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Premesso che è la prima volta che sento qualcuno che vuol indicare il supervisor/relatore nella tesi, per giunta una tesi di dottorato, se proprio ci tiene usi il tipo @phdthesis e caso mai il campo note. Il nome del relatore in maiscoletto lo scrivi racchiudendolo nell’argomento di \textsc.Ma secondo me, a parte l’uso del tipo giusto, il relatore non è da citare. Sempre secondo me non sarebbe da citare nemmeno il direttore della scuola di dottorato, o il rettore dell’ateneo o il preside. La tesi è del dottorando, del laureando del baccellierando, e gli altri non hanno nulla a che vedere, anche se la loro esistenza o supervisione è indispensabile oltre che prescritta dalla legge.
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Così non va, perché senza un esempio minimo compilabile, non si riesce a fare nulla.Un esempio minimo compilabile (EMC) e un tratto di codice compilabile che comincia con \documentclass e finisce con \end{document}. Contiene tutto il minimo necessario per compilare replicando l’errore. mi scuso di non essere stato chiare nel mio precedente messaggio.
Tant’è che il file style.sty contiene le tue impostazioni, presumo, ma non sapendo he cosa contenga non sono in grado di replicare nessun errore.
Ho dovuto inventarmi qualche cosa per rendere compilabile il tuo schema, e l’ho scritto prima della riga commentata relativa al pacchetto style. Ho sostituito il logo di Milano Bicocca, con quello del Politecnico di Torino, visto che ho questo e non quello, ma se vuoi usare il mio codice, commenti la riga con logopolito e de-commenti la riga con logo-bicocca. (nota che io non uso l’estensione per l’immagine; lavorando con pdflatex, questo programma sceglie da solo l’estensione giusta fra pdf, png, jpg,mps e eps, ammesso che nella cartella delle immagini ci sia un’immagine con una delle estensioni giuste; se ce ne sono più d’una, usa la prima che trova).
Per il resto il tuo codice contiene una serie di ripetizioni e di gruppi inutili, oltre a dei fine riga con spazio opzionale che non sono seguiti da nessuna riga — errore, ma si tratta di un errore che non ha nulla con il tuo problema.
Resta il fatto che con il file modificato come vedi sotto, non si presenta nessun errore; il logo risulta allineato in mezzeria con l’elenco affiancato, ma non ci vuole la riga bianca dopo la minipage del logo, altrimenti si disallineano, né ci vogliono spazi spuri che precludono l’allineamento. Sei sicuro che il nome dell’ateneo vada composto con un font chiaro mentre quello del dipartemento e del corso di laurea vadano in font scuro? A me parrebbe che sia opportuno fare il contrario. Tuttavia questi sono pareri personali e tienine o non tenerne conto visto che sono pareri non richiesti.
Ho la sensazione che nel tuo file style, tu abbia invocato geometry che è abbastanza incompatibile con la classe scrreprt. In ogni caso senza disporre delle tue impostazioni personali è difficile/impossibile replicare l’errore e capire da dove viene.
`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[12pt,a4paper]{scrreprt}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lmodern}
%\usepackage{style}
\usepackage{subfig}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{wrapfig}
\usepackage{chemfig}
\usepackage{textgreek}
\usepackage{mparhack}
\usepackage{caption}
\captionsetup{tableposition=top,figureposition=bottom,font=small}\begin{document}
%\newgeometry{margin=1.5cm}
\begin{titlepage}
% minipage del logo
\begin{minipage}[c][0cm][c]{0.30\linewidth}
% \includegraphics[width=0.9\textwidth]{./images/logo-bicocca.jpg}
\includegraphics[width=0.9\textwidth]{./images/logopolito}
\end{minipage}
% minipage header testo
\hfill
\begin{minipage}[c][6cm][c]{0.67\linewidth}
\begin{center}
\Large Università degli studi di Milano Bicocca \\[5mm]
{\bfseries Dipartimento di Scienze dei~Materiali \\[5mm]
Corso di laurea in Scienza dei~Materiali}
\end{center}
\end{minipage}\vspace*{3cm}
% titolo
\begin{center}
\rule{\linewidth}{0.5mm} \\[4mm]
\huge \bfseries Titolo tesi \\%[1mm]
\rule{\linewidth}{0.5mm}
\end{center}% relatore e corelatore
\vspace*{25mm}\begin{flushleft}
{\large \textbf{Relatore}: prof. R S }
\end{flushleft}\vspace*{14mm}
% nome
\begin{flushright}
\large
\textbf{Laureando} \\[4mm]
Leo \\[0.2cm]
Matricola
\end{flushright}% anno accademico
\vfill
\begin{center}
\large \textbf{Anno accademico 2014-2015}
\end{center}\end{titlepage}
%\restoregeometry
\end{document}`
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Benvenuto nel forum.Difficile dire che cosa ti sia successo quando hai cancellato la tabella troppo grande.
A intuito direi che per sbaglio hai cancellato anche qualche cosa d’altro.
Bisogna isolare l’errore e mostrare, se fosse il caso, il codice che lo produce.
1) Per prima cosa cancellerei tutti i file ausiliari e ricompilerei. Se l’errore svanisce, ha risolto. Altrimenti proceda.
2) cominciando dal fondo e andando indietro non includa nessun file .tex; se la tesi è in un solo file, cominciando dal fondo inserisca dei comandi [tt]\end{document}[/tt] via via finché l’errore non si manifesta più. È probabile che debba risalire fino al frontespizio, ma non importa. Se arriva addirittura a ridosso di [tt]\begin{document}[/tt] l’errore è nel preambolo. Controlla il preambolo, e se non capisci dove è l’errore, allega l’intero preambolo (fra i debiti tag per evidenziare il codice) ad un messaggio, e vi metti anche almeno il codice per il frontespizio (mascherando i tuoi dati sensibili) e alleghi anche una immaginetta qualunque, di pochi kibibyte, altrimenti non la puoi allegare.Non escludo che il preambolo contenga delle ingenuità o degli errori, come per esempio, nel codice che hai mostrato, [tt]\begin{figure}[!][/tt], dove il punto esclamativo da solo non vuol dire niente.
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Guarda più avanti e c’è il numero di pagina. Combinazione fra i miei file .log non ne trovo uno con una underfull vbox; ti mostro un esempio di underfule hbox:`Underfull \hbox (badness 1888) in paragraph at lines 1–93
\EU1/PalatinoLinotype(0)/m/n/10 gesetzmäßig so lange suspendiert,
[][14]`La prima coppia di parentesi indica che sta parlando di una scatola; la seconda contiene il numero della pagina che ha appena emesso, e quindi quella scatola poco piena è stata incontrata mentre componeva la pagina 14.
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È tutto spiegato nella guida tematica Il LaTeX Reference Manal commentato scritta in italiano, liberamente scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito.
Tra l’altro, quella guida non è altro che la traduzione (commentata) di quanto ha scritto Leslie Lamport, il papà di LaTeX, nel 1994; rappresenta l’ABC che ogni utente di LaTeX dovrebbe conoscere alla perfezione; se poi ci sono cose migliori pubblicati in questi oltre 20 anni, tanto meglio. Ma quella guida è fondamentale.
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CTAN potrebbe essere adatto anche epr file batch, ma potrebbe anche essere inadatto.CTAN è un archivio che comprendete tutto ciò che ha a che vedere con il sistema TeX per utenti di tutto il mondo; richiede una forma particolare di upload caratterizzato da quattro parti distinte:
1) il codice vero e proprio.
2) la documentazione in inglese.
3) il file manifest.txt con le parti legali e altro che possa essere utile.
4) il file testuale README (senza estensione txt) che contien le istruzioni per installare il contributo sulla propria macchina o per indicare ai mauntentori di TeXLive come distribuire/installare il contributo quando viene installato TeXLive; il curatore di MiKTeX attinge da questi dati per adattarli a quella particolare installazione.Ora in rete, su CTAN ci sono diversi contributi per la gestione degli scritti biblici. Quidni anche i tuoi file batch, anche se non sono espressamente e selettivamente dedicati al sistema TeX, sono comunque utili perché sono in grado di aggiungere un certoamrk-up di tipo LaTeX a dei file txt contenenti brani biblici.
Ma…
Il problema è che i file batch sono esclusivi per certe piattaforme: ci`ø che va bene per Windows non va bene per Linux; non è detto che ci`ø che va bene per Linux vada altrettanto bene per Mac.
Direi che usando TeXLive, il linguaggio di scripting Perl potrebbe essere abbastanza “universale”; anche se non è un linguaggio installato di default sulle macchine Windows, ne viene installata una parte “essenziale” per poter installare su quelle piattaforme la versione di TeXLive adatta. Non ha l’intera forza del Perl completo che gira sulle macchine Linux e Mac.
Su Windows potrebbe essere necessario installare l’emulatore UNIX CygWin per poter usare linguaggi come bash o python o simili altri linguaggi. Si potrebbe evedere se i tuoi file batch possono essere riscritti in termini dle linguaggio Lua; nel qual caso lualatex potrebbe gestire tutto quanto da solo e la cosa potrebbe essere ancor più legata al sistema TeX.Vedi dunque che i problemi sono tanti a voler fare le cose attraverso CTAN. Sembra che gli olandesi abbiano messo su un sito dove chiunque chiunque puoi caricare materiale non ancora accettabile per CTAN ma comunque legato da vicino o da lontano al sistema TeX, compresi i motori di composizione ConTeXt e Aleph. Non ricordo il nome del sito, mi spiace.
Qui il GuIT non ha mai voluto (ancora) attrezzare un’area di up/download per materiale di interesse italiano; ma ha attrezzato un sito per github che viene usato molto. Siccome io non lo uso non sono in grado di darti un indirizzo web, ma c’è nella sezione Documentazione sotto sezione Guide Tematiche una guida tematica relativa a github che contiene tutte le informazioni necessarie. Ti consiglio sia la guida sia il sito di github.
Se esamini e risolvi i problemi che ti ho elencato per CTAN, anche CTAN va bene.
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Secondo me qualunque cosa tu faccia devi metterti dalla parte del lettore; costui capisce meglio un inciso fra virgole?, fra trattini medi? fra parentesi tonde?
Stabilito come vuoi comporre l’inciso, mettendoti dalla parte del lettore, capisci da solo che:
1) Un inciso fra virgole che chiude un periodo o un capoverso ha la virgola di chiusura assorbita dal punto di fine periodo.
2) Un inciso parentetico richiede entrambe le parentesi che sia o non sia a fine periodo.
3) Un inciso delimitato da trattini medi può essere ambiguo de togli il trattino di chiusura se sei a fine periodo, ma cessa di essere ambiguo se sei a fine capoverso. Io userei “trattino e punto” nel primo caso e il solo “punto e a capo” nel secondo. In questo modo sei sicuro di non creare ambiguità. Certo se mantieni il trattino anche nel secondo caso potrebbe apparire un po’ pesante anche se non è sbagliato.Poi puoi sempre domandarti se il punto di fine periodo vada prima del trattino di chiusura o dopo. Questo è molto più difficile da gestire perché dipende da che cosa contiene l’inciso. In fondo se l’inciso contenesse una esclamazione, certamente il punto esclamativo andrebbe prima del trattino di chiusura.
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Padronissimo di farlo così. Funziona anche così e funziona alla perfezione.Io preferisco servirmi di TeX Live Utility.app che come ti ho detto si trova in /Applications/TeX/. Se non vedi questa cartella in Finder, usa la voce di menù di Finder Go -> Go to folder, oppure digita la scorciatoia shift+command+G (sul mio Mac, shift è scritto sul tasto per le maiuscole, e command è scritto dove c’è anche il disegno del quadratino con circoletti agli spigoli, tipico delle macchine Mac).
Perché preferisco usare questa .app? perché oltre a fare le stesse cose di tlmgr, permette anche di leggere la descrizione sommaria dei pacchetti (l’abstract delle documentazione il più dele volte) e di avere una visione precisa di ciò che viene aggiornato e che cosa viene installato ex novo. Si può fare anche con tlmgr, ma è decisamente più comodo con l’interfaccia grafica.
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Vedi il warning nella riga numerata [216]: dice che ha trovato il control file di biblatex in versione 2.5 mentre se lo aspettava in versione 2.7. Sospetto che tu non disponga di una installazione di MacTeX del 2015 o che non sia aggiornata. il mio file .blg contiene le seguenti righe:`[0] Config.pm:324> INFO – This is Biber 2.1
[0] Config.pm:327> INFO – Logfile is 'NoBibliography.blg'
[52] biber-darwin:276> INFO – === Sun Aug 9, 2015, 16:35:50
[52] Biber.pm:333> INFO – Reading 'NoBibliography.bcf'
[140] Biber.pm:645> INFO – Found 1 citekeys in bib section 0
[164] Biber.pm:2977> INFO – Processing section 0
[184] Biber.pm:3115> INFO – Looking for bibtex format file 'bibliografia.bib' for section 0
[185] bibtex.pm:1021> INFO – Decoding LaTeX character macros into UTF-8
[185] bibtex.pm:895> INFO – Found BibTeX data source 'bibliografia.bib'
[208] UCollate.pm:66> INFO – Overriding locale 'it-IT' defaults 'normalization = NFD' with 'normalization = prenormalized'
[208] UCollate.pm:66> INFO – Overriding locale 'it-IT' defaults 'variable = shifted' with 'variable = non-ignorable'
[208] Biber.pm:2854> INFO – Sorting list 'nty' of type 'entry' with scheme 'nty' and locale 'it-IT'
[209] Biber.pm:2858> INFO – No sort tailoring available for locale 'it-IT'
[210] bbl.pm:505> INFO – Writing 'NoBibliography.bbl' with encoding 'UTF-8'
[210] bbl.pm:596> INFO – Output to NoBibliography.bbl
`Ho lavorato con MacTeX 2015 aggiornato a ieri con l’utility TeX Live Utility.app che si trova in Applications/TeX/
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No il .log di biber ha il nome del file bibliografico la cui estensione è .blg; il file prodotto da biber con estensione .bbl ha lo stesso nome del file .log di biber.
Il file .log col nome del file principale contiene la registrazione (log) di quello che pdflatex ha fatto durante la compilazione. In effetti il file .log, che hai allegato, nella prima riga dice che sta usando il motore di composizione pdftex con il file di formato pdflatex. Biber non ha nulla a che vedere con quel .log.E il tuo file .bbl che cosa contiene? quello che ho ottenuto io contiene`% $ biblatex auxiliary file $
% $ biblatex bbl format version 2.5 $
% Do not modify the above lines!
%
% This is an auxiliary file used by the 'biblatex' package.
% This file may safely be deleted. It will be recreated by
% biber as required.
%
\begingroup
\makeatletter
\@ifundefined{ver@biblatex.sty}
{\@latex@error
{Missing 'biblatex' package}
{The bibliography requires the 'biblatex' package.}
\aftergroup\endinput}
{}
\endgroup\refsection{0}
\sortlist{nty}{nty}
\entry{eco:tesi}{book}{}
\name{author}{1}{}{%
{{hash=189bbbb00c5f1fb7fba9ad9285f193d1}{prova}{p\bibinitperiod}{}{}{}{}{}{}}%
}
\strng{namehash}{189bbbb00c5f1fb7fba9ad9285f193d1}
\strng{fullhash}{189bbbb00c5f1fb7fba9ad9285f193d1}
\field{sortinit}{p}
\field{sortinithash}{c0a4896d0e424f9ca4d7f14f2b3428e7}
\field{labelnamesource}{author}
\field{labeltitlesource}{title}
\field{day}{01}
\field{month}{01}
\field{title}{io}
\field{year}{2015}
\endentry
\endsortlist
\endrefsection
\endinput
`
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Io con l’esempio minimo che hai fornito nel primo messaggio e dopo aver correto il formato della data nel campo date, ottengo tutto come si deve.
Sono su Mac OS X e uso l’editor predefinito per MacTeX, cioè TeXShop; ho anche messo le righe magiche`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !BIB TS-program = biber\begin{filecontents*}{bibliografia.bib}
@book{eco:tesi,
author = {prova},
title = {io},
date = {2015-01-01},
}
\end{filecontents*}\documentclass[a4paper, 12pt, oneside, openany]{book}
…
\end{document}`Non preoccuparti per il primo ambiente specificato prima di \documentclass; è fatto apposta per scrivere nella cartella di lavoro il contenuto dell’ambiente con il nome specificato come argomento nel comando di apertura dell’ambiente. Se vuoi saperne di più, l’ABC di LaTeX è contenuto nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato e tradotto in italiano, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo forum.Ma è solo un dettaglio, che però ti mostra anche il campo date corretto.
Con TeXShop ho:
1) cliccato Ty[eset per la prima esecuzione di pdflatex (nonostante nella finestrella accanto a Typeset compaia il nome LaTeX).
2) nella finestrella accanto a Typeset ho selezionato BiTeX, che grazie alla riga magica vuo dire di usare il programma biber.
3) ho riselezionato nella finestrella LaTeX, e ho cliccato due volte per eseguire due volte pdflatex.I file di uscita è completo di indice e bibliografia.
Con TeXstudio dovrebbe succedere lo stesso; anche TeXstudio riconosce e interpreta le righe magiche.Ma perché usi TeXstudio, quando TeXShop fa le stesse cose e, secondo me, meglio? forse perché TeXstudio in più riesce a contrarre gli ambienti in modo da rendere più pulita la schermata dell’editor quando si è a caccia di errori? Non nego che sia utile, ma non è assolutamente indispensabile. In compenso TeXShop è l’unico editor (che io conosca) che esegue il controllo ortografico capendo da solo quale dizionario ortografico deve usare in base alla lingua a cui appartiene la parola. Per me è essenziale, ma ovviamente dipende dal tipo d documenti che si scrivono.
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per conoscere il metodo delle strisce ti basta leggere la guida in inglese delle classi KomaScript: da terminale dai il comando texdoc scrguien; dopo aver premuto il tasto invio, leggi la documentazione.
Poi c’è la guida tematica sul disegno della pagina dove sono confrontati molti metodi.
Lorenzo non ha usato scrbook, ma scrreport; direi che fra le due classi ci sono differenze minime come fra le classi standard book e report. per il resto le classi KomaScript usano il metodo delle strisce di default; è evidente che se lo bypassi usando geometry non fai le cose correttamente, nel senso che eviti di usare le caratteristiche specifiche di quella collezione.
Lorenzo poi usa il pacchetto ClassicThesis che lavora con scrreport, non con scrbook. Se confronti l’aspetto della pagina dei testi di Lorenzo, specialmente quello sulle distribuzioni vedi che la raffinatezza del design grafico non ha nulla a che vedere con le classi standard né con le classi KomaScript prese da sole.Se tu volessi potresti leggere il tuo file .log dopo aver composto il tuo documento con la classe scrbook; ad un certo punto trovi tutte le dimensioni del disegno grafico; te le stmpij e rimetti la classe book; poi con geometry imposti gli stessi valori che hai letto nel file log di detto sopra. Il disegno grafico sarà identico “per costruzione” quello che non sarà identico sono i font scelti, i loro corpi per le varie parti della composizione, ma ci saranno certamente delle impostazioni diverse per la gomma sopra e sotto i titoli, le equazioni, le figure, le tabelle eccetera.
Potresti essere fortunato e constatare che la composizione con entrambe le classi è quai identica; potresti essere sfortunato e constatare che la composizine con scrbook è migliore di quella con book. MA non potresti essere sicuro che quello che ti cpaitoa con un documento, cpaito con tutti i documenti.
Infatti i due documenti che ja linkato Lorenzo sono composti con la stessa classe scrreport, lo stesso pacchetto ClassichThesis e la stessa personalizzazione dei dettagli; ma il testo sulle distribuzioni è facile da comporre e non gli è costata nessuna fatica; il testo delle dispense di matematica per il quinto anno di corso di un istituto professionale ha molti contrutti “ingombranti: figure, diagrammi, blocchi di testo indivisionili (come i quesiti a risposte multiple), tabelle e altri oggetti ingombranti; per questo secndo volume Lorenzo ha chiesto moltissimi aiuti qui sul forum perché pur essendo esperto di LaTeX c’erno problemi quasi insormontabili.Non voglio criticare le tue scelte, per carità, ma le impostazioni grafiche che hai allegato al tuo ultimo messaggio:
`\usepackage{geometry}
\geometry
{
papersize={140 mm, 215 mm},
inner=22.5 mm, outer=17.5 mm,
top=24 mm, bottom=24 mm
}` andrebbero riviste alla luce di quanto scritto nella guida tematica sul Page Design (seione Documentazione, sottosezione Guide tematiche). Il margine interno non va mai impostato più grande (molto più grande nel tuo caso) del margine esterno; potrebbe avere senso per un rapporto da tenere raccolto in un raccoglitore ad anelli, non in documento da stampare e, almeno, brossurare. Quella è una impostazione tipica di Word o Writer, non di LaTeX. Certo è una questione di gusti, quindi non mi permetto di valutere i tuoi; mi permetto solo di segnalarti che in tipografia non si fa così; poi a ragion veduta le regole tipografiche si possono anche violare, ma bisogna essere molto esperti per farlo. Anch’io sono un dilettante,ma mi interesso di tipografia elettronica da circa trenta anni; in questo lungo tempo mi sono fatto una certa esperienza e un certo gusto, forse un po’ tradizionale. Sì, sono tradizionalista e penso che 5 secoli di tradizioni tipografiche preceduti da circa 10 secoli di composizione di libri da parte di amanuensi siano n tempo sufficientemente lungo per aver scremato gli stili più efficaci perché la tipogafia svolga il suo compito: rendere agevole la lettura tenendo conto della tipologia del lettore.Scusami questa lunga disquisizione non troppo off topic.
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C’è sicuramente qualche record bibliografico formattato male; controlla i record delle opere che non citi espressamente, visto che il problema si presenta solo quando usi \nocite{*}.Non tutti i browser rispondono a CTRL +; anche browser con lo stesso nome che girano su piattaforme diverse. Le tre icone che compaiono nell’header della home page sono del tutto inerti sulla mia macchina; mentre le icone con le bandierine italiana britannica sono funzionanti. Di solito degli occhiali più forti sono sufficienti per leggere, ma non per controllare i dettagli.
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L’impaginazione non è la stessa con scrbook; \texthwight e \texwidth diverse, con i margini esterni e inferiori doppi dei margini interni e superiori e \textwidth e \textheight proporzionali rispettivamante al margine interno e al margine superiore con lo stesso coefficiente di proporzionalità costituito da un numero intero che non dipende solo dal formato della carta (A$ per impostazione predefinta) maanche dal font normale usato per comporre il testo; come vedi una filosofia abbondantemente diversa da quella della classe standard; il tutto è ampiamente configurabile, ma è sempre basato sul metodo delle strisce da assegnare alle varie grandezze che definiscono la geometria della pagina.Con questo non voglio dire che scrbook sia migliore o peggiore della classe book; Lorenzo Pantieri ha composto i suoi testi anche quelli di cui ha inviato i link nei precedenti messaggi di questo filone; lui li compone sostanzialmente con la classe scrreport personalizzata con ClassicThesis e per la guida L’Arte di scrivere con LaTeX usa anche un altro file di personalizzazione che si chiama ArsClassica (facente perte della distribuzione TeXLive). Come Lorenzo ha detto lui ha tribolato non poco per dare forma al testo in formato piccolo 17cm per 24cm e con molte equazioni, figure, scatole, blocchi colorati e simili.
Con il tuo testo, evidentemente la classe scrbook va meglio; se avessi impostato le stesse dimensioni della geometria della pagina con il pacchetto geometry, probabilmente, non certamente, avresti avuto una situazione ancora diversa. È che in tipografia nulla è automatico, sebbene LaTeX renda quasi automatico quasi tutto. Bisogna sempre comunque intervenire con le rifiniture manuali a bocce ferme.
I programmi commerciali di impaginazione a griglia (LaTeX non compone a griglia) sembra che facciano tutto da soli; invece è l’operatore che deve intervenire a mano non dico ad ogni rigama molto spesso; l’interfaccia grafica che hanno aiuta molto, ma l’opera dell’addetto alla composizone non si limita a lanciare un programma e prendere il risultato cosi come viene emesso dal programma.
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Sul tuo editor se vedi nella finestrella solo pdflatex va bene perché produci il file in formato PDF.Se il tuo docente vuole assolutamente il formato DVI, apri il terminale , ti sposti nella cartella dove risiede il tuo main file e ci scrivi dentro latex myfile, premi il tasto invio e vedi quello che succede.
Ma a nome mio fatti spiegare dal docente perché vuole un file in un formato che non si usa più da una decina d’anni (se non da persone non aggiornate);-) , e facci sapere che cosa ti spiega.
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