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inputenc va caricato con l’opzione di una codicifica, per esempio
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\usepackage[utf8]{inputenc}
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ma devi essere sicuro di poter salvare il tuo file con la codifica utf8, altrimenti succede un c…Invece di utf8 puoi usare latin1 se devi scrivere in italiano.
Devi anche usare la specifica
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\usepackage[T1]{fontenc}
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per usare font che contengano già le lettere accentate; magari puoi usare il pacchetto lmodern per usare i font Latin Modern, oppure txfonts per usare i font times, oppure pxfonts per usare i palatino, oppure… C’è solo l’imbarazzo della scelta.Se disponi di una tastiera italiana, come mi pare di vedere dal tuo prover\’ò (attento quella o viene ad avere due accenti), considera che la soluzione nativa delle macro per gli accenti ti farebbe diventare matto, perché in italiano si usa sempre l’accento grave, tranne sulla e che lo può avere grave o acuto a seconda della grammatica; per quelle macro dovresti usare il segno `, che come vedi NON è un apostrofo; questo segno sulla tastiera di una macchina Windows lo ottieni premendo il tasto Alt, mentre sul tastierino numerico scrivi il numero 96, molto, molto scomodo. Invece la tastiera italiana ha già le sei lettere minuscole à, è, é, ì, ò ù che con la codifica giusta ti vengono trasformate nella corrispondente lettera accentata nel documento finale; le macro per gli accenti le devi quindi usare solo con le maiuscole, e scriverai \`E, oppure UNIVERSIT\`A; l’apostrofo al posto dell’accento dopo la lettera maiuscola è un grave errore che si trascina imperterrito dai tempi della dattilografia.
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inputenc va caricato con l’opzione di una codicifica, per esempio
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\usepackage[utf8]{inputenc}
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ma devi essere sicuro di poter salvare il tuo file con la codifica utf8, altrimenti succede un c…Invece di utf8 puoi usare latin1 se devi scrivere in italiano.
Devi anche usare la specifica
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\usepackage[T1]{fontenc}
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per usare font che contengano già le lettere accentate; magari puoi usare il pacchetto lmodern per usare i font Latin Modern, oppure txfonts per usare i font times, oppure pxfonts per usare i palatino, oppure… C’è solo l’imbarazzo della scelta.Se disponi di una tastiera italiana, come mi pare di vedere dal tuo prover\’ò (attento quella o viene ad avere due accenti), considera che la soluzione nativa delle macro per gli accenti ti farebbe diventare matto, perché in italiano si usa sempre l’accento grave, tranne sulla e che lo può avere grave o acuto a seconda della grammatica; per quelle macro dovresti usare il segno `, che come vedi NON è un apostrofo; questo segno sulla tastiera di una macchina Windows lo ottieni premendo il asto Alt, mentre sul tastierino numerico scrivi il numero 96, molto, molto scomodo. Invece la tastiera italiana ha già le sei lettere minuscole à, è, é, ì, ò ù che con la codifica giusta ti vengono trasformate nella corrispondente lettera accentata nel documento finale; le macro per gli accenti le devi quindi usare solo con le maiuscole, e scriverai \`E, oppure UNIVERSIT\`A; l’apostrofo al posto dell’accento dopo la lettera maiuscola è un grave errore che si trascina imperterrito dai tempi della dattilografia.
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Benvenuto con il tuo primo post!O usi le sequenza TeX per mettere gli accenti, tipo \`e al posto di è, oppure chiami il pacchetto inputenc con l’opzione che preferischi, anche in relazione all’editor che usi.
Leggiti l’Arte per scrivere con LaTeX il cui link è qui sopra nella linguetta Documentazione.
Il problema della codifica di ingresso è importante per scrivere con lingue che contengano gli accenti, praticamante tutte tranne l’inglese. Quindi queste impostazioni non sono mai preconfigurate e solo gli angloamericani possono comporre senza usare questo genere di cose per l’input e cose analoghe per l’output.
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Leggendo il file log (bastava che tu inviassi direttamente Documento,log, senza necessariamente aprirlo e salvarlo come log.tex) ho visto che carichi hyperref prima di molti altri pacchetti; hyperref va sempre caricato per ultimo.Anche classicthesis è caricato dopo hyperref e dopo molti altri pacchetti: credo che andrebbe caricato per primo insieme al suo “preamble”. Negli esempi minimi che hai inviato le cose erano diverse.
Inoltre, perché carichi eurosym, quando l’encoding latin9 dispone già del simbolo dell’euro con il comando \texteuro? 🙂
Prova a mettere nell’ordine giusto le chiamante ai pacchetti, e ripeti; forse il problema si risolve da solo.
::egreg9″ post=65784
Mi fa strano la codifica latin9; sei propio sicuro di volerla usare e che non sia il frutto di un copia e incolla?
La codifica latin-9 è praticamente a latin-1, ma ha l’euro.
Ciao
Enricosì, lo so, ma ci sono degli editor che non possono essere configurati con quella codifica; certe= se non usi l’euro e quegli altri tre o quattro caratteri diversi probabilmente anche un editor configurato latin1 funziona.
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Non so cosa dirti; aspettiamo che qualcuno esperto di MiKTeX dica se quello che hai fatto è giusto; ho la sensazione di no, perché sul mio XP, l’ultima volta che c’ero riuscito (malauguratamente senza prendere appunti) avevo fatto diversamente. Prova ad aprire da Start: Programmi ,MiKTeX, …, MiKTeX Help, e vedi che cosa dice lì.Poi cerca il file pdftex.map e vedi se contiene la lista dei font elencati in ugm.map; finché lì non compaiono i nomi la procedura è sbagliata,
Scusami, ma non ti so dire di più e non dispongo più di una versione 2.9 con cui fare esperimenti.
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Non so cosa dirti; aspettiamo che qualcuno esperto di MiKTeX dica se quello che hai fatto è giusto; ho la sensazione di no, perché sul mio XP, l’ultima volta che c’ero riuscit (malauguratamente senza prendere appunti) avevo fatto diversamente. Prova ad aprire da Start: Programmi ,MiKTeX, …, MiKTeX Help, e vedi che cosa dice lì.Poi cerca il file pdftex.map e vedi se contiene la liasta dei font elencati in ugm.map; finché lì non compaiono i nomi la procedura è sbagliata,
Scusami, ma non ti so dire di più e non dispongo più di una versione 2.9 con cui fare esperimenti.
::Alessionon” post=65778Ecco il documento… spero sia arrivato! non capisco se il sito me lo allega o no
`\documentclass[11pt,% % corpo del font principale
a4paper,twoside,openright,% % carta A4, fronte-retro
titlepage,% % frontespzio
fleqn,% % equazioni allineate a sinistra
headinclude,,footinclude,% % testatina e pié di pagina
BCOR5mm,% % rilegatura di 5 mm
numbers=noenddot,% % niente punto dopo il numero delle sezioni
cleardoublepage=empty,% % pagine vuote senza testatina e pié di pagina
tablecaptionabove,% % didascalie in cima alle tabelle
abstracton%
]{scrreprt} % classe report di KOMA-Script;\usepackage[T1]{fontenc} % la codifica dei font
\usepackage[latin9]{inputenc} % imposta la codifica di input
\usepackage[english,italian]{babel} % per scrivere in italiano e in inglese;
% l'ultima lingua (l'italiano) è predefinita
\usepackage{indentfirst} % rientra il primo paragrafo di ogni sezione\usepackage{amsmath,amssymb,amsthm} % indispensabili per la matematica
\usepackage[italian]{varioref} % riferimenti completi della pagina\usepackage{mparhack,fixltx2e,relsize} % finezze tipografiche
\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib]{biblatex}
% un buon pacchetto per la bibliografia;
% lo stile di citazione è autore-anno;
% lo stile “numeric-comp” di riferimenti numerici\usepackage[pdftex=true,bookmarks=true,colorlinks=true,pdftex,hyperfootnotes=false,pdfpagelabels]{hyperref}
\bibliography{Bibliografia} % la base di dati di biblatex
\usepackage[tight,italian]{minitoc} % produce i miniindici all'inizio di ogni capitolo
%\def\ptctitle{indice}
%\def\mtctitle{indice}
%\def\stctitle{indice}
%\setlength{\mtcindent}{0pt}
%\renewcommand{\mtifont}{\normalsize\scshape\lsstyle}\usepackage[babel]{csquotes} % consigliato se si usa biblatex
\usepackage{chngpage,calc} % per impostare i margini del frontespizio
\usepackage{subfig} % sottofigure, sottotabelle
\usepackage{lipsum} % genera testo fittizio
\usepackage{eurosym} % il simbolo dell'euro\usepackage{array}
\usepackage{tabularx}
\usepackage{multicol}
\usepackage{multirow}
\usepackage{enumitem}\usepackage[eulerchapternumbers,% % numeri dei capitoli in Euler
subfig,% % compatibilità con subfig
beramono,% % Bera Mono come font a spaziatura fissa
eulermath,% % AMS Euler come font per la matematica
pdfspacing% % migliora il riempimento di riga
]{classicthesis} % lo stile ClassicThesis\usepackage{arsclassica} % modifica alcuni aspetti di ClassicThesis
%\areaset[current]{336pt}{750pt} % modifica le dimensioni del corpo in quelle di layaureo,
%\setlength{\marginparwidth}{7em} per arsclassica di default sono 312pt x 699pt
%\setlength{\marginparsep}{2em}%%\input{impostazioni-tesi} % un file personale:
% permette di mantenere ordinato il sorgente\begin{document}
\dominitoc
\tableofcontents\chapter{Capitolo}
\minitoc
\mtcskip\section{S1}
\lipsum\section{S2}
\lipsum\subsection{s1}
\lipsum[10]
\subsection{s2}
\lipsum[10]\end{document}`
[attachment=84]Documento.tex[/attachment]
A me compila correttamente con la parola INDICE. Mi fa strano la codifica latin9; sei propio sicuro di volerla usare e che non sia il frutto di un copia e incolla?
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Devi creare e/aggiornare le mappe dei font.
Ti confesso che uno dei motivi per cui ho abbandonato MiKTeX è stata proprio la difficoltà di mettere a posto le mappe dei font; spero che qualcun altro ti aiuti.
altrimenti non ti resta che scaricare MiKTeX e carica re TeX Live e su questo proprio oggi c’è stata una conversazione proprio su queste cose per un altro utente che aveva installato MathTime, ma almeno disponeva di TeX Live.
26 Novembre 2011 alle 12:53 in risposta a: [Risolto] Installazione MathTime Professional 2 – TL2011 #66844::
Non basta dire enable per aggiungere la mappa dei mathtime alla mappa generale updmap.cfg; bisogna anche aggiornare la mappa con sudo \updmap-sys. Poi per sicurezza bisogn andare a vedere se il file …/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map contiene effettivamente i font della collezione MathTime.
Se non fosse così da qualche parte dovrebbe esserci il file updmap.log dove si può leggere per disteso quello che è accaduto durante la creazione delle mappe.Si può anche vedere se updmap.cfg contiene in effetti la mappa dei mathtime; attento che di file con questo nome ce ne sono diverse negli alberi di TeXLive, quindi guarda anche la data per verificare che il file di configurazione sia quallo che dovresti avere aggiornato tu con l’ozione enable.
Un’altra strada, che per altro ti consiglio, è quella di inserire un symbolic link alla mappa mtpro2.map dentro alla cartella …/texlive/texmf-local/fonts/map/ e di aggiungere un file updmap-local.cfg nella cartella …/texlive/texmf-local/web2c/
questao nuovo file dovrebbe contenere la riga
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Map=mtpro2.map
`
oltre ad altre eventuali righe già presenti — Ovvio che se questo file non esiste ancora lo devi creare.In questo modo ogni volta che aggiorni il sistema, il tlmgr provvede da solo a leggere questo file di configurazione locale e ad agiiungere le mappe che vi sono elencate, anche se non si trovano negli alberi officiali ma nel tuo albero personale.
::antonio.macrì” post=65753
Ciao, Claudio, grazie.Sì, ho visto il comando \DisemulatePackage, ma preferirei usare i comandi “nativi” di memoir, per avere maggiore coerenza (sempre che, lo verificherò, il risultato sia effettivamente lo stesso).
Dipenda da come imposti la scelta della classe di supporto; se il test \ifcth@memoir è definito prima di caricare la classe di supporto, allora nella parte “true” dove carichi memoir, puoi aggiungere anche il comando \DisemulatePackage e poi dopo la chiusura del test puoi caricare tocloft vhe verrà usato da entrambe le classi, memoir e quall’altra.
antonio.macrì” post=65753
Cosa mi consigli sul liberare la memoria? (La richiesta deriva anche da una mia “deformazione professionale” che mi suggerisce il principio dell’information hiding: nascondere (cancellare) i comandi usati internamente, principio che il LaTeX è piuttosto blando.)LaTeX è blando sulla liberazione della memoria che non serve più, è vero; certo fare un po’ di housekeeping e di pulizia non guasta, ma data la capacità di memoria interna delle versioni moderne del sistema TeX (non lavoriamo più su vecchi IBM AT con 20MiB di disco e 2MiB di RAM come avevo io negli anni ’80) la necessità di liberare memoria si è fortemente ridotta; certo non guasta; non solo, ma vista la mancanza di una regola condivisa per gli spacename, direi che la pulizia è opportuna anche per minimizzare conflitti con altri pacchetti e con \newcommand che affermano non potersi eseguire perché il comando esiste già.
Una alternativa sarebbe quella di usare variabili locali dentro gruppi e buttare fuori dal gruppo solo le cose che servono permanentemente; chiudendo il gruppo tutte le variabili locali vengono ripristinate a quel che erano prima, magari vengono ripristinate a \undefined se prima non erano definite; solo che così la programmazione diventa un po’ pesante.
Ciao
Claudio
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Leggi nella documentazione di memoir: mi pare di aver letto che si possano disabilitare (alcuni de)i pacchetti simulati, come, per esempio tocloft, e caricarli espressamente. In quel caso, se vuoi usare sempre i comandi di tocloft non hai bisogno di eseguire quella “interfaccia” per renderli compatibili a seconda di quale classe usi come classe di base.
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