OldClaudio

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  • in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72797
    OldClaudio
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      Sì, effettivamente il disegno fatto con pgfplots non è così preciso come quello fatto con gnuplot, ma se Marco87 non l’avesse fatto notare non me ne sarei accorto; per altro i due disegni hanno scale delle ascisse uguali, ma scale delle ordinate diverse, quindi sarebbe improprio confrontarli senza disegnarli con le stesse scale; ho il sospetto che la leggere deformazione degli archi delle curve si veda anche con le stesse scale.

      pgfplots fa miracoli, tenedo presente che il motore matematico lavora solo con numeri interi; questo non vuol dire che anche sa fa miracoli, e la maggior parte dei disegni che si fanno con pgfplots siano molto belli, la sua matematica lascia un po’ a desiderare.

      Invito agli utenti di lualatex: perché non provate a rfare il diagramma di Lassajous facendo fare i conti al motore matematico incorporato in lualatex?

      Capisco che se con lualatex si può fare di meglio, non sarebbe argomento da tutorial come l’Arte, o Grafici.pdf; ma varrebbe la pena, specialmente in Grafici.pdf mostrare i confronti. So che Lorenzo e Tommaso incorporeranno con qualche modifica il contenuto di Grafici in una prossima versione dell’Arte; bene fra le modifiche da fare ci sarà anche l’eliminazione del paragrafo che fa in confronti della stessa figura con pgfplots, gnuplot e lualatex 😉

      Grafici.pdf potrebbe diventare, invece, una guida tematica con il titolo Introduzione ai grafici bi- e tridimensionali con pgfplots.

      Tommaso; inserisci ogni grafico che non sia accanto al suo codice in un ambiente figure con tanto di didascalia e lascialo flottare; vediamo anche se così continua ad essere necessaria tanta memoria, quanta ne è necessaria quando ogni grafico è un oggetto di testo.

      Titoli delle figure: vanno tutti senza punto finale. Didascalie: vanno con il punto finale solo se contengono più periodi. Almeno, questo è il mio suggerimento; la ratio è che se la didascalia è formata da una sola proposizione, eventualmente anche senza verbo, questa proposizione rappresenta solo un titolo, non una descrizione minuziosa e dettagliata della figura, ma è certamente una didascalia se contiene (in automatico) anche la locuzione Figura 3.17, come quando si usa \caption.

      in risposta a: Bibtex problema di compilazione #73740
      OldClaudio
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        Un nome di file con un altro punto interno prima dell’estensione sarebbe una cosa da evitere semrpe.

        No, non devi creare il file aux. Questo file te lo crea pdflatex quando lo esegui sul tuo documento principale; poi, dopo aver compilato almeno una volta, clicchi sulla finestrina in alto vicino a dove sta scritto Typeseting, o l’equivalente in un altra lingua, e nel menù a discesa che si apre seleziona BibTeX; la finestrina si richiude e riclicchi su Typesetting. TexShop lancia BibTeX passandogli come argomento il nome del file aux del tuo file principale e ti compila la bibliografia, nel senso che BibTeC crea il file in linguaggio LaTeX contenente tutte le informazioni bibliografiche che hai citato, nell’ordine giusto e nella forma giusta,. Poi riclicchi sulla finestrina in alto a sinistra e riselezioni LATeX;il menù si chiude e riclicchi su Typesetting. Magia! il tuo documento PDF ora contiene anche la bibliografia composta come si deve.

        Come fa BibTeX a sapre che cosa hai citato? lo legge nel file aux che la precedente compilazione con pdflatex ha creato.
        Certo se non ha citato nulla la bibliografia non viene creata; se vuoi una bibliografia che contenga tutto il tuo database bibliografico, prima di \printbibliography, nel tuo documento principale, metti il comando \nocite{*}, così è come se avessi citato, anche se di fatto non l’hai fatto, tutti i riferimenti che si trovano nel tuo database il cui nome hai specificato con il comando \bibliography, e che hai crato tu tesso in un file di testo con estensione .bib. Ovviamante se il database contiene degli errori, il file.blg contiene il logo dell’esecuzione di BibTeX e lì puoi leggere nel dettaglio che errori ha trovato e perché non ha creato il file bibliografico in linguaggio LaTeX.

        in risposta a: L’arte di disegnare grafici con LaTeX #73845
        OldClaudio
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          La posizione dei label con axis andrebbe spiegata meglio; perché con axis lines=midle le etichette vadano “dentro” il quadrante disegnato molto vicino alle punte delle frecce, e non esternamente , è fatto notare, ma non è spiegato “subito” come regolarne la distanza; nella stessa maniera se le etichetta vanno esternamente perché l’etichetta dell’asse y risulta più lontana dai ticklabel di quanto non succeda con la distanza dell’etichetta dell’asse delle ascisse, e nperché non è fatto notare e perché non è detto “subito” come regolare questa distanza.

          Come fa pgfplots a sapere che deve tracciare la curva della figura alla fine della pagina 9 fra -5 e +5? ci sono dei default? questo andrebbe spiegato meglio; la stessa figura insegna anche che con la scala scelta è molto pericoloso mettere le linee tratteggiate per mostrare che massimi e minimi sono tutti rispettivamente pari a +1 e a -1; molto pricolos, perché grazie alla scala inappropriata per il tipo di funzione tracciata, i massimi e i minimi non appaiono uguali.

          La tabella 5 con i vari tipi di tratti non è venuta corretta, credo, perché anche ingrandendo il disegno moltissimo le linee appaiono tutte continue (visualizzatore Preview/Anteprima versione 5.5.2).

          L’elica cilindrica è sinistrosa; con le equazioni parametriche date non dovrebbe essere destrosa? che cosa mi sfugge o che cosa non è spiegato? se il domain è 0:5.5*pi, perché bisogna specificare samples y=0 per far cominciare il disegno dal punto x=1, y=0, z=0?

          Perché la chiave scatter, molto utile, immagino, per i diagrammi di dispersione, viene usate per una superficie tridimensionale? Che cosa sono secondo voi i grafici “a dispersione” (locuzione che incontro per la prima volta in più di 50 anni)?

          Pagina 14: esempii 😉

          §4 perché nel testo c’è Zeta di Riemann e nel title $\zeta$ di Riemann?

          Tra l’altro credo di avere capito una debolezza/forza di pgfplots in merito alla necessità di avere molta memoria disponibile per le “scatole”; pgfplots prima calcola tutti i punti per determinare le scale grafiche dei suoi disegni; questo implica memorizzare un sacco di roba, prima di sputare fuori i risultati. La chiave domain e le dimensioni della tikzpicture servono per calcolare dove e quanti tick mettere, a servono solo parzialmente per determinare la scala grafica, anche perché potrebbero esserci degli enlargement che modificano la situazione. Se poi non si specifica domain anche per le ordinate, davvero pgfplots deve calcolare tutti i punti sul dominio x predefinito o specificato per sapere che scala usare per l’asse y. Per pgfplots questa è una debolezza perché richiede un grande uso di memoria; è una forza perché esime l’autore dal pensare lui stesso alle scale.

          in risposta a: L’arte di disegnare grafici con LaTeX #73844
          OldClaudio
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            La carta di Smith riporta sul piano le linee coordinate della variabile indipendente di una trasformazione bilineare complessa $w=\frac{z-1}{z+1}, \qquad w,z \in \mathbb{C}$.

            Chiaramente il disegno mostrato in Grafici.pdf preso pari pari dalla documentazione di pgfplots assomiglia ad una Carta di Smith, ma serve solo per mostrare l’idea general che ci sta sotto; in fondo ci sono solo le linee coordinate y- -5, +5, step 1 e le linee x=0, +5, step 1.

            Una carta di Smith vera non ha né i tick né alcun numero riportato sul disegno, ma è accompagnato da 4 o 5 scale lineari su cui leggere le quote riportandole dalla Carta vera e propria con in compasso a due punte; le linee coordinate sono centinaia si in corrispondenza a quelle dell’asse y sia dell’asse x; era utile negli anni 50-60 quando il signor Smith la disegnò per primo, perché sia pure semplici quei calcoli in campo complesso erano difficili da fare er error prone in quegli anni. Oggi che sono a disposizione potenti mezzi di calcolo, anche tascabile, i calcoli non sono più un problema ma la carta serve ancora per avere una prima stima dei risultati in pochi secondi.

            in risposta a: Mischiare e invertire modo macro e modo ambiente #74144
            OldClaudio
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              Trovo solo simpatico che nella definizione di una macro (quella di \voce riportata non è completa), può starci anche un \begin{qualcosa} senza che poi ci sia \end{qualcosa}.
              Almeno, non ci avevo mai fatto caso.

              Roberto, è esattamente quello che fa \newenvironment: definisce due comandi: \ambiente e \endambiente, che non hanno nulla da inviidiare al tuo \startambiente e \endambiente; In LaTeX quando usi un ambiente usando i debiti \begin e \end rispettivamente apri un gruppo e chiudi un gruppo, oltre a impostare le cose per verificare che \end chuda esattamente l’ambiente aprto con il corrispondente \begin. Prova: \a[ri una ,omipage con \minipage e chiudila con \endminipage; funziona benissimo; ma se dentro questo non-ambiente minipage (non-ambiente perché non hai usato \begin e \end) definisci qualche cosa o assegni un valore a qualche registro, questo valore rimane anche dopo il comando \endminpage, perché il tutto non è stato rinchiuso dentro un gruppo. Be’ qualche volta potrebbe essere utile evitare il gruppo, e può essere utile all’interno di altri ambienti o programmando macro e ambienti per file .sty o per file .cls, ma di solito è una funzionalità estremamente utile.

              in risposta a: problema nella compilazione pdf #74147
              OldClaudio
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                Ma dopo aver cambiato il titolo con l’editor TeXmaker, hai fatto girare il programma di composziozione pdflatex, scegliendolo dall’apposito menù di TeXmaker?

                in risposta a: “bordare un teorema” #73828
                OldClaudio
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                  Ottimo; mi pareva di aver letto di un pacchetto che faceva queste cose; sono contento di sapere che era proprio mdframed e il risultato mi pare eccellemte; Bravo Claudio

                  Ciao
                  Claudio

                  in risposta a: Metodologie di riempimento pagina #73639
                  OldClaudio
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                    ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?

                    Certo dei scrivere il testo riferendoti all’immagine con il suo numero, eventualmente con la sua pagina; non devi mai scrivere “..la figura seguente mostra che…”, ma devi scrivere la figura ~\ref{fig:pippo} mostra che…” avendo assegnato con \label l’etichetta fig:pippo alla tua figura; dovunque essa vada a finire, il suo numero rimane lo stesso; e se inserissi latre figure o ne togliessi, il numero della figura fig:pippo può cambiare, ma la sua etichetta rimane sempre quella e quando vi fai riferimento con \ref citi la figura giusta, con \pageref fai riferimento alla pagina giusta e con \vref (con il pacchetto varioref) metti LaTeX nella condizione di citare il numero giusto e la pagina giusta con locuzioni non ripetitive e che fanno riferimento per le pagine anche a frasi tipo pagina precedente, prossima pagina,, pagina a fronte, perché con le etichette LaTeX sa sempre che numero ha e in che pagina si trova l’oggetto a cui ti riferisci.

                    Lasciando libero LaTeX di mettere le figure dove stanno meglio tipograficamente e usando la fraseologia giusta e le etichette, non sono le figure o le tabelle che ti impediscono di avere un buon riempimento della pagina. Sono piuttosto le equazioni, o meglio i sistemi di equazioni che possono dare dei problemi, perché le equazioni non possono essere lasciate flottare, esse sono davvero parte del discorso; le figure e le tabelle non lo sono in senso stretto.

                    in risposta a: FancyHDR testatine indice e capitoli #73370
                    OldClaudio
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                      repez” post=73018non è che non volevo usarli anzi, ma non capivo proprio il procedimento di utilizzo ovvero una volta scritto per esempio \label{cap:pippo_e_paperino} sotto al capitolo cosa faccio? poi per esempio io non mettevo mai questi riferimenti prima ma usando il comando per mettere le equazioni \begin{equation} e mi capitava di invertire i capitoli a lavoro ultimato e la numerazione delle equazioni si rimetteva a posto da sola non sò se mi sono spiegato..

                      La numerazione, sì, si rimette a posto da sola, ma le citazioni, no. lo stesso vale per la numerazione dei capitoli, dei paragrafi, dei sottoparagrafi, eccetera; LaTeX usa sempre i numeri giusti ma le citazioni scritte a mano, cioè senza fare uso di \label \ref \pageref \vref sono da correggere tutte e mano; prendi questo esempio:
                      `
                      …
                      \chapter{La tricotetratomia}\label{ca[:tetratricotomia}
                      Bla bla bla
                      …
                      \chapter{…}\label{cap:…}
                      ….
                      \chapter{***}\label{cap:***}
                      …
                      \chapter{Analisi dei risultati}\label”cap:analisi_risultati}
                      Come preannunciato nel capitolo~\ref{cap:tetratricotomia} e come descritto…
                      qui si presentano i risultati ottenuti con i metodi descritti.
                      …
                      `
                      Vedi quindi che l’oggetto da citare è etichettato (\label) mediante un nome facile da ricordare. Diversi capitoli dopo lo vuoi citare, ma non lo fai andando a vedere che numero aveva quel capitolo, ma lo citi (\ref) usando l’etichetta che hai dato all’oggetto da citare. e non hai bisogno di sforzarti a immaginare quale possa essere quel nome. Se poi decidi di invertire il capitolo … con il capitolo “La tetratricotomia”, non devi preoccuparti di nulla, l’etichetta resta la stessa, il numero del capitolo cambia, e la citazione fa riferimento al numero giusto, sempre, purché tu compili due volte; dopo la seconda compilazione i riferimenti incrociati sono tutti sempre corretti.

                      Ora credo che se tu avessi avuto dei dubbi su cosa servano le etichette, dovrebbero esserti passati; dovrebbe esserti chiaro anche come si usino. Più li usi e più ti domandi perché non ne ha fatto uso da sempre. Sono di una comodità estrema.

                      in risposta a: Ancora sulle frecce in TikZ #73805
                      OldClaudio
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                        @Marco
                        87, sai che sono impallinato di documentazione; ho aperto con texdoc la documentazione di tikz e dopo due click di numero ero a pagina 442, in fondo, e a pagina 43, in testa, e nell’esempio “arrow 1” è esattamente quello che vuoi, se ho capito il tuo problema. E se non vuoi scriverci niente dentro, ti basta lasciare vuoto il gruppo del testo da inserire nel nodo, oppure puoi metterci uno strut orizzontale (che ruota insieme alla freccia) che ne stabilisce le dimensioni; lo strut orizzontale si crea con \rule{lunghezza}{0pt}.

                        in risposta a: “bordare un teorema” #73826
                        OldClaudio
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                          Io l’immagine l’ho vista (si tratta di copiare la riga del link e incollarla nell capmo degli url di un qualsisi browser; strano che la riga non fosse blu e il testo usato come ancora per l’url).

                          È microscopica e ingrandendola il testo si sfuma completamante lasciando delle striature grigie al posto delle parole. Tutta via si capisce che cosa vorrebbe ottenere @noisemaker. vorrebbe mettere nel bordo fouri della giustezza un filetto nero o colorato abbastanza evidente per richiamare il teorema.So che c’è un pacchetto per fare queste cose.


                          @cfiandra
                          , non credo che mdframed serva allo scopo, o forse si? puoi confermarlo?

                          in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72780
                          OldClaudio
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                            main_memory = 3000000 % words of inimemory available; also applies to inimf&mp
                            extra_mem_top = 0 % extra high memory for chars, tokens, etc.
                            extra_mem_bot = 0 % extra low memory for boxes, glue, breakpoints, etc.

                            Non capisco bene che cosa siano quella “high memory” e “low memory”, se i due valori siano indipendenti, di quanto sia possibile/consigliabile aumentarle. Due valori possibili sono 2 milioni e 4 milioni; ma andrebbe bene metterle entrambe (poniamo) uguali a 10 milioni? A 100 milioni? La prima a zero e la seconda a 100 milioni? La prima a 100 milioni e la seconda a zero? Insomma, avrei bisogno di informazioni così. E se volessi modificare anche la “main_memory”? Potrebbe essere necessario? Ovviamente, tutto questo è terrificante, mi ricorda gli albori dell’informatica, quando si doveva specificare a mano l’occupazione della memoria per ogni applicazione; oggi queste cose le fa automaticamente l’OS; analogamente, dovrebbe pensarci LaTeX, a prendere la memoria che gli serve! Mi hanno detto che Lua lo fa, ma LaTeX no.

                            Come vedi è scritto di finaco a ciascun tipo di memoria a che cosa serve; la main memori è un po’ di uso generale e le statistiche alla fine del file log parlano essenzialmente di quella, anche perché la maggior parte degli utenti non ha riservato nulla per le memorie extra alta e/o bassa, quindi è difficile riportare statistiche su qualcosa che non c’è.

                            Le altre due servono per memorizzare le cose che vi sono scritte nei file di commento. Perché una sia memoria alta e una bassa non lo so e non è molto importante, salvo il fatto informatico di riservare quei pezzi di memoria in aree della memoria reale disponibile ad indirizzi alti piuttosto che bassi; Tutte queste aree di memoria sono stivate nella RAM quando sono in uso, quindi i massimi dipendodono da quanta ram si dispone; 100MiB potrebbero essere troppo in una vecchia macchina con 500MiB di RAM, e un ammontare insignificante in na macchina come quella di Tommaso che ha 8Gib di Ram; ma dipende sempre da quanta ram è impegnata dai programmi e dai dati dei processi residenti e di quanto swap di memoria si è disposti a sopportare; più si scambiano dati fra la RAM e il disco, più lenti sono i processi “più” significa una maggiore quanti dati di dati e uno scambi più frequente.

                            Con i nostri Mac standard con 4GiB di Ram i numeri che hai proposto non dovrebbero dare problemi; ma se sia meglio aumentare la memoria bassa piuttosto che quella alata dipende dal numero e TIPO di dati da memorizzare. Con pgfplots sembrerebbe che le scatole siano l’oggetto più usato e del quale ci sia maggiore necessità di memoria.

                            Ricorda quanto ho detto sulla risoluzione delle figure vettoriali; esse sono a risoluzione “infinita”, stiracchiando il significato delle parole, ma non ad occupazione di memoria infinita, anzi. Se volevi dire con un numero alto di campioni, e poi questi campioni sono 100 o 200 (o 900 = 30 \times 30) per quelli bidimensionali, si tratta di numerosità forse leggermente superiori alle reali necessità, ma non riguardano la risoluzione, a meno di non voler stiracchiare anche qui il significato delle parole.

                            Anche se pgfplots fa cose meravigliose, esso deve sempre fare i conti con una macchina che esegue calcoli con i numeri interi e solo con i numeri interi; quindi ogni operazione con i numeri fratti richiede continue acrobazie che in un modo o nell’altro convertono i numeri fratti in numeri interi, eseguono i calcoli sui numeri interi, poi riconvertono i risultati in numeri fratti.

                            Lualatex sa fare i conti con il linguaggio lua, quindi non mi meraviglio se il suo modo di fare i conti sia più efficiente.

                            il motore luatex usa la memoria dinamica in automatico? Ahi, ahi ahi; questo può essere utile se chi usa un programma sa quello che sta facendo; può essere disastroso se succede il contrario. Non è un caso se negli anni ’80 c’erano i fautori di C che allocava memoria dinamicamente e i fautori di FORTRAN, non non faceva uso di allocazione dinamica. Entrambi i gruppi avevano buone frecce ai loro archi; ma sulle macchine piccole, quelle disponibili allora, avevano la meglio i fautori di FORTRAN, perché la RAM disponibile era così piccola che era necessario un controllo preciso dell’occupazione della memoria.

                            Knuth è stato molto cauto nel definire il programma iniziale scritto per essere compilato con Pascal, che in realtà inizialmente era un preprocessore per far eseguire FORTRAN, quindi l’allocazione dinamica era solo simulata. pdftex, il motore di composizione, fa lo stesso: richede una quantità precisa di memoria al sistema operativo e in quella fa quello che viole, apparentemente allocando la memoria che gli serve, ma in realtà non ne può usare un byte in più di quella allocata inizialmente. Lorenzo, io non sono un informatico, ma gli informatici in rete ti possono spiegare meglio quello che ti ho detto da “orecchiante”. Quello che ti posso dire e che ho cercato di sottilineare in questo fileno, è che bisogna fare di tutto per restare nella memoria disponibile, senza chedere nesuuna allocazione dinamica e possibilmente senza chiedere inizialmente nemmeno una grande allocazione statica come si può fare con oggi con texmf.cnf.

                            [Tommaso que file che hai trovato si trova nel ramo doc della distribuzione, quindi può forse servire a texdoc per fornire qualche informazione sul suo contenuto, ma non viene mai usato dai programmi né di inizializzazione né di composizione, perché il ramo doc non si trova su nessun percorso di ricerca per i file eseguibili suddetti.]

                            Ciao
                            Claudio

                            in risposta a: Longtable #73513
                            OldClaudio
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                              Già, scusami; quando scrivo con TeXShop ho il controllo automatico dell’appaiamento delle graffe; quando scrivo sul forum talvolta ho delle difficoltata a contare le parentesi aperte e chiuse. Errore mio, e correzione tua giustissima.

                              in risposta a: Aggiornare miktex 2.9 windows 7 64 bit #73701
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                PS: riguardo la domanda su Gimp in ambiente windows dove/a chi posso chiedere qui nel forum?

                                Questa sezione “Altri programmi” è la sezione giusta.

                                in risposta a: Longtable #73508
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  @Matraz
                                  , capisco che quel link sia un tutorial, ma tutte le tabelle e gli esempi riportati fanno grande sfoggio di filetti orizzontali e veritcali, il che è tipograficamente scorretto.


                                  @damu
                                  , booktabs non fa crashare niente se ne usi i comandi correttamente; NON si usano come \hline e \cline e non ammettono filetti verticali.
                                  In ogni caso la documentazione si legge dando da terminale il comando texdoc booktabs.

                                  Se il mio codice da degli errori, ti posso aiutare a correggerli se mi dici che cosa c’è scritto nel file log diciamo 20 righe prime e 10 righe dopo il messaggio d’errore. A me non da errori, ma io non lavoro con gli stessi dati che usi tu.

                                  Il consiglio di @Matraz di girare la tabella ti permette di usare il pacchetto pdflscape che accetta el tabelle lunghe ruotate e distribuite su più pagine; la documentazione si legge sempre con texdoc nome_del_pacchetto. Ma le tabelle lunghe vano comunque gestite con la parametrizzazione a \textwidth, (o \textheight per le tabelle ruotate) come ti ho indicato.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 8,626 al 8,640 (di 11,287 totali)

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