Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Il Comic Sans ha il ppregio di avere un capitolo tutto dedicato a lui nel libro di Simon Garfield “Sei proprio il mio Typo”.Il capitolo ne traccia la storia; cioè quella di un font nato per scherzo al solo scopo di inserire i testi nei fumetti, nelle “bubbles” sia dei fumetti, sia delle strip, che sono tanto diffuse nei giornali anglosassoni, direi specialmente americani.
Non so se la citazione di Tommaso sia tratta da quel libro; poterebbe esserlo. Il font viene stroncato in modo inappellabile, salvo per la funzione per il quale è nato, cioè i fumetti.
Anche uno dei miei presidi lo usava per le sue presentazioni; non sapeva nulla di tipografia e ho faticato non poco a convincerlo a non usarlo più. Lo ha poi sostituito con un carattere di tipo cancelleresco che, per il tipo di presentazioni che faceva, era ancora peggio. Eppure è uno che conosce molto bene l’arte, evidentemente non quella tipografica.
::
Con la classe toptesi puoi mettere quanti loghi vuoi nel frontespizio, con il pacchetto frontespizio (la cui opzione suftesi mi pare che sia stata fatta apposta per quando si usa la classe suftesi) non saprei dirti se c’è una possibilità già prevista, am ti puoi arrangiare in modo semplicissimo creandoti una immagine con due loghi; ritaglia la parte grafica liberandola dai margini bianchi, poi inseirsci quel file come se fosse il “logo”.
::
Le possibillità di personalizzazione con il plug-in per Latex sono molte, ma sono del tipo di uno che è abituato a scrivere codice di qualche linguaggio di programmazione. La comodità d usaere altri editor consiste nel fatto che sono fatti apposta per lavorare con LaTeX e gli altri programmi di composizione del sitema TeX; quindi tutte le funzionalità necessarie all’editing dei file sorgente sono già tuute incluse nel programma senza bisogno di importare e installare plug-in.Anch’io ho usato VI (da cui VIM deriva), ma appena ho potuto l’ho abbandonato, e non o rimpiango.
::
La classe book di LaTeX preve la numerazione al piede, ma la pagina iniziale dei capitoli (e anche dell’indice) non hanno mai l’intestazione; sarebbe pessima tipografia mettere l’intestazione in queste pagine; per fare che cosa poi? per dire che in questa pagina stiamo componendo il Capitolo 3 — Tetratricotomia applicata che comincia propio in questa pagina con tutto il suo titolo?
::
Una cosa è certa, anzi due;
1) con la codifica utf8 il file compila benissimo;
2) l’immagine di background, fosse essa LOGO.pdf, oppure unipd_logo.png non va assolutamente bene; un logo da mettere in background deve essere in colori chiarissimi e possibilmente deve essere specificato con dimensioni adeguate, non \textwidth per \textheight; se provi a sostituire con unipd_logo vedi che cosa succede con le dimensioni che hai specificato.Inoltre:
3) Il titolo della tesi è composto male: non di va a capo dopo articoli e preposizioni nei titoli.
4) beamer perrmette di usare la stessa immagine più volte usando i sui comandi \pgfdefineimage e \pgfuseimage; tipicamente da usare per il logo, quando lo si mette nelle cornici, e per il background quando lo si mette di sfondo, altrimenti la stessa immagine viene caricata più volte nel file rendendolo inutilmente enorme. Vedi documentazione di beamer con texdoc beamer, comando dato da terminale, per esempio nella pagina 72.Infine:
5) visto che usi un tema non standard, quindi non distribuito con nessuna distribuzione di TeXLive o di MiKTeX, dì almeno a chi ti potrebbe aiutare dove lo si può trovare; il forum ti permette di inserire link cliccabili, in modo che non si debba perdere tempo a cercarlo in rete.
::
Infatti, questo è quello che sucede ad usare LyX.Lascialo perdere; va bene per fare le cose che è capce di fare, ma le personalizzazioni sono praticamante escluse; cioè si possono fare ma è difficile, molto più difficile che non usando un editor qualunque (si suggerisco TeXworsks, multipiattaforma e molto essenziale, ma fa cose che si fanno difficilmente con altri editor; oppure TeXstudio, anche questo multipiattaforma, è eccelelnte e pieno icone da cliccare).
Nell’Arte di scrivere con Latex (liberamente scaricabile dalla sezione di Documentazione di questo sito) puoi leggere perché non sia opportuno usare LyX.Aggiungi che qui nel forum praticamente nessuno usa LyX, quindi è difficile trovare aiuto su LyX, mentre su LaTeX ne trovi quanto ne vuoi.
::
@samiel, non devi cercare con FontForge il nome della famiglia; quello, casomai, potrebbe servire a XeLaTeX o LuaLaTeX, ma quello lo puoi trovare direttamente con gli strumenti che ha indicato Enrico nel suo introxetex.pdf.Devi guardare quale famiglia carica quando esegui pdfLaTeX. il nome della famiglia è agglutinato al nome della codifica, trasformato in lettere minuscole e con l’estensione .fd. Quindi apri il file .log e cerca tutte le righe dove c’è scritto che ha letto un file con quella estensione; tolgi l’estensione e togli il nome dalla codifica, ti resta il nome della famiglia.
::skevin93″ post=88971
@stevin ti ha fatto un esempio, anche se anche lui si esprime in modo insolito a proposito della destra e della sinistra.Chiedo scusa, nello scrivere la risposta mi sono confuso anch’io, complice il messaggio un po’ criptico di @Matteo. Comunque il senso voleva essere che, in quel modo, puoi allineare una cella indipendentemente dall’allineamento indicato per l’intera colonna, come tu giustamente hai spiegato.
😉
::Matteo Dann” post=88948Ciao a tutti,
vorrei sapere se in un ambiente del tipo:
`
\begin{tabular}{ll}
tabella! & b \\
c & d \\
\end{tabular}
`
è possibile fare in modo che “c” sia centrato a destra e non a sinistra, mantenendo però “tabella!” centrato a destra.
Grazie mille!Qualcouno ti ha già fatto notare che “centrato a sinistra” e “centrato a destra” sono contraddizioni nei termini. Puoi dire “centrato” da contrapporre a “allineato a destra” oppure a “allineato a sinistra”.
Il codice l {L minuscola} allinea il contenuto delle celle di una colonna a sinistra (l–> left); il codice r (R minuscola) specifica l’allineamento a destra, c (C minuscola) specifica il posizionamento al centro.
Dunque, to vorresti che una particolare cella avesse il suo contenuto allineato in modo diverso da quello delle altre celle della stessa colonna; ben: qualunque guida ti dice che per ottenere questo effetto bisogna usare il comando \multicolumn che può servire tanto a raggruppare un certo numero di celle di colonne adiacenti in una sola sola grande cella, ma serve anche se il numero di colonne è 1 (uno); per questa nuova cella il secondo argomento ne specifica l’allineamento il terzo il contenuto. @stevin ti ha fatto un esempio, anche se anche lui si esprime in modo insolito a proposito della destra e della sinistra.
Detto questo, abbi sempre a portata di mano (magari stampati il file) la guida tematica in italiano LaTeX Reference Manual commentato scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito; come tutti i manuali non è da leggere dalla prima all’ultima pagina, ma è da tenere a portata di mano (altrimenti perché si chiamerebbe “manuale”?)
Infine, quando fai una tabella, pianificatela prima facendo uno schizzo su un pezzo di carta e per ogni colonna e ogni cella cerca di stimare lo spazio occupato dal contenuto; così saprai sempre come scegliere i descrittori delle colonne e che cosa fare per la riga dei titoli delle colonne; saprai se c’è qualche cella il cui contenuto va composto su più righe e quindi saprai se e quando usare \multicolumn. Ma non giocare troppo con gli allineamenti dei contenuti; una tabella si legge bene se ha una sua uniformità e coerenza, se non ha intestazioni delle colonne logorroiche, con contenuti minuscoli nelle celle dalla seconda in giù. e via di questo passo. Capisco che il tuo esempio era solo per fare un esempio, ma quello, se non fosse un esempio, sarebbe un tipo di composizione da evitare: intestazione della prima colonna piuttosto larga, contenuto del resto della colonna piuttosto stretto.
::
Il fatto che tu abbia creato il file .fd con quell’impostazione, non vuol dire che in effetti funzioni.Mi spiego, la famiglia che devi inserire nel primo argomento deve essere corrispondente a quella che tu usi effettivamente per comporre il testo; questo lo puoi scoprie leggendo l’interlo file .log cercando la stringa .fd finché incontri la stringa T1….fd, i puntini sono il nome dlla famiglia che tu usi effettivamante per comporre il tuo testo. Se è quella che hai usato per creare il file .fd per il greco , allora puoi effettivamente usare il greco insieme ai tuoi Garamond.
Questo avrei dovuto scrivertelo ieri sera, ma ero ormia troppo addormentato per essere lucido.
::
Il modo automatico nel senso stretto della parola non esiste; bisogna andare a vedere i file.fd che accompagnano il pacchetto ebgaramond.sty, di solito nella stessa cartella, poi vedere come lì vengono chiamate le famiglie; vi ho dato un’occhiata frettolosa e non ci hao capito quasi niente; direi, occhio e croce, che le famiglie per i font di tipo Type 1 si chiamano con nomi del tipo [tt]EBGaramond-[/tt] agglutinato dopo la lineetaa con sigle del tipo YoF e simili. a seconda che si vogliano cifre maiuscole, minuscole, a spaziatura fissa o proporzionale. Naturalmente sto parlando delle famiglie di EBGaramond veri, latini, non di quelli greci, cioè dei file .fd per associare i CBfonts alle famiglie dei Garamond.
-
AutoreRisposte