OldClaudio

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  • in risposta a: layout di latex, problema che non riesco a risolvere!! #77108
    OldClaudio
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      Mah, le risposte che hai avuto sono di notevole auto, ma ho l’impressione, forse ho capito male, che tu ti lamenti del fatto che nella prima pagina di un capitolo il numero della pagina cade nel piedino al centro, mentre nelle altre pagine cade nelle testatine all’esterno.

      Semplice; questo è il comportamento di default ispirato alla buona tipografia; la pagina iniziale di un capitolo non ha mai la testatina; al massimo, se la cosa ti spiace, potresti ridefinire con titlesec il comando \chapter affinché per la prima pagina usi lo stile di pagina empty, invece dello stile di pagina plain; in ogni caso la prima pagina di un capitolo NON deve avere lo stile headings o myheadings.

      in risposta a: Il vostro editor preferito? #1989
      OldClaudio
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        Non farlo: TeXworks (e TeXshop sul Mac) nascono con quel visualizzatore predefinito che consente la ricerca diretta e inversa; nessuno ti vieta di cambiare visualizzatore, ma poi è praticamente sicuro che non puoi più usare TeXworks come editor XXY come visualizzatore e cliccare in un punto della finestra di editing per vedere il cursore spostarsi nel punto corrispondente del file pdf composto e viceversa.

        A seconda delle macchine esistono dei visualizzatori sincronizzabili, ma non ho mai visto visualizzatori sincronizzabili con TeXworks e TeXshop. (il secondo, monopiattaforma, è il papà del primo, multipiattaforma).

        in risposta a: Problemi con TexMaker (freeze) #76977
        OldClaudio
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          In realtà mi riferivo a TeXworks, che è una insostituibile ruota di scota, come ti ho detto in messaggi precedenti.

          OldClaudio
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            La risposta telegrafica è NO a tutte le domande e l’informazione che \cdot per la moltiplicazioni fra numeri non è ammessa dalle norme ISO, che in questo caso vuole \times.

            in risposta a: Creare un diario con LaTeX #77062
            OldClaudio
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              Veramente sono stupito. Per fortuna
              @ansys vi ha dato le dritte giuste, ma mi stupisco che un file che legge se stesso almeno due volte con il suo proprio nome,venga salvato con il nome prova.dtx, quando dentro c’è scritto che la classe vene generata estraendo il codice da libro.dtx; e anche quando dentro c’è scritto che si vogliono le informazioni sul file libro.dtx e che la compilazione che produce sia l’estrazione del codice sia la documentazione leggendo ed elaborando il file libro.dtx, e non prova.dtx.
              Mi stupisco anche che ci sia qualche programma che risponda in italiano che il file Log non viene trovato; file Log con l’iniziale maiuscola non esistono, e non mi risulta che il processo di estrazione produca alcunché che abbai nome o ostensione Log.

              Ora le cose dovrebbero essere chiare; tra l’altro INtroClassi.pdf dice chiaramante che `% \begin{macrocode}` e `% \end{macrocode}` devono avere esattamente quattro spazi fra il percento e il backslash.

              Se facendo copia e incolla sul video non si vedono i quattro spazi, è evidente che il copia e incolla non ha rispettato gli spazi e bisogna correggere a mano; è altresì evidente che in questa processo di “correzione” non bisogna introdurre ulteriori errori.

              Quando ho scritto IntroClassi.pdf non sono sceso in dettagli così fini, confidando da una parte che il processo di copia e incolla non alterasse quanto copiato; quindi se questo succede, purtroppo dovrò aggiungere qualche spiegazione per superare questo inconveniente. Ma credevo che il testo descrittivo del formato generale dei file dtx fosse sufficientemente chiaro e che il processo di estrazione-compilazione fosse sufficientemente chiaro; evidentemente non lo è e mi scuso con i lettori; ma vorrei anche raccomandare loro di leggere la documentazione prima di commettere errori grossolani. E in una faccenda come quella di creare nuove classi, davo per scontato che il livello di competenza e di conoscenza del sistema TeX potesse essere anche modesta, ma non nulla. Per usare qualcosa che deve gestire del codice, mi spetterei che l’utente legga il file sorgente di quel “qualcosa” e capisca che cosa quel “qualcosa” faccia; se non lo capisce il suo livello di competenza non è sufficiente.

              Questo detto senza offesa per nessuno; io ho una buona conocenza del sistema TeX, ma prima di arrivare a questo livello ho commesso un numero enorme di errori e continuo a commetterne; spero solo che ora i miei errori non siano così ingenui. Tutti siamo passati attraverso il livello dell’ingenuità; se dico che il livello di conoscenza/competenza è insufficiente, non dico niente di strano: tutti siamo passati attraverso questo livello. L’importante è riuscire a passare al livello successivo. 😉 🙂

              C;audio

              in risposta a: RISOLTO [Lyx] Niente voci in INDICE di “article” #76922
              OldClaudio
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                Sempre che LyX te lo lasci fare, puntini o non puntini, l’indice in article appare molto più compatto se composto all’interno dell’ambiente multicols in due colonne.

                in risposta a: apice su lettere minuscole #77079
                OldClaudio
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                  Scrivendo semplicemente $a’$ e $b’$ e ci pensa LaTeX ad usare l’apostrofo come apice.
                  Poi è evidente che l’apice va ad altezza costante secondo le regole tipografiche implementate nel sistema TeX. È quindi evidente che l’effetto visuale è diverso con le lettere maiuscole, sempre alte, e quelle minuscole, spesso basse. Ma questo non è un male, semplicemente l’apice matematico deve restare ad altezza costante.

                  in risposta a: RISOLTO [Lyx] Niente voci in INDICE di “article” #76920
                  OldClaudio
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                    Latex_newbie” post=76238

                    prima lo abbandoni meglio sarà per te

                    Tu, per esempio, quale editor usi su Linux? (Preferibilmente interfaccia GNOME invece di KDE).

                    Io uso un Mac, quindi non si parla di editor per Linux.
                    Ho una macchina virtuale linux, Ubuntu 12.04, dove talvolta faccio qualche esperimento per rispondere a domande degli utenti e vi uso TeXworks, Kile, TeXstudio, TeXmaker, rarissimamente emacs+auktex, ma non posso dire di avere un editor preferito su Linux, erché a mia macchina preferitaè Mac.
                    Non lo dico per snobbismo; sono passato al Mac solo quando ho accertato che il SO operativo sottostante fosse di tipo UNIX; prima usavo indifferentemente qualche variante di Linux, in particolare avevo installato la versione commerciale Debain Xandros, che avevo abbandonato dopo un annetto; poi ho suato Ubuntu, convincendo della sua bontà un presidente di LUG; a quei tempi usavo Kile. Poi quando hi avuto la certezza che Mac OS X era di tipo UNIX, ho lasciato definitivamente sia Windows sia Linux e sono soddisfatto così.
                    Per altro un caro amico che dispone di un vecchio portatile con una RAm di un solo GiB, vi ha installato PDBSD e ne è talmente soddisfatto che non usa più nessuna delle varianti Linux che aveva usato prima e si domanda perche ai le avesse usate. Credo che usi TeXmaker sul suo PCBSD, e talvolta TeXworks.
                    Ciao
                    Claudio

                    in risposta a: PostScript #77072
                    OldClaudio
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                      è vero che il page description language chiamato PDF è un discendente del linguaggio PostScript; questo non è affatto superato, nel senso che si tratta di un linguaggio di programmazione completo (una macchina di Turing, direbbero gli informatici) mentre il linguaggio PDF non lo è; PDF però è ampiamente standardizzato, è compatto, consente delle cose che PS non consente. Quindi secondo me i due linguaggi, benche uno il padre dell’altro, sono diventati complementari.

                      Mi stupisco (un poco, non molto) che dei testi del 1997 fossero ancora in formato PS. Tuttavia nel mondo Linux fino a paoco tempo fa l’unico linguaggio di uscita degno di questo nome era il linguaggio PS.

                      Adobe che io sappai non si è mai occupata di crare un visulaizzatore di file PS. Ha però venduto il suoi Adobe Acrobat corredati di un Distiller, che fosse capace di trasformare i file PS in file PDF.

                      Se hai il sistema TeX, non ha certamante nessun problema né a traforma rquei file PS in file PDF con il comando da linea di comando pstopdf.

                      Per altro se la tua è una installazione seria del sistema TeX tu hai già a bordo della tua macchina ghostscript che, specificando l’opportuna macchina periferica di uscita, ti può mostrare il file PS sullo schermo; più semplice ancora è usare gv o gview che è una interfaccia grafica che provvede a visualizzare direttamente il file PS, volendo a estrarne delle pagine, volendo a convertire il documento in PDF. Il programma doverebbe essere gratuito, anche se la sua interfaccia potrebbe sembrare minimalista rispetto ad altre interfacce grafiche per Win, Linux, Mac.

                      in risposta a: Problemi con TexMaker (freeze) #76975
                      OldClaudio
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                        O ti crei un lanciatore che debba riedere nella barra laterale. Oppure colleghi l’estensione .tex anche a TeXworks, e poi quando vuoi aprire un file .tex clicchi con il destro e selezioni Apri con e scegli TeXworks.

                        Coraggio, ora le cose stanno andando benino.

                        in risposta a: Problemi con TexMaker (freeze) #76971
                        OldClaudio
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                          Il problema di Ubuntu è che i programmi che installi con apt-get o con gli altri suoi software con interfaccia grafica, è che deve obbedire alle dipendenze Debian. Ti potrei consigliare di disinstallarlo completamente in modo che non ne resti traccia sul disco e poi di reinstalarlo ex novo ripartendo da zero.
                          Ti potrei cosigliare di disinstallarlo completamente e di installare al suo posto TeXstudio, che secondo me gli assomiglia moltissimo, visto che ne è un fork, ma va meglio — parere personale, per altro.
                          Temo però che nessuna delle due soluzioni sia efficace senza che Ubuntu installi anche una versione minima di TeX Live Debian per soddisfare alle dipendenze Debian.
                          Potrei consigliarti di scaricare dalla rete il pacchetto compresso (la tarball, come la chiamano i veri Pinguini) e di installarlo passando attraverso tutto il meccanismo della costruzione dello script di compilazione )make config) compilare (make) installare (make install) e ripulire il disco dei file intermedi (make clean) — una volta queste cose mi paicevano, ora non mi ci diverto più, ma rappresentano uno dei vantaggi di usare piattaforme Linux.
                          Però bisogna essere dei veri Pinguini- degli smanettoni che ne conoscono una più del diavolo. Spesso anche un pricipiante riesce nell’impresa, ma altrettanto spesso un non principiante che non sia un vero Pinguino fallisce miseramente.

                          Ora però che il tuo TeXmaker è incasinato, disinstallarlo è certamente la prima azione da fare; reninstallarlo ex novo o installare qualcos’altro, o compilare da sorgente è una cosa che dipende da te. Ma una volta che hai a disposizione un editor funzionante devi verificare nelle sue opzioni di configurazione che acceda ai file della distribuzione TeX Live NON QUELLA DEBIAN, MA QUELLA CHE HAI SCARICATO DA CTAN E HAI INSTALLATO ATTRAVERSO LE PERIPEZIE CHE SAPPIAMO, FINALMENTE È FUNZIONANTE CORRETTAMENTE.
                          Siccome Ubuntu è in grado di installare TeXworks, installalo comunque; puoi sempre verificare che la tua installazione TL compili correttamente. Ma TeXworks è prezioso per i cambiamenti di codifica; come la fa quell’editor può sembrare macchinoso, ma ti garantisco che con qualunque altro editor diventa una operazione da molto difficile a disperata.

                          in risposta a: RISOLTO [Lyx] Niente voci in INDICE di “article” #76917
                          OldClaudio
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                            OK, sei già abituato ad usare LaTeX, almeno secondo te. Invece, benché LyX ti permetta di usare \section*, non ti dice che questo comando produce un sezionamento di tipo section non numerato, che non incide sulle testatine e che non va a finire nell’indice. Gli altri editor, che non hanno nessuna pretesa di essere usabile solo con LaTeX, non te lo dicono nemmeno quelli, ma non hanno nessuna pretesa di essere dei manuali di LaTeX. Kile, almeno ti presentava nella lista di auto completamento i due comandi e ti lasciave intuire che l’asterisco avesse qualche proprietà sul funzionamento di \section. L’Arte invece te lo spiega.
                            Ecco perché io ritengo che LyX sia una trappola, di soli 60 MiB se vuoi, invece di 100 MiB come Kile, ma è una trappola lo stesso con la sua pretesa di essere LA VERA E UNICA INTERFACCIA A LaTeX.
                            Nota che nel mio piccolo anch’io in tempi lontani ho contribuito a LyX, ma ora non lo consiglierei a nessuno.
                            Poi LyX ti produce il solo file pdf? macché! lui usa tutti i marchingegni del sistema TeX e produce tutti i file ausiliari del caso, solo che te li cancella dal disco alla fine dell’operazione di composizione, naturalmente se ti accontenti del file sorgente .lyx… ma quello non è il documento composto.

                            Ripensaci e ti renderai conto che prima lo abbandoni meglio sarà per te e i tuoi documenti, via via più complessi e richiedenti cose che LyX non ti può dare o fra le queli esso si frappone.

                            in risposta a: Problemi con alcune definizioni in ambito matematico. #77036
                            OldClaudio
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                              \mathbb non è un comando originale di LaTeX, ma è definito dal pacchetto amsmath perché usa un certo alfabeto che è accessibile solo con quel pacchetto; se non carichi amsmath (e forse anche amssymb) è logico che tu abbia quell’errore.

                              in risposta a: Problema ad esternalizzare i grafici di pgfplots #76947
                              OldClaudio
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                                Per quano riguarda TeXWorks, non son riuscito a settare lo shell escape. La mia configurazione di pdflatex è (su Mac):

                                Programma: pdflatex
                                Argomenti: $synctexoption
                                $fullname

                                Se scrivo in “Programma” pdflatex-shell-escape (o –shell-escape con due trattini) mi dice che non trova il programma; se aggiungo l’argomento $shell-escape continua a non compilare e si blocca lamentandosi che gli manca lo shell escape… Grrrrr

                                Dipende da cos ti serve lo shell-escape; se ti serve affinché pdflate trasformi in automatico il file eps, oppure perché esegua in automantico makeindex oppure bibtex oppure biber, non occore impostare niente se usi la versione TeX Live 2012.
                                Se ti serve per altre cose leggi la documentazione di TeXworks cliccando sull’help del programma una volta che hai aperto un file qualsiasi. Sul Mac bisogna aggiungere prole chiave come quelle che hai già indicato e che ti ho evidenziato in rosso; probabilmente è qualcoas come @shellescape, ma non ritrovo l’informazione per il Mac TeXworks; cerca anche nel sito TeXworks su wiki.

                                in risposta a: Posizionamento figure in un lavoro particolare. #76897
                                OldClaudio
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                                  Già 😎

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