OldClaudio

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  • in risposta a: File Danneggiati #81600
    OldClaudio
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      Purtroppo il file che hai allegato contiene un 87KiB di caratteri NUL. Praticamente è vuoto.

      in risposta a: File Danneggiati #81598
      OldClaudio
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        Non so cosa dirti a proposito di aprire file danneggiati, né come potrebbe fare texmaker per richiedergli di riaprire alcuni file della lista “Aperti recentemente”.

        Certo che sarebbe opportuno configurare l’editor perché salvi il file in lavorazione a ritmo costante, per esempio ogni dici minuti. Questo porrebbe riparo a questo genere di problemi.
        Certo sarebbe opportuno disporre di una scatola UPS per fornire corrente al desktop ancora per qualche minuto dopo la caduta della rete. Sono fatti apposta per evitare i danni che ti sono successi.

        Debbo dire che sul mio Mac il file sotto editing non viene riscritto se non al momento di salvarlo in automatico o a mano; per cui se cadesse la rete dell’energia, potrei perdere al massimo le modifiche degli ultimi 10 minuti, ma il file non si corromperebbe.

        Su Windows esiste il filesystem NTFS che dovrebbe avere il journaling installato e funzionante; questo dovrebbe consentire almeno a certi editor, di accorgersi che c’è stato un problema, ma che esiste il file di journaling, per cui di solito l’editor è capace di recuperare un file danneggiato dalla caduta di corrente. Forse texmaker non è in grado di farlo, ma non ne ho nessuna idea. Per altro sul mio Mac ho un file system che si chiama HF; non posso fare le prove con NTFS, quindi per vedere se il mio Texmaker/Mac funziona in questo senso.

        Per altro ho un disco esterno con un file system NTFS che il Mac OS X è capace di leggere e scrivere; ho avuto una interruzione di corrente e tutto il disco era diventato non più visibile al sistema operativo; ma l’installatore del software per il disco esterno installa anche una specie di Disk Doctor apposta per il file system del disco esterno; ho agito su questo programma che è riuscito a recuperare la piena funzionalità del disco esterno e nessun dato è andato perso, se non le ultime modifica dall’ultimo salvataggio indiretto o diretto.

        Buona fortuna!

        Claudio

        in risposta a: Flusso di lavoro in Latex #81573
        OldClaudio
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          Non farti incantare da sirene come LyX e simili.

          Il processo di lavoro è quello di scrivere il testo concentrandosi sul test; ma usando subito il mark up di LaTeX per descrivere il tipo di testo che si sta componendo.
          Compilare spesso per eliminare ovvi errori di battitura o di titolazione, o cose simili, che non hanno nulla a che vedere col testo, ma con la sua presentazione.
          Alla fine, a testo ultimato introdurre quei piccoli pochi aggiustamenti che il testo richiede.

          Se sono richiesto troppi aggiustamenti vuol dire che non si è scelta la classe giusta oppure che non si è usato il mark up di LaTeX in modo corretto e sistematico.

          Io, personalmente, mi scrivo quasi sempre le classi per i miei documenti, e per fare questo debbo compilare spesso anche per aggiustare i comandi della classe per ottenere le strutture che mi ero prefissato di ottenere. ma, come vedi il mio modo di lavorare non è quello che usa la maggior parte degli utenti; questo deriva da “cattive abitudini” che ho sviluppato in circa trenta anni di uso di LaTeX. Non seguirele: segui il processo che ti indicato all’inizio.

          in risposta a: tabella un po’ particolare 2 #81570
          OldClaudio
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            Cambia il 9 con un numero maggiore da trovare per tentativi

            in risposta a: Garamond #73226
            OldClaudio
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              Sì, è uguale a quello che ottengo io.

              Ciao
              Claudio

              in risposta a: Tabelle mobili che non rispettano la numerazione: succede! #81514
              OldClaudio
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                No, non mi metterei un vestito sdrucito, ma mi metto quei vestiti che si comprano oggi che hanno le tasche finte oppure cucite; la prima volta che vuoi infilare qualcosa in tasca non ci riesci; spesso devi fare delle contorsioni prima di renderti conto ce le tasche ci sono ma sono cucite.

                Perché cuciono le tasche? perché non eliminano i bug?

                Perché i sarti cuciano le tasche non lo so, ma mi vengono da dire delle “profanities” quando me ne accorgo.

                Perché il LaTeX3 Team non corregga i bug grandi e piccoli in modo permanente l’hanno già spiegato; non vogliono rendere LaTeX2e incompatibile con LaTeX209; per ora è compatibile e permette di compilare i vecchissimi documenti pre 1994 in modo corretto e identico (o quasi) a come venivano ocmposti 20 anni fa; questo assicura l’invarianza del documento e la usa archiviabilità, almeno sotto forma di sorgente completamente scritto con codifica ASCII.

                La decisione è condivisibile o non condivisibile — io la condivido un po’ obtorto collo –, ma finché LaTeX2e contiene il 2 nel suo nome è ragionevole che sia così. Quando si chiamerà LaTeX3 non sarà più ragionevole.

                in risposta a: Garamond #73224
                OldClaudio
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                  Personalmente non amo molto il font Utopia. Mi piace invece il font ottenuto con il pacchetto kpfonts, ma c’è un piccolo problema. Il carattere matematico usato è piacevole, ma basta scrivere una “v” accanto a una “nu” per accorgersi che le due possono essere facilmente confuse. È possibile caricare il pacchetto kpfonts ma usare caratteri matematici diversi da quelli impostati di default dal pacchetto stesso?
                  [/qiote]
                  Prova con:`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                  % !TEX TS-program = pdflatex
                  \documentclass{article}
                  \usepackage[T1]{fontenc}
                  \usepackage[utf8]{inputenc}
                  \usepackage{kpfonts}
                  \begin{document}
                  Il est bien connu que:
                  \[
                  \lambda= \frac{v}{\nu}
                  \]
                  où $\lambda$ est la longueur d'onde d'une radiation électromagnétique, $\nu$ est sa fréquence, et $v$ est sa vélocité dans un milieu différent du vide.
                  \end{document}`
                  e ottieni (almeno io ottengo) la v corsiva e la \nu greca completamente diverse.

                  in risposta a: Tabelle mobili che non rispettano la numerazione: succede! #81511
                  OldClaudio
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                    Non tutti, anze, nessuno conosce tutti i pacchetti; io però ne ho parlato almeno due volte nei miei articoli su ArsTeXnica; in particolare” I marks: questi sconosciuti”; ciò avveniva alcuni anni fa.
                    È anche vero che non tutti sono tenuti ad essere soci del GuIt, non tutti leggono ArsTeXnica, anche la parte a disposizione di chiunque sul sito del GuIT; e che non tutti sono interessati a quello che vi si scrive.
                    Nessuna colpa a nessuno; tuttavia nell’essere il creatore e poi il coautore di ArteLaTeX, tu hai dei doveri in più rispetto all’utente normale; anch’io come curatore della Guida GuIT, faccio del mio meglio per conoscere il maggior numero di problemi, di trovare le soluzioni sul documentazione di MacTeX (TeXLive) e sai quante volte scrivo “leggi la documentazione del pacchetto con texdoc, perché la documentazione ce l’hai già a bordo e non devi andare a cercare in rete”.
                    Non sono bravo come vorrei, ma mi ci metto d’impegno. È anche vero che come pensionato ho, o si suppone che io abbia più tempo disponibile per documentarmi. Come pensionato ho anche i neuroni usurati, per cui spesso mi dimentico quello che leggo. E poi non è vero che i pensionati non abbiano nient’altro da fare.:wink:

                    Non te la prendere; succede a tutti di non essersi accorti di una cosa che molti altri conoscono da tempo.

                    Buon Natale

                    Claudio

                    in risposta a: numeri complessi in Latex #81562
                    OldClaudio
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                      Non prendere lucciole per lanterne: \jmath e \imath sono le j e i corsive senza puntino da usarsi per metterci sopra gli “accenti” matematici, come quando usi le frecce per i vettori e devi indicare i versori \[ \vec{\imath}, \vec{\jmath}, \vec{k}\]

                      Buon Natale
                      Claudio (Old)

                      in risposta a: numeri complessi in Latex #81560
                      OldClaudio
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                        Credo che nessuna guida elementare tratti l’uso dei numeri complessi in LaTeX; qualcosa viene detto, ma pochissimo, nella Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra). L’unica cosa che tipograficamente interessa i numeri complessi è come scrivere l’ “unità immaginaria”.

                        Come noto i matematici usano la i e gli ingegneri usano la j. Le nerme ISO accettano entrambe le notazioni,

                        Ma le norme ISO per le scienze e la tecnologia (per scienze si intendono quelle collegate in qualche odo alle grandezze misurabili, quindi non includono la matematica — come se la teoria della misura non sia una branca della matematica — tuttavia le norme ISO si riferiscono alle scienze le cui grandezze sono misubaili e per le quali si usano altre norme ISO per le notazioni metrologiche) vogliono anche che l’unità immaginaria sia scritta in tondo.

                        Sulla Guida GuIT è raccontato come definire un comando che rispetti la norma ISO e lascia libero chi definisce il comando di specificare la i o la j a suo piacimento, che comunque viene composta in tondo.

                        Un’osservazione personale: io ho usato sempre la j perché da vil meccanico qual sono nelle mie discipline si usa la j. Ma tipograficamente la j ha il difetto di presentare quella coda sporgente a sinistra, che la rende asimmetrica e può battere contro la base e quando si scrivono i fasori:
                        \[ \mathrm{e}^{\mathrm{j}\pi} + 1 = 0\] mentre
                        \[\mathrm{e}^{\mathrm{i}\pi} + 1 = 0\] funziona correttamente, almeno dal punto di vista tipografico.
                        Bisognerebbe usare una definizione più complessa, ma l’asimmetria resta sempre un problema; oppure bisognerebbe usare un font della famiglia “operator” che abbia una j con la coda meno pronunciata, ma questo non è sempre possibile.

                        Bisogna accontentarsi di quello che si può fare.

                        in risposta a: [RISOLTO] Lettere accentate usando \include #81548
                        OldClaudio
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                          TeXmakerX è una versione molto vecchia ed obsoleta di TeXstudio.

                          Intervenire a mano vuol dire sostituire a mano, dopo aver configurato l’editor per lavorare con l’encoding giusto, quello specificato con l’opzione data al pacchetto inputenc, tuee le lettere “sbagliate con le lettere giuste: naturalmente si possono usare le specificità dell’editor per eseguire dei “cerca e sostituisci” globali, invece di procedere una ad una.

                          meglio ancora, procede a mano significa usare uno di programmi di conversione, per esempio iconv, che è ampiamente descritto nella guida tematica e che è disponibile per ogni piattaforma.

                          A me sembra che la via più comoda per te sarebbe quella di disinstallare TeXmakerX e di installare TeXstudio, la cui ultima versione (ora è la 2.5.1) capisce benissimo le righe magiche, ma che comunque le capisce e le susa solo dopo che ti sei sistemato i file cosicché una volta salvati nella codifica giusta e conforme con l’opzione di inputenc, non hai più problemi.

                          in risposta a: Versione di Latex #81554
                          OldClaudio
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                            La versione di LaTeX, del file di macro che soggiace a latex, pdflatex, xelatex, è un segreto ben custodito dentro il file stesso; ti suggerisco di usare un piccolo trucco facendo compilare il seguente semplice file`\documentclass{article}
                            \NeedsTeXFormat{LaTeX2e}[3000/12/31]
                            \begin{document}
                            Ciao
                            \end{document}` con pdflatex.

                            Siccome vuoi una versione di LaTeX — ripeto, del formato, non del programma di composizione — che hai richiesto posteriore alla data del 31 dicembre 3000, il programma ti invierà un avviso d’errore informandoti che il formato disponibile ha invece la data tal-dei-tali.

                            A me, che ho il sistema aggiornatissimo, risponde dicendomi `
                            LaTeX Warning: You have requested release `3000/12/31' of LaTeX,
                            but only release `2011/06/27' is available.
                            `
                            Se vai a leggere nel file log, trovi invece altre date che hanno altri significati.

                            in risposta a: Cosa sbaglio con include e input? #81433
                            OldClaudio
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                              Non ho capito perché hai cambiato estensione al file .log; se hai ti bastava includere direttamente misure.log, senza obbligare chi ti vuole aiutare a cercare come non far aprire il file .rtf a Word, o a Writer, visto che di fatto non è un file rtf. RTF sta per Rich Text Formata, è un formato abbastanza universale, ma ricguarda file con un minimo di formattazione definita con un mark up particolare. Il file log non ha quel formato solo perché gli cambi l’estensione.

                              Intanto vedo che usi a4wide; non farlo: è uno dei peccati capitali degli utenti di LaTeX.

                              Apparentemente carichi amsfonts prima di amsmath; non è tanto corretto: carica prima amsmath, poi amssymb, poi gli altri file ams, ma non caricare esplicitamante amsfonts, perché viene caricato da amssymb che ha i comandi per accedere a quei font.

                              il pacchetto hyperref va caricato per ultimo, in particolare dopo il pacchetto caption, ma comunque per prudenza va caricato sempre per ultimo in assoluto.

                              Se puoi evita i file di stile per la pagina iniziale dei capitoli fancychap: di solito produce dei riusltati diversi da quelli standard, ma addirittura meno belli, talvolta delle cose veramente kitsch. quindi evitalo.

                              il pacchetto guit carica il pacchetto xcolor. Ricordatene e in particolare non caricare color dopo xcolor e/o non ricaricare xcolor.

                              A chi serve il pacchetto nameref; è veramente inutile.

                              2) il comando \includeonly ora è unico e scritto così (per il solo capitolo 5, preceduto da titolo e indici):
                              \includeonly{main_testa_frm,main_prefaz,main_testa_int,main_testa,titolo,indici,capitolo5int,capitolo5}

                              è quello che dici di avere fatto: però nel file .log c’è scritto:
                              `(D:\documenti\latex\misureIIed\bode_int.tex
                              (D:\documenti\latex\misureIIed\main_testa_int.tex)
                              Capitolo 5.`
                              senza nessuna menzione del fatto che si sia mai letto il file aux dei file bode_int e bode_text_int

                              In altre parole il tuo file misure.log NON contiene nessuna menzione ai file aux dei file subalterni e la pagina 93, non progressiva rispetto alla pagina 12, l’ultima emessa prima di aprire i file su bode, sembra che riceva il suo numero da un \setcounter{page}{92} che non appare esplicitamente né contenuto in un precedente file .aux nè nel file misure.aux.

                              Che cosa posso dedurre?

                              Che non segui le indicazioni che ti ho dato:
                              1) metti un include only che contenga una lista riferita a tutti i file da includere;
                              2) fai girare pdflatex almeno un paio di volte;
                              3) verifica che il file misure.aux contenga i nomi di tutti i file ausiliari;
                              4) verifica che in ogni cartella dove si trovano i file da includere accanto al file incluso ci sia anche il relativo file aux;
                              5) se non è così (mancano in file aux) e o mancano i loro nomi nella contenuto del file misure.aux); torna al punto 1) e rifai tutto facendo attenzione di non commettere errori;
                              6) cambia la lista di \includeonly in modo che contenga solo i file che ti serve comporre;
                              7) fai andare pdflatex;
                              8 ) controlla che nel file misure.log siano stati letti tutti i file aux di tutti i file inclusi; ti basta aprire il file log con wordpad.exe ( che hai a bordo del tuo pc anche se non te ne sei mai accorto;non con notepad, perché questo non riconosce i fine riga diversi da quelli standard di Windows; ti consiglio di aprire un terminale [prompt dei comandi] e di dare dalla finestra comandi il comando wordpad misure.log e vedrai che la cosa funziona) e cerca la stringa .aux e dovresti trovarne altrettante associate ai nomi dei file inclusi.
                              9) apri il visualizzatore pdf e verifica che tutti i riferimenti incrociati siano a posto.

                              in risposta a: [RISOLTO] Lettere accentate usando \include #81546
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Inoltre controlla qui su nella sezione Documentazione la Guida Tematica sulle codifiche.
                                È certo che i file inclusi sono stati salvati con un editor impostato per una codifica diversa da quella specificata come opzione nel pacchetto inputenc. Devi cambiar eloro codifica; usare le righe magiche (vedi guida tematica) riconfigurare il tuo editor e, suggerimento caldissimo, a meno che tu non usi già gli editor indicati nella guida tematica e che sono in grado di autoconfigurarsi in accordo con le righe magiche, cambia editor e usa uno di quelli indicati nella guida tematica.

                                Buon Natale
                                Claudio

                                in risposta a: XeLaTeX e caratteri accentati: dove sbaglio? #81460
                                OldClaudio
                                Partecipante
                                  Up
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                                  Condivido quasi tutto quello che hai detto: certo i fatti che hai riportato sono fatti e non li discuto.

                                  Discuto il fatto di usare qualcosa di non ASCII nei nomi dei file e discuto l’abitudine di inserire spazi nei nomi dei file, che certo sono tutti accettabilissimi da tutti i file system moderni e qualcuno degli antichi. Sto parlando in generale, non mi sto riferendo a nessuna persona particolare.

                                  Ma basta provare a mettere spazi e/o lettere non ASCII nei nomi dei file da far elaborare dai programmi di composizione del sistema TeX (da tex, a latex, a pdflatex, a xelatex, eccetera) e si vedrà che si incontrano problemi. Certo, da questo punto di vista anche il sistema TeX potrebbe modernizzarsi, ma perderebbe molte delle sue caratteristiche di compatibilità con il passato.

                                  Tanto per fare un esempio: l’underscore è un carattere ASCII perfettamente gestibile nei file system fin dai tempi del vecchio DOS; fino a non molti anni fa l’underscore era vietato nei nomi dei file da elaborare con i programmi di composizione del sistema TeX. Ora sembra che lo sia (cioè sembra che sia accettabile) ma si continua a raccomandare di non usarlo: se va a finire in un argomento mobile sono guai.

                                  BUON NATALE

                                  Claudio

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 7,681 al 7,695 (di 11,287 totali)

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