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Dipende dai template, se hanno o non hanno vincoli di licenza; spezzo basta citare nel retroforntespizio il nome del template usato, il nome del suo autore, e la licenza che ha imposto.Tuttavia io non mi fiderei dei template che si trovano in rete, se non quelli che vengono distribuiti da CTAN con le distribuzioni TeXLive (per tutte le piattaforme) e MacTeX (solo per Mac). Spesso sono vecchi, non documentati, fragili, nel senso che andavano bene per chi li ha scritti, ma appena ci metti le mani dentro (ammesso che la licenza lo consenta; di solito si può copiare il template, cambiargli il nome snza togliere la dichiarazione di copyright del suo primo autore, ma aggiungendo il proprio per le modifiche fatte) iltutto si sfascia e non fa più nulla dando luogo ad segnalazionidi errore incomprensibili.
Secondo me, non vale la pena di ricorrere a template precostituiti; qualche buona idea la contengono ma caso mai ci si ispira a quelle poche buone idee; invece si caricano un certo numero di pacchetti: geometri, per modificare la geometria della pagina,fancyhdr per modificare testatine e piedini; alcuni altri pacchetti per configurare indici, elenchi di figure e tabele, caption3 per modificare le inestazioni delle sezioni di ogni livello.
Oppure si scelgono classi configurabili; cito: suftesi.cls che non serve solo per comporre tesi ed è una classe molto curata e molto configurabile già di suo; memoir.cls è il massimo della configurabilità e se non si configura niente funziona come book.cls, ma contiene di suo le funzionalità di una trentina di pacchetti; la sua documentazione è sterminata, ma è navigabile molto peno mediante due tipi di indici generali e un ottimo indice analitico, per cui si procede abbastanza velocemente nel trovare le istruzioni d’uso per configurare questo o quel dettaglio.
Prima di mettere le mani sulla forma visuale di un libro, tecnico o umanistico non fa differenza, cerca di documentarti bene studiando un poco di tipografia; per non andare tanto lontano ti suggerisco il manualetto di memoir che leggi aprendo un terminale e leggendo quello che ottieni dando il comando texdoc memdesign. Sono solo circa 140 pagine dove il tipografo Peter Wilsono spiega la tipografia elementare con considerazioni storiche e molte indicazioni utilissime.
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La classe memoir è già attrezzata per descrivere stili di paigna diverse di memorizzare i paramatri conunnome, e di richiamarli quando si vuole.Il pacchetto geometry permette di definire lo stile della pagina in modo pratico e senza scendere negli arcani delle viscere di LaTeX, ma non mi risulta che sia in grado di memorizzare tali stili.
Il pacchetto fancyhdr permette di definire lo stile, non in senso geometrico, ma nel modo di creare o togliere le testatine e i piedini.
Tuttavia tu parli di margini diversi per la parte iniziale (front matter) dalla parte principale (main matter) e —forse— della parte finale (back matter). Questa sarebbe un idea non molto buona, per non dire pessima. I margini hanno la loro funzionalità in tipografia e per questa funzionalità non è il caso di obbligare i lettore a reggere il libro in modo diverso a seconda della parte che legge o consulta.
Naturalmente sei libero di fare quello che preferisci, usando, per esempio, la classe e/o i pacchetti che ti ho indicato.
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Tutte bellissime soluzioni.Qui io metto la mia composta con il “volgare” ambiente picture.`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[12pt]{article}
\usepackage{color}
\begin{document}\centering
\unitlength=0.008\linewidth
\begin{picture}(100,86)
\multiput(0,0)(25,0){5}{\line(0,1){75}}
\multiput(0,0)(0,25){4}{\line(1,0){100}}
\put(25,80){\vector(1,0){75}}
\put(25,78){\line(0,1){4}}\put(25,83){\makebox(0,0){$-\infty$}}
\put(50,78){\line(0,1){4}}\put(50,83){\makebox(0,0){$0$}}
\put(75,78){\line(0,1){4}}\put(75,83){\makebox(0,0){$5/6$}}
\put(101,80){\makebox(0,0)[l]{$x$}}
\put(100,83){\makebox(0,0)[br]{$\infty$}}
\put(12.5,62.5){\makebox(0,0){$6x-5$}}
\put(12.5,37.5){\makebox(0,0){$10x$}}
\put(12.5,12.5){\makebox(0,0){$\displaystyle\mbox{sgn}\left(\frac{6x-5}{10x}\right)$}}
\put(37.5,12.5){\makebox(0,0){$+$}}
\put(37.5,37.5){\makebox(0,0){$-$}}
\put(37.5,62.5){\makebox(0,0){$-$}}
\put(62.5,12.5){\makebox(0,0){$-$}}
\put(62.5,37.5){\makebox(0,0){$+$}}
\put(62.5,62.5){\makebox(0,0){$-$}}
\put(87.5,12.5){\makebox(0,0){$+$}}
\put(87.5,37.5){\makebox(0,0){$+$}}
\put(87.5,62.5){\makebox(0,0){$+$}}
\put(50,25){\color{red}\circle*{2}}
\put(75,50){\color{white}\circle*{2}}
\put(75,50){\thicklines\circle{2}}
\end{picture}
\end{document}`È la migliore approssimazione al disegno iniziale richiesto. Ma, appunto è un disegno, anche se sembra una tabella. In compenso la riga superirore indica chiaramente gli intervalli dell’asse x e i cerchietti colorati sono dove erano visibili nella “tabella” richiesta.
Non sarà bella come quella ottenibile con TikZ, non è una tabella come quelle proposte, ma rispecchia le particolarità iniziali con la lettura di una decina di pagine di documentazione sull’ambiente picture, contro le centinaia di pagine di TikZ.Sta ora all’OT di scegliere la soluzione che ritiene migliore; provi tutti i codici che sono stati proposti così può scegliere a ragion veduta.
6 Novembre 2019 alle 0:02 in risposta a: Ampiezza del testo che si modifica “temporaneamente” #116769::elisaGUIT” post=117144Ciao,
ho un problema apparentemente assurdo, chiedo idee…
“Improvvisamente” (sono in fase di revisione tesi) durante una ricompilazione di un capitolo dopo poche modifiche (correzioni apparentemente innoque, non saprei nemmeno dire quali), il testo da un certo punto fino a un altro punto 3 pagine dopo ha iniziato a “spezzarsi”, occupando solo metà pagina.
Aggiungo una figura del risultato per capire cosa intendo.
La cosa assurda è che, non trovando il motivo di tale comportamento, ho provato a “splittare” il testo in due file .tex anzichè uno e compilarli di seguito e.. magia.. così funziona!
Rimettendo insieme siamo daccapo. Ora, la soluzione l’ho trovata, ma scrivo per una questione di principio!!! Devo capire dove posso aver sbagliato… Ma no da sove partire a cercare l’errore… Grazie![attachment=2332]Immagine.png[/attachment]
innoque nel vocabolario non c’è. Nemmeno anzichè Scrivendo qui nel forum è facile che scappino degli errori di battitura, ma nella tesi metti simili errori di battitura devono essere cercati ed eliminati; so che è difficile trovarli tutti, io non ci riesco, e qualche refuso mi rimane sempre, tuttavia ti raccomando di fare molta attenzione nella ricerca e nella correzione dei refusi.
L’effetto che ottieni sembra una riduzione di larghezza temporaneo generato da qualche comando che hai scritto all’inizio del passaggio ad una colonna; non sembra dovuto a \twocolumn; potrebbe essere il residuo di un \multiput, ma ne dubito; potrebbe essere il residuo di avere messo una figura con \begin{wrapfig}…\end{wrapfig}. Tuttavia è praticamente impossibile dirti qualcosa di utile senza disporre del file che contiene quelle tre pagine.
5 Novembre 2019 alle 23:47 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #1167035 Novembre 2019 alle 13:44 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116701::
Eccomi qua; una piccola discrepanza l’ho trovata fra le migliaia di righe di cui sono composti il mio file .log con il tracing e il tuo file log, sempre con il tracing; durante il tracciamento di (\textgreek{…}) che in entrambi i casi comincia con la riga 849, i tracciamenti vanno di pari passo, fino alla riga 3680, dove senza controllare carattere per carattere ho constato che non ci sono divergenze; poi in quella riga compare questo codice`\prg_break:n #1#2\prg_break_point: ->#1
#1<-\exp_not:n {LR} #2<-\__prop_pair:wn greek/hyphenmins\s__prop {2,3}\__prop_pair:wn greek/frenchs pacing\s__prop {true}\__prop_pair:wn greek/indentfirst\s__prop {true}\__prop_pa ir:wn greek/fontsetup\s__prop {true}\__prop_pair:wn greek/envname\s__prop {gree k}\__prop_pair:wn greek/babelname\s__prop {greek}\__prop_pair:wn greek/localnum eral\s__prop {greeknumerals}\__prop_pair:wn greek/Localnumeral\s__prop {Greeknu merals}\__prop_pair:wn \tl_to_str:n {greek/direction}\s__prop {} {false}`mentre da me compare`\prg_break:n #1#2\prg_break_point: ->#1
#1<-\exp_not:n {LR} #2<-\__prop_pair:wn greek/hyphenmins\s__prop {2,3}\__prop_pair:wn greek/frenchs pacing\s__prop {true}\__prop_pair:wn greek/indentfirst\s__prop {true}\__prop_pa ir:wn greek/fontsetup\s__prop {true}\__prop_pair:wn greek/envname\s__prop {gree k}\__prop_pair:wn greek/babelname\s__prop {greek}\__prop_pair:wn greek/localnum eral\s__prop {polyglossia@C@localnumeral}\__prop_pair:wn greek/Localnumeral\s__ prop {polyglossia@C@localnumeral}\__prop_pair:wn \tl_to_str:n {greek/direction} \s__prop {} {false}`Come vedi le differenze non sono ecclatanti, ma significano che nel cambiare lingua dall'italiano al greco passando per l'inglese (questo è quello che fanno i comandi di babel e di polyglossia:per passare dalla lingua X alla Y, prima si passa dalla X alla lingua 0, poi da questa si passa alla Y; in questo modo il passaggio da un nodo all'altro implica un percorso lungo un diagramma a blocchi a stella, mentre se si dovesse passare direttamente da X a Y si dovrebbe avere un diagramma poligonale completo di tutte le sue corde, evidentemente molto più complesso) le descrizioni delle lingue non sono identiche fra le mie e le tue. Ti passo il mio file gloss-greek.ldf (scarica cliccando su questo link: https://www.dropbox.com/s/xhgn7mruww2ju8r/gloss-greek.ldf?dl=0 )e copialo nella tua cartella di lavoro, così ha la precedenza su quello di sistema.Speriamo che serva a qualcosa; dico “speriamo”, perché come ti ho detto, ieri ho confrontato le versioni di tutti i file caricati dame e da te. non ho potuto verificare le date e le versioni dei file gloss-
.ldf, perché apparentemente no dispongono del comando \ProvidesFile(che dovrebbe contenere data e versione oltre ad una breve stringa descrittiva del contenuto). Quindi la piccola discrepanza osservata nel file tracciati, non è lei stessa la causa dello spazio spurio, ma è un indice del fatto che le versioni dei due file sono diverse.
4 Novembre 2019 alle 21:42 in risposta a: [Risolto] \epigraph (memoir) e indentazione primo capoverso #116757::
Cioè vuoi tribolare mezza giornata per appendndere in calce alla definizione del comando \epigraph qualcosa che tolga il rientro dal capoverso che segue l’epigrafe, piuttosto che inserire in semplice \noindent all’inzio del primo capoverso successivo all’epigrafe.Non dico che sia impossibile, ma avendo esperienza con memoir, so quanto sia difficile modificare i suoi comandi per ottenere cose che tipograficamente non sono corrette (memoir è scritta da un tipografo…)
Piuttosto io caricherei il pacchetto indentfirst, in modo che i primi capoversi siano immediatamente dopo un titolo siano rientrati sempre.
Nota che io sono per il non rientrare il primo capoverso, ma per esempio, le impostazioni per l’italiano da gestire con Xe- oppure Lua-LaTeX + polyglossia, hanno di default il primo capoverso sempre rientrato.
4 Novembre 2019 alle 21:33 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116699::
È stata dura leggere il mio e il tuo file .log entrambi sono lunghissimi.I due file sembrano la copia l’uno dell’altro. solo ad un certo punto sembra che si sia uno scalamento di un paio di righe, ma non sembra essenziale. Nota che anche le classi e i pacchetti inclusi hanno tutti la medesima versione e tutti hanno la stessa data di creazione. Veramente un mistero.
Siccome non ho trovato nulla che spieghi quello spazio prendi il file che ti allego`% !TEX TS-program = XeLaTeX
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[12pt]{suftesi}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setmainfont[Ligatures={TeX}]{ArnoPro-Caption}
\setotherlanguage[variant=ancient]{greek}
\newfontfamily{\greekfont}{ArnoPro-Caption}
\usepackage{trace}
\newcommand\greco[1]{\textgreek[variant=ancient]{#1}}\begin{document}
(\greco{Ἄνδρα μοι ἔννεπε κτλ.})(\greco{ἄνδρα})
\traceon(\textgreek{ἄνδρα})
(ἄνδρα)\traceoff
\end{document}` compilalo, e poi non mandarmi tutto il file .log, ma solo la parte che comincia con [tt]tracingassigns[/tt] (verso la riga 849) e finisce con
[tt]\traceoff[/tt] (verso a qualche decina di righe dalla fine del file). Usa un qualunque editore di testi che ti segnali a margine il numero della riga; TeXworks, per esempio, può andare. Se il tratto di file da includere fosse troppo lungo, inseriscilo in Dropbox, o in un archivio in rete dello stesso genere, e mandamene solo il link.Ormai il problema che ti affligge, mi incuriosisce troppo e sarei davvero curioso di scoprire perché funziona in mododiverso da te e da me.
4 Novembre 2019 alle 7:04 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116696::
A questo punto non so proprio cosa dirti, perché a me il tuo esempio, senza cmbinare un virgola, composto xon XeLaTeX mi viene benissimo senza spazi.Ma compili con XeLaTeX o LuaLaTeX?
Come hai visto, nei miei file che ti ho inviato si sono sempre in testa due righe di autoconfigurazione: una specifica la codifica e l’altra specifica il programma di composizione da usare quando clicco sul “bottone” per compilare. Io compilocon TeXShop che è lo shell editor che hai inventato queste righe di autoconfigurazione; poi queste righe sono diventate utili anche per TeXworks, TeXstudio ed altri editor. Ma anche se non sono comprensibili dal particolare shell editor che l’utente usa, ricordano all’utente quale bottone deve cliccare o quale voce di menù deve selezionare per la compilazione.
Tu hai lasciato intendere, usando il pacchetto fontspec, e selezionando come main font l’Arno Pro, che non stessi usando pdfLaTeX, ma non mi pare di avere mai visto in questo tuo filone di discussione che avessi specificato se stessi usando XeLaTeX o LuaLaTeX, Non hai specificato se stai usando TeXLive/MacTeX oppure MikTeX.
Per carità, anche se è sempre utile specificare sistema operativo e tipo di installazione, non sembra una cosa importante per un semplice spazio spurio.
Ora sarebbe invece importate (per me) disporre del file .log della compilazione del tuo esempio. Ho bisogno di leggere molte informazioni che compaiono solo nel file .log, difficili da interpretare se non si è abituai a leggere questo tipo di file. Siccome questo forum mette un limite massimo alle dimensioni dei file allegati, se non ti prendesse il file .log quando spedisci il messaggio con l’allegato, inseriscilo un uno qualsiasi dei siti per la distribuzione dei file, come per esempio Dropbox (ma ce ne sono molti altri, scegline uno che non alleghi réclame piccanti 😈 — sono quasi tutti gratuiti ma alcuni sono ripagati da dagli inserzionisti di materiale a pagamento).
PS: Giusto epr essere sicuro che il problema non è nel codice, ho compilato anche con LuaLaTeX e non ho ottenuto nessuno spazio spurio.
PPS: ti ricordo che se usi \textgreek senza specificargli l’opzione variant=ancient, usi il greco di default, vale a dire il greco moderno monotonico, le cui regole di cesura sono molto diverse da quelle del greco classico. Inotra se scrivi (ἄνδρα) senza specificare la lingua, la parola ti viene scritta correttamente, ma le rgole di cesura sono quelle del main language, nel tuo caso l’italiano; ora, siccome l’italiano non contiene fra sue regole nessuna regola che contenga lettere greche, questo significherebbe che ti mancherebbe qualunque segola di cesura e nessuna parola risulterebbe divisa in fin di riga.
PPPS: tT ricordo inoltre che polyglossia definisce per ogni linguail comando \text (nel tuo caso =greek) ma definisce anche un ambiente , nel tuo caso da usare come `\begin{greek}…\end{greek}`se nel preambolo ha definito con [tt]\newfontfamily{ font}[/tt] un font apposta per scrivere nella lingua entrambi il comando e l’ambiente selezionano quel font per scrivere in quella lingua.
3 Novembre 2019 alle 21:19 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116694::
Rispetto a quello che ti ho scritto nel mio ultimo messaggio non ti pare che ci sia una certa discrepanza essenziale?Tu ti definisci un comando `\newcommand\greco{\textgreek[variant=ancient]}`senza argomenti argomenti; Io ti ho indicato un comando`\newcommand\greco[1]{\textgreek[variant=ancient]{#1}}`con un argomento.
Santo cielo, non può sfuggirti una differenze simile, specialmente dopo che hai visto con sorpresa che lo spazio aumenta. non ti è venuto in mente che se io ti avevo suggerito qualcosa avessi anche verificato che funzionasse?
Scusa, ma una tiratina d’orecchie ci vuole proprio 🙂 🙁 😮
3 Novembre 2019 alle 17:51 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116692::
Sì, ti accludo il seguente file;poi leggi i commenti che faccio dopo`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = xelatex\documentclass[11pt]{suftesi}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setmainfont[Ligatures={TeX%,Historic, Rare
}]{ArnoPro-Caption}
\setotherlanguage[variant=ancient]{greek}
\newfontfamily{\greekfont}%[Ligatures={TeX%,Historic, Rare}]
{ArnoPro-Caption}
\newcommand{\greco}[1]{%
\begin{otherlanguage*}{greek}#1\end{otherlanguage*}}\begin{document}
\Huge
(\greco{\rule{0.4pt}{2ex}Ἄνδρα μοι ἔννεπε κτλ.\rule{0.4pt}{2ex}})(\greco{\rule{0.4pt}{2ex}ἄνδρα μοι ἔννεπε κτλ.\rule{0.4pt}{2ex}})
(\greco{\rule{0.4pt}{2ex}Ἄνδρα μοι ἔννεπε κτλ.\rule{0.4pt}{2ex}})
(\greco{\rule{0.4pt}{2ex}\kern-0.04em ἄνδρα μοι ἔννεπε κτλ.\rule{0.4pt}{2ex}})
\greco{\show\languagename\expandafter\showthe\csname l@greek\endcsname}
\end{document}`
Per lo spazio prima della alfa maiuscola o minuscola , le prime due righe ti mostrano le due stringhe racchise fra filetti verticlai privi si spazio attorno; ocme vedi la grazia sinistra al piede della A è tangente al filetto che ha a sinistra; questo filetto è anche tangente alla parentesi tonda aperta; a destra il pnto fermo è tangente al filetto, che a sua voltà è tangente alla parentesi tonda chiusa. Quindi non ci sono spazi spuri; l’effetto che puoi avere è solo un effetto ottico dovuto alla forma delle lettere e dei segni.Nella seconda riga c’è la stessa frase con l’iniziale minuscola; per vedere la differenza (anche tenendo conto che il tutto ì in copo \Huge, l’effetto che lamenti si vede solo con la lente di ingrandimento, se il tuo visualizzatore lo consente ingrandisci la schermata del file composto almeno di 5 volte e vedi che l’alfa miunscola non è tangente al filetto.
Nelle righe 3 e 4 ho inserito un kern negativo pari a 0.04em; ho usato gli em perché per gli accostamnto orizzontali è quasi obbligatorio riferirsi a quella unità perché é legata alla “larghezza”del font, mentre l’altezza è legata all’unità ex _ ogni font di ogni corpo ha grandezze diverse. Ora un em in corpo Huge è di 25pt, circa 6mm; il kern che che ho inserito è quindi pari a 0,24mm; l’occhio lo percepisce, ma in effetti si tratta solo di un quarto di millimetro. Esso è insito in ogni carattere tipografico, già ai tempi dei caratteri metallici; si chiama la “spalla”; e in effetti essa compare anche a destra del glifo e rappresenta parte della distanza dalla lettera adiacente, circa la metà; ma possono intervenire delle crenature che spesso la riducono e raramente l’aumentano.
Detto questo, se proprio vuoi poi inserire quel piccolo kern negativo e sistemi lo spazio abbondante che lamenti a sinistra.
Per quanto riguarda la lingua e la sillabazione in effetti hai ragione, la lingua e il greco, ma la sillabazione è quella del greco moderno monotonico; come lo so? Leggendo quanto viene scritto ne file logo dai comandi inseriti nell’ultima riga; se compili il mio esempio, vide che la lingua che viene indicata è “greek”, e la e i pattern ci cesura sono identificati dal numero 36. Il file .log della compilazione del formato xelatex.fmt si trova nel file xelatex.log nella cartella …/texlive/2019/texmf-var/web2c/xelatex/
Se hai voglia di leggere l’intero file vedi che il 36 corrisponde alla variante mono di greek; la variante mono è quella a cui si accede specificando solo greek. In effetti non avresti nessun bisogno di definitre il comando \greco, che è, appunto sbagliato, perché invoca la variante di default, ma potresti usare il comando \textgreek con l’opzione giusta. È tutto spiegato nella documentazione di polyglossia (io ho aggiornato la mia installazione di TeXLive/MacTeX poche ore fa). In ogni cso puoi ridefiniti \greco così:`\newcommand\greco[1]{\textgreek[variant-ancient]{#1}}`L’uso di \textgreek permette anche di specificare il font che hai eventualamente definito col comando [tt]\newfontfamily{greekfont}{…}[/tt] come spiegato nella documentazione di polyglossia e di fontspec, i gestori delle lingue dei font da usarsi solo con xelatex e lualatex.
Spiegazione lunga e contorta, ma spero che ti sia utile.
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Wrapfig ha delle limitazioni importanti descritte nella sua documentazione. Conviene leggere con attenzione ma bisogna anche ricordarsi che il contatore delle figure avvolte si composta in modo simile a quello delle figure normali, ma le code delle figure avvolte (gli stack di file dove si mettono in coda i vari oggetti mobili da spedire in uscita al momento opportuno) non sono le stesse delle code delle figure normali (almeno così mi pare di capire dalla documentazione, o, per lo meno, non hanno lo stesso codice identificativo; un po’ come figure e tabelle normali vanno nella stessa coda, ma con codici diversi).Perciò, l’uso delle figure (e tabelle) avvolte dal testo è un’operazione delicata che richiede molto intervento manuale e molti aggiustamenti, come, per esempio, quello di spostare il blocco di codice di una figura avvolta problematica un capoverso prima o un capoverso dopo, fuori dalle liste di ogni genere, appaiarle con altre piccole figure e, tolto l’izizio e la fine dell’ambiente wrapfigure, metterle in un ambiente floatrow.
Purtroppo, che io sappia, non c’è un metodo generale in grado di superare o correggere questi comportamenti di wrapfig.
2 Novembre 2019 alle 7:50 in risposta a: Rimuovere testata da capitolo non numerato con fancyhdr #116748::
Benvenuto nel forum.
Se leggi nella documentazione di fancyhdr, trovi come mof=dificare lo stile plain, quello che compare nella prima pagina di un capitolo.
Il problema delle testaine per i capitoli crati con \chapter* è stao discussso molte volte nel forum Mi pare di ricordare che sia trattato anche ne “LaRte di scrivere con LaTeX”..
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Certo sembra che tu abbia compilato su Overlieaf. MA il file che hai allegato con il presunto template è un file scritto in HTML, non in TeX, quindi o mandi un file .tex, oppure chiedi ad altri, non nel forum dedicato a TeX & Company.Il motivo di questa frase un po’ dura nasce dal fatto che qui conosciamo tutti i linguaggi TeX e LaTeX, ma pochissimi conoscono il linguaggio HTML, quindi se desideri una risposta, devi scrivere ad un forum dove coloro che sono competenti di HTML siano numerosi, se non la totalità. 🙂
1 Novembre 2019 alle 14:08 in risposta a: Suftesi: spazio superfluo prima del comando \greco{} #116688::
Ho compilato il tuo esempio e non vedo nessuno spazio “abusivo”. Certo prima della Alpha con spirito sembra che cisa isa più spazio in altro a causa della forma della Alpha. Ma se guardi al piede e confornti con lo spazio fra il punto finale e la prarentesi chiusa, noti che lop pazio è lo stesso.
Nota che per ampliare la visibilità di un eventuale spazio inziale ho inserito |huge a sinistra della parentesi aperta, ma, appunto, non vedo nessuno spazio extra.
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