Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
dictionarySCR era una vecchia classe, nell’ultimo meeting ho presentato altre cose relative al dizionario, e nel sito GuIT, nella sezione ArsTeXnica ci dovrebbe essere anche la presentazione che ho fatto al meeting di Napoli; l’ultima slide contene un indirizzo web che permette di scaricare un grosso zip che contiene anche la nuova classe e dove il problema delle unghie è risolto in modo corretto; per altro, come succede nei dizionari soliti, le unghie sono sulle pagine di destra; la questione del dizionario presenta anche il problema delle intestazioni dove entrano in gioco i mark; quindi la questione dei mark è un po’ diversa da quella delle unghie. In compenso le unghie sono traslate in asso via via che aumenta il “numero del “capitolo” cioè del gruppo di voci che cominciano con la stessa lettera; ovviamante ogni nuova lettera comincia una nuova pagina come succede in ogni dizionario che non sia un dizionarietto tascabile.
19 Marzo 2013 alle 8:02 in risposta a: Inserire immagine nel o accanto al titolo di un capitolo #83939::
Infatti: in entrambe le soluzioni di Ivan dovresti usare l’argomento facoltativo; esemplifico solo sulla prima soluzione, ma l’estensione alla seconda dovrebbe essere evidente:`
\chapter[Titolo]{Titolo\hfill\includegraphics[width=1cm]{flag}}
`
Con \hfill dopo il titolo la scatolina con l’immagine della bandierina{flag} dovrebbe essere spinta sul margine destro; certo se il titolo è lungo, la bandierina potrebbe andare a finire nella riga di sotto, oppure restare attaccata al titolo, oppure andare nella seconda riga del titolo.Si potrebbe fare in modo ancora più elaborato con scatole a mo’ di matriosche per mettere la bandierina allineata con la prima riga del titolo, ma situata dove abitualmente stano le note marginali. Chiedi se ti interessa una soluzione del genere., che però richiede un po’ di sperimentazione prima di funzionare a dovere.
::
Ma hai cercato di creare il formato pdflatex.fmt, che dovrebbe essere già presente nella tua installazione.Può darsi che tu abbia installato il sistema TeX da amministratore e che ora crchi di usarlo da utente non privilegiato.
Che comando hai dato? Come hai installato il tuo sistema TeX? devi aver combinato un gran pasticcio, ma non possiamo aiutarti se non ci dice di più su quel che hai fatto.
::
Evidentemente hai una distribuzione del sistema TeX piuttosto datato.Se non hai già a bordo i vari pacchetti l3, vuol dire che la tua distribuzione ha almeno 3 anni di età.
Non so se stai usando MiKTeX o TeX Live; certo è che devi aggiornare; può anche darsi che tu stia usando una distribuzione Debain di TeX Live su una macchina Linux conforme alle restrizioni del consorzio Debian.
Questa è un situazione più difficile; installati sulla tua macchina Linux la versione aggiornata di TeX Live, seguendo le indicazioni che sono indicate nel documento texlive-ununtu.pdf (cerca in rete con un motore di ricerca qualsiasi); tieni presente che sono almeno tre anni che consigliamo di seguire le indicazioni di questo documento da circa tre anni; le indicazioni lì indicate valgono anche per altre piattaforme Linux conformi a Debian con piccole modifiche che ogni utente Linux sa riconoscere al volo.
::
DizionarioSCR è una classe obsoleta; ora c’è dcictionary.cls e xdictionary.cls; Il primo per compilare con pdflatex il secondo per compilare con xelatex.
Se decomprimi tutto quello che c’è nel link che ti ha indicato @ansys, ti trovi tutte le classi che ti servono; spostale nella cartella dove vuoi comporre il tuo dizionario e usale come qualunque classe. Leggi le istruzioni in pdf contenute nel file zippato, e se ti occorre leggi i file sorgente per vedere come usare i comandi nuovi definiti nella classe. Il fatto che il file zippato sia così grande è dovuto a fatto che comporre un dizionario con molte figure e molte tabelle è abbastanza complicato in sé, quindi avere un esempio molto diffuso e abbondante si di aiuto.
::Pierluigi Gatti” post=83115Ciao sono un nuovo utente. Un filologo classico. Sto lavorando alla tesi di dottorato che devo consegnare ad un editore (tedesco) per la stampa. Devo decidermi se usare latex (e imparare ad usarlo) oppure indesign cs5. Ho scritto i file originali in word (il cosiddetto peccato originale…) e prima di mettermi a imparare latex vorrei sapere se è possibile importare in latex il file word con la sua formattazione. Qualcuno conosce un convertitore affidabile? Grazie Pierluigi
Convertitori ne esistono, come ti ha detto @ansys, e puoi cercare nel forum; ma il problema è che anche se alcuni cercano di conservare il formato di Word, l’operazione è perdente, perché Word è un word processore, mentre LaTeX è un tipo-compositore (un programma di composizione tipografica).
Quindi il meglio che puoi ottenere è un file .tex fatto abbastanza bene, su cui mettere le mani per ottenere, non il risultato di Word, ma un risultato tipograficamente perfetti. Nella Guida GuIT c’è un intero capitolo destinato al lavoro cooperativo, in particolare alla necessità di convertire file di formati diversi per poterli comporre assieme in un unico file .tex. Mi pare di ricordare che vi si faccia riferimento ad una prima conversione da .doc a .lyx, poi ad una seconda conversione da .lyx a .tex (vale a dire con il mark up LaTeX); seguendo questa via le “correzioni” da apportare a mano sul file .tex erano minime, ma non nulle.
Ti cosiglio la lettura di quel capitolo; puoi scaricare la guida in un blocco unico o in tre tomi dalla sezione Documentazione di questo sito.
::Pierluigi Gatti” post=83115Ciao sono un nuovo utente. Un filologo classico. Sto lavorando alla tesi di dottorato che devo consegnare ad un editore (tedesco) per la stampa. Devo decidermi se usare latex (e imparare ad usarlo) oppure indesign cs5. Ho scritto i file originali in word (il cosiddetto peccato originale…) e prima di mettermi a imparare latex vorrei sapere se è possibile importare in latex il file word con la sua formattazione. Qualcuno conosce un convertitore affidabile? Grazie Pierluigi
Convertitori ne esistono, come ti ha detto @ansys, e puoi cercare nel forum; ma il problema è che anche se alcuni cercano di conservare il formato di Word, l’operazione è perdente, perché Word è un word processore, mentre LaTeX è un tipo-compositore (un programma di composizione tipografica).
Quindi il meglio che puoi ottenere è un file .tex fatto abbastanza bene, su cui mettere le mani per ottenere, non il risultato di Word, ma un risultato tipograficamente perfetti. Nella Guida GuIT c’è un intero capitolo destinato al lavoro cooperativo, in particolare alla necessità di convertire file di formati diversi per poterli comporre assieme in un unico file .tex. Mi pare di ricordare che vi si faccia riferimento ad una prima conversione da .doc a .lyx, poi ad una seconda conversione da .lyx a .tex (vale a dire con il mark up LaTeX); seguendo questa via le “correzioni” da apportare a mano sul file .tex erano minime, ma non nulle.
Ti consiglio la lettura di quel capitolo; puoi scaricare la guida in un blocco unico o in tre tomi dalla sezione Documentazione di questo sito.
::
Mi spiace di non essermi spiegato bene.makebst è un file .tex, makebst.tex, e la compilazione con pdflatex si fa con qualsiasi macchina dotata di una qualche distribuzione non minimale del sistema TeX. Se non hai una installazione minimale il file è già sul tuo disco.
Modificare un file scritto in quel linguaggio strano con cui sono scritti i file bst è difficilissimo e te lo sconsiglio vivamente.
Passa per la compilazione di makebst.tex oppure passa a biblatex.
::
Il titolo la dice lunga:Makor 2 – Typeset pointed Hebrew using Omega
Omega non è Latex e nemmeno pdflatex; è una specie di TeX che riesce a gestire font identificati con indirizzi di più byte, in po’ come XeTeX, ma non come XeTeX; credo che da quando è stato reso disponibile XeTeX, quindi XeLaTeX, e poi LuaTeX, quindi LuaLaTeX, che gestiscono i font codificati unicode, Yannis Haralmbous ha terminato lo sviluppo di Omega. Qualche sviluppo c’è ancora un certo sviluppo nel programma Aleph, molte delle librerie del quale ho capito che sono state incorporate in LuaTeX.
L’eseguibile omega per quel che mi risulta non è più distribuito con le distribuzione del sistema TeX.
::
molto interessante. Perché non scrivi una guida tematica, che pi`ù tematica di così non si potrebbe, destinato alla creazione di epub a partire dal sorgente TeX? L’esempio che hai portato dice molto ma lascia i lettore perplesso rispetto alla varie impostazioni date per la trasformazione in html e poi per la trasformazione da html in epub.Nota che ho caricato Calibre sul mio MacBook, che lavora con un sistema operativo del tipo *NIX, ma i risultati che sono riuscito ad ottenere erano miserandi; decisamente a causa del mio tentativo di eseguire la conversione da GUI e non da linea di comando.
Per i volonterosi che si sottomettono alla “fatica” di leggere una guida tematica (io sono fra quelli), sarebbe un regalo di grande valore. Come sempre la “fatica” di leggere e studiare una guida tematica ben scritta serve per risparmiare un mucchio di tempo. 😉
Claudio
::
Se @Fran ti autorizza a cambiare la definizione delle impostazioni della longtable, vorrei notare che la correzione che i ha indicato recupera solo 6pt, cioè circa 2mm. Io ti proporrei una cosa più drastica:`
\begin{longtable}{p{0.6\textwidth}>{\itshape}l}`aggiustando il valore 0.6 a qualcosa di adatto alle tue necessità. Il risultato è che l’invocazione viene composta in una o più righe e il “prega(te) per noi” viene allineato a sinistra e con la prima riga dell’invocazione; La maggior parte delle invocazioni sarrano su una sola riga, ma le invocazioni un po’ lunghe risulteranno spezzate fra più righe, evenntualmente con cesura in fin di riga; se non ti piace puoi sempre specificare \raggedright così:`\begin{longtable}{>{\raggedright}p{0.6\textwidth}>{\itshape}l}`
::
Bene, se usi gà TeXworks non devi fare granché, se non attivare al menù di Avvio, Progammi, MikTeX il wizard che si chiama program manager e fare come ti ha spiegato @Liverpool in un messaggio di pochi minuti fa.
::Fabrizio” post=83039Grazie.
PS: forse dovrò chiederti qualche altro dettaglio nelle prossime ore… per adesso, se ti è utile, ho notato che le litanie quando vengono stampate nella pagina di destra hanno i margini visivamente piacevoli, mentre quando “cadono” nella pagina di sinistra mi sembra che il “prega per noi” sia troppo vicino al margine interno.È normale che succeda una cosa del genere; io non conosco internamente la classe che stai usando; quindi ragiono per analogia; probabilmente il libretto del matrimonio viene stampato su carta A4 con due pagine affacciate su ogni facciata e piegato in due, magari se si tratta di più di 4 facciate, reimpostato per la stampa a libretto con di una segnatura che contiene tutte le pagine nell’ordine giusto e l’orientamento giusto per stampare fronte/retro, piegare a metà e spillare.
La facciata quindi è A5: 149mm per 210mm; lasciando una quindicina di millimetri per il margine esterno e un decina di millimetri per il margine interno, la giustezza rimane di 124mm; non è molto. Ora le litanie appaiono composte dentro una tabella; dipende da come sono configurate le colonne, ma la tabella con colonne di tipo l (L minuscola), come è probabile che sia, hanno la larghezza dettata dalle celle più larghe in ciascuna colonna; se nella colonna dei santi hai una dizione formata da diversi santi, la stringa che ne risulta potrebbe allargare la tabella in modo cospicuo, tanto da farla uscire dal margine di destra, addirittura fuoriuscire dalla “carta” virtuale su cui viene composta.
Scommetto che una litania definita come `\renewcommand{litachiesa}{San Vercingetorige e Santa Ermenegilda & pregate per noi}` esce fuori dal margine e fuori dalla carta 😉
-
AutoreRisposte