OldClaudio

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  • in risposta a: Immagini allineate o intabellate #86271
    OldClaudio
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      Marchetto,
      veramente di errori nella tua tabella ce ne sono molti:
      1) non puoi usare \[…\] nelle caselle di una tabella; si vuoi della matematica in stile display non numerata usa `$\displaystyle a= …$`
      2) usa gli ambienti correttamente aprendoli e chiudendoli dentro gli stessi ambienti; questo implica che non puoi usarlo dove non è usabile il modo verticale, cioè dentro quello speciale ambiente che è una cella di tipo l, r, c di una tabella; e comunque li deve chiudere nell’oridne inverso con cui li hai aperti.

      Il risultato non è benno, ala almeno questa tabella non produce errori:`\documentclass[a4paper,10pt]{article}
      \usepackage[big]{layaureo}
      \usepackage{multicol}
      \usepackage[latin1]{inputenc}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage{tikz}
      \usetikzlibrary{calc,intersections,patterns}
      \usepackage{pgfplots}
      \usepackage{siunitx} % Per le tabelle numeriche
      \sisetup{output-decimal-marker={,}}
      \usepackage{amsmath,mathcomp}
      \colorlet{verde}{green!80!black}
      \newcommand{\abs}[1]{\left|#1\right|}

      %opening
      \title{Formulario C.A.\&C.A.P.}

      \begin{document}

      \begin{center}
      \begin{tabular}{ll}
      %
      \begin{tikzpicture}[>=latex]
      %%% struttura
      %campiture:
      \tikzset{ground/.style={fill,pattern=north east lines,draw=none,%
      minimum width=1.2cm,minimum height=0.2cm}}
      % disegno della struttura e del telaio
      \draw[thick] (0,0) — (0,5) node[pos=0.5,above right]{$l$};
      \draw[thick] (0,5) — (1,5) node[pos=0.9,below left]{$e_0$};
      \draw [line width=1pt,dashed] (0,0) arc[start angle=0,end angle=30,x radius=-12cm,y radius=9.5cm];
      %Vincolo incastro
      \node (g1) at (0,0) [ground,anchor=north]{};
      \draw (g1.north west) — (g1.north east);
      %Forze
      \draw[->] (1,6.2) — (1,5.1) node[pos=0.3 ,below right] {$P$};
      \draw[->] (-1.2,5) — (-0.1,5) node[pos=0.3 ,above right] {$F$};
      \end{tikzpicture}
      &
      $\displaystyle
      a = \frac{Fh^3}{3EI} \frac{3}{\alpha^3 h^3}(\tan \alpha h-\alpha h)
      $
      \\
      \begin{tikzpicture}[>=latex]
      %%% struttura
      %campiture:
      \tikzset{ground/.style={fill,pattern=north east lines,draw=none,%
      minimum width=1.2cm,minimum height=0.2cm}}
      % disegno della struttura e del telaio
      \draw[thick] (0,0) — (0,5) node[pos=0.5,above right]{$l$};
      \draw[thick] (0,5) — (1,5) node[pos=0.9,below left]{$e_0$};
      \draw [line width=1pt,dashed] (0,0) arc[start angle=0,end angle=30,x radius=-12cm,y radius=9.5cm];
      %Vincolo incastro
      \node (g1) at (0,0) [ground,anchor=north]{};
      \draw (g1.north west) — (g1.north east);
      %Momento
      \draw[<-] (0.5,5.5) arc[start angle=45,end angle=180,radius=0.5cm]; \path (-0.2,6) node(M) {$M$}; %Carico distribuito \draw[<-] (0,0.1) -- (-.7,.1); \draw (-.7,.1) -- (-.7,4.9) node[pos=0.5,above left]{$q$}; \draw[<-] (0,4.9) -- (-.7,4.9); \draw[<-] (0,0.5) -- (-.7,0.5); \draw[<-] (0,1) -- (-.7,1); \draw[<-] (0,1.5) -- (-.7,1.5); \draw[<-] (0,2) -- (-.7,2); \draw[<-] (0,2.5) -- (-.7,2.5); \draw[<-] (0,3) -- (-.7,3); \draw[<-] (0,3.5) -- (-.7,3.5); \draw[<-] (0,4) -- (-.7,4); \draw[<-] (0,4.5) -- (-.7,4.5); \end{tikzpicture} & $\displaystyle a = \frac{Fh^3}{3EI} \frac{3}{\alpha^3 h^3}(\tan \alpha h-\alpha h) $ \end{tabular} \end{center} \end{document}` ti suggerirei di usare celle di tipo [tt]>\centering p{0.3\textwidth}[/tt] per le colonne con le figure e [tt]>{$\displaystile}m{0.6\textwidth}<$[/tt] per le colonne delle equazioni, naturalmente avendo caricato il pacchetto array (aggiustati le larghezze delle colonne a tuo piacimento); in questo modo, visto che le figure sono alte e strette e le equazioni larghe, hai queste ultime centrate in verticale, ma allineate a sinistra.

      in risposta a: Strumenti per il greco #86267
      OldClaudio
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        illinguista1972″ post=85718Alla luce dei nuovi aggiornamenti/pacchetti greek-inputenc, greek-fontenc e babel-greek, come sono cambiate le cose per chi vuole scrivere in greco? Sono diventate più semplici o no? Nell’Arte, in particolare, bisogna cambiare qualcosa? Scusate la franchezza con cui lo chiedo, ma sono pienissimo di cose da fare, e temo di non venirne fuori 🙁

        Ciao
        Tommaso

        Günter Milde mi ha chiesto di eseguire dei test di funzionalità anche in vista dell’uso di teubner; in altre parole dovrei creare una nuova versione di teubner che carichi le cose giuste a seconda della configurazione e dell’installazione/aggiornamento della distribuzione TeX che si sta usando, in modo da avere le stesse prestazioni preesistenti, e magari delle prestazioni nuove.

        Sto lavorando da tempo su questa faccenda per rendere teubner compatibile con XeLaTeX (attualmente non lo è nel senso che si dovrebbero usar solo i legacy fonts, e niente font opentype — almeno per il greco); questa iniziativa meritevole di Milde mi spiazza un poco. Per cui ci dovrò lavorare sopra molto di più; già sono molto lento su teubner e su altre cose, ma questa mi rallegra da un lato ma mi rallenta ulteriormente.

        Vedo l’esperimento di Enrico sia col greco monotonico sia con quello politonico; vedo che i miglioramenti co sono alla grande.

        Ciao
        Claudio

        OldClaudio
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          In effetti, Claudio, un accenno alla capienza massima delle code di TeX si può fare: basta dire che tengono al massimo 18 oggetti, come fare perché le code non si intasino più di tanto, nominare il pacchetto morefloats da usare con le pinze. Che ne dici?

          Sì si può citare; confesso di conoscerne l’esistenza da una quindicina d’anni ma non l’ho mai usato.Se si deve usare quella estensione di coda, o il documento è molto speciale, oppure si stanno gestendo male i float.

          Un modo per gestirli male è quello di farli troppo grandi; lo dico sia per le tabelle, per le quali esiste l’alternativa di longtable, ma vale anche per le figure, per le quali non esiste “longfigure”; spesso sono troppo grandi perché non sono smarginate; altrettanto spesso sono troppo grandi perché sono scalate per riempire tutta la giustezza, cosa che tipograficamente di solito si evita, ma si preferisce scalare le figure in modo che siano il70% o l’80% di \textwidth; infine sono troppo grandi perché lo sono davvero, ma a guardarci bne si tratta di diagrammi mal fatti dove poche righe sottili diventano “rarae nantes in gurgite vasto”.

          Citale morefloats va bene, ma bisgna accompgnarne la citazione con gli avvertimenti suddetti.

          in risposta a: [Risolto] Editor per ubuntu #86241
          OldClaudio
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            Non occore reinstallare niente qualuqnue editor tu voglia usare; al massimo devi configurare l’editor per trovarsi a posto e a suo agio con il sistema TeX che ti sei installato.

            Il punto non è se Kile vada bene o no, il punto è sapre se ha un visualizzatore PDF integrato e sincornizzabile, oppure se bisogna installare anche un ulteriore visualizzatore PDF sincronizzabile, oppure ancora se non esiste nessun visualizzatore PDF sincornizzabile con lo specifico editor.

            Ora:
            1) TeXworks e TeXstudio hanno entrambi un visualizzatore integrato sincronizzato.
            2) non mi risulata che Kile abbia un visualizzaotore PDF Integrato, ma mi pare che Okular sia sincronizzabile con Kike
            3) su Ubuntu non userei Geanie o altri editor di quella specie; però i gusti sono gusti, quindi a te la scelta…
            4) se sei a tuo agio com emacs, allora uslao con il plugin auktex che lo configura esplicitamente per lavorare con i file sorgente LaTeX, ma devi caricare un opportuno visualizzatore PDF, come Okular, sincornizzabile con emacs, perché un visualizzatore sincronizzato oggi è un obbligo assoluto.
            5) Che io sappia Adobe Reader non è sincronizzabile, anche se è un ottimo visualizzatore PDF gratuito, che conviene comunque avere a disposizione perché fornisce informazioni sui documenti PDF che gli altri visualizzatori non permettono di rivelare.

            in risposta a: BibTex & TOpTesi: Bibliografia mancante #86248
            OldClaudio
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              Ciao Anna e benvenuta nel forum.

              Domani magari provo a compilare tutto quello che hai allegato alt uo messaggio, ma fin da ora noto che usi la codifica Windows ansinew (che sarebbe meglio evitare anche se usi una macchina Wimdows) e hai composto il database bibliografico con mendeley.

              Quest’ultimo usa la codifica unicode e fa uso anche di segni che non sono contenuti nei font con codifica T1 quindi finisce che se anche cambiassi ansinew in utf8 (sostanzialmente equivalente a unicode) continueresti ad avere problemi.

              Prima ti suggerisco di leggerti al guida tematica sulle codifiche (dalla sezione Documentazione di questo sito); fors la lettura di questa guida non ti risolve il problema ma ti insegna come cambiare codifica ad un file già scritto, per esempio. Inoltre ti dovrebbe chiarire le idee sulle codifiche; di fatto tu stai usando ansinew, T1 e unicode per scopi diversi in ambiti diversi, ma che finiscono con il collidere.

              Finisco con un ultima osservazione; le codifiche che hai scritto sembrano voler intendere che vuoi scrivere un tasi nella quale usi come lingua principale il greco e come lingua seocndaria l’italiano, ma l’esempio che accludi ha il testo in inglese. Sei sicura di quello che stai facendo? sei sicura di avere lletto la documentazione di TOPtesi? Io dicco di no, perché se l’avessi letta non avresti specificato l’opzione italian.

              Non pensare che leggere la documentazione sia una perdita di tempo; inizialmente dedichi qualche ora alla lettura della documentazione, ma poi risparmi giorni e giorni di lavoro perché stai usando il software cognizione di causa; quella di TOPtesi si legge aprendo una finestra comandi (su windows si chiama “prompt dei comandi” lo trovi nelle applicazioni) vi scrivi dentro texdoc toptesi-doc poi premi il tasto ; ti sia pre un visulaizzatore di file PDF con il file della documentazione già caricato alla prima pagina.:wink:

              in risposta a: [Risolto] Editor per ubuntu #86237
              OldClaudio
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                Su Ubuntu installati TeXworks, oppure TeXstudio; entrambi hanno un visualizzatore PDF integrato.

                in risposta a: titlesec: problema con toc e richiesta per sezioni #86166
                OldClaudio
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                  E allora non caricare per niente tocloft; se devi davvero modificare non il titolo, am qualcosa inerente il modo di scrivere le entries ngli indici toc, lof e lot, allora, purtroppo se non puoi usare tocloft, devi agire modificando i comandi interni.

                  in risposta a: immagine su doppia colonna #86156
                  OldClaudio
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                    Una immagine con le dimensioni 28 per 11 portata a larghezza completa del testo può stare in effetti in testa alla pagina, ma non ce ne possono stare due; quindi è evidente che le tue due immaigni a larghezza piena devono stare su pagine diverse; generalmente LaTeX, con il suo algoritmo per costruire la pagina da inviare al file di uscita, mette di default le figure asteriscate all’inizio della pagina successiva a quella dove si trova il testo sorgente che racchiudeva l’ambiente figure*. Dunque quello che ottieni è normale.

                    Però può succedere che la seconda delle due figure asteriscate non abbia abbastanza testo dopo, e quindi vada a finire in fondo al capitolo o in fondo al documento. Prova il segiuente esempio minimo compilabile:`% !TEX TS-program = pdflatex
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                    \documentclass[a4paper,twocolumn]{book}

                    \usepackage{lipsum}

                    \begin{document}
                    \lipsum[1-4]

                    \begin{figure*}
                    \unitlength=\dimexpr \textwidth/28\relax
                    \begin{picture}(28,11)
                    \put(0,0){\framebox(28,11){}}
                    \end{picture}
                    \caption{Prima figura}
                    \end{figure*}

                    \lipsum[5-8]

                    \begin{figure*}
                    \unitlength=\dimexpr \textwidth/28\relax
                    \begin{picture}(28,11)
                    \put(0,0){\framebox(28,11){}}
                    \end{picture}
                    \caption{Seconda figura}
                    \end{figure*}

                    \lipsum[9-20]

                    \end{document}`

                    Se nell’ultimo comando \lipsum lasci così com’è vedi che le due figure compaiono in testa a due pagine consecutive; se invece ne cambi l’argomento facoltatio da [9-20] a [9-12] constati che la seconda figura va in fondo al documento. Perché? perché il primi \lipsum sono quasi tutti consumati dalla prima pagina, e non c’è abbastanza testo nella seconda per rimepirla completamente e rinviare qualche capoverso alla terza pagina. Gia mettendoci 13 al posto di 12, una parte dell’ultimo cpaoverso va nella terza pagina e la figura va al suo posto desiderato in testa alla pagina.

                    Credo di averti spiegato l’intero meccanismo. Se vuoi approfondire puoi leggere la Guida GuIT dove in diversi punti si discute o descrive come vengono inseriti gli oggetti mobili (detti anche galleggianti, flottanti, floating bodies, eccetera); l’algoritmo seguito da LaTeX è piuttosto complesso, ma in condizioni normali produce i risultati migliori. In condizioni anomale si possono avere diversi inconvenienti, tra i quli quelli che tu lamenti.

                    Se non sai cos’altro scrivere nel tuo testo per mettercene abbastanza da non fare andare la seconda figura in fondo al testo, puoi provare a mettere i due ambienti figure* consecutivi l’uno all’altro, senza metterci nessun testo in mezzo; tanto LaTeX te li sposta altrove, dove tipograficamente stanno bene; tu vi fai riferimento con i label, \fref, \pageref, \vref, e ogni altro comando per la cross reference, quindi in realtà non è importante dove questi oggetti siano veramente; l’importante è che tu non vi faccia riferimento con “… come si vede nella figura seguente …”. Comunque messi vicini nel testo sorgente, diventa facile copiarli in blocco e spostarli assieme un po’ prima o un po’ dopo in modo da ottenere risultati migliori. almeno tipograficamente.

                    Dimenticavo: forse lo fai già, e nel mio esempio minimo compilabile non era necessario, ma sarebbe opportuno che quando componi a due colonne usassi sempre il pacchetto fixltx2e che sistema un po’ di difettucci nella composizione a due colonne; se vuoi avere maggiore flessibilità nella collocazione di figure a giustezza piena, usa dblfloatfix (senza caricare fixltx2e) che ti permette di usare anche il codice di posizionamento b anche per le figure a giustezza piena.

                    in risposta a: titlesec: problema con toc e richiesta per sezioni #86164
                    OldClaudio
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                      Prova:
                      1) a mettere la chamata a tocloft e le sue impostazioni dopo titlesec e le sue impostazioni;

                      2) a togliere del tutto la chiamata a toclof e le sue impostazioni.

                      in risposta a: Inserire Legenda #86178
                      OldClaudio
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                        La saturazione dei registri disponibili non è frequente, ma avviene; pdfLATeX di suo può accedere a $2^{15}$ registri, ma non li può allocare per nome se non filo al duecentocinquantacinquesimo.

                        Per allocali per nome bisogna carica re il pacchetto etex anche oggi.

                        TikZ e pgfplots sono voracissimi di registri lunghezza e di registri contatori; quindi non mi meraviglio che in unione con altri pacchetti si sia arrivati a 255 cosicché il 256-esimo non è più allocabile (senza usare etex).

                        I messaggi d’errore talvolta sono criptici, ma questo`tex:23: No room for a new \dimen .
                        \ch@ck …\else \errmessage {No room for a new #3}
                        \fi
                        l.23 \newdimen\tikzsiblingdistance` è comprensibilissimo.

                        in risposta a: titlesec: problema con toc e richiesta per sezioni #86162
                        OldClaudio
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                          Nel senso che questa riga`\addto\captionsitalian{\renewcommand{\indexname}{Indice per categoria}}`non ti funziona? Io scriverei semplicemente:`\addto\captionsitalian{\def\indexname{Indice per categoria}}` ma non mi sembra importante sull’esisto; nel senso che \renewcommand fa molte altre cose oltre a definire o ridefinire il comando.

                          in risposta a: Inserire Legenda #86170
                          OldClaudio
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                            Probabilmente il file pdf è troppo grande; forse se da mac apri il tuo file pdf con Anteprima e lo salvi in formato png (meglio) oppure jpg (peggio) le dimensioni potrebbero non essere così grandi e potresti annetterlo.

                            Per altro anche Safari e Firefox hanno problemi a inserire immagini nel forum; io ci riesco usando il browser Google Chrome.

                            in risposta a: immagine su doppia colonna #86154
                            OldClaudio
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                              `\begin{figure}[t]
                              \centering
                              \onecolumn\includegraphics[width=\textwidth]{grafico1.pdf}
                              \caption{\textbf{Titolo.}}
                              \label{ref:fig3}
                              \twocolumn
                              \end{figure}}`

                              NON USARE ASSOLUTAMENTE \ONECOLUMN E \TWOCOLUMN ALL’INTERNO DELL’AMBIENTE FIGURE; toglili immediatamente e usa l’ambiente figure*:
                              `\begin{figure*}
                              \centering
                              \includegraphics[width=\textwidth]{grafico1}
                              \caption{\textbf{Titolo}}\label{ref:fig3}
                              \end{figure*}`

                              in risposta a: Due problemi di «vedi» con Imakeidx (+1) #86134
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                @Teodoro, il problema non è imakeidix, che si limita a eseguire la compilazione/trasformazione del o die file .idx in file .ind senza che l’utente debba preoccuparsi di lanciare makeindex oppure xindy oppure texindy.
                                Quello che chiedi è un problema da risolvere con il file di stile dell’indice analitico (uno o più file di stile con estensione .ist); alcune cose sono contenture in macors \come \seename, e dipendono dalla classe o dal proprio preambolo; e questo ti risolve il Vedi –> v.; metterne uno solo e mettere il punot finale dipende dal/dai file .ist; forse qualche configurazione si può fare con certe impostazioni descritte nel documento da leggere con texdoc ind scritto da Cheng e Harrison; è un ottimo tutorial, ma credo che quel che chiedi sia impossibile.

                                in risposta a: Trattamento delle immagini #86118
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  illinguista1972″ post=85570Di solito, se si ha bisogno di un’immagine (qui intendo immagine come foto o scansione, o altre cose simili, non un disegno fatto con TikZ o un grafico di pgfplots) la si va a pescare in Internet, la si salva, le si cambia l’estensione e basta. Al massimo la si ritaglia con un programma come Preview o GIMP o altro per isolarne un particolare.

                                  In realtà, qual è il trattamento corretto cui sottoporre le immagini prima di includerle nel documento? In particolare, dovendone inserire molte (non è il mio caso pratico, ma solo per poter dare consigli assennati), è raccomandabile renderle tutte delle stesse dimensioni, per esempio, oppure inserirle così come sono?

                                  Roberto ti ha mostrato una casistica diversa da quella che hai previsto nella tua domanda; e già questo illustra la complessità del problema. Non è facile dire alcunché sulle immagini, se no, secondo me, usare il buon senso con la conoscenza di che cosa sia una immagine raster o bitmapped che dir si voglia.

                                  Nella guida GuIT c’è scritto qualcosa a proposito del reaster a confronto del vettoriale e sono mostrati anche dei grafici fatti con Exel, uno salvato in pdf e uno salvato in png. Entrambi hanno un particolare ingrandito di 10 volte e la differenza è scioccante.

                                  Quindi:
                                  1) innanzi tutto non si deve cambiare l’estensione; l’estensione dice che cosa c’è dentro il file, come l’informazione ci è memorizzzata e quale algoritmo bisogna usare per riprodurre l’immagine; quindi l’espressione fiusta, casom mai, è “le si salva in un formato che possa essere gestito dai programmi di composizione del sistema TeX”; questo implica una diversa estensione, ma spiega che il fuoco è sul modo di salvare e registrare su disco l’informazione contenuta nell’immagine.

                                  2) per le fotografie a colori abbastanza sfumati, privi di forti contrasti il formato jpg va bene, mentre per i disegni al tratto (quelli che usa Roberto nelle sue relazioni tecniche) dove il contrasto fra la linea nera e lo sfondo bianco è massimo, ci vuole il formato png. I formati jpg e png sono entrambi compressi, ma jpg perde un poco di informazione, mentre png non ne perde alcuna; sono diversi algoritmi di compressione, e i risultati di resa sono corrispondentemente diversi. un disegno al tratto salvato in jpg presenta dei fastidiosissimi artefatti che ne possono rendere difficile la “lettura”; in una fotografia questi artefatti generalmente non si presentano; eppure ho una fota del punte sulla baia di Sydney con l’Opera House nello sfondo, dove i tiranti che sorreggono il ponte, già paralleli ed equispaziati per costruzione, formano righe con forte contrasto i cui artefatti si sommano come in fenomeno di interferenza e sembra che siano in numero doppio.

                                  3) La densità di pixel dell’immagine e quella del supporto dove l’immagine diventa visibile agli umani, sono essenziali; i pixel di solito vengono resi con dei rettangolini se devono essere riprodotti su un supporto che accetta una densità molto maggiore; se il supporto è lo schermo che ammette l’uso di “lenti” virtuali per esaminare certi dettagli, ma comunque ammette diversi fattori di scala che consentono dinamicamente di ingrandire l’immagine a proprio piacimento, si vede benissimo la tassellatura dell’immagine; perciò quando da un’immagine si ritaglia un particolare non è che lo si possa ingrandire a piacere; dipende sempre da quanti pixel contieen e quanti ne contiene l’area del supporto sul quale quel particolare dovrebbe venire riprodotto; questo discorso sulle densità vale per le foto intere come per i particolari ritagliati. Come regola generale bisognerebbe che le immagini non vengano ingrandite troppo in termini di aree di pixel, il 20% potrebbe già essere troppo; ma bisogna sempre fare due conti per vedere come fare. Nello stesso tempo si può diminuire la risoluzione di una foto ad alta definizione; sarebbe inimmaginabile inserire in un testo una immagine di 32 MiB come possono fare certe macchine fotografiche professionali, adatte anche per foto da riprodurre su manifesti stradali; Alcuni editori vogliono immagini con una densità (lineare) minima di 300 pixel al pollice, che fa 90 000 pixel al pollice quadrato; ogni pixel è caratterizzato da tre byte (almeno), quindi un pollice quadrato di immagine corrisponde a 270 KiB; per immagini riprodotte più grandi i pixel crescono con la superficie dell’immagine, e vedi che si arriva facilmente a parecchi MiB se non si fa attenzione; ma 300 pixel al pollice spesso sono eccessivi; dipende dal metodo di stampa; con la fotolitografia non è un problema avere file di grandi dimensioni, ma altrimenti 300 pixel al pollice sono davvero tanti per stampanti casalinghe.

                                  Non saprei cosa aggiungere d’altro per parlare di immagini, perché di volta in volta bisogna decidere che cosa fare; quelle sopra sono più o meno le mie personali linee guida, ma se vanno bene per me non è detto che vadano bene per altri; quello che sottolineo è che bisogna sapre come è fatto ciò con cui stiamo lavorando, altrimenti non possiamo trattarlo bene.

                                  Claudio

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 6,991 al 7,005 (di 11,287 totali)

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