti, ma i neofiti dovrebbero dopo un po capire qual è il meccanismo per non perdere tempo ad aspettare risposte dopo ore e forse giorni da quando si è inviata la richiesta di aiuto.
31 Gennaio 2022 alle 8:44 in risposta a: Parentesi e parole in corsivo: una questione di spaziatura #120804::
Se usi \emph devi mettere i due \/ dentro emph a contatto con il corsivo.
A me questo codice`\documentclass[12pt]{article}
\newcommand\incisocorsivo[1]{(\emph{\/#1\/})}\begin{document}\Huge
\incisocorsivo{jf}
\end{document}` dà il risultato voluto, anche se la correzione italica dà uno spazio leggermente maggiore a destra della f, rispetto a quello alla sinistr adella j. Può darsi che dipenda dalla metrica del font Computer Modern, quello di default, ma non ho provato con altri font.PS: ho provato con i newtxtext (Times) e con i newpxtext (Palatino) e non funziona a causa delle metriche. Con i Latin Modern funziona correttamente.
PPS: effettivamente con i new**text font la soluzione che proponevo non funziona, ma, peggio ancora, la soluzione che proponevo non serve a nulla, perché la definizione di \emph e delle sue macro subalterne, come descritte nel file latex.ltx (il codice sorgente del formato LaTeX), contiene già di suo il controllo della correzione italica di sinistra e di destra. Quindi dimentica ciò che ho scritto. La soluzione di aggiungere a mano un pochino di crenatura diventa l’unica soluzione valida. Cambiare la metrica dei font, come suggerisce @samiel, probabilmente ha anche degli effetti collaterali se non la si fa alla perfezione tenendo conto delle adiacenze della j e della f con qualunque altro carattere che presenti questi problemi; l’editing dei font, anche disponendo degli strumenti giusti, è delicatissimo; basta un niente per rovinare un font. Certo si può lavorare su una copia diversa, in modo da non rovinare l’oriiginale, ma richiede molta professionalità che io stesso, che mi considero una persona con una lunga dimestichezza con i caratteri (ne ho disegnati alcune centinaia), non ho assolutamente.
30 Gennaio 2022 alle 21:33 in risposta a: Modifica del colore del numero totale pagine in europecv2013 #120809::
OK. \lastpage non c’è, ma c’è `\ref{TotPages}`; l’etichetta TotPages è generata da un \label posto dopo la fine dell’ultima pagina, quando può raccogliere il numero corrispondente all’ultima pagina. Ma \ref genera un collegamento ipertestuale come tutti i comandi \ref, \label, \pageref e compagnia. Il pacchetto hyperref di soito colora di rosso gli “hyperlink}. Vai più in basso dove si chiama il pacchetto hyperref e infatti vedi che fra le opzioni c’è [tt]colorlinks=true[/tt]. sostituisci false a true e il tuo problema dovrebbe essere risolto. L’hyperlink c’è ancora, ma non è colorato.
30 Gennaio 2022 alle 15:53 in risposta a: Modifica del colore del numero totale pagine in europecv2013 #120807::
A me non risulta che TeX Live distribuisca europecv2013; distribuisce un pacchetto europecv che è stato aggiornato nel 2021; comunque 2021nin fa parte del nome del pacchetto. Quindi non mi è possibile aiutarti, perché non dispongo della classe che hai modificato.Un piccolo suggerimento; prova nella tua classe a cercare il comando \lastpage; se lo trovi, trovi anche dove è indicato di comporlo in rosso; a quel punto sai quale comando devi ridefinire.
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