OldClaudio

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  • in risposta a: Problema con compilazione e \newcommand [RISOLTO] #118656
    OldClaudio
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      @Clipoth, non perdere tempo con queste cose; non hai nessun bisogno di cambiare in continuazione il frontespizio e inoltre se lo compili mediate l’editor, e non con la riga di comando, vedi subito come è venuto; poi una volta che il frontespizio ti piace, o te ne disinterssi e lasci che LaTeX faccia il suo mestiere, oppure usi l’apposita dichiarazione prevista dal pacchetto frontespizio e non lo modifichi più, finché, almeno, non hai bisogno di modificarlo.

      Ricapitolo:

      1) Apri il tuo editor, che hai detto essere TeXstudio.

      2) Apri il file della Tesi.tex e lo compili

      3) Senza chiudere la finestra di Tesi.tex, apri un’altra finestra con Tesi-frn.tex, cioè azioni la voce di menù Open che poi ti chiede il nome del file da aprire.

      4) Compili Tesi-frn.tex se va bene sei a cavallo, se lo vuoi modificare clicchi sulla finestra di TeSi.tex e apporti le modifiche che ritieni necessarie.

      5) Clicchi sulla finestra di Tesi-frn.tex; e compili.

      6) Ripeti il ciclo 4-5-4-5… quante volte ti occorre per essere soddisfatto.

      7) Quando sei soddisfatto; chiudi al finestra di Tesi-frn.tex e non pensarci più

      La finestra dei file sorgente, naturalmente, occupa tutto lo spazio disponibile, non hai due finestre distinte; ma nella cornice superiore di ogni finestra c’è il nome del file. Inoltre TeXstudio aggiorna automaticamente un file TeX che è stato modificato da un altro programma, in questo caso da pdflatex stesso, quando ha (ri)compilato TeX.tex

      Come vedi non devi tribolare con la riga di comando, né con l’aprire e chiudere le finestre; con TeXstudio le hai sempre entrambe a disposizione, basta cliccare sul nome scritto nella cornice e cambi finestra.

      Se guardi bene la barra laterale sinistra, vedi che di è la struttura del tuo documento e la prima riga, se hai usato le righe magiche, contiene le parole MAGIC COMMENTS. Se non le hai usate; apri a destra l’Aiuto/help di TeXstudio e cerca magic comments; in 5 minuti saprai tutto sulle righe magiche.

      Per le pipe (i tubi con le solite metafore anglo-informatiche sono quelle cose che raccolgono l’output di un programma e lo inviano direttamente a un altro programma o allo stesso programma con argomenti diversi o con impostazioni diverse. Per la programmazione moderatamente avanzata sono utilissime. Pensa che rovistando nell’archeologia dei sistemi operativi di MircoSoft, le pipe erano già presenti nella prima versione dei calcolatori IBM all’inizio degli anni ’80; a quei tempi non c’erano nemmeno le finestre e non ricordo se disponessero già del mouse; mi pare che il mouse e le finestre siano state introdotte dalla Apple quando quei due ragazzi in un garage costruirono il primo calcolatore Apple, pochi anni dopo l’introduzione degli IBM. Al Poli di Torino, nel loro museo della tecnologia dispongono di un esemplare di quel calcolatore Apple che funziona ancora oggi.

      Non devi necessariamente diventare un programmatore per usare LaTeX, ma qualche nozione di informatica non guasterebbe, anzi direi che ti aiuterebbe per capire meglio come usare bene quegli oggetti che oggi permeano le nostre vite.

      in risposta a: Problema con compilazione e \newcommand [RISOLTO] #118654
      OldClaudio
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        Infatti, in quel messaggio @Doc ha spiegato come fare tutto in un colpo.

        LA soluzione che lui ti ha dato funziona su tutte le macchine. Windows, Mac, Linux;La barra varticlae serve appnto per creare una “pipe” sia che cos’è? No? vuol dire che non sai usare abbastanza il to calcolatore e in particolare la finestra comandi. Ma nel tuo caso la cosa non è così importante, perché con TeXstudio puoi tenere aperte diverse finestra, e in questo caso sia Tesi.tex sia TeS-frn.tex; Se fai delle modifiche al fronespizio puoi rendere attiva la finestra TeSi-drn.tex e vedere se le modifiche vi appaiono già; altrimenti puoi certmente cliccare un bottone o una voce di meno che impanga il “refresh” del file. (naturalmente puoi anche chiuderlo e riaprirlo, ma se c’è il bottone refresh, fa tutto l’editor. da sol).
        Ci sarebe anche un altro modo molto ì automatico; usi lo script arara; puoi sostituire fra le righe magiche iniziali “% !TEX TS-program =pdflatex” (se stai usando le righe magiche) con % !TEX TS-program=arara.e poi scriverci 3 comandi arara come raccontato nella documentazione di arara: Terminale: texdoc arara –> invio.

        Ammetto che io uso arara meno di quanto potrei, ma per natura diffido dai programmi che fanno troppe cose; tuttavia arara fa le cose, a mio parere, molto meglio di latexmk o altri script simili.

        LA soluzione di @Doc, l’avevo vista a suo tempo, ma non perché non mi piacesse, non l’ho mai usata né per quello scopo né per alri scopi. O meglio: l’ho indicata fra le csoe da usare per costruire un file archiviabile lavorando con xelatex; detto questo l’ho usata solo per quello scopo e per concludere che xelatex non è la via migliore per creare file archiviabili.

        in risposta a: Errore in riferimento bibliografico [RISOLTO] #118646
        OldClaudio
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          Se usi l’ambiente thebibliography in cui hai messo a mano gli elementi che costituiscono ogni riferimento, la bibliografia viene composta tutta con o senza \nocite{*}. Questo serve quando bibtex o biber estrae da un file bibliografico solo gli elementi citati; potresti anche scrivere \nocite{lista di chiavi di riferimenti non citati}.

          Invece, ogni volta che elabori un file .bib con bibtex o con biber \nocite{…} serve appunto a indirizzare quei programi a creare il file .bbl in modo che contenga tutti i riferimenti citati o non citati a seconda dell’argomento di \nocite.

          in risposta a: Errore in riferimento bibliografico [RISOLTO] #118644
          OldClaudio
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            Sei sicuro che non basti inserire il comando [tt]\nocite{*}[/tt] ?

            in risposta a: subfigure … affiancare figure #118629
            OldClaudio
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              Non vedo altre soluzioni possibili e ragionevoli.

              in risposta a: lualatex e visualizzatore #118631
              OldClaudio
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                davidebond” post=119091Salve. Esiste per caso un visualizzatore per Lualatex, come per il pdflatex e latex? Invece, devo sempre aprire e chiudere il file pdf. Sumatra lo uso per altro e non vorrei creare casini. Lo stesso vale per ghostscript.

                Grazie e ciao,

                davide

                P.S. Se volete giocare, qui c’è roba veramente interessante:

                http://lua-users.org/wiki/ComplexNumbers

                Visto che parliamo di matematica, non voglio avviare nessuna polemica, credetemi, mi sono comprato la 17a edizione del Chicago Manual of Style. A p. 689, paragrafo 12.41 esso afferma che il differenziale in un integrale può essere scritto tanto in tondo che in corsivo (se non ho capito male). Ovviamente, non prende grande posizione lasciando fare al mondo della matematica.

                La tua prima domanda implicache tu non usi un editor intelligente, o non lo hai configurato come si deve; mi pare di ricordare che tu esegui sempre le tue compilazioni lavorndo da line di comando; e da line di comando non puoi fare diversamente.
                Se su Windows usi SumatraPDF, lo puoi collegare a qualunque editro intelligente, per esempio TeXstudio, ma anche emacs, in modo che le due finestre, quella di editing del file sorgente, e quella di preview del file composto siano presenti entrambe sullo schermo e siano sempre sincrone, nel senso che ad gni compilazine del sorgente i file nella finestra PDF sia automaticamante aggiornata; inoltre cliccandosu un punto del file sorgente l’altra finesta ti mostra il punto corrispondente del PDF e viceversa. Tutto ciò indipendentemente che tu stia compilando con pdflatex, lualatex o xelatex non ha nessuna importanza; la funzionalità è sempre la stessa.

                Per quel che riguarda il segno del differenziale esso può essere sia corsivo sia tondo come dice il Chicago Manual of Style; ma sono obbligati a usare la forma tonda quelli che devono applicare la norma ISO-80000 nelle sue successive varianti; questa norma si applica alla fisica e alle tecnologie; io estenderei il concetto dicendo che si applica a tutte le scienze che usano la matematica delle grandezze (coppie ordinate formate da un numero reale, generalmente dotato di incertezza, e un simbolo letterale di una o più lettere; rispettivamente la misura e l’unità di misura della grandezza); la norma ISO non si applica alla matematica pura e alle altre scienze che non usano la matematica delle grandezze.
                Non lo dico in forma polemica; mi riferisco solo alle norme internazionali. E siccome io uso la matematica delle grandezze, visto che la mia formazione è quella di un ingegnere, io rispetto la norma ISO nei miei scritti che trattano sempre di grandezze. Rispetto la posizione dei matematici, i quali, invece, considerano una profanazione quella di scrivere il differenziale in tondo. È vero, loro non ne hanno bisogno, perché la loro matematica non è quella delle grandezze.

                per quanto concerne Complex Numbers non ho dubbi che si tratti di una interessante opzione per lavorare con i numeri complessi, affidando a Lua il compito di eseguire i calcoli necessari. Tuttavia, non dico che quel pacchetto scopra l’acqua calda, perché realizzare in Lua i calcoli con i numeri complessi non deve essere stato facile. Tuttavia vorrei segnalare che io ho realizzato le macro per lavorare con i numeri complessi da circa 14 anni, ben prima che Lua apparisse; ne presentai i miei primi risultati al TUGmetting del 2006, ma li avevo già incorporati nel mio file curve2e.sty; capisco perfettamente che curve2e serve per estendere le funzionalità di pict2e, il quale estende le funzionalità dell’ambiente picture che risale nella sua forma originale a LaTeX 2.09 nato nel 1984 in modo veramente troppo primitivo e quasi inutilizzabile. Capisco quindi che oggi si preferiscano altri pacchetti per il disegno programato come TikZ e PSTricks, ma, guarda caso il 90% dei disegni che io faccio sono disegni complessi epr i calcoli che richiedono, ma sono semplici dal punto di vista grafico e li realizzo molto meglio con curve2e; Recentemente ho pubblicato il pacchetto euclideangeometry che estende ulteriormente curve2e in modo da poter disegnare figure geometriche e le loro costruzioni in modo che a me pare molto utile specialmente per insegnare la geometria nelle scuole secondarie di secondo livello e nei corsi propedeutici della laurea triennale; il tutto realizzato al matematic dei numeri complessi calcolati senza ricorrere a Lua ma lavorando solo con le funzionalità di LaTeX, in particolare del nuovo LaTeX3 (ancora sperimentale, ma già attivo alla grande in un notevole numero di pacchetti di uso comune).

                Tuttavia è interessante che il concetto di lavorare con i numeri complessi si stia estendendo ad altri compilatori. Grazie della segnalazione.

                in risposta a: hardware e latex [risolto] #118620
                OldClaudio
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                  Voi dire che il software per la tua stampante pesa 5Gibyte? e che quel software contiene circa 150.000 componenti distinte?

                  In realtà l’installatore MacTeX per le macchine Mac fa quello che dici; scarichi un solo file .pkg di circa 3.5Gibyte (se il collegamento internet è buono, potrebbe volerci un quarto d’ora); ci clicchi sopra; rispndi a qualche domanda per approvare la licenza e il luogo dove memorizzare il software; poi in 5 minuti hai installato TeX Live completo, piì alcune app per il MAc sia per gestire gli aggiornamenti, sia per disporredi funzionalità specifiche del Mac. MA come tutti sanno le macchine Mac sono molto più omogenee delle macchine Windows; non parliamo di Linux che ha centinaia di “incarnatiion” diverse. Ecco perché TeX Live viene distribuito con un processo di installazione che dovrebbe funzionare con qualunque piattaforma; finora i tentativi di avere un installatore più facile da usare con Windows e Linux non sono andati a buon fine; anche qui sul forum se ne è parlato; Per MiKTeX ci sarebbe un file .pdf interattivo, mi pare che si chiami ProTeX.pdf, che fa un bel mestiere, ma installa una versione di base, configurando il tutto per il caricamento automatico dei pacchetti mancanti solo quando occorrono; se non sei in rete, la cosa, evidentemente, non funziona.

                  Questo è uno dei tanti motivi per il quale resto affezionato al Mac. Col Windows di mia moglie incontro sempre delle difficoltà, anche se è pensato per una moltitudine di utenti poco informatizzati. Mah, forse è solo una questione di abitudine.

                  in risposta a: subfigure … affiancare figure #118626
                  OldClaudio
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                    opia quel link che non funziona. lo evidenzi poi premi cntol+C
                    apri on’altra finestra del navigatore in internet; porti il cursore nella finestrella per scrivere l’url; clicchi; premi control=V, premi enter. e vedrai che il vecchio dialogo qui sul forum si legge benissimo; si come vi ho partecipato anch’io, li ho scritto le stesse cose che ho scritto a te.

                    Lì ho scritto anche il vecchio proverbio sessista: non puoi avere la moglie ubriaca e la botte piena; tradotto senza sessismi, non si può avere il meglio di due cose opposte, se non raggiungendo un compromesso; ma certamente prima devi fare i conti, con il doppio decimetro in mano per calcolare esattamente la larghezza della tua gabbia, devi provare a disegnarci dentro le quattro figure come vorresti tu; e infine vedendo quanto le devi fare piccole per allinearle su una sola riga. E se sono troppo piccole, non puoi farle stare in una sola riga.

                    in risposta a: aumentare la dimensione del testo #118597
                    OldClaudio
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                      Be’ certamente cambiare il formato della carta non influisce sulle dimensioni degli oggetti diversi dal testo.

                      Con le immagini la soluzione esiste e dovrebbe essere sempre seguita su qualunque formato di carta si scriva è è quello di dimensionare le figure non con unità assolute, come per esempio width- 7cm; è chiaro che cambiando carta quei 7 cm non cambiano; ma se scrivi width=0.7\linewidth sei a posto nel 99% dei casi; Infatti l\inewidth rappresenta il valore corrente della giustezza. quindi dentro un ambiente figure scomponendo a una colonna, \linewidth uguaglia \textwidth; se invece sei a duel colonne \linewidth vale \columnwidth. siccome cambiando carta cambiano del dimensioni dello specchio di stampa, è evidente che \linewidth va sempre bene perché si accorda sempre con la giustezza corrente.

                      Per le equazioni e le tabelle devi invece arrangiarti pensandole per un giustezza minore di quella che avresti su un grande foglio; con le equazioni si possono usare gli ambienti di amsmath per spezzare le righe di matematica dove è lecito spezzare una espressione , cos che sa solo l’autore, e non LaTeX. per le tabelle ci sono tanti espedienti; c’è una guida tematica sulle tabelle, non hai che da sbizzarrirti.

                      Ricorda che se vuoi rimpicciolire i font con cui sono composte equazioni e/o tabelle devi specificare il nuovo corpo prima di aprire l’ambiente matematico Quindi una cosa come `{\small \[ a^2 +b^2 = c^2 \]}`; analogamente per le tabelle puoi approfittare che le metti dentro n ambiente table, quindi puoi scrivere `\begin{table}\small\begin{tabular}{…}…\end{tabular}\end{table}`.

                      Ma:
                      1) non tutte le equazioni e tutte le tabelle composte in A4 riempiono tutta la giustessa; quindi quando passi ad A5 il rapporto di riduzione dello specchio di stampa è attorno al 70%, tutte le equazioni e tabelle che erano il 70% della giustezza in A4, arrivano a riempire la giustezza componendo in A5; perle altre se usi \small recuperi un altro 10% e se usi \footnotesize recuperi un 20%.

                      2)Con le tabelle puoi ridurre la distanza intercolonna impostando [tt]\tabcolsep=3pt[/tt] puoi recuperare molto. puoi ruotare le tabelle grandi abbastanza da riempire quasi una pagina in A5, quando invece erano grandi ma ci stavano diritte in A4. Insomma ci sono tanti modi da usare caso per caso.

                      in risposta a: hardware e latex [risolto] #118617
                      OldClaudio
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                        No, ti lamenti di cose inesitenti.

                        LuaLaTeX è leggermente più lento di XeLaTeX il quale a sua volta è più lento di pdfLaTeX; sembra che proceda a scatti perché alcune operazione, come l’inserimento e lo scalamnto delle figure, gli chiedono qualche attimo in più rispetto agli altri due compilatori.

                        Biber, invece è decisamante più lento del vecchio BiTeX; fa molte, molte cose in più rispetto a BibTeX e quindi lavora molto di più. sarebbe desiderabile se mostrasse la progressione del suo lavoro, mediante, per esempio una linea punteggia che si allunga via via che il lavoro procede (ricordiamo che si tratta di un eseguibile da linea di comando, quindi non beneficia delle righe continue e colorate delle interfacce grafiche); sarebbe desiderabile che scrivesse qualche cosa di più durante l’elaborazione, invece di scrivere tuttoil log sia sulla console sia nel file .blg. Talvolta si ha l’impressione che durante lo svolgimento di biber il calcolatore si sia inchiodato. Abbi pazienza. Anch’io uso quasi sempre il vecchio BibTeX con gli stili bibliografici un po’ datati, a meno che non abbia delle bibliografie particolari da comporre. MA potendo e accontentandomi uso quasi sempre i file .bst e BibTeX; talvolta biblatex+bibtex,ma sono costretto a rinunciare a certe funzionalità.

                        in risposta a: subfigure … affiancare figure #118623
                        OldClaudio
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                          drudox” post=119073Salve a tutti vorrei sapere perche` il seguente codice non mi da` le figure affiancate ma una sopra l’altra …

                          `
                          \documentclass[]{article}
                          \usepackage{amsmath}
                          \usepackage{verbatim}
                          \usepackage{geometry}
                          \usepackage{rotating}
                          \usepackage{subfigure}
                          \usepackage{hyperref}
                          \usepackage{graphicx}

                          ..

                          \begin{figure}[h]
                          \begin{center}
                          \subfigure[][Re = 67.9388536 ]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_56,72.pdf}
                          \label{fig:1}
                          }
                          \subfigure[][Re = 76.2821222]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_60,80.pdf}
                          \label{fig:2}
                          }
                          \subfigure[][Re = 94.0047870 ]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_75,95.pdf}
                          \label{fig:3}
                          }
                          \subfigure[][Re = 103.1357506]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_85,106.pdf}
                          \label{fig:4}
                          }
                          \end{center}
                          \caption{Taylor-Reynolds Number}
                          \label{fig:re}
                          \end{figure}

                          \begin{figure}[hb]
                          \begin{center}
                          \subfigure[][Re = 111.7193443 ]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_90,110.pdf}
                          \label{fig:5}
                          }
                          \subfigure[][Re = 117.7465437 ]{
                          \includegraphics[width=.45\textwidth]{ALPHA_st_95,120.pdf}
                          \label{fig:5}
                          }
                          \end{center}
                          \caption{Taylor-Reynolds Number}
                          \label{fig:re1}
                          \end{figure}
                          `

                          Dove sbaglio ?

                          Direi nel fare i conti; come pensi che quattro subfigure non separati da fine riga possano stare allineati in orizzontale queldo ogni figura inclusa è larga 0.45\textwidth?
                          Da me 4 per -.45 fa 1.8; in più ci sarebbero gli spazi di separazione fra una figura e l’altra quindi la tua impostazone richederebbe almeno due righe di figure;

                          Inoltre l’opzione di posizione dell’ambiente flottante figureche hai specificato con [h] , se non si specificnao altre opzioni di posizione, NON SI DEVE MAI USARE, specialmente con ambienti grandi come i tuoi. È scritto in ogni guida che h non va mai da solo, perché, se “proprio qui” non c’è abbastanza posto per metterlo, blocca la coda delle figure (o delle tabelle) che escono poi tutte assieme alla fine di un capitolo o del documento.

                          in risposta a: Utilizzo della citazione in italiano con natbib #118609
                          OldClaudio
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                            No, natbib non ha un’opzione per la lingua; ma non è troppo difficile da modificare; o meglio non è difficile partire da natbib.bst copiandolo in natbib-it.bst; e poi editando questo per “correggere” qui pochi punti in cui l’italano e l’inglese sono sostanzialmente diversi. Non è banale, e all’inzio si modifica qualcosa in modo sbagliato, ma dopo qualche risultato sbalgiato, si comincia a capire il liguaggio strano in cui sono scritti tutti i file di stile bibliografico con estensione .bst.
                            Se inve usi biblatex, con l’opzione natbib, e specifichi l’italiano,il tutto dovrebbe funzionare correttamente come @samiel pensa che succeda anche per natbib.bst. Sarebbe desiderabile, ma, ahimè, non è così.

                            in risposta a: aumentare la dimensione del testo #118594
                            OldClaudio
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                              Vuoi scherzare? il foglio A5 è di 210mm d’altezza e di 145mm di larghezza; se lasci anche solo 15mm di marigne da tuttii lati, lo specchio di stampa si riduce a 115mm per 180mm; piuttosto piccolo.
                              Devi forse scrivere più grande perché devi rimpicciolire il foglio in fase di stampa? quella non è la soluzione giusta; imposta nella classe il formato di carta a5paper, e ripeti l’opzione per il pacchetto geometry.. Poi se proprio devi andare su A5, stmpa due pagine al foglio mediante il pacchetto pdfpages; poi ovviamente, se devi distribuire foglieti A5, rifili tagli il foglio A4 a metà.

                              Ma non pensare nemmeno di di riempire pagine in formato A4 e poi stamprne due alla volta lasciando fare alla stampe; è chiaro che in questo modo il corpo 12pt, viene rimpicciolito come se fosse un corpo di 8.4pt.

                              in risposta a: Problema con didascalie immagini #118613
                              OldClaudio
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                                @Stenus
                                , non puoi pretendere l’impossibile.

                                Innanzi tuti se vuoi mantenere tutto assieme, immagine e didascali devi usare un ambiente che non si spezzi; l’ambiente center si spezza eccome. Quidni usa per esempio l’ambiente minipage.

                                Tuttavia anche con minipage, se la scatola formata da minipage nonci sta perché la paigna è finita; o riformuli il testo che viene prima, o lascia andare la figura nella pagina successiva oppure, e questo è quello che fa la buona tipografia, usi l’ambiente flottante figure che permette a LaTeX di mettere figura e didascalia dove c’è posto; e fai riferimento alal figuranon con “come si vede in questa figura” ma con come si vede nella figura~\ref{etichetta} nella pagina~\pageref{etichetta}”. Oppure, ancora, allunghi la pagina di un paiodi righe conil comando \enlargethispage, ma corri il rischio che la didascalia venga coperto dal numero dela pagina, se questo si trova nel piedino.

                                Vedi che non c’è soluzione sicura, tranne l’ambiente flottante figure?

                                Hai letto qualche guida? In tutte le guide si dice espressamente che gli oggetti grandi vanno fatti flottare; a me è capitato di dover far flottare grosse equazioni, e la cosa è piuttosto difficlie. MA la tua no: basta l’ambiente figure.

                                in risposta a: aumentare la dimensione del testo #118590
                                OldClaudio
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                                  Danesi” post=119060Buongiorno, vorrei sapere se c’è un modo per aumentare la dimensione di tutto il testo del documento evitando di utilizzare i comandi tipo \large.
                                  Ho provato a inserire all’interno del seguente codice : \documentclass[12pt,a4paper,openright, twoside]{report} 14pt al posto di 12pt ma mi compila il file come se non fosse stato modificato.
                                  vi ringrazio

                                  LaTeX non prevede di default che si usi un copro normale più grande di 12pt; d’altra parte corpi maggiori sono solo per ipovedenti o bambini che non hanno dimestichezza con la lettura.

                                  Ma ci sono alcune classi che prevedono l’uso di corpi normali damolto[iù piccoli a moltopiù grandi; per esempio la classe memoir; se invece di book, specifichi memoir e al posto di 12pt metti 14pt, to lo prende.
                                  Esiste anche un pacchetto scrextend che ti permette di specificare qualsiasi valore per il copro normale (credo entro certi limiti, ma comunque qualunque valore, anche fratto è accettabile.

                                  Va da se che entrambi questa classe e questo pacchetto funzionano con font scalbilile con continuità, magari a tratti, ma comunque con continuità; Con i font Compuer Modern, quelli di default; non funzionano; con i font CM-Super ptrebbero funzionare, ma bisognarebbe caricare altri pacchetti.

                                  Va da se che prima di usare la classe o il pacchetto bisogna leggerne la documentazione.

                                  Dunque ti ho spiegato come fare; ti raccomando di non farlo! 12pt va più che bene per lettori adulti e privi di disabilità visive, anche se portano occhiali da ipermetrope o da brachimetrope.

                                  Con i word processor potresti farlo facilmente, ma quello che otterresti non sarebbe buona tipografia; LaTeX serve per comporre tipograficamente e produce testi di alta qualità tipografica. I word processor, come dico sempre, servono per documenti commerciali, burocratici, e simili, in cui conta solo scrivere in modo che anche una persona non pratica di tipografia possa scrivere quei documenti senza nessuna conoscenza tipografica.

                                  Trai tu le tue conclusioni.

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